Dipendenti, persi 5000 euro in 10 anni. Epifani: intervento urgente sui salari
I lavoratori dipendenti italiani hanno perso in dieci anni oltre 5mila euro di potere d'acquisto. Lo fa sapere la Cgil nel suo rapporto sulla crisi dei salari presentato oggi nel quale spiega che nel decennio le retribuzioni hanno avuto, a causa dell'inflazione effettiva più alta di quella prevista, una perdita cumulata del potere di acquisto di 3.384 euro ai quali si aggiungono oltre 2 mila euro di mancata restituzione del fiscal drag che porta la perdita nel complesso a 5.453 euro.
Così, dal 2000 al 2010 - secondo un rapporto Ires-Cgil - c'è stata una perdita cumulata di potere d'acquisto dei salari lordi di fatto di 3.384 euro (solo nel 2002 e nel 2003 si sono persi oltre 6.000 euro) che, sommata alla mancata restituzione del fiscal drag, si traduce in 5.453 euro in meno per ogni lavoratore dipendente alla fine del decennio.
In Italia esiste «un grande problema che riguarda l'abbassamento dei salari anche legato al prelievo fiscale», sottolinea il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che chiede «un intervento urgente che sgravi il lavoro dipendente» riequilibrando il peso del prelievo a favore dei salari. I salari, secondo Epifani, pagano al momento di più di altri redditi ed è necessaria una «svolta» che affronti il problema delle retribuzioni.
27 settembre 2010
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