È la quota del Fvg al fondo di perequazione. «Impossibile abbassare le tasse». «Rinviato il taglio delle tasse». Ma il consulente Antonini assicura: può essere un’opportunità. Si preannuncia una finanziaria regionale 2011 tutta «lacrime e sangue» Saro: «Bossi fa il facilone, ma se il centrodestra dovesse implodere...»
di Roberta Giani
GRADO. Si chiama fondo di perequazione nazionale. Ed è uno dei prezzi che le Regioni più ricche devono pagare alla ”r ivoluzione federalista”. Il Friuli Venezia Giulia non può sottrarsi, solo attrezzarsi: Roma reclama 150 milioni di euro già nel 2011 e, «a regime dal 2014», 350 milioni di euro.
Sandra Savino, l’assessore regionale alle Risorse finanziarie, fornisce i due numeri ”pesanti”. Lo fa, alla kermesse gradese del Pdl, confrontandosi con l’eurodeputato Giovanni Collino, il senatore Ferruccio Saro e Luca Antonini, consulente di Giulio Tremonti e Roberto Calderoli, su un tema scottante: il federalismo fiscale. La partita più delicata che si sta giocando con Roma, quella a cui è appeso il bilancio regionale.
Il Friuli Venezia Giulia è un’autonomia speciale e quindi deve negoziare direttamente, con un tavolo ad hoc, nuove competenze e nuove compartecipazioni ma anche diritti già acquisiti come i 483 milioni di tributi Irpef e nuovi doveri come il fondo di perequazione. «La trattativa è a buon punto» assicura, all’ora di pranzo, il presidente Renzo Tondo. Ma il tempo corre veloce: la Finanziaria regionale 2011, «il nodo autunnale più grosso», incombe. E reclama risposte: «Le risorse sono quelle che sono. Inadeguate a fare tutto quello che vorremmo» ammette il presidente. Il suo assessore, ancora una volta, traduce in numeri: la manovra regionale che verrà, seguendo quella del 2010 che ha già prodotto una riduzione pesante della spesa, deve fare i conti non solo con il taglio di 70 milioni di euro imposto dalla cura tremontiana ma anche, assai probabilmente, con quei 150 milioni reclamati dal fondo di perequazione nazionale. Mica facile, allora, trovare la quadratura. E meno male che la ”caccia” ai tributi in fuga, quella che Savino sta portando avanti con tenacia, vale ormai 70 milioni di euro all’anno: «L’1,65% in più dell’Irpef». Nessuno s’illuda, però: «Non è proprio il caso di abbassare le tasse» come sintetizza l’assessore regionale, rispondendo a una domanda di Paolo Possamai, il direttore del ”Piccolo”, in veste di moderatore.
Eccone un’altra. Quella di fondo: il federalismo fiscale, e non solo per il Friuli Venezia Giulia, è un’opportunità o un rischio? Antonini, neo-consulente anche della Regione, non ha dubbi: è un’o pportunità e l’Italia, finalmente, «sta vedendo terra». Il professore si spinge oltre e fornisce un suggerimento: il Friuli Venezia Giulia, al fine di rilanciare la sua specialità, potrebbe chiedere il trasferimento di controlli oggi statali come quelli delle Sovrintendenze, dando vita a «zone franche della burocrazia», e potrebbe giocarsi sino in fondo la carta della fiscalità di vantaggio.
Saro e Collino, mentre Savino ammette di temere gli eventuali «bidoni» del federalismo demaniale, sono più prudenti. «Dobbiamo portare a casa le competenze strategiche. Se sbagliamo, rischiamo di affossare il bilancio regionale» avverte l’eurodeputato. Il senatore, evocando il rischio belga e persino quello jugoslavo, si sofferma invece sui nodi politici irrisolti: «Umberto Bossi fa il facilone quando dice che il federalismo fiscale è già in saccoccia. Se il centrodestra non implode, allora, gradualmente si va all’a ttuazione. Ma se il centrodestra implode, a quel punto, il federalismo fiscale diventa strumento di lotta politica». E tanti, a partire da finiani e siciliani, sono già in agguato.
Non solo federalismo fiscale, però, alla giornata di chiusura della festa del Pdl: Riccardo Riccardi, Bortolo Mainardi, Roberto Dipiazza e Antonio Cancian si confrontano su A4, Tav e infrastrutture mentre Raffaello Vignali, Giuliano Cazzola, Maurizio Castro e Luca Ciriani si cimentano con la crisi e con l’auspicata ripresa. Poi gran finale con Mariastella Gelmini e Renzo Tondo.
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(27 settembre 2010)
Federalismo, Il Fvg verserà a Roma 150 milioni | Il Piccolo
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quindi le tasse non si abbassano, si abbassano i politici ecc? ma ovvio che no




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