come già minacciato, comincio a pubblicare il romanzo di Totila del 2007 a puntate. ditemi se vi piace. non serve riferirsi all'oggi per complottismi di pandemie procurate da Stati o personaggi odiosi.
Pandemia
La giornata si preannunciava calda. Come ogni anno Totila, nella sua proprietà sull' Appennino Tosco-Romagnolo, ai primi di agosto era solito invitare i fratelli etno-nazionalisti per tre giorni nella sua grande tenuta (200 h di boschi e pascoli), dove si sarebbero tenuti convegni politici, cene, balli e musica. Nella quiete più totale e lontano da sguardi curiosi.
Tutto era pronto per l'accoglienza : le grandi griglie a cielo aperto, il capannone agricolo ristrutturato a foresteria, capace di accogliere la cinquantina di ospiti, il palco e il grande schermo, dove la sera si sarebbero proiettati film e documentari. E poi escursioni, caccia con l'arco ed altri svaghi.
Totila andava in giro a controllare che tutto fosse a posto. Alcuni amici gli avevano dato una mano nei preparativi.
Intorno alle 10 del 4 Agosto, i primi ospiti iniziarono ad arrivare : Der Wehr e Patriota furono i primi. Poi giunsero Agape, Guelfo Nero, Sursum Corda, Gundam, Vlassov, Herrmann, Jenainsubrica, Criticon, Padanik, Carbonass, Halexandra, Lupus, Maxhadego. Il resto della comitiva sarebbe arrivato in serata
L'atmosfera era allegra e festosa, anche grazie all'ottimo e fresco vinello bianco che cominciava a scorrere sulla grande tavola imbandita all'ombra dei grandi castagni. La carne cuoceva sulle griglie, spandendo nell'aria un profumo che solleticava l'appetito dei partecipanti. I brindisi si sprecavano. Al termine del pranzo, fra il frinire delle cicale, cominciarono ad alzarsi, oltre che i calici, canti che parlavano di tempi gloriosi e passati.
Si parlò di politica. L'ingresso della Turchia nella UE era quasi cosa fatta. La vittoria di Prodi nel 2006, aveva peggiorato la situazione che riguardava l'immigrazione extra europea. La Lega era ormai considerata una ruota di scorta della CdL. Gli etno capirono che sul quel versante non avrebbero ottenuto niente. Le discussioni vertevano su questa situazione.
Poco dopo, l'effetto del lungo viaggio, del buon vino e del caldo si fece sentire. Un dolce sopore prese tutti. Ad eccezione di alcuni ospiti che, presi dal fervore politico, continuarono a discutere imperterriti, quasi tutti gli altri si ritirarono a riposare.
Nel tardo pomeriggio arrivarono gli altri ospiti : Harm Wulf, Celtic Pride, Galois, I'm Hate, Padus 996, Io Robert, Belloveso, Eridano, Gundam e Larth.
La serata sarebbe stata particolare : grande cena celtica a base di cinghiale e sidro. Il lavoro ferveva nel campo. Furono issate le bandiere dei popoli padani e degli altri popoli europei e sistemate le luci. Tutto era pronto per l'inizio della grande festa. Furono accesi i falò e sulle tavole iniziarono ad essere servite le portate. Il cielo era terso e stellato. L'atmosfera era calda e gioiosa. Der Wehrwolf alla fine della cena alzò il calice e dopo un brindisi a tutti i presenti iniziò a cantare una dolce e lontana melodia, "Panzer Lied..." . Uno ad uno gli ospiti iniziarono ad aggiungere la propria voce a quella di Der, cadenzando l'inno con i piedi o con i pugni sul tavolo.
Totila, propose a quel punto di ritemprare lo spirito con una serie di documentari d'epoca originali quali: " WaffenSS in Osten", " Totenkopf marschiert" etc.
Era passata da poco mezzanotte, quando all'improvviso il grande schermo si spense. Il grande prato precipitò nel buio più fitto.
Dal pubblico si levarono proteste. Totila rassicurò i presenti che lo spettacolo sarebbe ripreso subito. Se non si fosse capito la causa della mancanza di energia, rassicurò Totila, si sarebbe messo in funzione il generatore di corrente.
Entrato nella grande casa, Totila, con l'aiuto di una torcia elettrica, controllò il quadro elettrico. Tutto era a posto. "Strano" disse.
Mise in moto il generatore. Poco dopo la luce ritornò nella casa e nel prato della festa.
"Voglio sentire il servizio guasti" disse a Der. Sollevò il telefono, ma l'apparecchio non emise nessun suono. Prese allora il cellulare.
" Ma come è possibile ? non c'è segnale!"
Der gli chiese stupito cosa succedeva e prese il suo telefonino : muto.
Entrambi uscirono all’aperto e raggiunsero gli altri nella radura.
"Sta accadendo qualcosa di strano"-disse Totila-"Siamo isolati".
"Come sarebbe a dire isolati?" chiese Jena.
" Non so cosa dirti. Il telefono non funziona, niente energia elettrica. Perfino la televisione è fuori uso." Un mormorio preoccupato si levò dagli etno. Una sottile inquietudine iniziò a serpeggiare nel campo.
"Può darsi che ci sia stato un guasto alla centrale elettrica"-disse Patriota.
"Ma una volta inserito il generatore, dovremmo captare i segnali TV. Invece niente" rispose Larth.
Totila propose allora di fare un'escursione notturna per arrivare in cima al monte le cui pendici arrivavano alla fine del grande prato.
"Andiamo in cima. Da lassù con un po' di fortuna si riescono a vedere le luci della città e della costa." Prese tre binocoli e un paio di walkie-tolkie e insieme a Der, Patriota, Larth e Jena partì e in pochi minuti raggiunse il sentiero che, attraverso un bosco di castagni , l'avrebbe portato alla cima.
Dopo una marcia di circa un'ora, la vetta era intorno ai 900 m, giunsero alla meta. Un buio profondo circondava il paesaggio.
Totila e gli altri scandagliarono con i binocoli l'orizzonte. Sulla costa e sulla città l'oscurità era totale: "E' stato un black-out"-sentenziò Jena- "Domani sarà tutto a posto."
"Ha ragione Jena." disse con il suo solito sorriso sarcastico Larth.
Totila accese il walkie-talkie e annunciò agli etno che stavano tornando.
Sul prato tutti circondarono la "pattuglia".
"Probabilmente si tratta di un grosso black out. Non si vedono luci. E' tutto immerso nell'oscurità. Ci conviene andare a dormire. Domani sarà tutto risolto."
Tutti si avviarono verso la foresteria o verso la casa, parlando dello strano fatto accaduto.
La mattina seguente, Totila di buonora, dopo una notte agitata si svegliò, e per prima cosa accese la Tv. Niente ; telefono, silenzio ; cellulare, idem.
La cosa cominciava ad inquietarlo.
Scese nel prato. Alcuni amici erano già intenti a prepararsi il caffé.
"Ragazzi. C'è qualcosa che non va. Anche stamani, nessun segnale."
Ad un tratto, Gundam esclamò: " la radio! Totila, hai una radio?"
"Certo rispose Totila." Corse in casa e portò una grossa radio funzionante a batterie. Cercarono di sintonizzarsi sulle frequenze nazionali, ma l'apparecchio emise solo un gracchio. Provarono sulle FM. Niente. Alla fine, a forza di girovagare emerse una voce debole e lontana. Era Radio Mosca. Sembrava che l'annunciatore scandisse le parole.
Harm Wulf si ricordò che la moglie di Vlassov era russa. Fu subito chiamata e pregata di ascoltare ciò che la radio diceva e magari di prendere appunti.
Il tono dello speaker esprimeva una forte concitazione e drammaticità. Tutti gli etnonazionalisti si accalcarono in silenzio nelle vicinanze dell'apparecchio. Ai bambini fu ordinato di fare silenzio.
Irina, questo era il nome della moglie di Vlassov, ascoltava attenta. Il suo volto tradiva una forte emozione. Scriveva nervosamente:
" La radio sta parlando di un' emergenza...Il presidente Putin ha assunto i pieni poteri...Parlano di un virus che sta causando una catastrofe .... Parlano di popolazione dimezzata...
Le forze armate hanno proclamato su ordine del presidente la legge marziale ... Sembra che questo virus stia facendo o abbia fatto milioni di morti anche in Europa ... Stanno dicendo -riprese la donna- che fra tre ore verrà emanato un nuovo bollettino..."
Totila pregò la donna di rimanere accanto all'apparecchio e di tradurre tutto ciò che sarebbe stato detto e propose, vista la giornata tersa, di risalire sulla cima del monte. Presi i binocoli, insieme a Der, Larth e Criticon (che aveva una vista da aquila) per osservare ciò che si poteva vedere nella pianura. A bordo del fuoristrada si inerpicarono lungo il sentiero. Dopo una decina di minuti erano sulla cima. I potenti binocoli cominciarono a scrutare l'orizzonte. Sulla costa e sulla pianura si vedevano solo alte colonne di fumo che si alzavano verso il cielo. " Laggiù sta accadendo qualcosa




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