LA "SVOLTA" E LE "APERTURE" DI OCCHETTO



L’ufficializzazione del nuovo corso, dedito al culto della Natura, la si deve a Occhetto, il quale "ha deciso di ricorrere all’immagine di una quercia".

La sola persona al corrente del progetto fu il direttore di La Repubblica, Eugenio Scalfari 59, «amico del segretario (Occhetto) da vent’anni e ritenuto suo padrino, o suggeritore» 60. Ora, Scalfari è alle dipendenze del principe Carlo Caracciolo 61, uno dei maggiori iniziatori delle campagne ecologiste. Al lungo elenco dei suoi giornali e periodici, si è aggiunta, ora, anche "La Nuova Ecologia", la rivista della socialcomunista "Arci Ambiente", che è, ora, di proprietà del principe Caracciolo per il 55% 62! Ricordiamo che la sorella di Carlo Caracciolo, Marella, ha sposato Gianni Agnelli, mentre la sua cugina, Allegra, è andata sposa a Umberto Agnelli.

Coi comunisti di ieri...

Sul settimanale Nuova Solidarietà (5 febb. 1988, p. 11 ), leggiamo: «Durante la Resistenza il PCI consolidò i legami con il nascente servizio di controspionaggio americano, l’OSS, non solo attraverso Milton Wolff e Irvin Fajans, scoperti nel 1953 come spie russe, ma soprattutto tramite i buoni uffici di certi finanzieri italiani, come Raffaele Mattioli e Bruno Visentini ecc., fautori di una politica di maggiore apertura nei confronti dell’Unione Sovietica. La collaborazione tra i comunisti (italiani) e la grande finanza divenne ancor più concreta grazie alle attività di Stefano Siglienti. Considerato uno dei più importanti e influenti finanzieri d’ltalia, Siglienti fondò, insieme a Mario Berlinguer (padre di Enrico) il Partito Sardo d’Azione. Divenne, nel 1944, Ministro delle Finanze del primo Governo Bonomi e, poi, Commissario dell’lstituto Mobiliare Italiano. L’IMI divenne, nel dopoguerra, il principale gestore e distributore degli aiuti americani in Italia. Con il Piano ERP, l’IMI gestì 271 miliardi di lire (circa 20.000 miliardi di oggi). (...). Moglie di Siglienti è donna Ines Berlinguer, sorella di Mario, padre di Enrico. E’ nel salotto dei cari zii Siglienti che il giovane Enrico Berlinguer conoscerà non solo la futura moglie Letizia Laurenti, ma si incontrerà con tutti i personaggi importanti del Gotha economico italiano: Enrico Cuccia, Raffaele Mattioli, Adolfo Tino Bruno Visentini, Michele Sindona, Ferdinando Ventriglia, Giordano dell’Amore, Guido Carli».
...e coi comunisti di oggi!

Nel rapporto speciale dell’EIR, dal titolo: La Congiura Ecologista, (EirNews Service, Inc. 1988, pp. 54-56) si legge: «La nascita delle grandi organizzazioni ecopacifiste nazionali ha una paternità dichiarata: l’Alta finanza laico-massonica. (...). Fanno parte di questo gruppo grandi finanzieri come Raffaele Mattioli della Comit, Enrico Cuccia della Mediobanca, Stefano Siglienti (zio di Enrico Berlinguer) dell’IMI, e Bruno Visentini delia Fondazione Cini. (...) questi ambienti (...) fondarono la più antica delle associazioni ecologiste: Italia Nostra». Di questo nuovo gruppo editoriale faceva parte anche Eugenio Scalfari. Durante gli anni della crisi economica «(...), Aurelio Peccei e Adriano Buzzati Traverso, con i fondi forniti dalla Fondazione Agnelli, lanciarono lo studio sui Limiti dello sviluppo. Il coinvolgimento degli Agnelli non è casuale; tramite l`ala della famiglia legata ai Caracciolo, essi sono stati sempre al centro di tutte le operazioni che, dietro il tema ecologico, nascondevano programmi di ristrutturazione industriale e di riduzione della popolazione. Carlo Caracciolo è l’edito e de L’Espresso e de La Repubblica. Marella Caracciolo, moglie dell’avvocato Agnelli, è a capo degli amici del "FAI" (Fondo Ambiente Italiano: la più potente organizzazione ecologista italiana) di Giuliana Maria Crespi; un comitato di circa 200, tra finanzieri e aristocratici (...)». Più avanti, si legge ancora: «Presidente onorario del FAI è Bruno Visentini; presidente effettiva è la contessa Giulia Maria Crespi Mozzoni». E poi: «La contessa Giulia Maria Crespi in Mozzoni, Presidente e fondatrice del FAI, rappresenta la vera anima pagana e filo comunista dell’intero movirnento verde».



Le ampie aperture di Occhetto hanno sempre incluso la stretta collaborazione del Partito Radicale di Pannella. Guido Quaranta ci informa che: «(Occhetto) ha cominciato ad apprezzarli all’inizio degli anni Sessanta, quando sosteneva pubblicamente che la loro presenza combattiva poteva assolvere a una funzione importante nella società italiana. E non ha più cambiato parere» 63.

Non stupisce che il più vistoso e rumoroso veicolo nazionale di degenerazione e di empietà, il Partito Radicale, abbia riscosso, da lungo tempo, le simpatie di Occhetto. Dal dossier La Congiura Ecologista, apprendiamo: «Il Partito Radicale ha sede in Via Torre Argentina, 18; un ufficio che ha condiviso e poi ereditato dalla Loggia "Giordano Bruno"; una loggia massonica molto particolare. Fino a qualche anno fa, il numero telefonico del Partito Radicale corrispondeva ancora alla "Associazione Giordano Bruno". (...). L’Associazione Giordano Bruno è anche cosponsor, insieme al Partito Radicale, dell’Associazione per lo Sbattezzo e del meeting anticlericale che si tiene, ogni anno, a Fano» 64.

Al cambiamento del nome del vecchio Partito Comunista, Occhetto si guadagnò il favore di parecchi uomini di Chiesa: già da tempo, sulle pagine dell’Unità, apparivano gli articoli di Padre Ernesto Balducci; il gesuita siciliano Ennio Pintacuda è stato uno dei primi a schierarsi a favore della svolta; padre Giuseppe de Rosa, direttore di Civiltà cattolica, ne ha parlato come di una iniziativa destinata a provocare un profondo sommovimento nel mondo politico italiano; mons. Luigi Bettazzi, vescovo di Ivrea, l’ha benedetta; l’arcivescovo di Ravenna Ersilio Tonini l’ha approvata con soddisfazione; il vescovo di Livorno, Alberto Ablondi, l’ha giudicata un segno di libertà. Alla fine d’agosto, mons. Francesco Ceriotti, portavoce della Cei, ha rivelato che i vescovi stavano preparandosi ad assumere un nuovo atteggiamento nei confronti del post-PCI. E, a ottobre, il card. Agostino Casaroli, allora Segretario di Stato della Santa Sede ha salutato la nascita del Pds (...) con le parole piuttosto incoraggianti: «Tutto ciò che comporta un cambiamento in senso positivo va salutato con soddisfazione e, essendo frutto di un travaglio, ha molte probabilità di essere molto solido» 65.

E’ interessante ricordare, però, che i nomi di Ernesto Balducci, Luigi Bettazzi, Alberto Ablondi, Agostino Casaroli compaiono in tutte le liste massoniche 66.

BALDUCCI Ernesto:

Data d’entrata: 16/5/1966
Matricola: 1452/3
Sigla: ERBA.
BETTAZZI Luigi:

Data d’entrata: 11/5/1966
Matricola: 1347/45
Sigla: LUBE.
ABLONDI Alberto:

Data d’entrata: 5/9/1958
Matricola: 7/2431
Sigla: ALA.
CASAROLI Agostino:

Data d’entrata: 28/9/1957
Matricola: 41/076
Sigla: CASA.
Ora, tutto questo dovrebbe far riflettere seriamente chi avesse ancora in animo di accordarsi con il Pds (=PCI!), un tutt’uno con la Massoneria da cui è nato. Ancora oggi «moltissimi iscritti al PCI (= Pds!) sono nelle file della Massoneria Italiana» 67!

Ebbene, l’effetto primario dell’iniziazione massonica sul neofita è di «purificare l’apprendista da ogni mentalità cristiana (...); così l’adepto, ritornato allo stato di natura, libero da pregiudizi religiosi e sociali, sarà capace di avere una mentalità nuova» 68!

Quindi, il comunismo Pds, con il suo nuovo simbolo del "grande albero", la quercia, si tinge di verde, e avanza, sull’onda dell’ecologismo, promuovendo la distruzione della famiglia, della vita, della civiltà cristiana e della fede cattolica! Oggi, cioè, nella sua fase "verde", il comunismo punta direttamente all’anima dell’uomo, al suo dissolvimento morale e umano; e così le masse, col subire passivamente questa perfida azione di corruzione interiore, avanzano cieche e impotenti verso la loro perdizione!

Il principe Caracciolo alla manifestazione anti-nucleare di Montalto di Castro. Fervente pomotore delle campagne ecologiste, il principe Caracciolo ha aggiunto, al suo lungo elenco di riviste e periodici, il controllo del 55% della socialcomunista "La Nuova Ecologia"!






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La verità sul P.D.S.