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    Predefinito Fontana: i conti non tornano.

    ECCO I DOCUMENTI DELLE OPERAZIONI IN SVIZZERA. PERCHÉ IL GOVERNATORE SOSTIENE CHE IL CONTO DEI SUOI GENITORI NON ERA OPERATIVO ALMENO DALLA METÀ DEGLI ANNI '80, SE NEI DOCUMENTI UFFICIALI RISULTA L’APERTURA NEL 1997? - POSSIBILE CHE IL GOVERNATORE FOSSE ALL’OSCURO DELLE MOSSE FINANZIARIE DELLA MADRE NOVANTENNE? LE INDAGINI DEI PM SULL'ORIGINE DEL PATRIMONIO. NEL 2017 FONTANA ERA PROPRIETARIO DI 33 IMMOBILI.. - IL BLITZ DELLA FINANZA NELLA SOCIETÀ DEL COGNATO. SI CERCANO DOCUMENTI SULLA MANCATA CONSEGNA DEI 25MILA CAMICI...
    Giovanni Tizian per “Oggiedomani” - la newsletter di “Domani”
    “I miei hanno sempre pagato le tasse, mio padre era dipendente della mutua, mia madre una super fifona, figurarsi evadere. Non so davvero dirle perché portassero fuori i loro risparmi. Comunque era un conto non operativo da decine di anni. Penso almeno dalla metà degli anni Ottanta”. Il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, ha risposto così a Repubblica in una lunga intervista pubblicata oggi.

    La versione del governatore lombardo, tuttavia, è contraddetta dai documenti bancari allegati al fascicolo della voluntary disclosure, lo scudo fiscale per il rientro dei capitali all’estero.
    I documenti rivelano che nel 1997 la madre del governatore, Maria Giovanna Brunella, ha aperto il primo conto estero numero 247-683404 e ha affidato al figlio la procura, cioè la delega a operare su quel deposito.

    La data è importante: nel 1997 il leghista era da due anni sindaco di Induno Olona, la madre una dentista di 74 anni. Perché, quindi, Fontana ha detto a Repubblica che il conto nei paradisi fiscali dei suoi genitori non era operativo almeno dalla metà degli anni Ottanta se nei documenti ufficiali risulta l’apertura del conto alle soglie del terzo millennio? Soltanto il presidente Fontana potrebbe spiegare questa contraddizione. Ma alle nostre domande inviate tramite l’ufficio stampa non ha risposto.
    C’è di più. Nel 2005 il patrimonio presente sul conto aperto otto anni prima, è stato trasferito in un secondo deposito collegato al trust Montmellon valley, con sede a Nassau, la capitale delle Bahamas. Di questo nuovo conto intestato sempre alla madre, Fontana era indicato come erede beneficiario. L’analisi dei flussi finanziari trasferiti da un conto estero all'altro dimostra il contrario di quello che ha dichiarato Fontana a Repubblica: “Non era operativo da almeno gli anni Ottanta”.

    Tra il 2009 e il 2013, infatti, c’è vita sul conto che erediterà Fontana. Nel 2009 la cifra depositata è di 4.565.839 milioni, l’anno successivo cresce di 129mila euro. Nel 2011, invece, il deposito è di 4.162.911 milioni: decresce, quindi, di oltre mezzo milione di euro. L’anno successivo viene rimpolpato con 442mila euro. Alla fine del 2013 sul conto giacciono 4.734.478 milioni, quasi 200mila euro in più rispetto al 2009. Cifre comunque inferiori ai 5,3 milioni ereditati da Fontana e regolarizzati nel 2015 con la voluntary disclosure. Rispetto al 2013 mancano 600mila euro rispetto a quelli indicati nella relazione sull’adesione volontaria allo scudo fiscale. Un altro mistero che solo il governatore può chiarire.
    Durante questa altalena di movimentazioni bancarie all’estero, Fontana era sindaco di Varese e sua madre, l’intestataria del trust, una ex dentista di novant’anni. Più che un conto morto, “non operativo”, come ha sostenuto Fontana nella sua difesa con Repubblica, sembra al contrario molto vitale. Possibile che l’allora primo cittadino di Varese fosse all’oscuro delle mosse finanziarie della madre novantenne. Oppure ne era a conoscenza? Anche su questa questione Fontana ha preferito non rispondere alle nostre domande.
    I documenti bancari restituiscono anche altri dettagli coperti finora dalla riservatezza che avvolge le procedure di adesione volontaria allo scudo fiscale. Procedura che ripulisce i tesoretti dell’evasione fiscale accumulati nei trust, che funzionano da cassaforte finanziaria, sparsi nelle isole dei Caraibi.

    Per quanto Fontana sostenga che non si tratta di profitti da evasione, l’Agenzia delle entrate nel fascicolo della procedura di voluntary avviata nel 2015, dopo la morte della madre, ha scritto: “Le violazioni oggetto di emersione sono state commesse nel 2009, 2010, 2011, 2012, 2013”. E aggiunge il motivo della violazione: “Mancato assolvimento degli obblighi di monitoraggio fiscale”.

    Le carte ufficiali non mentono. Fontana, avvocato esperto, dovrebbe saperlo.
    https://www.dagospia.com/rubrica-29/...oni-243310.htm

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  2. #2
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    Predefinito Re: Fontana: i conti non tornano.

    FONTANA, SOSPETTI SUI CONTI
    VALentina Errante per il Messaggero

    Alla ricerca dei camici non consegnati. Adesso i militari del nucleo di polizia valutaria vogliono capire che fine abbia fatto la merce che la Dama spa non ha mai consegnato alla Regione Lombardia. Quei 25mila capi che dovrebbero ancora trovarsi nei magazzini della società. Lunedì i finanzieri erano tornati in Regione, ieri si sono presentati nei depositi dell' azienda per fare chiarezza sul pasticcio della commessa affidata dalla Regione Lombardia, con trattativa privata in via d' urgenza, alla società del cognato (e per il 10 per cento della moglie) del governatore Attilio Fontana.
    Obiettivo, stabilire se i 25mila camici mai arrivati, nonostante la necessità e l' urgenza di reperire il materiale sanitario avesse fatto saltare le ordinarie procedure di gara, siano ancora nella disponibilità della società o siano stati rivenduti. Ma c' è un altro fronte aperto nelle indagini dei pm milanesi ed è quello che riguarda il consistente patrimonio del governatore.
    Con 5,3 milioni di euro custoditi in Svizzera e gestiti da due trust alle Bahamas fino al 2015. Il sospetto è che quel denaro non fosse solo il frutto dei risparmi dei suoi genitori, (mamma dentista e papà medico condotto) visto che il presidente della Regione Lombardia, dal 1980, prima di dedicarsi alla politica e alla Lega, esercitava la professione di avvocato e dagli anni Novanta ha avuto diversi incarichi pubblici. La pietra tombale dello scudo fiscale, quello utilizzato da Fontana nel 2015 per legalizzare gli oltre 5milioni detenuti in Svizzera, e gestiti dai due trust, cancella automaticamente solo i reati fiscali. La volontary disclosure omessa dal politico del Carroccio, all' epoca sindaco di Varese, gli è costata una multa di mille euro dell' Anticorruzione.
    IL PATRIMONIO La procura di Milano, però, è decisa a chiarire quale sia l' origine del patrimonio del governatore e se, oltre ai reati fiscali, a monte, non ce ne fossero altri. Nel 2017 tra appartamenti, case, garage e magazzini, il presidente della Regione Lombardia possedeva 33 immobili (dichiarazione 2018). Oltre ai 5milioni e 300mila euro all' estero. Undici delle proprietà immobiliari sono state acquistate, o anche queste ereditate, nei tre anni precedenti. Perché nella dichiarazione dei redditi del 2015 (periodo d' imposta 2014) il governatore era proprietario solo di 22 immobili.

    L' anomalia rispetto ai soldi all' estero riguarda anche le date.

    L' ultimo di quei conti è stato acceso nel 2005, ossia quando la mamma di Fontana, la titolare, aveva già 82 anni. L' altro risale al 1997. Il governatore non era solo beneficiario, di uno dei due è sempre stato soggetto delegato.

    I pm, attraverso la documentazione acquisita, stanno passando al setaccio le movimentazioni di quel conto collegato al trust «Montmellon Valley Inc.» sul quale nel 2013 c' erano 4.565.839 milioni, mentre due anni dopo quasi 200 mila euro. Dai dati della relazione allegata alla voluntary disclosure, e riportati dalla news letter di Domani, quotidiano in edicola a settembre, acquisita agli atti del fascicolo, nel 2009 la cifra depositata era di 4.565.839 milioni, l' anno dopo era cresciuta di 129 mila euro, mentre nel 2011 il saldo era di 4.162.911 milioni, con un calo di oltre mezzo milione di euro. Nel 2013 l' estratto raggiunge i 4.734.478 milioni, ma all' epoca la mamma di Fontana era già molto anziana.
    In Svizzera, dove in un deposito Ubs, sono custoditi i 4,4 milioni rimasti dell' eredità, porta anche la Dama, la società del cognato del governatore finita al centro dell' inchiesta. L' azienda è controllata al dieci per cento, attraverso la Divadue srl, da Roberta Dini, moglie di Fontana, mentre il 90 per cento fa riferimento al cognato Andrea, ma attraverso una fiduciaria del Credit Suisse che la amministra: il Trust Diva.

    LA DONAZIONE L' interruzione della consegna è costata a Fontana, che ha anche tentato di risarcire il cognato con 250mila euro, l' accusa di frode in pubbliche forniture. La fornitura trasformata in donazione, infatti, non è mai stata recepita dall' amministrazione. È stato l' ufficio legale di Aria, centrale acquisti della Regione, a bloccare la donazione di camici da parte della Dama. L' entità della fornitura era di «non modico valore», ma ha avuto un ruolo anche l' ostacolo del conflitto di interessi.
    https://www.dagospia.com/rubrica-29/...oni-243310.htm

  3. #3
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    Predefinito Re: Fontana: i conti non tornano.

    La madre novantenne di fontana nel novantasette avrebbe avuto settantasette anni se non sbaglio
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  4. #4
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    Predefinito Re: Fontana: i conti non tornano.

    Caso camici, trovati i 25mila mancanti nella sede del cognato di Fontana: sequestrati dalla Guardia di Finanza
    Si tratta di una parte del lotto inizialmente previsto nel contratto da mezzo milione di euro tra Dama e la Centrale acquisti regionale e che non è mai stato consegnato alla Lombardia. Dopo l'intervento del governatore per bloccare l'affare, infatti, tutto si sarebbe fermato. Dini ha poi chiesto di trasformare la "fornitura" in "donazione", ma la modifica non è mai stata formalizzata. Da qui l'inchiesta per frode in pubbliche forniture.
    Erano il tassello mancante nell’inchiesta che vede indagati il governatore Attilio Fontana, il cognato Andrea Dini e l’ormai ex dg della Centrale acquisti lombarda (Aria spa) Filippo Bongiovanni. Ora la Guardia di finanza li ha trovati e sequestrati: si tratta dei 25mila camici (su 75mila totali) che la società di Dini non ha mai consegnato alla Regione dopo che la fornitura stipulata durante l’emergenza Covid è stata trasformata in corso d’opera in “donazione”. Un passaggio di contratto che in realtà non è mai stato registrato dagli uffici del Pirellone. Anzi, stando a quanto risulta dalle indagini, sarebbero stati proprio gli avvocati di Aria a dare parere negativo per questioni procedurali e per il presunto conflitto di interessi alla base di tutto. Le Fiamme gialle hanno rinvenuto l’intera partita mancante durante la perquisizione avvenuta ieri sera nella sede di Dama Spa, cioè l’azienda di Dini. Dai primi riscontri sembra che il lotto sia completo, nonostante nei mesi scorsi ci sia stato un tentativo di rivenderlo a un’azienda di Varese a un prezzo superiore rispetto a quello stipulato inizialmente con la Regione.
    I camici, fanno sapere gli investigatori, sono ora custoditi come corpo del reato in un magazzino nella disponibilità dell’autorità giudiziaria. Perché sono così importanti? Perché è proprio sulla base di questo lotto mai consegnato alla Lombardia che i pm di Milano hanno iscritto nel registro degli indagati il governatore Attilio Fontana con l’accusa di frode in pubbliche forniture. Quando il governatore viene a sapere “il 12 maggio” dei “rapporti negoziali” tra il cognato e Aria – come ha raccontato lui stesso in Consiglio regionale – “chiede” personalmente a Dini di “rinunciare al pagamento per evitare polemiche e strumentalizzazioni”. Intorno al 19 maggio, l’imprenditore scrive quindi alla Regione per trasformare tutto in “donazione”. Da quel momento la fornitura si interrompe e sui 75mila camici inizialmente previsti, ne vengono consegnati 49mila. Il problema è che, stando ai rilievi dei magistrati, quel contratto non è mai stato modificato, motivo per cui l’azienda sarebbe stata obbligata a mandare alla Lombardia anche la partita mancante.
    In base a quanto si apprende, il Nucleo speciale di Polizia valutaria è rimasto nella sede della ditta fino all’una di notte. Oltre al lotto di camici, sono stati sequestrati la corrispondenza tra l’ad e gli uffici di Aria, oltre che l’intera documentazione contabile. I magistrati hanno comunque fatto sapere che, qualora si decidesse di procedere con la donazione dei dispositivi di protezione ai medici, visto il perdurare dell’emergenza Covid, la procura è disposta a dare il nulla osta per l’eventuale dissequestro.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/202...nanza/5884041/

  5. #5
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    Predefinito Re: Fontana: i conti non tornano.

    Conto svizzero di Fontana, ecco i movimenti registrati tra il 2009 e il 2013. Il governatore diceva: “Non operativo da decine di anni”
    In base ai documenti bancari diffusi dalla newsletter del quotidiano Domani, nel 2009 il conto corrente che il governatore erediterà nel 2015 dall'anziana madre ha in pancia oltre 4 milioni e mezzo di euro, l'anno successivo aumenta di 129mila euro, nel 2011 decresce di mezzo milione, per poi tornare a salire nel 2012 con altri 442mila euro. In un'intervista a Repubblica, invece, lo stesso Fontana sostiene che è rimasto inattivo "almeno dalla metà degli anni Ottanta"
    Per il governatore lombardo Attilio Fontana è un conto “non operativo da decine di anni, penso almeno dalla metà degli anni Ottanta”, come ha dichiarato in un’intervista a Repubblica. Per la newsletter del quotidiano Domani, invece, a fine anni Duemila le operazioni sono continue: nel 2009 il deposito ha in pancia oltre 4 milioni e mezzo di euro, l’anno successivo aumenta di 129mila euro, nel 2011 decresce di mezzo milione, per poi tornare a salire nel 2012 con altri 442mila euro. A fine 2013 ci sono 4.734.478 euro. Tutto gestito fino al 2015 da due trust alle Bahamas, aperti dall’anziana madre del presidente leghista tra il 1997 e il 2005. È solo alla sua morte che poi Fontana li eredita e li denuncia al fisco italiano grazie alla voluntary disclosure.
    Il giallo finanziario è emerso per caso nell’ambito dell’inchiesta sui camici: i pm ne sono venuti a conoscenza dopo che nel maggio scorso Fontana ha tentato di erogare, proprio tramite i suoi conti svizzeri, un bonifico da 250mila euro in favore del cognato, Andrea Dini, per risarcirlo dopo avergli “chiesto” di bloccare l’affare da mezzo milione di euro che aveva stipulato con la Regione. La transazione alla fine salta a causa di un alert all’antiriciclaggio, ma la procura ne viene informata d’ufficio. Che non ha perso tempo: come rivelato dal Fatto Quotidiano, i magistrati hanno già intrapreso colloqui informali con le autorità svizzere e stanno valutando una rogatoria per capire meglio il giro del denaro.
    Una questione di cui Fontana non ha parlato nel suo atteso discorso in Consiglio regionale, ma che poi ha affrontato in un’intervista a Repubblica. “Quel conto non solo è perfettamente legale e frutto del lavoro dei miei genitori”, ha spiegato il governatore, “ma è dichiarato, pubblico e trasparente”. Nessuna evasione delle tasse, dice: “Mia madre era super-fifona, figurarsi evadere…”. Lui stesso, però, non sa perché i genitori, una dentista e “un dipendente della mutua”, “portassero fuori i loro risparmi”. Ma ora nuovi dettagli arrivano dai documenti bancari allegati al fascicolo della voluntary disclosure cui Fontana ha fatto ricorso nel 2015, scovati dal giornalista da Giovanni Tizian per Domani. Stando alle carte, il primo conto estero viene aperto dalla madre, Maria Giovanna Brunella, nel 1997. Al figlio, che in quel periodo è sindaco di Induno Olona (Varese), viene affidata la “procura”, cioè la delega a operare. Il secondo passaggio avviene nel 2005, quando il patrimonio presente sul primo conto viene spostato in un secondo deposito collegato a un trust con sede a Nassau, nei Caraibi. In questo caso Fontana risulta “erede beneficiario” ed è proprio qui che, riferisce la newsletter Domani, si registrano i movimenti di cassa negli anni successivi. Un periodo durante il quale, secondo l’Agenzia delle entrate che ha redatto il fascicolo sulla voluntary, sono state commesse le “violazioni oggetto di emersione”. Il motivo? “Mancato assolvimento degli obblighi di monitoraggio fiscale”.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/202...-anni/5884112/

  6. #6
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    Predefinito Re: Fontana: i conti non tornano.

    Il Collegio difensivo del Forum non ha ancora stabilito la linea difensiva da tenere, oppure si rimette alla clemenza della Corte?

    Strano … molto strano … questo assordante silenzio.

  7. #7
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    Predefinito Re: Fontana: i conti non tornano.

    In poche parole Fontana è nella merda totale anche solo se fossero vere metà delle cose.

  8. #8
    socialdemocratico di m
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    Predefinito Re: Fontana: i conti non tornano.

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    La madre novantenne di fontana nel novantasette avrebbe avuto settantasette anni se non sbaglio
    quindi tre di più di quello che ha scritto incerto.
    il mio caimano nero piangendo mi confidò
    che non approvava il progetto del metrò

  9. #9
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    Predefinito Re: Fontana: i conti non tornano.

    Citazione Originariamente Scritto da CarmineMarzano Visualizza Messaggio
    In poche parole Fontana è nella merda totale anche solo se fossero vere metà delle cose.
    sarebbe dovuto essere nella merda anche solo per la gestione del covid 19...eppure lo sostengono ancora in troppi...


    in un paese normale le sue dimissioni sarebbero avvenute almeno in 4-5 occasioni

  10. #10
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    Predefinito Re: Fontana: i conti non tornano.

    Ce ne fosse UNO pulito, vacca troia...sempre la solita merda.
    « Il popolo non crede ai cultori delle cedole bancarie.Crede all'azione, a chi gli indica le vie del destino.Crede soprattutto a chi gli aprirà le strade vere della giustizia sociale. » Filippo Corridoni
    « Nec spe nec metu » Isabella d'Este

 

 
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