



Be' basta chedere al medico di certifichera' l'inabilita' al lavoro,


Ci manca solo che l'inps debba mantenere anche i sani, oltre ai malati immaginari.


Veramente su questo ha ragione ; non si pòssono scaricare sull'INPS le "quarantene".
Se queste sono dovute ad esposizione durante il servizio (e qui inizia una rogna potenzialmente senza fine) vanno computate in INAIL, altrimenti i dispositivi di legge, devono avallare un altro trattamento (che tra l'altro è senza decurtazione).
Se la quarantena è "volontaria", viceversa o viene messa in ferie, o tramite altro accordo con il datore di lavoro o dev'essere verificata dall'autorità sanitaria.
Questa storia della malattia, era fallata in partenza.
« Il popolo non crede ai cultori delle cedole bancarie.Crede all'azione, a chi gli indica le vie del destino.Crede soprattutto a chi gli aprirà le strade vere della giustizia sociale. » Filippo Corridoni
« Nec spe nec metu » Isabella d'Este




Certo che devi essere retribuito ; ma non tramite il ricorso alla "malattia".
Devono inserire un "esenzione dal lavoro", dove è riconosciuta la giornata di assenza, come servizio effettivamente prestato.
Questa norma, ripeto, era fallata in partenza, anche perchè se mi venisse imposta una quarantena (che potrebbe anche durare un paio di mesi o oltre), non vedo il motivo per cui mi becco decurtazioni e me la scalano dal comporto (o viene commisurata alla % di comporto rimanente).
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Per rispondere seriamente, è errata anche questa normativa riguardo P.IVE.
Come la P.IVA paga in base allo "studio di settore" (una cazzata terrificante atta a mungere allo sfinimento l'autonomo), allo stesso modo dovrebbe essere retribuita per le "quarantene" e lockdown.
Verifica tramite dichiarazione dei redditi, si fissa un tetto di massima (il lavoro è complesso ma fattibile - ergo NON in Italia - ) e si retribuisce il giusto.
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Tende a gravare interamente sul datore di lavoro ; può funzionare con un evento straordinario di lasso temporale limitato per giustificare l'assenza...non è il caso di una quarantena imposta - o supposta - che si protrae nel tempo.
Il datore di lavoro, dovrebbe comunque essere risarcito dallo stato per intero ; l'unica accortezza, è il mantenimento del posto di lavoro a condizione che la quarantena sia avvalorata da autorità sanitaria, o comunque di merito (es. Pubblica Sicurezza).
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