Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Exclamation Attentato a Belpietro Spari sul pianerottolo di casa


    Attentato a Belpietro
    Spari sul pianerottolo di casa





    Tre spari nella notte, e il cuore di Milano trasformato
    in un circo brutto di volanti e di Alle 22.35 di ieri la scorta del direttore di Libero è stata
    coinvolta in uno scontro a fuoco in pieno centro a Milano, dentro la casa. Belpietro era
    appena rientrato in famiglia dopo una giornata di lavoro trascorsa a Roma.Scritto l’editoriale
    che appare in prima pagina in volo, ha spedito il pezzo in redazione e si è fatto accompagnare a casa. Poco dopo aver messo piede nell’abitazione, sono partiti i colpi,
    sparati dagli uomini che ogni
    giorno ne tutelano la sicurezza.
    Di lì a pochi minuti, le vie attorno
    alla casa di Belpietro si riempiono di
    uomini e mezzi delle forze dell’ordi -
    ne. Il direttore viene consigliato dalla
    scorta: si chiude ovviamente in casa
    con la sua famiglia. Parte la telefonata
    alla redazione: «Bisogna riaprire il
    giornale, hanno sparato fuori da casa
    mia, non ho capito cosa sia successo,
    ci sentiamo tra poco». Nei minuti
    successivi il quadro si complica. Arrivano
    polizia e carabinieri.
    I fatti, convulsi per come arrivano
    in piena notte in redazione: il direttore
    entra in casa. Apre con le sue
    chiavi, mentre di solito suona: l’ora
    tarda lo sconsiglia. Saluta la scorta,
    comunicando come sempre l’orario
    per l’incontro della mattina successiva.
    Il caposcorta, con un cambio di
    abitudini insolito che si rivela probabilmente
    provvidenziale, per il percorso
    verso l’auto sceglie le scale anziché
    l’ascensore. Mentre scende,
    appena girato l’angolo per imboccare
    la prima rampa, si imbatte in un
    uomo che poi viene descritto vestito
    con un’uniforme da finanziere. Ma
    solo nella parte superiore, quasi volesse
    farsi “riconoscere” da uno
    spioncino. Con buona probabilità,
    quello della casa del direttore, anche
    se ovviamente ogni ipotesi resta
    aperta. Alla vista dell’agente della
    scorta, l’uomo estrae all’improvviso
    un’arma, secondo le prime e disordinate
    testimonianze una pistola simile
    alle Beretta. Tenta di aprire il fuoco.
    Mira alla testa, per uccidere. L’ar -
    ma però si inceppa mentre la scorta
    risponde al fuoco lanciando subito
    l’allarme. Vengono esplosi tre colpi
    che, stando all’assenza di tracce nel
    giroscala, non raggiungono il bersaglio.
    L’uomo scappa, nel giro di pochi
    minuti la strada si riempie di volanti.
    Il resto della scorta si precipita
    in casa. Belpietro viene chiuso dentro,
    come ovvio. Il capo degli agenti,
    dopo aver visto la morte a un millimetro,
    trova la forza di coordinare le
    ricerche e di raccontare l’accaduto al
    direttore. Intanto parte la caccia
    all’uomo per le vie circostanti. Al momento
    in cui andiamo in stampa,
    non si hanno notizie sulla sua cattura.
    Gli inquirenti sono obbligati a
    mantenere vive tutte le ipotesi, ma
    quella più grave è la più ovvia ed è
    finita nel titolo di apertura di Libero.
    «Un attentato». Sono le parole che lo
    stesso direttore pronuncia al telefono
    con chi scrive, a metà tra il realismo e
    l’orrore della consapevolezza. L’uo -
    mo armato era a pochi scalini
    dall’uscio di casa. Se avesse suonato
    al campanello, per di più con la divisa
    “d’ordinanza”, sia il direttore sia
    i suoi familiari avrebbero quasi certamente
    aperto, pensando si trattasse
    del caposcorta salutato pochi secondi
    prima. Per questo la scelta delle
    scale per tornare all’auto potrebbe
    essersi rivelata provvidenziale.
    A sconvolgere tanto gli agenti
    quanto il direttore è la rapidità fulminea
    con la quale l’uomo, senza proferire
    verbo, ha tentato di aprire il
    fuoco contro l’agente della scorta di
    Belpietro. Un comportamento diverso
    da quello di un semplice intruso o
    ladro. A sconvolgere la redazione di
    Libero è l’ipotesi - che per ora ovviamente
    resta tale - di un’azione violenta
    indirizzata contro il nostro direttore
    (lui e la famiglia stanno bene),
    cui va la solidarietà e l’abbraccio
    esteso a tutta la sua famiglia

    01/10/2010





    Attentato a Belpietro - belpietro, attentato, sparatoria - Libero-News.it





    .
    Ultima modifica di Corsaro; 01-10-10 alle 09:18
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  2. #2
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    Exclamation Rif: Attentato a Belpietro Spari sul pianerottolo di casa



    Attentato a Belpietro: l'uomo spara un colpo La scorta lo fa fuggire

    di Gabriele Villa




    Illeso il direttore di Libero mentre l’aggressore, che indossava una finta divisa da finanziere, è riuscito a dileguarsi nella notte. Da via Monte di Pietà le ricerche dell'uomo armato estese per tutto il Centro città


    Fallito attentato ieri a tarda sera contro il direttore di Libero, Maurizio Belpietro. Erano le 22,45 quando i due uomini della scorta che, dopo le ripetute minacce ricevute dal giornalista gli è stata affidata, sono arrivati in auto con il direttore sotto la sua abitazione, in via Monte di Pietà, nel centro di Milano. Secondo la prassi uno dei due agenti ha accompagnato il direttore all’interno della palazzo fino all’uscio di casa e poi si è incamminato per tornare a bordo dell’auto dove l’attendeva l’altro collega rimasto al volante. È stato proprio tornando sui suoi passi che l’agente di scorta si è imbattuto in un uomo armato di pistola appostato poco lontano dall’appartamento dove Belpietro era appena entrato. A tarda notte, al momento in cui scriviamo queste righe, ovviamente la dinamica è ancora tutta da chiarire ma, dalla testimonianza dell’agente di scorta, sembra certo che l’uomo che attendeva l’ex direttore del Giornale indossasse una divisa da finanziere. Insospettitosi per l’atteggiamento di quell’uomo l’agente di scorta gli ha intimato di fermarsi e per tutta risposta gli ha puntato addosso una pistola. È a questo punto che, vistosi scoperto, mentre si dava alla fuga il presunto attentatore ha sparato un colpo in direzione dell’agente della scorta che lo stava inseguendo. Il quale a sua volta ha risposto al fuoco sparando tre colpi.

    La concitata azione è avvenuta tutta all’interno del condominio che, particolarità ideale per un potenziale attentatore, offre diverse vie di fuga sia passando per gli stabili confinanti sia attraverso alcuni giardini dei dintorni. La giacca da finanziere anche se indossata a quanto pare sopra una tuta avrebbe dovuto mettere al riparo l’attentatore da qualsiasi sospetto ma in realtà una serie di circostanze fortuite ha permesso di sventare i suoi piani. Prima fra tutte l’attenzione dell’agente di scorta che non si è limitato ad accompagnare il direttore fino al portone di ingresso ma poi ha indugiato all’esterno dell’appartamento di Belpietro per accendersi una sigaretta e fare due passi. È a quel punto che si è accorto dell’uomo che si era nascosto con la pistola in mano nell’androne. E soprattutto che quell’uomo aveva già una pistola puntata. Addirittura sembrerebbe che il presunto attentatore abbia tentato di sparare subito un primo colpo ma che la sua pistola si sia fortunatamente inceppata. Resta il fatto che vistosi scoperto il falso finanziere è riuscito a dileguarsi riuscendo anche a sfuggire al secondo agente di scorta che attendeva in auto e che non avrebbe avuto il tempo di intervenire.

    Sul posto sono subito intervenute sei volanti e alcuni uomini della Digos che hanno setacciato la zona e la palazzina alla ricerca di dettagli che possano aiutare a ricostruire l’episodio e soprattutto a portare in qualche modo all’identità dell’aggressore di Belpietro. Le battute nella zona si sono protratte fino all’alba.

    Maurizio Belpietro, 52 anni, sposato, due figlie ha cominciato la professione nel 1975 al quotidiano Bresciaoggi, poi all'inizio degli anni '80 contribuì alla nascita di Bergamoggi. È stato in seguito caporedattore centrale del settimanale L'europeo e poi vicedirettore de L'Indipendente di Vittorio Feltri. Ha seguito Feltri a il Giornale nel 1994 come vicedirettore. Nel 1996 ha la sua prima esperienza da direttore, al quotidiano Il Tempo di Roma. È stato alla guida del Giornale fino al 2007. Ha poi diretto il settimanale Panorama. Il 13 agosto 2009 ha sostituito Vittorio Feltri alla direzione di Libero

    Attentato a Belpietro: l'uomo spara un colpo La scorta lo fa fuggire - Interni - ilGiornale.it del 01-10-2010
    .
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Attentato a Belpietro Spari sul pianerottolo di casa

    Niente di nuovo all'orizzonte , questa è la risposta della politica comunistoide . Il "nemico" politico va abbattuto fisicamente . Le prime avvisaglie le abbiamo avute con gli attentati al premier e poi a seguire quello del sindacalista della Cisl Bonanni. Alla fin fine sappiamo bene che i comunisti alla dialettica preferiscono lo scontro fisico , non si smentiscono mai .

    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  4. #4
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    Predefinito Rif: Attentato a Belpietro Spari sul pianerottolo di casa

    Citazione Originariamente Scritto da orpheus Visualizza Messaggio
    Niente di nuovo all'orizzonte , questa è la risposta della politica comunistoide . Il "nemico" politico va abbattuto fisicamente . Le prime avvisaglie le abbiamo avute con gli attentati al premier e poi a seguire quello del sindacalista della Cisl Bonanni. Alla fin fine sappiamo bene che i comunisti alla dialettica preferiscono lo scontro fisico , non si smentiscono mai .

    Analisi impeccabile..cazzo! è così pieno di comunisti in giro...stasera, prima che il gallo canti, Belpietro avrà fatto il giro di tutti i talk show televisivi: tette, culi e sparatoie...

  5. #5
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    Predefinito Rif: Attentato a Belpietro Spari sul pianerottolo di casa

    Scusate ma ho risposto qui ad una discussione per il nazionale. Cancellate pure.
    Ultima modifica di Sandinista; 01-10-10 alle 10:12

  6. #6
    email non funzionante
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    Predefinito Rif: Attentato a Belpietro Spari sul pianerottolo di casa

    la legge dovrebbe punire con forza questi episodi. Ad esempio io trovo intollerabile che l'aggressore di Belpietro sia stato lasciato scappare con questa facilità; dovevano rincorrerlo, organizzare una caccia all'uomo e dargli la pena di morte. E questo concetto deve essere chiaro che va applicato a tutti coloro che attentano al governo legittimamente in carica.

    comunque kompagni tenete a mente una cosa: NON MOLLEREMO MAI E QUESTI ATTI MOLTIPLICANO LA NOSTRA DETERMINAZIONE!
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  7. #7
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    Predefinito Rif: Attentato a Belpietro Spari sul pianerottolo di casa





    L'intervento di Maurizio Belpietro a Mattino Cinque (1)


    ultimo aggiornamento: 01 ottobre, ore 11:14
    Milano, 1 ott. - (Ign) - Il direttore di Libero Maurizio Belpietro alla trasmissione 'Mattino Cinque' racconta la dinamica del fallito agguato, ieri sera dopo il suo rientro a casa nel centro di Milano (parte prima).



    L'intervento di Maurizio Belpietro a Mattino Cinque ( CLICCA PER ASCOLTARE ) - Adnkronos Cronaca






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    Predefinito Rif: Attentato a Belpietro Spari sul pianerottolo di casa




    articolo di venerdì 01 ottobre 2010

    Agguato a Belpietro, forse dei complici
    L'allarme di Maroni: "Atto gravissimo"

    di Redazione



    Paura a Milano: illeso il direttore di Libero mentre l’aggressore, che indossava una finta divisa da finanziere, è riuscito a dileguarsi nella notte . Belpietro: "Solo io Feltri e Fede siamo sotto scorta. Sono amareggiato per la mia famiglia". Il ministro dell'Interno: "Massima attenzione". Non è escluso che ci siano i complici, oggi l'identikit. Solidarietà della politica. Il Pdl: "I seminatori d'odio riflettano". L'Idv: "Ignobile strumentalizzazione".


    Milano - All'indomani dal fallito attentato al direttore di Libero, iniziano le indagini dell'antiterrorismo e si moltiplicano le dichiarazioni di solidarietà. Un uomo armato, nascosto per le scale dell’edificio in cui si trova l’appartamento di Maurizio Belpietro, in pieno centro a Milano, è stato bloccato dalla scorta prima che potesse aggredire il direttore e poi si è dato alla fuga. L'uomo, che indossava una giacca da finanziere, era armato.

    Polizia: "Non è escluso ci siano complici" Non è escluso che ci siano altri complici del presunto aggressore che questa notte è stato trovato nel condominio del direttore di Libero Maurizio Belpietro con un’arma in mano e contro cui la scorta ha esploso 3 colpi di pistola. È quanto emerge dalla conferenza stampa in corso in questura a milano. Gli investigatori stanno esaminando le telecamere per valutare proprio la presenza di altri soggetti. I poliziotti sono al lavoro anche per ricostruire il volto dell’uomo e diffondere così un identikit.

    Scorta rinforzata Rinforzata la scorta per la tutela del direttore di Libero. Alla scorta sono stati aggiunti due uomini, per un totale di quattro, e un’altra auto di vigilanza fissa sotto la sua abitazione. A queste precauzioni si aggiunge la scorta già presente da tempo sotto la redazione del giornale. Lo ha spiegato oggi il Questore, Vincenzo Indolfi, in una conferenza stampa in questura.

    Maroni: "Massima attenzione" L’episodio che ha visto coinvolto il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, è un "atto gravissimo che ha rischiato di produrre una vittima" e sul quale da parte del Viminale c’è "massima attenzione". Lo dice il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a margine della cerimonia di consegna delle medaglie d’oro ai Vigili del fuoco. "Ho chiamato Belpietro per esprimergli la mia totale solidarietà" dice il ministro sottolineando che le forze di polizia stanno "attentamente monitorando la situazione dell’ordine pubblico". Quello di Belpietro, infatti, spiega il ministro è un atto che si inserisce in un contesto già in fibrillazione. "Ci sono stati nei giorni precedenti altri episodi - sottolinea Maroni - è dunque stiamo prestando la massima attenzione perchè non succedano cose che abbiamo già visto anni fa e che non vogliamo che si ripetano".

    Belpietro torna in televisione All'indomani degli spari sul suo pianerottolo, "prevale il senso di ingiustizia: perchè - si è domandato Maurizio Belpietro, ospite di Mattino cinque - in questo paese non è possibile sostenere delle opinioni senza pagare con paura e minacce?". In trasmissione, dopo aver ricostruito quanto successo ieri sera, il direttore di Libero ha detto di essere uno dei pochi direttori sotto scorta, insieme ai colleghi Vittorio Feltri ed Emilio Fede: "siamo tutti dell’area moderata e non sono casi: sostenere idee contro la vulgata corrente si paga anche da questo punto di vista, con la limitazione della libertà".

    "Sono amareggiato per la mia famiglia" Per Belpietro, quanto successo ieri dipende anche dal clima politico avvelenato: "il clima conta: basta navigare su certi siti per trovare non polemiche, ma minacce di morte come ’mi piacerebbe ammazzare lui e la sua scortà. Tutto questo mi mette inquietudine, non capisco quale reato ho commesso per meritare addirittura una condanna a morte". Belpietro ha anche ricordato di aver ricevuto delle minacce già a gennaio, quando un uomo ha tentato di introdursi nella redazione di Libero e, fermato dalla scorta, ha poi confessato "cattive intenzioni". "E quello di gennaio non era un pazzo, tanto che - ha detto il direttore - non gli hanno fatto il trattamento sanitario obbligatorio". Belpietro, che si definisce "una persona tranquilla, calma e fredda", non ha negato di sentirsi "amareggiato": "ieri ho pensato alle persone care, come è naturale, sono amareggiato per la mia famiglia". Quando l’agente della scorta ha trovato un uomo armato nascosto vicino all’appartamento di Belpietro, in casa del direttore di Libero c’erano la moglie e le figlie: "le piccole dormivano, ho raccontato loro stamattina ciò che è successo".

    Il comunicato del Cdr "Ieri notte un uomo armato di pistola ha cercato di aggredire il direttore di Libero, Maurizio Belpietro. Solo quest’anno è la seconda volta che qualcuno attenta all’incolumità del nostro direttore e risulta difficile pensare, come di certo qualcuno farà, al gesto isolato di un folle", sostiene il comitato di redazione della testata. "Quanto successo sembra piuttosto il frutto maturo di una ideologia di violenza e di odio - continua la rappresentanza sindacale - che mette nel mirino chiunque provi a distaccarsi da un’idea dominante e precostituita di verità e giustizia. Da troppo tempo nel nostro Paese si alimentano processi pubblici nelle piazze e in televisione ai danni di chi non rappresenta quella che sempre più appare come la ’casta dei giustì: da una parte i politici del popolo, dall’altra i cattivi; da una parte i sindacalisti democratici, dall’altra quelli asserviti; da una parte i giornalisti impegnati, dall’altra quelli prezzolati. Uno schema facile e violento i cui risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti e dei quali anche i giornalisti di Libero, come molti altri colleghi, pagano e hanno pagato il prezzo". Il Cdr di Libero, perciò, esprime "la sua solidarietà e la più affettuosa vicinanza a Maurizio Belpietro e si augura che questo ennesimo episodio serva almeno a risvegliare in tutti quel senso di responsabilità ed equilibrio strangolato da un odio politico che ricorda, tragicamente, altre epoche non troppo lontane".

    Fnsi: "Ferma condanna e solidarietà" Ferma condanna e solidarietà da parte della Fnsi a Maurizio Belpietro, vittima ieri notte di un agguato. "È intollerabile e molto grave - sottolinea il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi - la terribile minaccia a mano armata di cui è stato vittima il direttore di Libero". "Nell’esprimere la più dura condanna di questo oscuro attacco alla vita e alla libertà del giornalista e dell’uomo Belpietro - aggiunge Siddi - con la Fnsi manifestiamo a lui, alla famiglia, ai colleghi che con lui lavorano e agli uomini della sicurezza, la solidarietà e l’impegno a riaffermare in ogni sede, e in ogni momento il valore dell’informazione libera e plurale come bene prezioso". Preoccupa, rileva ancora il segretario della Fnsi "non poco l’accaduto e l’entità della minaccia al direttore di Libero e ad un agente della sua scorta, costretto ad intervenire con le armi per sventarla, che vede ancora una volta un giornalista nel mirino di una criminalità misteriosa e senza scrupoli. La Fnsi non accetterà mai l’idea che sia possibile imporre il silenzio delle voci che non si condividono attraverso la pratica dell’intimidazione incivile e violenta".

    Odg, Iacopino: "Solidarietà" Nessuno cerchi alibi: quanto accaduto a danno di Maurizio Belpietro è insopportabile". Lo dice Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, che ha così continuato: "C’è da mesi un clima che rischia di farci precipitare in una situazione che speravamo di non dover più affrontare. troppo comodo ed è altrettanto irresponsabile, quando fatti come questi accadono, ipotizzare che si tratti della folle iniziativa di un singolo". "Alla solidarietà, senza se e senza ma, che l’Ordine dei giornalisti esprime a Belpietro e alla sua famiglia, va aggiunto - ha concluso Iacopino - l’auspicio che da parte di ciascuno di noi cittadini venga un qualche contributo per riportare il confronto ad un livello di civiltà".

    Le indagini della Questura La Questura di Milano ha fissato per le 12 un incontro con la stampa per riferire riguardo alla tentata aggressione subita ieri sera dal direttore di Libero, Maurizio Belpietro, all’interno del palazzo dove abita. Non è escluso che all’incontro partecipi anche il questore Vincenzo Indolfi. L’incontro si dovrebbe tenere al termine della consueta riunione mattutina che i dirigenti dei diversi uffici hanno proprio con il Questore e che questa mattina si sta prolungando molto oltre l’orario consueto. Non è chiaro al momento se nel corso dell’incontro con i giornalisti la Questura fornirà aggiornamenti sulla vicenda o se annuncerà un’eventuale aumento della scorta al direttore Belpietro.



    Agguato a Belpietro, forse dei complici L'allarme di Maroni: "Atto gravissimo" - Interni - ilGiornale.it del 01-10-2010



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    Predefinito Rif: Attentato a Belpietro Spari sul pianerottolo di casa






    Il CDR di Libero: non è il gesto di un folle.
    I giornalisti esprimono solidarietà al direttore. "Odio politico che ricorda altre epoche non troppo lontane".






    Ieri notte un uomo armato di pistola ha cercato di aggredire il direttore di Libero, Maurizio Belpietro. Solo quest’anno è la seconda volta che qualcuno attenta all’incolumità del nostro direttore e risulta difficile pensare, come di certo qualcuno farà, al gesto isolato di un folle.
    Libero-news.itLibero-news.it

    Solo quest’anno è la seconda volta che qualcuno attenta all’incolumità del nostro direttore


    Quanto successo sembra piuttosto il frutto maturo di una ideologia di violenza e di odio che mette nel mirino chiunque provi a distaccarsi da un’idea dominante e precostituita di verità e giustizia. Da troppo tempo nel nostro Paese si alimentano processi pubblici nelle piazze e in televisione ai danni di chi non rappresenta quella che sempre più appare come la “casta dei giusti”: da una parte i politici del popolo, dall’altra i cattivi; da una parte i sindacalisti democratici, dall’altra quelli asserviti; da una parte i giornalisti impegnati, dall’altra quelli prezzolati. Uno schema facile e violento i cui risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti e dei quali anche i giornalisti di Libero, come molti altri colleghi, pagano e hanno pagato il prezzo.

    Il Cdr di Libero, perciò, esprime la sua solidarietà e la più affettuosa vicinanza a Maurizio Belpietro e si augura che questo ennesimo episodio serva almeno a risvegliare in tutti quel senso di responsabilità ed equilibrio strangolato da un odio politico che ricorda, tragicamente, altre epoche non troppo lontane.




    Il Cdr di Libero





    Il cdr di Libero: non è il gesto di un folle

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    Predefinito Rif: Attentato a Belpietro Spari sul pianerottolo di casa






    Solidarietà al direttore.
    Oltre ai tanti lettori, anche dal mondo politico e istituzionale arrivano messaggi di sostegno. Belpietro ringrazia tutti.







    "Non basta la solidarietà al coraggioso direttore, la politica deve abbassare i toni e dare l'esempio". Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi che ha aggiunto "complimenti al caposcorta che mostra il valore delle nostre forze di sicurezza".

    "Il fallito attentato di questa notte costituisce una vicenda oscura e preoccupante, che testimonia di un pericoloso clima d’odio verso le idee e le persone che, come te, le esprimono e divulgano con coraggio e chiarezza". Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha scritto una lettera al direttore di "Libero", Maurizio Belpietro. "Sono certo - conclude - che chiunque avesse voluto intimidirti, "tapparti la bocca", far tacere la voce libera e che tu ed il tuo giornale esprimete quotidianamente, avrebbe fallito il suo obiettivo.

    Il senatore del Pdl Mario Ferrara è sconcertato dal fatto che "ancora oggi in Italia gli uomini liberi e coraggiosi rischiano la vita per difendere le proprie idee dalla mano armata del pensiero unico, convinto di possedere un punto di vista privilegiato sul mondo e per questo definire, anche con la forza, cos'è il bene e il male, cos'è giusto fare e cos'è sbagliato scrivere". Parla di "gravissimo e intollerabile attentato” e invita alla “autocritica tutti coloro che soprattutto dai banchi del Parlamento istigano alla violenza e instillano il seme fecondo dell’odio".
    Solidarietà anche dal portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. “Spero che nessuno sottovaluti l’episodio di ieri, e che troppi seminatori di odio riflettano su un clima letteralmente avvelenato". Preoccupato per l'atmosfera generale di tensione pure il capogruppo del centrodestra alla Camera, Fabrizio Cicchitto: "Proprio ieri, provocando la reazione di Leoluca Orlando - e, visto il soggetto, ci onora - avevamo detto che il linguaggio violento usato nelle piazze, in Parlamento e in televisione e l'esaltazione della contestazione che toglie la parola agli avversari politici metteva in moto un meccanismo che alla fine suscita e provoca la violenza autentica". Cicchitto ha poi commentato i quotidiani di oggi e ha sottolinetato che "alcuni di loro hanno chiaramente e volutamente sottovalutato un episodio che, solo per caso e per merito della scorta di Belpietro, ha evitato possibili conseguenze drammatiche". Un altro che ha notato 'l'assenza' è Filippo Facci: "Sarà che il Corriere della Sera è in sciopero ma c'è da rimanerci male che solo due quotidiani, Libero e Il Giornale, abbiano fatto in tempo a fare la cosiddetta "ribattuta" cioè quando la notizia arriva tardi la si può mettere in seconda o terza edizione".
    Per il gruppo parlamentare della Lega Nord parla il senatore Federico Bricolo. “Condanniamo con fermezza la vile aggressione posta in essere nei confronti del direttore Maurizio Belpietro. È ora che tutte le forze politiche vigilino e si adoperino con responsabilità per impedire il diffondersi di un clima violento e intollerante”.

    Nonostante gli attacchi contro Fini di questi mesi, anche Futuro e Libertà mostra solidarietà al direttore. Il deputato Aldo Di Biagio ha parlato di "un'immagine triste e drammatica della nostra attualità che ci riporta la mente indietro negli anni quando la violenza la faceva da padrona e quando anche i referenti dell’informazione erano bersagli privilegiati dei folli". Di Biagio ha poi chiesto di tornare alla politica "perchè non è intenzione di nessuno lasciar sprofondare il nostro Paese in un baratro di violenza simil-politica che purtroppo ha già provato amaramente sulla sua pelle in passato".
    Francesco Storace, segretario nazionale de 'La Destra', al messaggio di sostegno, ha aggiunto un desiderio: "che si scopra chi ha sparato e per conto di chi. Moralmente c'è chi deve scusarsi pubblicamente: quando si vaneggia di servizi deviati arrivano i delinquenti a tentare di ammazzare".
    Il partito Noi Sud ha chiesto al ministro Roberto Maroni "di riferire in aula su quanto accaduto e sulle ulteriori misure di protezione adottate per garantire al direttore di Libero di svolgere liberamente la sua professione di giornalista".


    Parole di solidarietà dal Partito democratico. Matteo Orfini, responsabile Cultura e Informazione della segreteria nazionale del Pd ha sottolineato che "nulla può giustificare atti del genere". A lui si è unito Maurizio Martina, segretario del Pd in Lombardia.

    "Il tentativo di attentare alla vita del direttore di Libero, Maurizio Belpietro, è un atto di gravità inaudita, sia per Milano, città che storicamente è capitale dell’editoria, che per l’intero giornalismo italiano" ha riferito il vicepresidente e assessore alla Cultura della Provincia di Milano, Novo Umberto Maerna. Discorso simile a quello del vicepresidente del consiglio regionale, Filippo Penati.

    Tra i messaggi rivolti a Belpietro, si ripetono le parole di "solidarietà", "preoccupazione", "violenza", concetti ripreso dal Movimento Liberi Giornalisti, attraverso i suoi consiglieri eletti all’Ordine nazionale e regionale dei Giornalisti, alla FNSI e al sindaco lombardo della categoria. "Tutti hanno il dovere di riflettere e fare un passo indietro per svelenire un clima che, e la situazione è davanti agli occhi di ognuno di noi, si sta facendo sempre più pesante e purtroppo pericoloso".
    Un attentato non solo all'uomo ma che "mina alla base il futuro e la libertà delle giovani generazioni, perchè tentare di colpire uno dei giornalisti più rappresentativi del Paese significa voler azzoppare la democrazia e la civiltà conquistate" hanno dichiarato Antonio Marziale e Alessandro Pedrini, presidente e direttore generale dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori.

    Il direttore Maurizio Belpietro ringrazia in particolare:

    il senatore Latore, Pierferdinando Casini, Walter Veltroni, il prefetto di Milano, il direttore Antonio Polito, Michele Cucuzza, Valerio Barghini, il direttore dell'Ansa Contu, il presidente Emma Marcegaglia, il direttore de Il Sole Riotta, il ministro Alfano, il direttore di Repubblica Ezio Mauro, il consigliere Arrigo Levi, il direttore de Il Messaggero Napoletano, Clemente Mastella, l'onorevole Borghezio, il presidente Franco Marini, Alessio Maurizi di Radio24, Maurizio Sacconi, il presidente Massimo Pasqua, l'onorevole Fassino, il direttore de Il Giornale Sallusti, Claudia Zanchi, l'onorevole Consoli.

    01/10/2010




    Solidarietà al direttore





    .
    Ultima modifica di Corsaro; 01-10-10 alle 13:24
    « Prego bensì che l'una e l'altra cosa,
    la vittoria e il ritorno, tu conceda,
    ma se una sola cosa, o Dio, darai,
    la vittoria concedi sola! »

 

 

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