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Discussione: Francia e Germania ostacolano la crescita economica italiana

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    Bevar Christiania
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    Predefinito Francia e Germania ostacolano la crescita economica italiana

    lungo ma interessante:

    Ho letto attentamente tutte le risposte.

    Se posso esprimere il mio modesto parere, poche hanno centrato il problema, tutte o quasi sono acquiescienti nei confronti della vulgata, nessuna fa un'analisi storico-politico-economica adeguata. Mi si perdoni per l'affermazione. Capisco anche che nessuno dei commentatori mi sembra abbia una competenza specifica. Qualche commentatore riporta anche dei link a statistiche senza però averne (mi si scusi ancora) compresa la ratio. Le statistiche non solo bisogna mostrarle, bisogna anche saperle leggere. Tutti mi perdonino per l'impudenza e per i bonari buffetti a tutti.

    La domanda è tutt'altro che insensata benche' con un piccolo problema di assunto. Unione Europea e Francia e Germania sono esattamente la stessa cosa.

    Partiamo da alcuni concetti basilari:

    L'Italia è un competitor agguerrito di Francia e Germania su tutti i mercati ed in molti settori.
    L'Unione Europea nasce per scopi che non sono assoutamente quelli dello sviluppo e del progresso dei popoli, ma per delle motivazioni storiche molto diverse.
    Un'Italia è un Paese economicamente forte. Molto forte.
    L'italia negli ultimi 30 anni si è molto indebolita dal punto di vista finanziario e non economico.
    Concetto 1. L'Italia è un competitor agguerrito di Francia e Germania su tutti i mercati ed in molti settori.

    Italia, Francia e Germania si fanno una guerra senza quartiere su tutti i mercati mondiali e in moltissimi settori produttivi. Dal mercato dell'auto a quello degli elettrodomestici (che per decenni ha rappresentato la punta di diamante dell'export italiano), dalle produzioni tecnologiche alla componentistica per automobili, dal mercato del lusso fino alle esportazioni vinicole ed alimentari. Non sto ad elencarvi in quanti e quali settori i prodotti dei 3 Paesi si contendono i mercati. Guerra totale senza esclusione di colpi. Le guerre commerciali con la Francia ad esempio si sono sprecate nel corso degli ultimi decenni. Ritenete davvero che qualcuno dei contendenti possa solo pensare di concedere un qualche vantaggio strategico all'altro? Nemmeno sotto tortura. E ritenete che Francia e Germania tendano la mano alle produzioni italiane nel caso di difficoltà del Paese ad esportare per esempio? Ridicolo solo pensarlo. Francia e Germania hanno spesso promosso iniziative e determinazioni in ambito europeo che hanno danneggiato le produzioni italiane a proprio ed esclusivo vantaggio. Senza alcuna pietà.

    Concetto 2. L'Unione Europea nasce per scopi che non sono assoutamente quelli dello sviluppo e del progresso dei popoli, ma per delle motivazioni storiche molto diverse.

    L'Europa sognata a Ventotene da Spinelli e Rossi, non si e' mai realizzata, e nessuno nemmeno la vuole realizzare. Solo qualche babbeo italiano ancora ne parla. L'Europa unita politicamente e federale non la vuole nessuno, non la vogliono i tedeschi e figurarsi i francesi che ancora sognano la "Grandeur". E se loro non l'hanno mai voluta e non la vogliono tutt'ora, non potrà realizzarsi mai. Punto e basta. Dimenticare per sempre.

    Un po' di storia: di fatto dopo la seconda guerra mondiale, soprattutto americani ed inglesi, hanno voluto mettere insieme Francia e Germania per evitare che litigassero di nuovo, si erano gia' fatte abbastanza guerre, fra le quali le due mondiali, per permettere che succeddesse ancora, la disputa franco-tedesca per la supremazia in Europa è secolare. E' questa la prima ratio storica del tentativo di fondare un'Europa unita, evitare che Francia e Germania arrivassero ancora ai ferri corti.

    L'Italia ci si e' trovata in mezzo quasi per caso e, spinta fortemente dagli americani che avevano la folle paura che i comunisti in Italia prima o poi la spuntassero, perdendo così la loro portaerei naturale nel Mediterraneo, si e' inpelagata in questa disputa fra francesi e tedeschi. Il sogno di qualche politico di creare una federazione europea, che pure vi è stato, si e’ sempre impantanato nei nazionalismi e negli egoismi dei due attori principali: Francia e Germania. l'Unione Europea e' roba loro, nasce per loro, gli italiani sono solo comparse.

    Ancora oggi dopo 63 anni dal quel 1957 dove si firmo’ a Roma il primo atto costitutivo dell’allora Comunita’ Economica Europea, l’Europa non ha un politica interna comune, non ha politica estera comune, non ha politica fiscale comune, non ha un’esercito, non ha niente di niente in comune.

    In comune abbiamo solo una fumosa politica economica dettata dalla solita Germania a proprio uso e consumo, qualche volta in accordo e qualche volta in disaccordo con la Francia. E qualche codice che dice quanto deve essere lungo un cetriolo.

    E abbiamo soprattutto l'Euro, che e' un esperimento assolutamente fallito. Nello specifico tecnico perchè è una valuta priva di uno dei fondamentali della moneta e cioè il prestatore di ultima istanza che deve essere lo Stato emittente la moneta, ma se lo Stato non c'è? Nello specifico politico perche' una moneta unica deve poter prevedere una unita' se non politica, che sarebbe la normalita', almeno fiscale, perche' la stessa moneta applicata in contesti diversi procura quelle che in economia si chiamano "asimmetrie", cioe' effetti diversi a fronte di una causa uniforme. Quindi, a meno di una ridefinizione dell'intero impianto dell'Unione e dei trattati, compreso la ridefinizione del ruolo della BCE, ridefinizione che i tedeschi non accetteranno mai a costo di uscire loro dall'Europa (evenienza non così improbabile), l'Euro e' una iattura inaccettabile per molti Stati ed in primis l'Italia.

    Vi invito a leggere al proposito, per chi volesse informarsi sul serio sull'argomento, e non attraverso le schiocchezze memorabili che mi capita di leggere su internet, il libro "Euro" del premio Nobel per l'Economia Joseph E. Stiglitz. Un genio dell'economia certamente molto più blasonato del sottoscritto nell'esporre l'argomento.

    Nient’altro.

    Ma vi sembra ragionevolmente possibile? Se si fosse voluta fare l'Europa sul serio sarebbe stata già fatta decenni or sono.

    Anche l’allargamento ad est dell’Unione con l’ingresso dei Paesi europei dell’ex blocco sovietico, altro non e’ stato che un allargamento dei mercati della Germania da sempre leader nella mitteleuropa.

    Di fatto non abbiamo interessi comuni con Francia e Germania e men che meno con i Paesi Baltici e l’Olanda oramai stabili satelliti della Germania. L’Italia e’ un Paese mediterraneo, con 8.000 chilometri di coste, con una miriade di porti, naturale approdo di tutti i traffici e le merci provenienti dall’oriente del mondo, con grande vocazione commerciale. Della Germania siamo competitors su tutti i mercati e in molti settori industriali e con la Francia le guerre commerciali si sono sprecate negli anni. Tutti gli altri contano poco.

    Cosa sta succedendo al presente e' sotto gli occhi di tutti.

    Pochi commentatori hanno dato il necessario rilievo alla notizia che la Corte Costituzionale Tedesca si è permessa di mettere in dubbio ed in forse le politiche della BCE e il Diritto Costitutivo stesso dell'Unione, facendo capire chiaramente a quanti sono duri di comprendonio, che l'Europa esiste solo, se e come, fa comodo alla Germania, senza se e senza ma.

    La Corte in questione, le cui ordinanze hanno potere vincolante per lo Stato Tedesco, ha emesso una sentenza che dice, in breve ma letteralmente:

    Che i governi sono i "padroni" dei trattati (usata la parola masters of the treaties nel testo originale) indicando senza ombra di dubbio che anche e soprattutto loro sono padroni dei trattati e quindi titolati a emettere sentenza.
    Che la BCE ha agito, nella sua dichiarazione di voler continuare con la politica del Quantitative Easing, "extra vires", tradotto per chi non mastica di diritto significa "al di là delle proprie competenze" e si riservano di dire loro cosa sia "intra vires" e cioe' quello che BCE puo' legittimamente fare. (!?)
    Che alla Bundesbank è vietato (ripeto vietato) acquistare la percentuale prevista di titoli di Stato in caso di un Quantitative Easing non dalla Germania ritenuto ragionevole o adeguato. Non è tanta roba, forse il 4 o 5% dei titoli. Infatti l'80% del totale dei titoli emessi verrebbero assorbiti in automatico dalle banche nazionali, alla Germania e teoricamente secondo la prassi, toccherebbe di comprare cira il 20% del 20% rimanente, ed il resto diviso fra gli altri. Ma i mercati sono molto soggetti oltre che alla speculazione, alle emozioni, e quindi se Bundesbank non compra, vuol dire che comprare è rischioso e se è rischioso pagami di più.
    Che si intima (nella versione originale inglese è usato il verbo "To Order", tradotto "Si ordina" oppure "Si intima") alla BCE di chiarire in che termini intende agire entro e non oltre 3 mesi dalla data della sentenza. Quindi tu tribunale tedesco ordini a me Banca Centrale Europea, che per Statuto sono indipendente dagli Stati, di fare qualcosa? E senza ottenere almeno una sentenza della Corte Europea che sarebbe di diritto superiore alla Corte di un singolo Stato? Quale è il diritto prevalente? Quello europeo o quello tedesco? Per i tedeschi quello tedesco. E non vi piace e' cosi' lo stesso. Uno scandalo ed una vergogna!!!!!!
    Questa sentenza, passata sui giornali italiani come una mezza fesseria, ha creato di fatto un "vulnus" giuridico senza precedenti e scandaloso.

    UNO SCANDALO GIURIDICO ED UNA MANIFESTAZIONE DI PREPOTENZA SENZA PRECEDENTI E SENZA SCUSE.

    Se tutte le Corti Costituzionali dei Paesi dell'Unione dovessero esprimersi sull'argomento, e ne avrebbero titolo, in quanto se lo ha la corte tedesca non vedo perche' non debba averlo quella italiana o francese o portoghese, avremmo 27 sentenze diverse. Vi immagiante la bagarre? Crollerebbe l'Unione in 48 ore.

    I tedeschi hanno semplicemente detto, attraverso la propria Corte Costituzionale, e fottendosene altamente del diritto comunitario, che gli interventi in materia di politica monetaria ed in materia di aiuto finanziario agli Stati membri devono passare al loro vaglio. Se piace a loro va bene. Altrimenti nisba. Niente. Nothing.

    La Corte Europea, attraverso un portavoce, ha protestato debolmente. Qualche mugugno in giro per l'Europa c'e' stato ma poca roba, il governo italiano ha ficcato immediatamente la testa sotto la sabbia, ma bene in fondo. Sui giornali italiani, salvo quache isolata voce nel deserto, niente di niente. Tutti aspettano che a risolvere la vicenda sia qualcun altro, ma non si capisce bene chi. Probabilmente la Merkel che deve trovare il modo di sconfessare i suoi stessi giudici. Ma alla fine la discussione si sta riducendo fra chi? Pensateci. Fra la commissione europea a presidenza tedesca, la Merkel che piu' tedesca non si puo'e la Corte Costituzionale Tedesca. Tedeschi, tedeschi e altri tedeschi. Ma siete ciechi, muti, sordi o cosa? Vi devono proprio bastonare fisicamente per farvi capire come stanno le cose?

    Ma stiamo scherzando? L'Europa è questa roba qua? Ci serve questa roba qua?

    Invito tutti voi a farvi una semplice domanda: dite a voi stessi, pensandoci prima molto ma molto bene, cosa mi ha dato l'Europa in quest anni? mmmmmmmmmmm………. farete fatica a trovare anche uno straccio di risposta. Qualcuno dira' "saremo falliti senza", e io vi dico "ma chi vi ha ficcato in testa questa scemenza?". Meditate, semplicemente meditate. E poi dopo aver meditato fatevi quest'altra domanda: "e allora perche'?" "Cui prodest?" direbbero i Latini, "a chi fa comodo?" Da qui in poi si potrebbe cominciare a ragionare.

    Concetto 3. L'Italia è un Paese economicamente forte. Molto forte.

    Per chiarire questo concetto, che potrà sembrare strano a chi ascolta giornalmente annunci di disastri economici e dichiara che l'Italia sta fallendo, descrivo alcuni dei parametri di base dell'Economia Italiana, molti dei dati sono facilmente reperibili sul sito dell'ISTAT e su moltissimi altri siti che dal sito dell'ISTAT comunque riprendono le informazioni:

    L'Italia dal 1992 ad oggi ha avuto un avanzo primario sempre positivo (si definisce avanzo primario la differenza fra entrate ed uscite al netto degli interessi su eventuali debiti). Negli ultimi 20 anni ha avuto l'avanzo primario migliore del mondo. Vuol dire in buona sostanza che da 20 e passa anni lo Stato Italiano incassa dai cittadini più di quello che spende.
    L'Italia ha un surplus della bilancia commerciale mediamente uguale a 60 miliardi di Euro (attualizzati) negli ultimi 20 anni . Vuol dire che la differenza fra quanto importiamo in materie prime e prodotti finiti e quanto esportiamo degli stessi è in positivo di circa una sessantina di miliardi all'anno da una ventina d'anni a questa parte. Prima di questo ventennio abbiamo avuto picchi anche molto superiori con qualche anno così e così.
    L'Italia è il Paese in Europa con la ricchezza privata più alta. Stiamo parlando di circa 10.000 miliardi di risparmio privato (Si. Gli italiani hanno fra case e soldi contanti, e unici al mondo, questa cifra qui). di cui circa il 57% investito in immobili, il 30% in fondi di investimento di vario genere, e il 13% in liquidità depositata sui conti correnti. Non solo è la più alta, è anche quella meglio distribuita. In Italia non ci sono pochi ricchissimi e molti poverissimi. La distribuzione della ricchezza è spalmata su larghi strati della popolazione. L'80% degli italiani è proprietario della casa in cui vive ad esempio. E non è roba da poco. Anche il grosso degli investimenti finanziari riguardano un buon 40% delle famiglie italiane, che quindi possiedono un piccolo gruzzolo che hanno investito da qualche parte. Non contiamo i contanti che qualche nonna ha sotto qualche mattonella. Siamo un popolo risparmiatore da sempre. Se puo' rendere l'idea un paragone internazionale, che chiarisce la bonta' del modello italiano, possiamo dire che nonostante gli italiani nel loro complesso siano fra i piu' ricchi del mondo, il singolo italiano piu' ricco in assoluto e' Giovanni Ferrero (quello della Nutella) che pero' in classifica mondiale e' lontanissimo dalle prime posizioni. Se non erro intorno al 170esimo posto. In Italia vi sono concentrazioni di ricchezza come dappertutto ma con intensita' piu' miti rispetto agli altri Paesi ricchi ed industrializzati nel mondo. I nostri ricchi non sono cosi' ricchi, e nemmeno i nostri poveri sono cosi' poveri. Non tormentatemi con Berlusconi che e' si fra i primi dieci in Italia ma forse entro i primi mille al mondo e non di piu'. Se parliamo dei ricchi veri del mondo il Cavaliere e' una scartina, e detiene circa lo 0,05% del patrimonio privato italiano. Tanta roba per un operaio ma poca roba su scala globale.
    La spesa pubblica italiana è aumentata nell'ultimo decennio e mediamente di circa lo 0,82% all'anno. Siamo fra i Paesi europei più virtuosi e che più hanno fatto economia. Hanno speso meno di noi percentualmente, solo Spagna, Grecia e Portogallo. Tutti gli altri hanno speso di più, in qualche caso molto di più. Persino la spilorcissima Germania.
    L'Italia ha un apparato industriale di prim'ordine. Spezzettato certo in micro, piccole e medie imprese che insieme rappresentano il 95% del PIL, ma proprio per questo molto flessibile e in grado di adattarsi ai nuovi mercati molto velocemente. La grande industria in Italia rappresenta appena il 5% del PIL. La grande forza dell'Italia non e' stata mai la FIAT, giusto per fare un paragone e con tutto il rispetto per una grande impresa nazionale. La forza italiana e' sempre stata il piccolo e geniale imprenditore che fa cose uniche al mondo, che promuove la sua azienda andando a parlare in milanese al russo, o in pugliese al cinese, ma che si fa capire e soprattutto offre un prodotto che nessun'altro ha. E di questi ne abbiamo a migliaia. E non sono piu' artigiani. Sono aziende piccole si , ma con tecnologie avanzate, con brevetti innovativi, con dipartimenti commerciali aggressivi e moderni. Il brand Italia ha una valenza all'estero impressionante. Senza bisogno di pubblicita'. Ho fatto una buona meta' della mia vita ramingo per il mondo e ve lo posso garantire (ho letto di un post di un signore al proposito che e' veramente o stupido o ignorante, propendo per la seconda ipotesi e perdono).
    L'Italia detiene circa il 70% del patrimonio artistico del mondo. Oltre a una natura generosa che ci ha dato mari e monti e territori bellissimi. Ma non siamo il primo Paese al mondo per turismo (e dovremmo esserlo per logica). Il primo Paese al mondo per turismo è la Francia (???!!!!!) che fa quasi il doppio degli arrivi e una volta e mezza le presente italiane. Ci batte anche la Spagna. Ma non e' un male, vuol dire che semplicemente abbiamo enormi margini di miglioramento. Un patrimonio turistico come quello italiano è un patrimonio economico di enorme livello. Ad oggi (di corona virus non voglio parlare), l'Italia fa 230–235 miliardi di euro all'anno nel settore turistico fra diretto ed indotto, praticamente equamente divisi tra il nord, il centro ed il sud dell'Italia (l'Italia e' bella tutta). Circa il 13,5% del PIL. Ma ha una potenzialità stimata di oltre 450 miliardi annui. Con il solo turismo l'Italia sarebbe in grado di fare un PIL uguale a quello che fa la Norvegia, l'Austria o addirittura i ricchi Emirati Arabi con le loro intere proprie economie e molto di più di quanto fa l'Irlanda o la Danimarca. L'intero loro PIL contro solo il nostro potenziale PIL turistico. Non e' fantasia. E la realta' dei nostri numeri.
    L'Italia ha un PIL complessivo di oltre 2.000 miliardi dollari (dati 2018). Ottavo posto nella classifica mondiale. A parità di popolazione ci battono in pochi al mondo. Se tenessimo conto dell'enorme volume di lavoro nero in Italia (che qualche statistica stima al 30% del totale), forse non ci batte nessuno.
    Un eventuale fallimento dell'Italia (vi garantisco assolutamente impossibile), porterebbe a fondo mezzo mondo. Nessuno lo permettera' mai. Anche se gli italiani dovessero essere degli idioti patentati e continuare a votare 5S. Al proposito vorrei dire che ci sono molti modi democratici di protestare, ma affidare le sorti di un grande Paese come l'Italia a degli incompetenti incapaci e' un buon modo di suicidarsi come Nazione, non di protestare. Esistono buoni gestori della cosa pubblica, cattivi gestori della cosa puubblica e altri che la cosa pubblica proprio non sanno cosa sia. Ecco…… questi sono i peggiori di tutti. Siamo in tempo di coranavirus, da quanto ci dicono i virologi, il virus non ha interesse ad uccidere l'ospite, con il tempo probabimente si modifichera' e si adattera' all'uomo e convivera' con lui diventanto un banale raffreddore. Il virus ha interesse a riprodursi non ad uccidere. Ecco, i 5S sembra siano esattamente al contrario. Non vogliono riprodursi. Vogliono uccidere. Incoscientemente e stupidamente proprio come un virus destinato a scomparire. Il problema e' quanti danni riusciranno a fare prima dello loro piu' che auspicabile scomparsa. Ritornando a noi, l'Italia non è la Grecia e non e' l'Argentina. E' uno dei Paesi più ricchi del mondo. Un default italiano causerebbe una delle piu' gravi crisi finanziarie mai viste. Non succedera' mai. Vi do' la mia parola di boy scout. Ma questo non significa che bisogna stare tranquilli. Anzi. Facciamo in modo che l'impossibile non diventi possibile. Ma avete visto ieri l'intervento del 5S Ricciardi in Parlamento? Per far dire dire ad Enrico Mentana la parola cog…ne ce ne vuole. Il 5S ci e' riuscito. Ecco…… al momento ci governano questi qua.
    Concetto 4. L'italia negli ultimi 30 anni si è molto indebolita dal punto di vista finanziario ed economico.

    Questo sarebbe il punto più accedemico della serie. E mi sono accorto di avere esagerato in lunghezza e prolissità. Ma l'Italia ha un debito pubblico enorme, non possiamo sorvolare sull'argomento.

    Partiamo dal pressupposto che, un debito pubblico anche grande, come quello dell'Italia, ma riferito ad un Paese con i fondamentali economici che ha l'Italia, non e' poi la fine del mondo, anche se questo potrebbe scandalizzare qualche cittadino poco avvezzo alla finanza ed anche qualche economista che ha studiato poco.

    Non dico che sia un bene. E' un parametro. Niente di piu'. Il Paese piu' indebitato del mondo sono gli Stati Uniti in valore assoluto, Il Giappone in valore percentuale sul PIL, anche noi siamo da quelle parti. Il fatto e' che a fronte di quel debito il Giappone ha un notevole surplus e l'Italia no. Lasciamo da parte gli Stati Uniti che garantiscono il proprio debito con le portaerei.

    Dicevo che l'Italia non ha il surplus del Giappone, ma avrebbe potuto averlo!

    Perche' non l'abbiamo allora??????

    Perche' l'Italia paga molti piu' interessi sul debito pubblico di quanto ne paghi il Giappone.

    E siamo arrivati al punto finalmente.

    Un titolo di stato giapponese a scadenza decennale rende a chi lo compra (quotazione odierna) lo 0.08%.

    Un titolo di stato italiano assimilabile e sempre decennale rende a chi lo compra (quotazione odierna) circa l'1,6%.

    Direte che la differenza non e' poi cosi grande. Vi sbagliate.

    Il titolo giapponese e' stato comprato (nella stragrande maggioranza dei casi) dalla Banca Nazionale Giapponese al valore nominale, cioe' diciamo 100. Compro un obbligazione che vale 100, la pago 100 e prendo lo 0.08% all'anno di interesse medio netto.

    Il titolo italiano viene venduto all'asta ai cosiddetti "Investitori istituzionali", che alla fine sono Banche, Fondi di Investimento etc. e comprati al valore d'asta. Mi spiego meglio. Gli ultimi BTP italiani emessi l'1 aprile 2020 a scadenza decennale sono stati quotati a 97,5 circa. Vuol dire che compro un'obbligazione che vale 100 a 97, 5 e poi ci prendo un interesse del'1,6% non sul valore d'acquisto (cioe' 97,5) ma su quello nominale (100).

    A fine anno il Giappone avra' pagato lo 0.08% di 100. Cioe' 8 centesimi ogni 100 euro. Avendo il Giappone incassato 100 euro.

    A fine anno l'Italia avra' pagato, l'1,6% di 100, cioe' 1,6 euro (venti volte il Giappone). Avendo l'Italia incassato appena 97,5 euro.

    Et voila', non c'e' trucco non c'e' inganno cari amici.

    Un ottimo affare per le banche e uno pessimo per l'Italia.

    Ma hai appena detto che siamo ricchi, che vuoi che sia alla fine 1 o 2 punti di interesse.

    Ogni punto di interesse in piu'sul debito pubblico italiano vale circa 24 miliardi all'anno da pagare in piu' di soli interessi.

    L'Italia ad oggi fa circa 15 miliardi al'anno di avanzo primario, cioe' alla buona, gli rimangono in tasca 15 miliardi fra entrate ed uscite (e nessuno in Europa riesce a fare tanto). Ma ne paga 75 di interessi bancari.

    Ed ecco spiegato l'arcano.

    L'arcano del nostro debito pubblico che aumenta ogni anno nonostante abbiamo tagliato tutto il tagliabile, ed economizzato anche sulla carta igienica.

    Siamo in mano agli strozzini. Ecco il problema. Nessuna economia sulla spesa pubblica puo' coprire 75 miliardi all'anno di interessi. A meno che non smettiamo di pagare stipendi e pensioni.

    Ed adesso gli strozzini vorrebbero che noi pagassimo il nostro debito pubblico con il nostro risparmio privato.

    Eccoci finalmente al nocciolo della questione.

    Chi nella propria vita ha avuto la sventura di adire allo strozzinaggio capira' perfettamente. Mutatis mutandis e' esattamente lo stesso meccanismo. Non solo. Gli strozzini adesso ci dicono che l'aumento di quel che c'e' da pagare verra' finanziato e consentito solo al 3% (Patto di stabilita'), quindi se spendiamo di piu' perche' gli interessi sono diventati tanti dobbiamo vendere qualcosa per pareggiare il conto. In gergo privatizzare.

    A quanti pensano che la parola privatizzare sia una roba buona, spiego che significa vendere un bene pubblico (quindi di tutti i cittadini) ad un privato, per pagare interessi allo strozzino (almeno nel nostro caso).

    Attraverso un processo anatocistico noi paghiamo interessi su interessi e interessi sugli interessi degli interessi e nonostante si sia una Paese ricco ci stiamo strozzando.

    Accelerando nell'iter storico (altrimenti diventa un libro e non un post), abbiamo cominciato a svendere la nostra roba pubblica nel '92 e abbiamo continutato per qualche decennio. Al momento di roba pubblica interessante ne e' rimasta poca e indovinate cosa vogliono? Fuocherello, fuochino, fuoco….. siiiiiiiii. Indovinato. Le vostre case (non tutte, un pezzo, diciamo fra il 10 e il 15%) e qualche soldarello preso dai vostri conti correnti. Diciamo un altro 5% . Come faranno? E Me lo chiedete? Lo sentite tutti i giorni di straforo in Tv, vi fanno passare un pezzetto di notizia alla volta per prepararvi. Si chiama tecnicamente tassa sul patrimonio, altresi' e volgarmente detta Patrimoniale.

    Come sfuggire allo strozzino? Gente, serve un'altro post a parte. Ma si puo' fare.

    Mi fermo qui e torno alla domanda iniziale.

    Francia e germania hanno paura di noi?

    No.

    Hanno paura di quello che siamo stati e che potremmo essere ancora.

    Al momento hanno cosi' tanta paura che ci stanno letteralmente, e passatemi il termine volgare, sodomizzando.

    E qui oltre mi taccio

    Se dovessi dare un consiglio ai nostri politici direi non di uscire dall'Unione Europea ma di FUGGIRE!

    E dall'euro assolutamente.

    Scusatemi per il post troppo lungo frutto del'abitudine all'analisi particolareggiata e all'essere stato un modesto insegnante di economia, e ringrazio chi ha avuto la pazienza di leggerlo fino alla fine.


    https://it.quora.com/Sembra-che-l-Un...a-questi-stati
    «Feared neither death nor pain,
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    (Ezra Pound - Canto XX, The Lotus Eaters)

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  2. #2
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    Predefinito Re: Francia e Germania ostacolano la crescita economica italiana

    Interessante e intelligente.
    Boris-smirnov and Halfshadow like this.

  3. #3
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    Predefinito Re: Francia e Germania ostacolano la crescita economica italiana

    non ho letto l'articolo che è troppo lungo, ma basti pensare che era contro l'euro come moneta unica anche l'economista europeista Federico Caffè, maestro tra gli altri anche di Mario Draghi il quale si era laureato con una tesi contro la moneta unica

    https://keynesblog.com/2012/04/16/i-...fe-sulleuropa/

    i nodi vengono al pettine
    Sabretooth and Halfshadow like this.

  4. #4
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    Predefinito Re: Francia e Germania ostacolano la crescita economica italiana

    Insomma per i somaristi i nostro declino è sempre colpa degli atri.
    Conte Oliver likes this.
    .... voi italioti veramente siete una razza inferiore di ignoranti, certe volte vi gaserei, mi meritate tutto, il brutto è che ci vado di mezzo pure io che italiota non sono... cit. Robert

  5. #5
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    Predefinito Re: Francia e Germania ostacolano la crescita economica italiana

    Un paese che decide di vivere di debito e non di lavoro, valore aggiunto ed efficienza del sistema, diventa schiavo di chi gli deve prestare i soldi, punto

    Dare la colpa alla EU e alla BCE può pulire la coscienza a chi vive di quel debito e ai fessi che lo pagano e si vergognano di ammettere de essere stati fregati, ma non sposta la questione

    Se un popolo manda al potere classi dirigenti fatte di avidi cialtroni che sanno solo dilatare fino all'inverosimile la spesa pubblica per arricchire se e loro amici e distribuire il bottino per scopi clientelari a complici e clientele servili, quando deve tirare la cinghia dia la colpa a se stesso e smetta di frignare
    Saturno, Coccone and Mauam like this.
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

  6. #6
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    Predefinito Re: Francia e Germania ostacolano la crescita economica italiana

    Citazione Originariamente Scritto da Saturno Visualizza Messaggio
    Insomma per i somaristi i nostro declino è sempre colpa degli atri.


    Il fesso si vergogna di essere fesso, mentre chi ha messo da parte il bottino cerca capri espiatori, per continuare l'abbuffata ed evitare che lo vengano a prendere coi forconi
    Mauam likes this.
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

  7. #7
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    Predefinito Re: Francia e Germania ostacolano la crescita economica italiana

    Quante affermazioni false


    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    L'Unione Europea nasce per scopi che non sono assoutamente quelli dello sviluppo e del progresso dei popoli, ma per delle motivazioni storiche molto diverse.
    Falso:
    Quando i rappresentanti del Belgio, della Repubblica Federale di Germania, della Francia, dell'Italia, del Lussemburgo e dei Paesi Bassi hanno firmato i trattati di Roma il 25 marzo 1957, hanno istituito sia la Comunità economica europea (CEE) che la Comunità europea dell'energia atomica (Euratom). Nel preambolo del Trattato CEE hanno esposto i loro progetti per il futuro: il loro lavoro doveva servire a gettare le basi per un'unione sempre più stretta dei popoli d'Europa. I padri fondatori erano infatti convinti che con il Trattato CEE avevano creato il nucleo di un futuro Stato federale europeo e di un'Europa federale.

    Ma anche se i creatori della Comunità Europea avevano evocato l'obiettivo dell'unione politica, e il Trattato CEE permetteva uno sviluppo dinamico in questa direzione, il Trattato non era essenzialmente altro che un'unione doganale. La ragione di questa limitazione era che negli anni '50 tutti i tentativi di realizzare l'unione politica erano falliti (Comunità europea di difesa, Comunità politica europea). Per questo motivo, i sei Stati firmatari del Trattato di Roma hanno deliberatamente deciso di non ancorare contrattualmente l'obiettivo dell'unificazione federale, che all'epoca non era applicabile, e hanno messo in primo piano gli interessi economici. Speravano che un accordo in campo economico avrebbe spianato la strada ad una successiva unione politica.
    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio

    Un'Italia è un Paese economicamente forte. Molto forte
    Falso: L'Italia è in cattive condizioni. La crisi finanziaria del 2008/2009 non è stata ancora superata. La Spagna, invece, colpita da una grave crisi del mercato immobiliare dopo il 2007, ha invertito la tendenza e ha addirittura aumentato il suo prodotto interno lordo (PIL) di almeno il 3% annuo dal 2015. Di conseguenza, il PIL pro capite della Spagna nel 2017 era comunque superiore dello 0,4 per cento in termini reali rispetto al 2007, mentre l'Italia è ancora lontana dal livello di ricchezza pre-crisi di quasi il 9 per cento. Anche la situazione sul mercato del lavoro è molto difficile.
    Le cause principali del debole sviluppo economico sono di natura strutturale. Ad esempio, la cosiddetta produttività complessiva delle forze lavorative - che misura l'efficienza dell'impiego di manodopera e capitale nella produzione - è spesso cresciuta in Italia negli ultimi anni solo in misura limitata o addirittura si è ridotta. Sebbene sia cresciuta dello 0,8% nel 2017, la crescita della produttività rimane al di sotto della media UE. Le piccole imprese, in particolare, tendono a lottare con gli aumenti di produttività - e l'economia italiana è fortemente dominata dalle mini imprese: In Italia ci sono in totale circa 388.000 aziende manifatturiere, di cui oltre l'82% ha un massimo di nove dipendenti. In confronto, in Germania solo poco meno del 62% delle circa 200.000 aziende industriali sono così piccole. Il fatto che molte piccole imprese italiane siano a conduzione familiare rallenta lo sviluppo della produttività e quindi anche la competitività economica complessiva - quando si tratta di questioni di gestione aziendale, i rapporti familiari spesso contano più delle competenze manageriali.
    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio

    L'italia negli ultimi 30 anni si è molto indebolita dal punto di vista finanziario e non economico.
    Falso: le cause della debole crescita risalgono a decenni fa - e ci sono poche speranze di miglioramento. Per trovare le cause della miseria economica in Italia, diceva, bisogna guardare alla sua storia. Una caratteristica ricorrente della miseria italiana degli ultimi decenni è stato il fallimento delle istituzioni sociali, in particolare la mancanza di uno stato di diritto e di responsabilità politica. Ciò ha ostacolato la produttività, l'innovazione e, in ultima analisi, la crescita. Dopo la seconda guerra mondiale, il miracolo economico italiano si basava sull'importazione di tecnologie produttive di alta qualità, soprattutto dagli Stati Uniti. L'inefficienza delle istituzioni italiane non ha costituito un ostacolo a questo modello che stimolava l'innovazione e la crescita. La situazione è cambiata negli anni '70 e '80, quando l'Italia è diventata un paese industriale pienamente sviluppato e i suoi distretti industriali si sono ulteriormente sviluppati. In quel momento il Paese si stava avvicinando ai suoi limiti tecnologici e produttivi e avrebbe avuto bisogno di solide istituzioni sociali per guidare l'innovazione e aumentare la competitività del Paese. "Ma questo era proprio quello che mancava in Italia. Ma si era verificato il contrario. Una politica di bilancio espansiva, finanziata dal debito, ha mantenuto la crescita, ma ha oscurato la visione di problemi fondamentali come il rallentamento della crescita economica e il calo dell'innovazione. Nel corso della crisi economica e valutaria del 1992, il precedente modello di crescita è infine crollato. La crescita dell'Italia si è basata ancora una volta esclusivamente su fattori strutturali, ovvero sulla crescita della produttività, e alla fine si è manifestato il calo di questa crescita, che stiamo ancora registrando.
    La crisi finanziaria globale del 2008 ha inflitto un altro colpo all'economia italiana e nulla è cambiato veramente da allora, sia che si tratti di migliorare lo stato di diritto, di responsabilità politica o di misure per promuovere la crescita.

    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio

    Italia, Francia e Germania si fanno una guerra senza quartiere su tutti i mercati mondiali e in moltissimi settori produttivi. Dal mercato dell'auto a quello degli elettrodomestici (che per decenni ha rappresentato la punta di diamante dell'export italiano).

    Falso:
    L'Italia non è affatto competitiva in molti settori, solo nell'industria metallurgica, ma in molti altri no. Nel settore dell'elettrodomestico l'Italia era competitiva solo nel segmento basso, ma a partire dagli anni '90 sono arrivati sul mercato altri attori, i cinesi, che hanno sostituito i produttori italiani che, a mio avviso, hanno realizzato prodotti non di buona qualità. I tedeschi si sono concentrati su prodotti di alta qualità. Esempio: Miele, AEG, Bosch. I produttori italiani non sono più importanti perché i prodotti sono semplicemente pessimi. (vengono venduti solo nel mercato interno, ma anche li hanno dei problemi. Se persino i turchi producano con la Beko prodotti migliori.

  8. #8
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    Predefinito Re: Francia e Germania ostacolano la crescita economica italiana

    Citazione Originariamente Scritto da Saturno Visualizza Messaggio
    Insomma per i somaristi i nostro declino è sempre colpa degli atri.
    Te ne sei fatto portavoce?

  9. #9
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    Predefinito Re: Francia e Germania ostacolano la crescita economica italiana

    Nino Galloni lo aveva capito e detto ai tempi di Helmut Kohl e François Mitterrand, i due nemici occulti dell'Italia.



    Alcuni traditori della Patria Italia che non gli hanno dato ascolto, a Nino Galloni, sono morti, altri sono ancora vivi, per questi ultimi si potrebbe fare ancora qualcosa per farli crepare in galera.

  10. #10
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    Predefinito Re: Francia e Germania ostacolano la crescita economica italiana

    Citazione Originariamente Scritto da Condor Visualizza Messaggio
    Nino Galloni lo aveva capito e detto ai tempi di Helmut Kohl e François Mitterrand, i due nemici occulti dell'Italia.



    Alcuni traditori della Patria Italia che non gli hanno dato ascolto, a Nino Galloni, sono morti, altri sono ancora vivi, per questi ultimi si potrebbe fare ancora qualcosa per farli crepare in galera.

    I traditori della patria siete voi che non volete cambiare lo status QUO.
    Saturno likes this.

 

 
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