''RICEVO TELEFONATE DALL’ITALIA QUASI OGNI GIORNO. MI CHIAMANO PERCHÉ VOGLIONO APRIRE UN CONTO CHE NON SIA IN EURO E VOGLIONO METTERE I SOLDI AL SICURO, QUI IN SVIZZERA, CHI PER 80MILA, CHI PER 150MILA EURO. QUESTA VOLTA NON SONO MILIONARI MA LAVORATORI DIPENDENTI, ANCHE IMPIEGATI STATALI. E SPIEGO CHE…''
Roberto Galullo e Roberto Mincuzzi per ''Il Sole 24 Ore''
«Ricevo telefonate dall’Italia quasi ogni giorno. Mi chiamano perché vogliono aprire un conto che non sia in euro e vogliono mettere i soldi al sicuro, qui in Svizzera, chi per 80mila, chi per 150mila euro. Questa volta non sono milionari ma lavoratori dipendenti, anche impiegati statali». Dal suo ufficio nel centro di Zurigo, l’avvocato Enzo Caputo, fondatore dello studio legale Caputo & Partners, cerca di spiegare il fenomeno che gli si è presentato davanti in queste ultime settimane. Sorprendente anche per chi da sempre si mette al servizio degli italiani che vogliono portare soldi in Svizzera.
«Chi chiama non rientra nel mio target, perché la mia clientela deve possedere almeno 500mila euro per poter diversificare gli investimenti – spiega Caputo -, ma mi interpellano perché sono preoccupati. Hanno paura di una possibile imposta patrimoniale e non vogliono investire i loro soldi ma solo lasciarli al sicuro in una banca elvetica». Caputo non è il solo ad aver notato il fenomeno ma, nella riservata Svizzera, è l’unico a uscire allo scoperto.
Il segnale arriva proprio mentre gli italiani corrono a depositare liquidità nei loro conti correnti (16,8 miliardi di euro lo scorso marzo, il 254% in più rispetto allo stesso mese del 2019) e mentre il BTp Italia registra una raccolta record inaspettata di 22,3 miliardi. C’è chi ha fiducia e chi no: la sola certezza è che la liquidità in circolazione – concentrata in poche mani – è tanta.
Mancano cifre sicure che possano dare una dimensione alle nuove preoccupazioni degli italiani ma anche le antenne che monitorano i movimenti di capitali dall’Italia verso l’estero percepiscono da alcune settimane un’intensificazione dei flussi di soldi che abbandonano il nostro paese. Una tendenza che ha riacquistato vigore in coincidenza con l’esplosione dell’epidemia del coronavirus. Solo tra qualche mese si potranno avere conferme ma alcune fonti fanno notare che, accanto ai movimenti in chiaro, sono in corso operazioni anomale e sospette, che sarebbero arrivate sotto lo sguardo dell’Uif, l’Unità di intelligence finanziaria della Banca d’Italia.
I soldi portati all’estero dagli italiani negli ultimi anni sono tanti. Tantissimi. Ma le voci (sempre smentite) di una patrimoniale e le iniziative di alcuni parlamentari che hanno ventilato un prelievo di solidarietà per i redditi più alti, rischiano di gettare nuova benzina sul fuoco.
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https://www.dagospia.com/rubrica-4/b...ata-237906.htm




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