Pd: Letta lancia 'modello Marche', si punta a quota 40%
ROMA - Il precipitare della crisi del centrodestra sta accelerando le mosse del Pd per costruire una alleanza che lo renda competitivo in caso di voto anticipato. A proporre la quadratura del cerchio e' stato il vicesegretario Enrico Letta che ha rilanciato a Pier Ferdinando Casini il ''modello Marche'' su cui il leader Udc ha aperto. Anche Bersani ha oggi parlato di urne imminenti senza cambio della legge elettorale, tanto che ha discusso di candidature.
Stamani Pier Luigi Bersani e i dirigenti del Pd hanno letto con interesse un articolo del professore Roberto D'Alimonte che fissa al 40% la quota elettorale per poter essere competitivi, cifra non raggiungibile dal Pd, oggi al 26%. Ad incoraggiare e' stato il ragionamento secondo cui quota 40% si raggiunge piu' facilmente con un'alleanza piu' stretta (con Radicali, Vendola, Verdi, Socialisti e Idv), che non con una larghissima che arrivi a Fini, perche' sarebbe meno credibile per gli elettori. Ma se al Nuovo Ulivo, cioe' l'alleanza piu' stretta e omogenea, si aggiungesse un patto anche con l'Udc, le chance per competere diverrebbero piu' forti. Ma come convincere lo Scudocrociato? Enrico Letta, nel suo convegno a Paestum, ha lanciato a Casini il modello Marche. Li' il Pd ha dato vita a un'alleanza senza sinistra antagonista, con Idv e con l'Udc, costruita attorno a un presidente del Pd ma di matrice cattolica. Al successo elettorale sta seguendo, ha detto Letta, una esperienza di ''buon governo''.
Insomma per avere appeal davanti agli elettori, non basta una semplice alleanza elettorale, ha detto il numero due del Pd, ne serve una di governo. ''Il Pd mi deve spiegare se l'alleanza che abbiamo realizzato nelle Marche e' un modello politico o un incidente. Il giorno in cui Bersani mi rispondera' a questa domanda io rispondero' alle sue'', ha detto il leader dell'Udc. Che Bersani pensi che la crisi del centrodestra possa condurre alle urne lo dimostra quanto ha detto ai segretari regionali del Pd, incontrati in mattinata: ''Se dovessimo arrivare presto alle elezioni - ha raccontato Stefano Bonaccini, segretario dell'Emilia - non potendo modificare la legge elettorale, il Pd deve adottare lo strumento delle primarie per la selezione dei propri candidati al Parlamento''.
Insomma ci si crede poco al governo di transizione per modificare le regole elettorali, che pure sarebbe la prima opzione per il Pd. Altra condizione per un confronto con l'Udc e' un Pd senza crisi di nervi. ''Dalla Direzione di ieri - ha rassicurato Bersani - e' uscito che la barra c'e'. C'e' una direzione di marcia, c'e' lo spirito unitario sufficiente a farla avanzare''. Un elemento potenzialmente destabilizzatore arriva dalla ex minoranza. Oggi Dario Franceschini e Piero Fassino, si sono visti con i parlamentari piu' vicini a loro, senza i promotori del documento dei 76, Walter Veltroni, Paolo Gentiloni e Beppe Fioroni; ed hanno convocato per giovedi' l'Assemblea nazionale di Area Democratica.
Un atto ''unilaterale'' ha detto Gero Grassi e altri deputati e senatori firmatari del documento dei 76 (Stefano Ceccanti, Vinicio Peluffo) che hanno adombrato perfino una possibile guerra legale sul nome della componente. Franceschini ha invitato Veltroni a non attardarsi su questioni ''formali'' e a prendere atto che ormai ci sono due minoranze. Comunque domenica Fioroni radunera' a Orvieto gli ex popolari che hanno aderito al suo documento. Non solo i parlamentari, che sono oltre la meta', ma soprattutto amministratori e consiglieri locali. Una sfida a Franco Marini e Dario Franceschini per dimostrare che i cattolici, nel Pd, li rappresenta lui.
Fonte:Pd: Letta lancia 'modello Marche', si punta a quota 40% - Politica - ANSA.it





Rispondi Citando
