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  • 1 Post By Cirill*tto

Discussione: Sulla normatività classica dei generi e il disagio sociale.

  1. #1
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    Predefinito Sulla normatività classica dei generi e il disagio sociale.

    L'odio contro gli omosessualità non risolve i problemi di una società che impedisce il corretto sviluppo morale e sentimentale delle persone. L'omosessualità è un gusto che si sviluppa. Tutto è gusto e il gusto è morale o immorale.
    Il problema di questa situazione, vi sarò sinceri, è che le nostre società sono per ragioni fisiologiche ad un elevato livello di denatalità. Anzi meglio detto tantissimi hanno esclusa la prospettiva di sposarsi ed avere figli, cose che per farle ti serve un lavoro e una casa personale. I giovani di questa generazione da un bel po di generazioni non se lo possono permettere.
    I giovani hanno ricevuto una educazione adattata ai problemi del loro tempo ergo non vengono educati sentimentalmente fin da piccoli all'idea dell'amore con come coronamento il supremo atto d'amore a cui in tutte le civiltà sane si aspira. Fare dei figli.
    Perché storicamente i movimenti di liberazione omosessuale sono legati alla sinistra? Così come quelli di liberalizzazione delle droghe, il femminismo anche.
    La sinistra ha sempre rappresentato il proletariato i ceti più bassi. Tutt'oggi se si va a vedere dove si trovano i centri sociali in tutta Italia si vedrà che si trovano sempre nei quartieri proletari.
    Sono da sempre strumenti di aggregazione di una sezione particolare del popolo e cioè i giovani proletari che ivi andavano con le loro problematiche ed idee (tra l'altro sono nati negli anni 70 quando la sinistra era ancora comunista in senso stretto, oggi l'estrema sinistra non sarà più comunista direi più socialista libertaria). Ora il punto è che esiste il concetto di identità di genere e identità sessuale che corrisponde largamente ad un set stabilito di regole sociali che corrispondono a civiltà che ruotano attorno ad un concetto dell'amore basato sul dono della vita creata assiemeche si fanno a vicenda i due elementi di una coppia. Ciò è il supremo atto d'amore per le civiltà tradizionali e lo è obiettivamente questo potere, questa possibilità ha permeato la mitologia di tutte le civiltà fin dall'antichità con l'archetipo della coppia sacra/divina che per prima si ama e genera il mondo (Cielo e Terra che si accoppiano e generano tutto ciò che esiste nella mitologia egizia ad esempio).
    Ma cosa succede quando la naturale pulsione procreativa degli del maschio e della femmina vengono così intensamente messe a tacere dall'impossibilità di procreare? Che chi non se lo può permette, i poveri, elaborano una cultura alternativa attorno ad un diverso modo di amarsi che esclude e magari condanna l'accento tradizionale sulla procreazione. Lo stesso avviene per l'uso di droghe, perché gira tanta droga nei quartieri disagiati, è presto detto, se vai nelle favelas brasiliane bambini di 7 anni ammazzano gente per un orologio per comprarsi la colla da sniffare anche se coscienti che la cosa li ucciderà presto. Perché? Perché la droga aiuta a sopportare condizioni di vita impensabili per chiunque. Perché il femminismo? Va di pari passo con l'ideologia gender/ideologia queer, un ripensamento proletario della felicità femminile, di chi ha bisogno dell'aborto perché se fa sesso non è detto che possa mantenere i figli, non è detto che possa sposarsi con l'uomo, ottenere una casa per la nuova coppia, e si tratta ovviamente di ceti sociali presso cui impera la brutalità del crimine (la periferia violenta, della droga, del crimine) di conseguenza è più probabile che capiti uno sposo violento, un drogato, un alcolizzato uno che semplicemente è cresciuto vedendo molta violenza. Un uomo violento e in diversi modi disagiato. Si tratta poi di comunità spesso affette da disoccupazione e assenza di risorse economiche di conseguenza. Ovviamente queste persone (maschi e femmine) crescendo e vivendo in mezzo a tutti questi problemi sono pieni di difficoltà appunto e li si crea la cosiddetta famiglia disfunzionale, o anche solo la necessità di separarsi quando la situazione, anche senza violenze si fa troppo critica dal punto di vista economico. Sogni di coppia infranti, insomma, disillusioni sulle promesse che ci si fa e che si sono fatte all'altro/a. Nelle famiglie borghesi il matrimonio è stabile, non ci sono problemi socio-economici, gli uomini dispongo di Capitali sufficienti per permettere alle loro partners le vite da femmine emancipate dalla fatica del lavoro, e dallo stress che questo provoca, non solo ha i soldi per le cure estetiche pagate dall'uomo, ma non è consumata dallo stress lavorativo.
    E può pure permettersi le esperienze ricreative di vario genere così come esperienze ricreative di coppia/famiglia che cementato la felicità/unita familiare.
    L'omosessualità è il frutto di un pezzo di umanità che deve tenere il maschio lontano dalla femmina perché sennò son guai economici.
    Ovviamente nei paesi "poveri" o cosiddetti tali fanno tanti figli perché la loro cultura tradizionale costituisce dei gusti della vita che gli permettono di accettare la vita del Masai. Perché i pigmei delle giungle figliano? E i proletariati occidentali non lo fanno? Cultura, idee della felicità, visto che un pigmeo è felice nella sua capanna di giungla chiaramente non vede la ragione per cui non dovrebbe aggiungere una bocca nella capanna. Il proletario Occidentale se fare i figli gli toglie lo smartphone, la TV via cavo e la Playstation, e la casa di 120 mq per tre persone i figli non li fa. Preciso avere queste cose non comporta ricchezza sono cose che è normale avere ma a cui si potrebbe rinunciare. Il frigo, l'aspirapolvere. Le gite al mare d'estate. Le uscite al sabato sera.
    L'antifascismo è terrorismo! Mettilo anche tu in firma!Il Presidente degli Stati Uniti d'America ha ragione!

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  2. #2
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    Predefinito Re: Sulla normatività classica dei generi e il disagio sociale.

    "Nella produzione sociale delle loro esistenze, gli uomini inevitabilmente entrano in relazioni definite, che sono indipendenti dalle loro volontà, in particolare relazioni produttive appropriate ad un dato stadio nello sviluppo delle loro forze materiali di produzione. La totalità di queste relazioni di produzione costituisce la struttura della società, il vero fondamento, su cui sorge una sovrastruttura politica e sociale ed a cui corrispondono forme definite di coscienza sociale. Il modo di produzione della vita materiale condiziona il processo generale di vita sociale, politica ed intellettuale. Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza. Ad un certo stadio di sviluppo, le forze produttive materiali della società entrano in conflitto con le esistenti relazioni di produzione o - ciò esprime meramente la stessa cosa in termini legali - con le relazioni di proprietà nel cui tessuto esse hanno operato sin allora. Da forme di sviluppo delle forze produttive, queste relazioni diventano altrettanti impedimenti per le stesse. A quel punto inizia un'era di rivoluzione sociale. I cambiamenti nella base economica portano prima o dopo alla trasformazione dell'intera immensa sovrastruttura. Nello studio di tali trasformazioni è sempre necessario distinguere tra la trasformazione materiale delle condizioni economiche di produzione, che può essere determinata con la precisione propria delle scienze naturali, e le forme legali, politiche, religiose, artistiche o filosofiche – in una parola: ideologiche – in cui l'uomo diviene conscio di questo conflitto e lo combatte. Così come non si può giudicare un individuo da ciò che egli pensa di sé stesso, questa coscienza dev'essere spiegata partendo dalle contraddizioni della vita materiale, dal conflitto esistente tra le forze sociali di produzione e le relazioni di produzione."
    (Karl Marx, Per la critica dell'economia politica.)
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  3. #3
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    Predefinito Re: Sulla normatività classica dei generi e il disagio sociale.

    come indico nei due post sopra questo le cose non si possono paragonare, l'eterosessualità monogama non è paragonabile alle altre sessualità deviate, perché gli esseri viventi provano un impulso naturale verso la procreazione. E la soddisfazione di questo impulso provoca piacere/felicità.
    Ora però c'è chi è costretto ad ammutolire questa pulsione.
    Si veda il caso delle carceri, si sa per certo che li l'omosessualità e lo stupro sono molto diffusi, soprattutto perché il 67% degli omosessualità incarcerati ammette di subire violenze sessuali. Il problema è che i carcerati omosessuali lo ammettono perché sono già omosessuali prima del carcere e non se ne vergognano, poi ci sono quelli che diventano omosessuali in carcere per adattamento. In sostanza i maschi deboli fanno le femmine per ottenere protezione, o ottenere altri favori mentre i maschi forti ricavano piacere ed offrono protezione o quant'altro. E ovviamente si tratta anche di piacere anche per chi riceve come dominato perché si tratta di un adattamento della sessualità ad una situazione in cui le femmine sono off-limits. E se ci pensi da quali strati della popolazione provengono i carcerati? I poveri. E i poveri che nascono e crescono nei bassifondi urbani poi vanno nelle galere in cui la disfunzionalità, la perversione, il disturbo di quei quartieri sono esacerbati.

    E se ci pensi le femmine sono off-limits già nei quartieri proletari, quanto meno in senso eteronormativo, è preclusa la serena procreazione ai poveri. Sicché potremmo dire che l'omosessualità come il femminismo che cerca l'emancipazione femminile in maniera così ossessionata è fondamentalmente il frutto di settori della società, ceti sociali, che devono separare maschi e femmine per questioni economiche, e allorché si uniscono lo fanno con le dovute precauzioni anti procreative della società moderna preservativo, coppia non sposata/instabile e cioè sessualità di svago e non d'amore di chi non può permettersi di fare coppia fissa e di fare figli, ma anche l'aborto, la pillola, il divorzio che permette alle persone di separarsi riducendo il vecchio legame indissolubile del matrimonio alla coppia non sposata che si mette assieme come si separa. Anche perché trattandosi di persone frustrate dalla vita hanno anche una sessualità deviata ancorché omosessuali, sessualità intesa come sfogo, di chi vive relazioni rese in un ambiente sociale teso. Rapporti eterosessuali, occasionali (occasionalizzati, anche, e come dicevo, dalla impossibilità economica di fare coppia fissa e di attribuire costruttività alle relazioni poiché per costruire qualcosa assieme la coppia ha bisogno di risorse economiche assenti tra i disagiati economico sociali) con persone occasionali, brutali o dolci, di conforto o di sfogo. Ma mai di neutrale appagamento di una sessualità equilibrata di chi cresce sano in situazioni familiari e sociali sane.
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    Predefinito Re: Sulla normatività classica dei generi e il disagio sociale.

    Citazione Originariamente Scritto da ciano.scuro Visualizza Messaggio
    Il problema di questa situazione, vi sarò sinceri, è che etc
    "vi sarò sinceri" è una espressione molto bella.

    Citazione Originariamente Scritto da ciano.scuro Visualizza Messaggio
    I giovani di questa generazione da un bel po di generazioni non etc
    Qui mi sono fermato, perché va bene essere avanti ma qua siamo proprio oltre.. ..
    Kavalerists likes this.
    penso positivo

  5. #5
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    Predefinito Re: Sulla normatività classica dei generi e il disagio sociale.

    Citazione Originariamente Scritto da Cirill*tto Visualizza Messaggio
    "vi sarò sinceri" è una espressione molto bella.


    Qui mi sono fermato, perché va bene essere avanti ma qua siamo proprio oltre.. ..
    Errori di battitura.
    Ma Vabbe potresti commentare in modo sensato.. @Kavalerists non lo sapevo un pro LBGT.
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  6. #6
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    Predefinito Re: Sulla normatività classica dei generi e il disagio sociale.

    Sono commenti originariamente scritto su youtube e dal telefono, lagga e scrive quello che vuole spesso.
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  7. #7
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    Predefinito Re: Sulla normatività classica dei generi e il disagio sociale.

    L'amore omosessuale è un amore sovversivo, rispetto alla ""normatività" eterosessualista, cosi come risultano sovversivi i transgender agli occhi dei cisessualisti, poichè essi minano le basi sia della femminilità (per il preconcetto eterocisessualista che la donna debba essere solo femminile) che della mascolinità (per il preconcetto eterocisessualista che l'uomo debba essere solo mascolino). Per questo vanno condannati, repressi e perseguiti, stando all'ideologia suprematista del dispotismo eterocisessualista.
    C'è qualcosa di profondamente malvagio nel genere umano e questo è da ricercarsi nella sua struttura biologica - molecolare e genetica, che sta alla base della sua predisposta impostazione.

 

 

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