Crisi, 5 deputati escono da Udc, aprono a Berlusconi
martedì 28 settembre 2010 13:21
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ROMA (Reuters) - Cinque deputati dell'Udc, quattro siciliani e un campano, lasciano il partito di Pierferdinando Casini per costituire un gruppo autonomo a Montecitorio, che domani potrebbe votare sì alla mozione di sostegno al premier Silvio Berlusconi alla Camera.
Calogero Mannino, Saverio Romano, Giuseppe Drago, Giuseppe Ruvolo, tutti e quattro eletti in Sicilia -- da loro significativamente definita "il forziere dei voti Udc" -- e in rotta con Casini innanzitutto per la sua politica nell'isola, hanno annunciato oggi alla Camera la nascita del loro gruppo autonomo, Popolari per l'Italia di domani, a cui ha aderito anche il campano Michele Pisacane.
In mancanza del quorum necessario per costituirsi formalmente in gruppo parlamentare, confluiranno nel gruppo Misto, nel quale hanno convissuto finora 31 deputati, soprattutto di centrodestra.
Per effetto della scissione l'Udc scenderà da 39 a 34 deputati.
"Casini insegue la crisi di governo che noi riteniamo sia dannosa per il Paese", ha detto Mannino ai giornalisti, prima di ammettere però che "si avvicinano elezioni anticipate e il terzo polo a cui punta Casini non è credibile perché dovrà allearsi al Pd almeno al Senato, con il risultato di produrre una maggioranza zoppa con voti diversi nelle due camere".
"Non intendiamo risolvere i problemi della maggioranza, ma siamo allettati dall'idea di dare una mano al paese"
I cinque secessionisti non hannno sciolto del tutto le riserve sul voto di domani a Montecitorio, che verterà probabilmente sul discorso di programma di Berlusconi, ma sono propensi al sì.
"Non abbiamo avuto contatti con Berlusconi, né con esponenti del suo partito. Non abbiamo alcunché da negoziare. Attendiamo il discorso di domani per vedere se offrirà spazi di convergenza sui cinque punti annunciati, in particolare su quello decisivo dello sviluppo ecponomico nel Mezzogiorno", ha detto Mannino. "Attendiamo un segnale di disponibilità ad affrontare la crisi".
"Non intendiamo risolvere i problemi della maggiornaza, ma siamo allettati dall'idea di dare una mano al paese", ha aggiunto Romano, ex segretario dell'Udc siciliana.
Romano ha aggiunto che lui e gli altri quattro non sono interessati a posti nel governo "nel modo più assoluto".
La scissione trae origine dallo scontro con la dirigenza nazionale del partito sulla gestione della crisi politica in Sicilia, dove Casini ha appoggiato il governatore Raffaele Lombardo che ha stretto un'alleanza con finiani e Pd, lasciando fuori l'intero Pdl.
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