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    Predefinito Mai come ora le elezioni sono vicine

    .... e speriamo ciò avvenga al più presto , giusto per tastare il polso agli elettori che certamente saranno anche schifati su tutto l'andazzo della attuale politica sia che provenga da destra che da sinistra . Eppoi tutti siamo curiosi di sapere che fine farebbe il Gianfry senza l'appoggio del suo vecchio partito e dei suoi ex elettori che ormai hanno capito il suo giochino da sistema comunistoide . Penso che i calci nel culo si sprecheranno :sofico:

    26 set 2010

    Mai come ora le elezioni anticipate sono vicine

    Non si può negare che le elezioni anticipate siano ormai una realtà quasi definita. Non voglio fare l’uccello del malaugurio, ma è difficile non immaginare le urne, quando la maggioranza che ha vinto le elezioni del 2008 è stata praticamente affossata da Fini con i suoi continui strappi che lo hanno portato non solo fuori dal partito, ma anche dalla destra. Perché – come spesso ho detto in questo blog – Fini oggi è tutto fuorché di destra. E’ un politico che per compiacere a tutti ha smesso di essere quello che è sempre stato. E lo ha dimostrato persino nel videomessaggio che avrebbe dovuto spiegare (ma non ha spiegato) nulla in ordine all’affaire Montecarlo (che rimane comunque un mistero) e che invece è stato un sottile attacco (l’ennesimo) al PDL e alla maggioranza di governo.
    Ma il discorso Montecarlo è un discorso diverso. Tornando alla politica e al pericolo delle elezioni anticipate, è chiaro che la responsabilità della sua quasi scontata caduta non può essere certo scaricata sul PDL, ma chi questo governo dovrebbe (o avrebbe dovuto) sostenere senza se e senza ma. Ed è indubbio che sul punto, se il governo oggi cade o rischia di cadere, è perché uno dei piedi che lo sorregge(va) è stato tolto. E questo piede è proprio quello che fa riferimento a Gianfranco Fini, il quale si lamenta nel suo messaggio che è stato cacciato dal PDL, laddove in verità è lui stesso che si è posto alla porta, sollevando questioni e argomenti politici del tutto incompatibili con la destra. Come si può infatti pensare di rendere di destra un argomento che mira al riconoscimento delle coppie gay o che mira alla cittadinanza breve o a quella acquisita per ius soli? Queste sono tematiche di sinistra, e solo chi vota sinistra potrebbe condividerle.
    Evidentemente però per Gianfranco Fini così non è. Ma fosse solo questa la divergenza di vedute, tutto sarebbe molto più semplice. Il fatto è che il Presidente della Camera, fondamentalmente, non ha mai smesso di credere nella propria ambizione di diventare lui il leader del centrodestra, e di essere dunque lui il capo assoluto di tutto. Peccato che se anche questa fosse (stata) una legittima aspirazione (e molti ci credevano o ci hanno creduto), egli ha usato il modo e la strategia sbagliata: quella di lavorare contro il PDL e il centrodestra. E sinceramente, a me fa personalmente sorridere, oggi, quando lo sento parlare di giustizia a favore dei cittadini e non a favore di uno solo, perché la domanda allora viene naturale: e lui dov’era quando le leggi ad personam (o presunte tali) sono state approvate? Non mi pare che fosse dall’altra parte del mondo a godersi il sole delle Hawaii.
    Se oggi dunque il governo cade, la colpa non è di Berlusconi o del PDL, ma è di colui sul quale Berlusconi, il PDL e gli elettori avevano riposto fiducia completa. E non da oggi, ma dal 2008, quando il centrodestra vinse le elezioni politiche con una maggioranza schiacciante. Quella maggioranza che oggi è venuta meno perché lui – Fini – ha deciso che non gli andava più bene, trincerandosi da una parte dietro il ruolo di Presidente della Camera che non può scendere nell’arena politica, e dall’altra usando questo ruolo per fare politica contro la propria coalizione. Un comportamento contraddittorio che gli è valso il benservito nel PDL, e a ragione, nonostante egli faccia la vittima, accusando il partito di averlo cacciato, laddove, di fatto è lui stesso che si è auto-cacciato. E l’ho già detto.
    Il 28 settembre prossimo venturo, Berlusconi parlerà alla Camera e finalmente sapremo di che morte questo governo e questa maggioranza dovranno morire. Intanto, il paese antiberlusconiano si sta già muovendo per accentuare i toni dello scontro che si preannuncia elettorale. Già si è visto cosa capita in Campania. Incredibilmente è tornata l’immondizia. Chissà perché! Sui siti e nei giornali della sinistra, si parla di bluff berlusconiano, ma è chiaro che qui si tratta di camorra e basta. In un territorio difficile come la Campania, ogni azione politica viene infatti smorzata dalla criminalità organizzata che non tollera politiche capaci di risolvere i problemi della gente sui quali guadagna montagne di soldi (e l’immondizia è un capitolo molto redditizio per la camorra). Ma questo la sinistra dei giornali non lo dice, e usa strumentalmente un problema endemico (la mafia) per attaccare un governo che ha agito come pochi governi hanno (o avrebbero mai) agito dinanzi a un problema così importante: con celerità ed efficienza. Sicuramente i governicchi di sinistra a quest’ora starebbero ancora discutendo sia dell’Abruzzo sia del problema immondezzai in Campania, con le grasse risate delle mafie locali. A nessuno infatti – e men che meno a Saviano che oggi ci ammorba con il solito pistolotto repubblicistico – viene in mente che se oggi la criminalità organizzata si sveglia, anche sul fronte rifiuti (e sul punto indaga la magistratura), è perché forse la politica del governo è stata talmente efficace da aver chiuso i rubinetti dei soldi pubblici. Del resto, è un caso che il termovalorizzatore di Acerra oggi abbia due linee guaste? Mi pare invece – ma è una mia banale impressione – che tutto francamente sia (stato) troppo poco casuale: il governo è quasi in crisi, il rischio delle elezioni sono davvero alte, e nella Campania l’immondizia torna sulle strade. Coincidenze? Non ne ho proprio idea.

    Non si può negare che le elezioni anticipate siano ormai una realtà quasi definita. Non voglio fare l’uccello del malaugurio, ma è difficile non immaginare le urne, quando la maggioranza che ha vinto le elezioni del 2008 è stata praticamente affossata da Fini con i suoi continui strappi che lo hanno portato non solo fuori dal partito, ma anche dalla destra. Perché – come spesso ho detto in questo blog – Fini oggi è tutto fuorché di destra. E’ un politico che per compiacere a tutti ha smesso di essere quello che è sempre stato. E lo ha dimostrato persino nel videomessaggio che avrebbe dovuto spiegare (ma non ha spiegato) nulla in ordine all’affaire Montecarlo (che rimane comunque un mistero) e che invece è stato un sottile attacco (l’ennesimo) al PDL e alla maggioranza di governo.
    Ma il discorso Montecarlo è un discorso diverso. Tornando alla politica e al pericolo delle elezioni anticipate, è chiaro che la responsabilità della sua quasi scontata caduta non può essere certo scaricata sul PDL, ma chi questo governo dovrebbe (o avrebbe dovuto) sostenere senza se e senza ma. Ed è indubbio che sul punto, se il governo oggi cade o rischia di cadere, è perché uno dei piedi che lo sorregge(va) è stato tolto. E questo piede è proprio quello che fa riferimento a Gianfranco Fini, il quale si lamenta nel suo messaggio che è stato cacciato dal PDL, laddove in verità è lui stesso che si è posto alla porta, sollevando questioni e argomenti politici del tutto incompatibili con la destra. Come si può infatti pensare di rendere di destra un argomento che mira al riconoscimento delle coppie gay o che mira alla cittadinanza breve o a quella acquisita per ius soli? Queste sono tematiche di sinistra, e solo chi vota sinistra potrebbe condividerle.
    Evidentemente però per Gianfranco Fini così non è. Ma fosse solo questa la divergenza di vedute, tutto sarebbe molto più semplice. Il fatto è che il Presidente della Camera, fondamentalmente, non ha mai smesso di credere nella propria ambizione di diventare lui il leader del centrodestra, e di essere dunque lui il capo assoluto di tutto. Peccato che se anche questa fosse (stata) una legittima aspirazione (e molti ci credevano o ci hanno creduto), egli ha usato il modo e la strategia sbagliata: quella di lavorare contro il PDL e il centrodestra. E sinceramente, a me fa personalmente sorridere, oggi, quando lo sento parlare di giustizia a favore dei cittadini e non a favore di uno solo, perché la domanda allora viene naturale: e lui dov’era quando le leggi ad personam (o presunte tali) sono state approvate? Non mi pare che fosse dall’altra parte del mondo a godersi il sole delle Hawaii.
    Se oggi dunque il governo cade, la colpa non è di Berlusconi o del PDL, ma è di colui sul quale Berlusconi, il PDL e gli elettori avevano riposto fiducia completa. E non da oggi, ma dal 2008, quando il centrodestra vinse le elezioni politiche con una maggioranza schiacciante. Quella maggioranza che oggi è venuta meno perché lui – Fini – ha deciso che non gli andava più bene, trincerandosi da una parte dietro il ruolo di Presidente della Camera che non può scendere nell’arena politica, e dall’altra usando questo ruolo per fare politica contro la propria coalizione. Un comportamento contraddittorio che gli è valso il benservito nel PDL, e a ragione, nonostante egli faccia la vittima, accusando il partito di averlo cacciato, laddove, di fatto è lui stesso che si è auto-cacciato. E l’ho già detto.
    Il 28 settembre prossimo venturo, Berlusconi parlerà alla Camera e finalmente sapremo di che morte questo governo e questa maggioranza dovranno morire. Intanto, il paese antiberlusconiano si sta già muovendo per accentuare i toni dello scontro che si preannuncia elettorale. Già si è visto cosa capita in Campania. Incredibilmente è tornata l’immondizia. Chissà perché! Sui siti e nei giornali della sinistra, si parla di bluff berlusconiano, ma è chiaro che qui si tratta di camorra e basta. In un territorio difficile come la Campania, ogni azione politica viene infatti smorzata dalla criminalità organizzata che non tollera politiche capaci di risolvere i problemi della gente sui quali guadagna montagne di soldi (e l’immondizia è un capitolo molto redditizio per la camorra). Ma questo la sinistra dei giornali non lo dice, e usa strumentalmente un problema endemico (la mafia) per attaccare un governo che ha agito come pochi governi hanno (o avrebbero mai) agito dinanzi a un problema così importante: con celerità ed efficienza. Sicuramente i governicchi di sinistra a quest’ora starebbero ancora discutendo sia dell’Abruzzo sia del problema immondezzai in Campania, con le grasse risate delle mafie locali. A nessuno infatti – e men che meno a Saviano che oggi ci ammorba con il solito pistolotto repubblicistico – viene in mente che se oggi la criminalità organizzata si sveglia, anche sul fronte rifiuti (e sul punto indaga la magistratura), è perché forse la politica del governo è stata talmente efficace da aver chiuso i rubinetti dei soldi pubblici. Del resto, è un caso che il termovalorizzatore di Acerra oggi abbia due linee guaste? Mi pare invece – ma è una mia banale impressione – che tutto francamente sia (stato) troppo poco casuale: il governo è quasi in crisi, il rischio delle elezioni sono davvero alte, e nella Campania l’immondizia torna sulle strade. Coincidenze? Non ne ho proprio idea.

    Mai come ora le elezioni anticipate sono vicine | Il Jester
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  2. #2
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    Predefinito Rif: Mai come ora le elezioni sono vicine

    E per combattere la camorra che è la presunta colpevole dell'immondizia in strada (quando l'avevate tolta allora vi eravate accordati con la camorra?) si vota a favore di Cosentino.
    E non mi venite a parlare di principi garantisti perchè dopo l'affare Fini non avete nemmeno titolo per arrivare a pronunciare la g.
    Ultima modifica di apibroker; 27-09-10 alle 07:45
    Fare per Fermare il Declino
    www.fermareildeclino.it

  3. #3
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    Predefinito Rif: Mai come ora le elezioni sono vicine

    Citazione Originariamente Scritto da apibroker Visualizza Messaggio
    E per combattere la camorra che è la presunta colpevole dell'immondizia in strada (quando l'avevate tolta allora vi eravate accordati con la camorra?) si vota a favore di Cosentino.
    E non mi venite a parlare di principi garantisti perchè dopo l'affare Fini non avete nemmeno titolo per arrivare a pronunciare la g.
    Ma fini era garantista ! aveva perfino annunciato a rete unificate chwe lui (amico delle toghe rosse) ai benefici del lodo alfano avrebbe rinunciato.

    Andò più in là e si oppose alla legge contro le intercettazioni; tanto ,chi non ha nulla da nascondere, può scopare la moglie in piazza duomo.

    La libertà di stampa dove la mettiamo? E le calze viola?

    Ora perchè prendersela tanto se un buon giornalista ha scoperto gli altarini? Lui é per la libertà di stampa e contro la legge alfano.

    Sia coerente coi suoi principi !

 

 

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