Questione morale nella Lega Nord Zaia: authority sui redditi dei politici
Il governatore: gli eletti rendano pubblici entrate e patrimoni
Questione morale nella Lega Nord Zaia: authority sui redditi dei politici - Corriere del Veneto
VENEZIA — Un’anagrafe degli eletti, da mettere nelle mani del prefetto o perfino della Guardia di finanza, che raccolga le dichiarazioni dei redditi, gli stati patrimoniali e addirittura «la schedina vincente del Superenalotto, se necessario» di quanti ricoprono un ruolo politico pubblico. La Lega Nord finisce invischiata nella questione morale, tra rimborsi gonfiati, auto blu e fatture più o meno false, e Luca Zaia si scopre un po’ più vicino a Marco Pannella. Come già stanno facendo i radicali da un paio d’anni a questa parte, infatti, anche il governatore propone ora di raccogliere tutte le informazioni relative al portafogli degli amministratori pubblici, così da «verificare in un batter d’occhio, qualora ce ne fosse bisogno, da dove arrivano certe barche, certe automobili, certe case in montagna». Il momento, per il Carroccio, non è dei migliori qui a Nord Est. Il presidente del consiglio regionale del Friuli, Edouard Ballaman, è finito nel mirino della Corte dei conti per una settantina di viaggi in auto blu più di piacere che per dovere. L’ex presidente di Atv, l’azienda del trasporto pubblico veronese, Gianluigi Soardi è indagato per alcuni rimborsi rimpolpati senza motivo. Camillo Gambin, storico esponente del movimento ad Albaredo d’Adige, è ai domiciliari per una brutta storia di falsi permessi di soggiorno in cambio di denaro.
Adesso tocca al senatore vicentino Alberto Filippi, chiamato in causa (ma lui annuncia querele) dal faccendiere Andrea Ghiotto nell’ambito dell’inchiesta sulla maxi evasione nel distretto della concia di Arzignano, uno dei feudi dello scacchiere padano in Veneto. Insomma là dove un tempo i padani puntavano il dito, ora si scoprono proprio i leghisti. «E questo non possiamo permettercelo - avverte Zaia - noi della Lega abbiamo il dovere d’essere doppiamente puliti rispetto agli altri, i cittadini da noi si aspettano il massimo del rigore». Il governatore premette di «non voler entrare nei casi specifici, visto che viviamo in una repubblica democratica in cui ciascuno ha il sacrosanto diritto di difendersi e d’essere ritenuto innocente fino all’ultimo grado di giudizio» e chiosa: «Non si possono usare casi isolati per dipingere un intero movimento come il partito del degrado e del malaffare». E però poi ammette: «Certo il momento è particolarmente delicato, temi come la moralità e l’etica della politica sono al centro del dibattito quotidiano. Ne parlo spesso anche con Bossi e Gobbo, la questione morale è la madre di tutte le battaglie perché è ladro chi ruba ma anche chi tiene il sacco». Gobbo ha già avvertito: «Non sottovaluteremo il fenomeno, adotteremo delle contromisure».
Oggi Zaia rilancia: «Creiamo un authority, presso le prefetture o i comandi provinciali della Finanza, in cui nel pieno rispetto della privacy ciascun amministratore sia tenuto ad istruire il proprio fascicolo: dichiarazioni dei redditi, stati patrimoniali, case. Di ognuno di noi deve rimanere storia, perché giustamente se fai il sindaco a mille euro al mese ma hai la fuoriserie, la casa a Cortina e lo yacht al mare qualcosa non torna». In fin dei conti, aggiunge Zaia, «non invento nulla. Già nella Repubblica Veneta il doge e suoi uomini dichiaravano quel che avevano prima di assumere la carica e rendicontavano i guadagni alla fine del mandato». L’authority, secondo il governatore, alla fine potrebbe rivelarsi utile proprio ai politici finiti sul banco degli imputati, «per fare chiarezza senza lasciare dubbi: carta canta. Quando hai un ruolo amministrativo, d’altronde, tutti ti cercano, e tu devi scegliere se passare magari per ingenuo, e mantenere il rigore, oppure infangarti. Poi ci sono situazioni forse non illecite, e però limacciose: gli incontri al bar, all’uscita dell’autostrada o nella taverna di qualcuno. Bisogna fare attenzione, non si può scivolare. Specialmente se si appartiene alla Lega Nord».





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