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La scelta di campo di Carlo de Benedetti, l’editore di Domani: “Silvio è sempre sul pezzo”.
L'ex editore di Repubblica che a settembre tornerà nelle edicole con un nuovo progetto, intervistato dal Foglio, arriva a fare un endorsement senza precedenti per quello che è stato da sempre considerato suo nemico giurato. Tutto pur di cacciare il presidente del Consiglio che, stando alle sue dichiarazioni, è peggio dell'ex Cavaliere.
Pur di buttare giù Conte, Carlo De Benedetti, l’editore ex Repubblica e in procinto di debuttare con il quotidiano Domani è pronto ad affidarsi al nemico giurato Silvio Berlusconi. Non è un retroscena o una ricostruzione fantasiosa, bensì una vera e propria intervista che De Benedetti ha rilasciato al Foglio. “Se si tratta di isolare Salvini e Meloni trangugio anche Berlusconi al governo con la sinistra”, ha dichiarato. Ma non solo, l’editore va oltre chiedendo che a lasciare sia il presidente del Consiglio. Quindi, sì all’ingresso dell’ex Cavaliere nell’esecutivo “ma accompagnato dal benservito a Conte che rappresenta il vuoto pneumatico”. “Mai avrei immaginato di dire che al mondo esiste qualcosa di peggiore di Berlusconi. E sia chiaro continuo a pensare che il livello di corruzione morale che lui ha introdotto nel paese abbia costituito un periodo nero della nostra storia. Se non era per Scalfaro avremmo avuto Previti ministro della Giustizia. Eppure sono pronto a trangugiare il rospo”. Neanche a destra avrebbero mai sperato tanto. “Un un impensabile, clamoroso, storico endorsement”, scrive Libero incredulo.
Ma De Benedetti, nell’intervista al Foglio non ha dubbi: “Meloni è figlia del fascismo e io il fascismo me lo ricordo da bambino con orrore. Salvini invece è un selvaggio privo di qualsiasi cultura. E quanto a Conte, basta il caso Autostrade per qualificare la sua nullità. E’ l’unico che ha beneficiato del Covid!”. E ancora: “Non è pensabile che sia lui a programmare il futuro dell’Italia per i prossimi anni. E’ ridicolo pensarlo, tenendo conto delle sue incapacità di decidere alcunché”. Mentre il leader di Forza Italia, dice l’editore, è pur sempre un grande: “Berlusconi rappresenta nel mondo dell’economia e della politica quello che Alberto Sordi è stato nel cinema. L’arciitaliano. Un grande artista, Sordi. E un grande imbroglione, Berlusconi. Ma comunque un grande”. E giù di complimenti sull’onda dell’entusiasmo: “E’ sempre sul pezzo, non perde mai un’occasione, non si ferma mai. E in questo è straordinario”. Quando si dice che Berlusconi e De Benedetti sono (erano) nemici giurati non parliamo solo di linee e posizioni: sono proprio loro i protagonisti della guerra di Segrate finita a settembre 2013, quando la Corte di Cassazione respinse il ricorso della Fininvest fissando il risarcimento alla Cir dei De Benedetti a 541,2 milioni di euro.
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