Nelle ultime 2 settimane Salvini ha pubblicato sulla sua pagina Facebook 47 post contro stranieri ed immigrati, dipinti ora come invasori ora come criminali ora come untori.
47. Praticamente più di 3 al giorno.
Senza contare Instagram, Twitter, le interviste in tv, sui giornali, in radio, i comizi e così via.
Un’ondata d’odio studiata per sortire un preciso effetto: instillare terrore e odio verso tutti gli immigrati.
Di questi 47 post ben 26 sono creati in modo tale da gettare nel panico gli italiani, raccontando loro di un’invasione in corso. I titoli sono a caratteri cubitali (gialli o rossi), l’appellativo “clandestini” è ovunque, così come la parola “allarme” o gli insulti al governo tacciato di “follia”.
Poi vai a vedere i numeri e scopri che nei primi 10 giorni di luglio (i dati sul sito del Ministero arrivano al 10 luglio) i migranti sbarcati sono stati 1.137, cioè 800 in meno rispetto a quelli che sbarcarono nel 2018 nello stesso periodo con Salvini al governo, e appena 49 in più rispetto al 2019, quando con Salvini al governo furono 1.088.
Quindi è riuscito a far credere che l’invasione siano 49 migranti in più rispetto ai suoi 1.088.
Poi apri i giornali in questi stessi giorni e scopri che a Milano un bengalese che vendeva rose è stato picchiato e gettato nei Navigli. Mentre il papà di una ragazza giocatrice della nazionale italiana di basket in carrozzella è stato massacrato di botte al grido di “rom di m*rda tornatene a casa tua”. E così via.
Già, chissà come mai in questi anni tutto quest’odio contro stranieri e presunti tali.
Chissà come mai.




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