Noto che c'è un po' di confusione nel forum sul liberalismo:
- Qualcuno ritiene che ogni imposizione da parte dello stato sia illiberale, come se lo stato liberale non dovrebbe esercitare nessuna autorità (questa cosa si chiama anarchia, non liberalismo): rientrano tra questi i novax, che rivendicano la libertà di non vaccinare i propri figli.
- Qualcun'altro ritiene che i limiti della libertà siano del tutto relativi e che quindi anche Hitler avrebbe potuto sostenere di essere un liberale
- Qualcun'altro confonde i diritti negativi (a costo zero) con i diritti positivi (che creano costi in più allo stato di quanti ce ne siamo attualmente): il liberalismo garantisce i primi, mentre i secondi solo nel limite del possibile (o per meglio dire, nei limiti di quanto siamo disposti a pagare): il buono-scuola per fare un esempio è un diritto positivo, visto che consiste nella pretesa che lo stato ti paghi la scuola privata.
Cerchiamo quindi di analizzare e spiegare il pensiero liberale, per poi arrivare alla questione dei vaccini e alla questione del buono-scuola.
I liberali cercano di limitare il più possibile le imposizioni, ma per eliminarle bisognerebbe abolire lo stato... e a questo punto si parla di anarchia e non più di liberalismo.
Infatti anche le imposte sono un'imposizione (come il nome stesso suggerisce), quindi se il liberalismo consistesse nell'assenza di imposizioni bisognerebbe per coerenza anche sostenere che non si debbano pagare imposte.
Quindi, vediamo di mettere un po' in ordine i concetti.
Nel liberalismo le imposizioni sono ridotte al minimo, ma questo non significa che non ci siano.
Semplicemente, i liberali cercano delle linee guida per trovare un giusto equilibrio.
In base alla mia interpretazione del liberalismo, sono legittime le imposizioni che hanno i seguenti scopi:
1) Preservare lo stato, la democrazia e i suoi vari apparati, che hanno lo scopo di difendere la libertà dei cittadini e i loro diritti economici/sociali/politici fondamentali: cose senza le quali gli individui sarebbero totalmente abbandonati a sé stessi, con tutti gli enormi problemi che questo comporterebbe.
2) Proteggere l'integrità sociale, fisica e psicologica dei cittadini, così come l'integrità dei loro beni, attraverso una serie di regole e di reati penali. Il concetto di danno non si può interpretare a cazzo come pensa @King Z., perché nel liberalismo con "danno" si intende qualcosa che causa disagi oggettivi, cioè quel genere di danni che tutti riconoscono come tali in maniera praticamente unanime, a prescindere dall'orientamento politico.
Se una persona difende l'autorità dello stato per contrastare i danni ai bisogni che stanno alla base della piramide di Maslow è un liberale, ma se va oltre questo allora cessa di essere un liberale. Infatti i piani alti della piramide di Maslow sono soggettivi, cioè nessuno sa cosa significhi "autorealizzazione": ognuno ha la sua propria concezione personale.
Per esempio, qualcuno si autorealizza facendo sesso con le persone del sesso opposto, mentre qualcun'altro con le persone del proprio sesso. Ognuno ha i propri interessi, le proprie inclinazioni ecc ecc...
I liberali relativizzano i piani alti della piramide, ma i primi due piani (soprattutto il primo) non si possono relativizzare, ed è a questi livelli che le imposizioni dello stato sono giustificate (se uno pensa che non debba nemmeno esistere un'autorità centrale per difendere i primi due piani è un anarchico, se invece sale fino all'ultimo piano o giù di lì è un fascista di merda).
3) Vigilare sui diritti dei bambini: sebbene nel liberalismo gli adulti abbiano una grande libertà di scelta per loro stessi, non possono pretendere invece di far ricadere tutte le loro scelte (anche quelle più stupide e incoscienti) sui loro figli. Consapevoli del fatto che i bambini non sono liberi in quanto subiscono le scelte dei genitori, i liberali ritengono che sia non solo lecito, ma anche doveroso, che lo stato si intrometta nel rapporto tra genitori e figli, limitando di fatto l'autorità parentale.
Lo stato liberale quindi impone ai genitori una determinata linea di comportamento, sia in senso negativo (lasciare ai figli libera scelta in determinate cose) sia in senso positivo (imponendo ai bambini determinate cose a prescindere dal fatto che ai genitori vada bene o meno).
Per farla breve, visto che i bambini non sono liberi (essendo dipendenti dai loro genitori) si tratta semplicemente di scegliere per quali cose decidono i genitori, per quali decide lo stato e per quali decide il bambino in maniera autonoma.
Quindi esistono anche cose in cui i bambini decidono in maniera autonoma? Si, per esempio né lo stato, né i genitori, possono proibire al proprio figlio di farsi le seghe o di divertirsi con l'amichetta o con l'amichetto. Né lo stato né i genitori possono imporre ai loro figli di mangiare o bere cose che detestano, piuttosto che proibire loro di mangiare o bere cose che adorano. I figli dei vegani per esempio devono avere il diritto di mandare i propri genitori a fare in culo pretendendo la loro sana razione di carne.
Bene, a questo punto abbiamo tutto quello che serve per analizzare la questione dei vaccini e del buono-scuola.
L'obbligo vaccinale per i bambini è giustificato nel liberalismo?
Premesso che un liberale prima di arrivare a un obbligo dovrebbe cercare di percorrere altre strade, comunque una volta fallite le soluzioni più liberali l'obbligo vaccinale non deve essere scartato.
Infatti i vaccini in generale toccano il punto 2 e se si parla di bambini toccano anche il punto 3.
I genitori NOVAX sono infatti un perfetto esempio di fallimento della limitata autorità parentale discussa nel punto 3: preso atto del fatto che molti genitori sono dei coglionazzi, lo stato si prende una parte dell'autorità parentale per fare scelte più lungimiranti rispetto a loro, a beneficio dei bambini. Se si lasciasse correre l'irresponsabilità dei genitori novax, a rimetterci non sarebbero loro, ma dei bambini inermi.
Quello che Iohannes68 evidentemente non sa è che il tema dei vaccini tocca anche il punto 2, in quanto non è vero che se una persona non si vaccina è soltanto affar suo. Infatti chi conosce bene l'argomento sa che l'efficacia dei vaccini è data dall'immunità di gregge e non dall'immunità individuale.
Infatti se non fosse per l'immunità di gregge (che viene raggiunta solo se la gran parte della popolazione è vaccinata), l'agente patogeno non verrebbe eliminato e continuerebbe a mietere vittime tra le persone immunodepresse, oltre che tra le persone che non sono vaccinate "per sbaglio" (tipo, io in questo preciso momento non ho idea di quale sia il mio grado di protezione... se qualcuno si dimentica di controllare e quindi di rimediare, può restarci secco).
Strano ma vero, questa volta sono d'accordo con @occidentale.
L'assenza del buono-scuola è inaccettabile nel liberalismo?
Il cavallo di battaglia liberale di @Iohannes68 è la storia che la scuola statale sarebbe un'imposizione indegna, ma per essere coerenti su questa linea bisognerebbe arrivare a sostenere che l'obbligo scolastico è un'imposizione e che un genitore dovrebbe poter decidere liberamente se mandare o meno i suoi figli a scuola.
Oppure, in alternativa, uno potrebbe sostenere che l'obbligo scolastico va bene, ma che lo stato non debba decidere il programma scolastico, sulla base dell'idea che lo stato non debba imporre cosa bisogna imparare a scuola.
In un simile sistema @salve sicuramente iscriverebbe i suoi figli alla scuola di Mazzucco, dove imparerebbero un mucchio di fesserie (a partire dalle teorie novax) e da adulti si ritroverebbero a essere degli asini.
Quindi cominciamo da un punto fermo: non solo l'obbligo scolastico è giustificato in un sistema liberale, ma anche l'imposizione di un programma universale a cui tutte le scuole (sia statali che private) devono attenersi.
Il motivo risiede principalmente nel punto 3: si è stabilito che ogni persona debba acquisire, entro l'età adulta, determinate conoscenze, senza le quali sarebbe per lei impossibile rendersi socialmente utile e quindi trovare un lavoro. Questo compito non può essere lasciato all'arbitrio del singolo genitore, così come nemmeno alle scuole private, altrimenti Mazzucco crea la sua scuola privata nella quale riempie di cazzate la testa dei bambini.
Il danno dell'ignoranza, fate attenzione, non è solo individuale, ma è sociale: tocca anche il punto 1. Infatti una carenza diffusa di un'istruzione di qualità danneggia lo stato in quanto tale: è un danno collettivo. Si potrebbe sostanzialmente dire che la democrazia e i diritti politici vengono concessi in cambio dell'obbligo all'istruzione.
Se stabilissimo che una persona può rinunciare all'obbligo all'istruzione, allora sarebbe legittimo privarla dei diritti politici, in quanto un totale analfabeta non può partecipare alla vita politica. Già siamo messi male CON l'obbligo di istruzione, figuriamoci se lo togliamo.
Comunque, veniamo finalmente alla questione del buono-scuola: il diritto negativo a scegliere in quale scuola mettere i propri figli in Italia c'è già, visto che non solo si può scegliere tra vari istituti statali, ma si può anche optare per una scuola privata.
Quello che rivendica Iohannes68 infatti non è un diritto negativo, ma un diritto positivo: cioè, lui vuole che lo stato gli paghi la scuola privata. Sui diritti positivi i liberali hanno una linea piuttosto chiara: non è sbagliato che ci siano diritti positivi, ma poiché non sono a costo zero non possono essere né garantiti né illimitati. Quella di Iohannes68 è quindi una pretesa che può anche essere legittima, ma lo stato non ha il DOVERE di accontentarla, perciò le minacce di morte a chi non vuole il buono-scuola sono fuori luogo.
Ritengo comunque che la sua pretesa possa essere soddisfatta qualora riesca a elaborare una proposta di legge che non aumenta i costi per lo stato: cioè, i figli di Iohannes68 nella scuola privata non devono costare allo stato più di quanto costerebbero se frequentassero la scuola offerta dallo stato.




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