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    Blut und Boden
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    Predefinito Pandemia. Romanzo di Totila

    come già minacciato, comincio a pubblicare il romanzo di Totila del 2007 a puntate. ditemi se vi piace. non serve riferirsi all'oggi per complottismi di pandemie procurate da Stati o personaggi odiosi.

    Pandemia

    La giornata si preannunciava calda. Come ogni anno Totila, nella sua proprietà sull' Appennino Tosco-Romagnolo, ai primi di agosto era solito invitare i fratelli etno-nazionalisti per tre giorni nella sua grande tenuta (200 h di boschi e pascoli), dove si sarebbero tenuti convegni politici, cene, balli e musica. Nella quiete più totale e lontano da sguardi curiosi.
    Tutto era pronto per l'accoglienza : le grandi griglie a cielo aperto, il capannone agricolo ristrutturato a foresteria, capace di accogliere la cinquantina di ospiti, il palco e il grande schermo, dove la sera si sarebbero proiettati film e documentari. E poi escursioni, caccia con l'arco ed altri svaghi.
    Totila andava in giro a controllare che tutto fosse a posto. Alcuni amici gli avevano dato una mano nei preparativi.
    Intorno alle 10 del 4 Agosto, i primi ospiti iniziarono ad arrivare : Der Wehr e Patriota furono i primi. Poi giunsero Agape, Guelfo Nero, Sursum Corda, Gundam, Vlassov, Herrmann, Jenainsubrica, Criticon, Padanik, Carbonass, Halexandra, Lupus, Maxhadego. Il resto della comitiva sarebbe arrivato in serata
    L'atmosfera era allegra e festosa, anche grazie all'ottimo e fresco vinello bianco che cominciava a scorrere sulla grande tavola imbandita all'ombra dei grandi castagni. La carne cuoceva sulle griglie, spandendo nell'aria un profumo che solleticava l'appetito dei partecipanti. I brindisi si sprecavano. Al termine del pranzo, fra il frinire delle cicale, cominciarono ad alzarsi, oltre che i calici, canti che parlavano di tempi gloriosi e passati.
    Si parlò di politica. L'ingresso della Turchia nella UE era quasi cosa fatta. La vittoria di Prodi nel 2006, aveva peggiorato la situazione che riguardava l'immigrazione extra europea. La Lega era ormai considerata una ruota di scorta della CdL. Gli etno capirono che sul quel versante non avrebbero ottenuto niente. Le discussioni vertevano su questa situazione.
    Poco dopo, l'effetto del lungo viaggio, del buon vino e del caldo si fece sentire. Un dolce sopore prese tutti. Ad eccezione di alcuni ospiti che, presi dal fervore politico, continuarono a discutere imperterriti, quasi tutti gli altri si ritirarono a riposare.
    Nel tardo pomeriggio arrivarono gli altri ospiti : Harm Wulf, Celtic Pride, Galois, I'm Hate, Padus 996, Io Robert, Belloveso, Eridano, Gundam e Larth.
    La serata sarebbe stata particolare : grande cena celtica a base di cinghiale e sidro. Il lavoro ferveva nel campo. Furono issate le bandiere dei popoli padani e degli altri popoli europei e sistemate le luci. Tutto era pronto per l'inizio della grande festa. Furono accesi i falò e sulle tavole iniziarono ad essere servite le portate. Il cielo era terso e stellato. L'atmosfera era calda e gioiosa. Der Wehrwolf alla fine della cena alzò il calice e dopo un brindisi a tutti i presenti iniziò a cantare una dolce e lontana melodia, "Panzer Lied..." . Uno ad uno gli ospiti iniziarono ad aggiungere la propria voce a quella di Der, cadenzando l'inno con i piedi o con i pugni sul tavolo.
    Totila, propose a quel punto di ritemprare lo spirito con una serie di documentari d'epoca originali quali: " WaffenSS in Osten", " Totenkopf marschiert" etc.
    Era passata da poco mezzanotte, quando all'improvviso il grande schermo si spense. Il grande prato precipitò nel buio più fitto.
    Dal pubblico si levarono proteste. Totila rassicurò i presenti che lo spettacolo sarebbe ripreso subito. Se non si fosse capito la causa della mancanza di energia, rassicurò Totila, si sarebbe messo in funzione il generatore di corrente.
    Entrato nella grande casa, Totila, con l'aiuto di una torcia elettrica, controllò il quadro elettrico. Tutto era a posto. "Strano" disse.
    Mise in moto il generatore. Poco dopo la luce ritornò nella casa e nel prato della festa.
    "Voglio sentire il servizio guasti" disse a Der. Sollevò il telefono, ma l'apparecchio non emise nessun suono. Prese allora il cellulare.
    " Ma come è possibile ? non c'è segnale!"

    Der gli chiese stupito cosa succedeva e prese il suo telefonino : muto.
    Entrambi uscirono all’aperto e raggiunsero gli altri nella radura.
    "Sta accadendo qualcosa di strano"-disse Totila-"Siamo isolati".
    "Come sarebbe a dire isolati?" chiese Jena.
    " Non so cosa dirti. Il telefono non funziona, niente energia elettrica. Perfino la televisione è fuori uso." Un mormorio preoccupato si levò dagli etno. Una sottile inquietudine iniziò a serpeggiare nel campo.
    "Può darsi che ci sia stato un guasto alla centrale elettrica"-disse Patriota.
    "Ma una volta inserito il generatore, dovremmo captare i segnali TV. Invece niente" rispose Larth.
    Totila propose allora di fare un'escursione notturna per arrivare in cima al monte le cui pendici arrivavano alla fine del grande prato.
    "Andiamo in cima. Da lassù con un po' di fortuna si riescono a vedere le luci della città e della costa." Prese tre binocoli e un paio di walkie-tolkie e insieme a Der, Patriota, Larth e Jena partì e in pochi minuti raggiunse il sentiero che, attraverso un bosco di castagni , l'avrebbe portato alla cima.
    Dopo una marcia di circa un'ora, la vetta era intorno ai 900 m, giunsero alla meta. Un buio profondo circondava il paesaggio.
    Totila e gli altri scandagliarono con i binocoli l'orizzonte. Sulla costa e sulla città l'oscurità era totale: "E' stato un black-out"-sentenziò Jena- "Domani sarà tutto a posto."
    "Ha ragione Jena." disse con il suo solito sorriso sarcastico Larth.
    Totila accese il walkie-talkie e annunciò agli etno che stavano tornando.
    Sul prato tutti circondarono la "pattuglia".
    "Probabilmente si tratta di un grosso black out. Non si vedono luci. E' tutto immerso nell'oscurità. Ci conviene andare a dormire. Domani sarà tutto risolto."
    Tutti si avviarono verso la foresteria o verso la casa, parlando dello strano fatto accaduto.
    La mattina seguente, Totila di buonora, dopo una notte agitata si svegliò, e per prima cosa accese la Tv. Niente ; telefono, silenzio ; cellulare, idem.
    La cosa cominciava ad inquietarlo.
    Scese nel prato. Alcuni amici erano già intenti a prepararsi il caffé.
    "Ragazzi. C'è qualcosa che non va. Anche stamani, nessun segnale."
    Ad un tratto, Gundam esclamò: " la radio! Totila, hai una radio?"
    "Certo rispose Totila." Corse in casa e portò una grossa radio funzionante a batterie. Cercarono di sintonizzarsi sulle frequenze nazionali, ma l'apparecchio emise solo un gracchio. Provarono sulle FM. Niente. Alla fine, a forza di girovagare emerse una voce debole e lontana. Era Radio Mosca. Sembrava che l'annunciatore scandisse le parole.
    Harm Wulf si ricordò che la moglie di Vlassov era russa. Fu subito chiamata e pregata di ascoltare ciò che la radio diceva e magari di prendere appunti.
    Il tono dello speaker esprimeva una forte concitazione e drammaticità. Tutti gli etnonazionalisti si accalcarono in silenzio nelle vicinanze dell'apparecchio. Ai bambini fu ordinato di fare silenzio.
    Irina, questo era il nome della moglie di Vlassov, ascoltava attenta. Il suo volto tradiva una forte emozione. Scriveva nervosamente:
    " La radio sta parlando di un' emergenza...Il presidente Putin ha assunto i pieni poteri...Parlano di un virus che sta causando una catastrofe .... Parlano di popolazione dimezzata...
    Le forze armate hanno proclamato su ordine del presidente la legge marziale ... Sembra che questo virus stia facendo o abbia fatto milioni di morti anche in Europa ... Stanno dicendo -riprese la donna- che fra tre ore verrà emanato un nuovo bollettino..."
    Totila pregò la donna di rimanere accanto all'apparecchio e di tradurre tutto ciò che sarebbe stato detto e propose, vista la giornata tersa, di risalire sulla cima del monte. Presi i binocoli, insieme a Der, Larth e Criticon (che aveva una vista da aquila) per osservare ciò che si poteva vedere nella pianura. A bordo del fuoristrada si inerpicarono lungo il sentiero. Dopo una decina di minuti erano sulla cima. I potenti binocoli cominciarono a scrutare l'orizzonte. Sulla costa e sulla pianura si vedevano solo alte colonne di fumo che si alzavano verso il cielo. " Laggiù sta accadendo qualcosa
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #2
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    Predefinito Re: Pandemia. Romanzo di Totila

    grazie Eri. ben fatto.

  3. #3
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    Predefinito Re: Pandemia. Romanzo di Totila

    di terribile. Temo che dovremo prepararci al peggio!" disse Criticon, roteando fra i denti il mozzicone di sigaro toscano. Anche gli altri assentirono.
    Il resto della giornata passò fra innumerevoli discussioni ed ipotesi. Tutti erano in attesa del secondo comunicato.

    Irina chiese di fare silenzio. Era stato annunciato il secondo comunicato.
    "Sembra che un misterioso virus, probabilmente creato in laboratorio, abbia colpito la popolazione russa e quella europea. Il virus è stato isolato da un gruppo di scienziati nei laboratori militari di Varikino. Pare, e questa è la notizia più incredibile, che questo agente patogeno colpisca solo la popolazione ... bianca. Nessun caso è stato riscontrato su stranieri extraeuropei e fra le popolazioni asiatiche siberiane!"
    "Un virus genetico!" esclamò Felix.
    "Vi ricordate? Un paio di anni fa Blondet aveva scritto qualcosa a riguardo...".
    "Un attimo" disse Irina. "Alle 20 è annunciato un importante discorso del presidente Putin. Parlerà dal suo rifugio segreto. L'annunciatore sostiene che in Russia si parla apertamente di un'azione di guerra contro Mosca e contro l'Europa. Si accusano non meglio identificate potenze straniere ..."

    " A questo punto" disse Totila rivolgendosi agli etno, "dobbiamo organizzarci per prepararci al peggio. Formeremo un Direttorio provvisorio. Dobbiamo tentare di tutto per continuare ad avere speranza. Agape, tu ti occuperai della sussistenza. Dovrai fare l'inventario delle provviste e razionarle al massimo. Prenditi pure le persone che ti servono e comincia. Tu Hermann sei medico : organizza il reparto sanitario. In casa ci sono dei kit di pronto soccorso. Cerca tutto il materiale sanitario che ti serve e prendi il piano superiore della casa per adibirlo ad infermeria. Guelfo Nero, Sursum e Carbonass organizzino la sicurezza nel campo. Nessuno deve uscire dalla proprietà.
    Il resto farà parte della forza di difesa. Proclamo questo piccolo territorio Libero Territorio Padano.
    Affido a Belloveso il compito di stilare norme e leggi alle quali tutti noi dovremo attenerci. E' in gioco il nostro destino."
    Le proposte di Totila furono messe ai voti e approvate per acclamazione.
    Nelle forze di difesa c'erano Harm Wulf, Celtic Pride, Galois, I'm Hate, Padus, Io Robert, Eridano, Gundam, Felix, Larth, Totila Der Wehrwolf, Patriota, Vlassov, Jenainsubrica, Criticon, Padanik, Lupus, Maxadhego, il figlio di Totila Roderic e Halexandra (che non aveva voluto sentire ragioni e voleva combattere) : 20 uomini e una donna.
    Il piccolo esercito fu diviso in tre squadre. Ad ognuna di esse venne affidato un fuoristrada.
    La nota dolente erano le armi : Totila possedeva due pistole e due fucili da caccia, nonché tre archi (il figlio era un campione di tiro con l'arco).
    "Dobbiamo andare nella casa di un mio amico, ingegnere informatico e appassionato di caccia che vive qui vicino" disse Totila.
    Il fuoristrada partì per la prima sortita. Nella macchina c'erano Totila, Der, Larth e Padanik.
    Il fuoristrada percorse la lunga strada sterrata e si innestò sulla provinciale. Dopo un paio di km svoltò a destra e per una strada privata giunse alla casa dell'amico e lo chiamò. Una persiana si aprì e l'ingegnere fece un segno di saluto. Scese dabbasso e abbracciò Totila.
    "Hai sentito?!"
    "Abbiamo sentito qualcosa su radio Mosca. Pare che sia stata usata un'arma etnica!" disse Totila.
    "Mio Dio! Arma etnica? Ma allora quello che mi raccontavi e che a me sembravano paranoie, è dunque vero? Sono riuscito a collegarmi via satellite. Le Tv Usa parlano di influenza dei polli."
    "Sì, i polli come te che si fanno influenzare dalla propaganda americana. Ascoltami : stiamo organizzandoci. Siamo una trentina di amici con mogli e figli al seguito. Abbiamo bisogno di te, della tua competenza tecnologica e dei tuoi fucili da caccia. E poi dei tuoi figli e di tua moglie che è medico."
    L'ingegnere annuì. " Vieni, ti faccio vedere". Portò Totila e gli etno in uno scantinato. Apri un grosso armadio blindato. Dentro c'erano 5 fucili da caccia, 5 fucili da guerra Mauser con mirino da

  4. #4
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    Predefinito Re: Pandemia. Romanzo di Totila

    sniper e una decina di pistole. "Prendete tutto. Ci uniamo a voi".
    Armi, i viveri e medicinali furono caricate sul grosso pick-up dell'ingegnere,
    Dopo un paio d'ore la missione era terminata. Erano le 19.00 e fra un'ora ci sarebbe stato il discorso di Putin. Alle 20 tutti pendevano dalla radio e da quello che avrebbe detto Irina. L'ingegnere, prima della trasmissione, aveva alzato un'antenna per ricevere meglio il segnale. Ora la voce dello speaker di Radio Mosca arrivava più chiara. Putin iniziò a parlare e Irina a tradurre:
    "Da 48 ore la Russia e l'Europa sono sotto attacco. Un attacco che ha portato morte e desolazione nelle nostre contrade. Un attacco selettivo che colpisce solo i nostri popoli e quelli europei. Contro di noi è in atto un genocidio. Nessun effetto è stato riscontrato su altri popoli extraeuropei. Né il morbo ha colpito Stati Uniti e GB. Una strage preparata a tavolino da una cricca di menti malate tesa ad eliminare dalla faccia della terra la Russia e l'Europa.
    L'unica nota positiva in questa tragedia è che il virus - che abbiamo chiamato La morte Bianca - non sopravvive a lungo. Al massimo 48 ore. Chiedo quindi a tutti i nostri compatrioti di non uscire di casa nelle prossime 24 ore. Le strade e le case sono piene di cadaveri. Si calcola che La Morte Bianca abbia colpito dal 60 all'80% della popolazione. L'esercito, sebbene colpito pesantemente, controlla le maggiori città. Nel resto del continente le cose non vanno meglio .
    Da nostre rilevazioni satellitari tutte le nazioni europee sono a terra. Incendi si levano dalle maggiori città che sono in preda a bande di saccheggiatori extra-europei, misteriosamente sopravvissuti. Inoltre nelle ultime ore centinaia di imbarcazioni si stanno avvicinando dal Nord Africa alle coste spagnole e italiane."
    "La Morte Bianca", riprese a dire Putin , “secondo i nostri scienziati è causata da un virus modificato geneticamente in laboratorio e colpisce in base alla pigmentazione della pelle, inibendo la produzione di melanina da parte dei melanociti, provocando alterazioni patologiche dell’ipofisi e della corteccia surrenale e che annullano la sintesi della melanina, con caratteristici effetti sulla pigmentazione cutanea. Per questo i cadaveri si presentano completamente bianchi. L'uso di psoraleni vanifica l'azione del virus.
    Invio un appello a tutti i popoli di Russia e d'Europa. Ovunque vi siano sopravvissuti in ascolto vi esorto a organizzarvi e resistere! Che Dio ci benedica e ci protegga."
    L'annunciatore poi elencò gli orari per sintonizzarsi su Radio Mosca .
    "Cosa sono gli psoraleni?" chiese Jena.
    "Volgarissimi abbronzanti" rispose ridendo Halexandra.
    Il resto della sera passò al campo in una febbrile attività. Particolarmente intenso fu un rapido corso per l'uso delle armi.
    La mattina seguente all'alba, due squadre su fuoristrada con 10 etnonazionalisti a bordo presero la provinciale per arrivare a S.P. in B.
    Il paese distava circa cinque km. Aveva un migliaio di abitanti, una farmacia e un piccolo supermercato ben fornito.
    Le macchine procedettero lentamente senza incontrare anima viva fino ai pressi del paese. Gli etno, dopo aver nascosto le auto in un boschetto, procedettero a piedi in fila indiana con le armi pronte. Nell'aria si sentiva un tanfo terribile di carne bruciata che i foulard sul volto, impregnati di aceto stentavano a contenere.
    Lungo la strada principale non c'era nessuno. Solo carcasse di macchine e oggetti sparsi sulla strada. Der notò che molte porte erano state sfondate. Sembrava che ci fosse stato un saccheggio generale.
    All'improvviso una voce proveniente da una casa annerita da un incendio li chiamò :" aiuto! per favore, aiutatemi!"
    Le due squadre entrarono nella casa. Una ragazzina seminuda e terrorizzata li guardava tremante. " Sono ancora qui. Aiutatemi!"
    "Chi è ancora qui?" chiese Totila. ,
    "Loro! i marocchini. Hanno preso tutte le donne e i ragazzi sopravvissuti e li hanno portati nell'albergo. Io ieri notte sono riuscita a fuggire. Hanno ucciso tutti i bambini e gli anziani..."
    La ragazza proruppe in un pianto dirotto e singhiozzando disse:" le donne le tengono per divertirsi,

  5. #5
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    Predefinito Re: Pandemia. Romanzo di Totila

    gli uomini sono stati usati per portare via i cadaveri che poi hanno bruciato nei campi, sotto il paese..."
    "Quanti sono, i sopravvissuti?" chiese Der.
    "Nell'albergo ci sono una ventina di ragazze e una quindicina di uomini. Ma i sopravvissuti sono di più. Un centinaio di persone sono riuscite a fuggire nei boschi...".
    "Quanti sono i maroccos?" chiese Padanik.
    "Sono una decina. E tutti armati..."
    Der, Patriota e gli altri si guardarono. Dovevano agire subito per liberare i prigionieri. Discussero sul da farsi.
    L'albergo aveva due entrate. Una principale e l'altra che dava nelle cucine. Chiesero alla ragazzina se c'era un'altra entrata.
    "Sì c'è una porticina sul retro che porta alla stanza delle caldaie. Ci ho lavorato. La conosco bene."
    Gli etno si avvicinarono in silenzio dalla parte del bosco. Non udirono nessuna voce. Probabilmente i carcerieri stavano dormendo. Si introdussero nella stanza delle caldaie e di là nella cucina. Tre maroccos dormivano sulle poltrone della hall. Tre colpi, sferrati con il calcio del fucile, li sprofondarono in un sonno ancora più profondo.
    I tre furono disarmati, legati e imbavagliati. Gli etno salirono al primo piano dove dormivano i maroccos. Cinque di essi furono addormentati con un colpo alla testa e due eliminati.
    Padanik e Celtic Pride salirono al piano superiore e liberarono i prigionieri.
    I cinque maroccos furono portati nella hall per essere interrogati. Der li fece mettere in ginocchio e cominciò a far loro delle domande.
    "Siete solo voi? O ci sono altre zecche in giro?"
    Il maroccos rispose con un ghigno. Un colpo secco echeggiò nella sala. Il maroccos cadde sul pavimento morto stecchito.
    "Qualcun altro vuole raggiungere il vostro amico all'inferno?"
    I maroccos guardarono terrorizzati Der e uno di essi cominciò a parlare: " Siamo solo noi; ma il 'tossicu' è andato a B. di R. a chiamare altri maroccos per organizzare uno rastrellamentu nei boschi..."
    "Chi è il 'tossico'? " chiese Totila.
    ""Uno ragas italianu con capelli da rasta".
    "Bastardo d'un cesso sociale!, "zecca!". Questi furono gli epiteti che gli etno rivolsero al "tossicu".
    In quel momento il Walkie Talkie di un maroccos cominciò a cicalare. Der lo prese e lo mise all'orecchio del prigioniero. Contemporaneamente, Padanik gli avvicinò la canna della sua Astra alla tempia.
    " Sì, Skatasuna, ok. Prepariamu tutto. Saluda i fradelli."
    "Era il tossicu. Dice che fra un'ora sarà gui con trenda mujahidin. Ha ordinatu di preparare da mangiare i dormire per tutti".
    "Padanik e Patriota, voi rimanete qui. Noi andiamo a dare il benvenuto ai fratelli e al tossico Skatasuna ... Rifocillate le ragazze e i ragazzi. Vestiteli e preparateli. Attenti a questi bastardi. Se fanno una mossa falsa liquidateli. "
    Gli etno si avviarono verso un ponte poco distante dal paese. Il piano era semplice. Totila con il suo Mauser da sniper avrebbe colpito l'autista. I compagni si sarebbero occupati degli altri. Furono portati anche due kalashnikov catturati ai maroccos.
    Presero posto ai due lati della strada al riparo degli alberi.
    Totila si pose di fronte alla strada che in quel punto correva diritta. Avrebbe così avuto modo di prendere la mira. Dopo una mezz'ora, Jena chiamò gli altri sul wt : "stanno arrivando".
    Totila, dietro un terrapieno mise a fuoco il mirino karl-zeiss, armò il fucile e rimase in attesa. Davanti a lui a circa 300 m apparve un camion. Sul sedile di guida un maroccos e a lato un tipo con i capelli a rasta.
    Inquadrò l'autista. Un colpo secco. Il vetro andò in frantumi. Il camion cominciò a zigzagare e finì in un fossato. I maroccos tentarono di saltare giù, ma furono investiti da un intenso fuoco di

  6. #6
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    Predefinito Re: Pandemia. Romanzo di Totila

    fucileria. Totila ricaricò il fucile. Ad ogni colpo un maroccos cadeva esanime. In una decina di minuti tutto era finito.
    Sul terreno rimanevano alcuni feriti che furono subito finiti.
    Il "tossico" giaceva a terra ferito ad una gamba. Fu fatto salire sul camion e portato, insieme ai cadaveri dei maroccos nella piazza del paese.

    Giunti nella piazza, gli etno fecero radunare i prigionieri. Le ragazze e i ragazzi riconobbero i loro carnefici e cominciarono a tempestarli di calci e pugni. Der preparò le forche. Furono appesi a testa in giù. Il tossico fu appeso per i capelli.
    Questa fu la prima lezione.

    Intanto gli etno, aiutati dai ragazzi liberati, iniziarono a portare via tutto il cibo possibile, carburante, medicinali e armi. In breve il camion catturato ai maroccos fu pieno di provviste. Un altoparlante, trovato in un negozio, servì a inviare messaggi verso i boschi dove si erano nascosti altri sopravvissuti. Piano piano un 'ottantina di uomini e donne si ritrovarono nella piazza a festeggiare i liberatori. Furono trovati un paio di altri camion che accolsero il centinaio di sopravvissuti. Lentamente il corteo riprese la strada verso la fattoria di Totila.
    Giunti nei pressi della strada sterrata, Totila disse a Padus, Eridano, Lupus e Maxadhego di condurre i camion al campo. Lui e gli altri avrebbero esplorato la zona seguendo la strada provinciale verso il Passo della C.
    Totila, insieme a Der, Patriota e Padanik proseguì lungo la strada provinciale. Alcuni km dopo la loro attenzione fu richiamata da un grande gippone nero con i vetri affumicati e con numerosi fori di proiettile, parcheggiata ai lati della strada. Il gruppo di etno si avvicinò con prudenza . Totila aprì la portiera anteriore e vide due uomini accasciati. Evidentemente erano stati colpiti e poi morti dissanguati. Dietro c'era un uomo che si lamentava flebilmente.
    Presentava ferite su una spalla e ad una gamba. Anche lui doveva aver perso molto sangue. Der gli si avvicinò e gli portò alla bocca la borraccia. L'uomo bevve a piccoli sorsi e cominciò a parlare con grande fatica: " Siamo caduti in un agguato vicino a S.
    Siamo arrivati fino quasi l'Area...ma i miei uomini non ce l'hanno fatta... Prendete le borse...Salvatevi!...Le borse...Troverete tutto...
    Non fatevele prendere dai maroccos ... Attenti ... Salvatevi!" L'uomo respirava sempre più affannosamente.
    "Cos'è l'Area" chiese Padanik.
    L'uomo a fatica disse:" l' Area .. .è segreta ... Ricordatevi, la casa di pietra ... con le imposte rosse ... la cantina ... E' tutto scritto ..."
    L'uomo emise un gorgoglìo. Un rivolo di sangue gli uscì dalla bocca. Emise un lungo respiro e morì.
    Il gruppo di etno prese le borse, un note-book, le armi e tutti i documenti che si trovavano nella macchina, compresi quelli addosso ai tre morti.
    Totila e gli altri risalirono sul fuoristrada. Comunicarono via radio che stavano tornando al campo.
    Una volta rientrati chiamarono gli etno nel salone della casa e comunicarono loro l'accaduto. Le borse furono vuotate. Vi erano numerosi documenti, carte magnetiche e CD.
    Tutta la notte fu spesa a studiare il materiale

    Premessa: Area 03

    Negli anni '70 furono costruite in zone lontane da centri abitati, preferibilmente in montagna, rifugi segreti anti-atomici, anti NBC e di centri di resistenza.
    Rifugi che in caso di guerra nucleare e batteriologica avrebbero dovuto ospitare le elites politiche, economiche e militari del paese.
    Queste Aree erano completamente autosufficienti e capaci di ospitare ciascuna dalle tremila alle

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    Predefinito Re: Pandemia. Romanzo di Totila

    cinquemila persone. Questi rifugi erano gestiti dai servizi segreti. Il nome dell'operazione di salvataggio in caso di guerra era " Arca di Noè" ; ma la pandemia fulminante che aveva colpito il paese e l'Europa non aveva dato tempo a nessuno di porsi in salvo
    La mattina seguente, due fuoristrada con a bordo 10 etno (Totila, Der, Patriota, Galois, Padanik, Io Robert, Belloveso, Gundam, Halexandra e Vlassov) si diressero verso la provinciale. La mappa trovata nella borsa indicava una strada sterrata a tre km di distanza. Le macchine procedettero lentamente. Il navigatore trovato nella borsa scandiva i metri che mancavano. La voce metallica ordinò di svoltare a destra. A destra c'era un prato e poi un bosco.
    "Ma non ci sono strade" disse Halexandra.
    "Seguiamo il navigatore. Abbiamo dei fuoristrada. Ce la faremo".
    Le due macchine si inerpicarono per il prato fino all'inizio del bosco.
    "Proseguire per trecento m lungo il margine del bosco" scandì il navigatore.
    Dopo trecento metri, invisibile dalla strada, si apriva un sentiero fra gli alberi. Le macchine lo seguirono per una decina di chilometri, finché non giunsero in una radura.
    Nella radura i due gruppi trovarono una casa-ricovero della Guardia Forestale. Da lì in poi si sarebbero inoltrati nelle secolari Foreste Casentinesi. Di fronte a loro c'erano cinque sentieri.
    La voce metallica del navigatore, che proveniva dal note-book, indicò di prendere il sentiero 4.
    I due fuoristrada lentamente si inoltrarono nella foresta. Ben preso i loro occhi dovettero abituarsi alla semioscurità. Le fittissime cime degli alberi lasciavano filtrare solo pochi e affilati
    raggi di sole. Dopo una decina di chilometri e dopo aver costeggiato un lago, giunsero su un pianoro . Sotto una parete di roccia, in un piccolo spiazzo, apparve loro la casa di pietra dalle imposte rosse.
    Gli etno scesero dalle macchine e si avvicinarono alla casa.
    Der si avvicinò alla porta e afferrato un grosso mazzo di chiavi dalla borsa presa nella macchina dell' uomo dei servizi, inserì la chiave prima in una serratura e poi nell'altra. La porta, solo allora se ne avvidero, era blindata. Si aprì, ma non era la sola. Ce n'era un'altra, potentemente corazzata.
    "Qui ci vuole la card" disse Halexandra
    Aprirono il quadro-comando sulla parete e inserirono la carta magnetica. Der digitò il codice. La porta scorrevole scivolò lungo le guide e il gruppo si trovò in una vasta sala. Vi erano altre quattro porte che si aprivano su altrettanti locali, anonimamente arredati.
    "Di qua", disse Halexandra. Era un locale che portava attraverso una scala di pietra nella cantina.
    Con le torce illuminarono il locale : vi erano armadi metallici appoggiati al muro.
    "Quello di destra"-disse Patriota.
    Aprirono gli sportelli con le altre chiavi. La parete metallica sul muro si aprì e apparve un'altra porta blindata. Procedettero con l'altra card e il codice. La porta si aprì e si trovarono di fronte un lungo corridoio in cemento armato.
    Improvvisamente sentirono un ronzio: le luci si accesero e l'aria forzata e filtrata proveniente dall'esterno entrò in circolazione.
    Dopo una cinquantina di metri, l'ennesima porta.
    "Questa dovrebbe essere l'ultima, disse Gundam.
    L'enorme porta si aprì su una grande sala, dove si affacciavano diverse porte e quattro ascensori.
    Gli etno si avvicinarono al primo. Premettero il pulsante che indicava due livelli superiori e due inferiori.
    "Andiamo al secondo piano" -disse Patriota.
    L'ascensore, enorme, capace di trasportare molte persone arrivò al 2° livello superiore. Di fronte si trovarono ad una porta.
    "Questo è il labirinto di Cnosso!" -esclamò Totila- " Ci siamo dimenticati il filo di Arianna" -disse ridendo Belloveso.
    La porta si aprì dentro un vasto locale scavato nella roccia. Alle pareti c’erano tre grandi pannelli e dappertutto computer. Una consolle nel centro sembrava indicare la plancia di comando.
    "Questo deve essere il Sancta Sanctorum" -disse Padanik.

  8. #8
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    Predefinito Re: Pandemia. Romanzo di Totila

    "Sembra di essere in un film di fantascienza" sentenziò Io Robert.
    Ritornarono sui loro passi e scesero al 1° livello inferiore.
    Entrarono in un locale immenso. Sulle pareti in bell'ordine, migliaia di armi di tutti i tipi.
    "Eccolo!" urlò Totila visibilmente eccitato ; fra le varie armi individuali aveva trovato ciò che cercava. Prese l'arma e cominciò a soppesarla fra le mani.
    "Che roba è?” chiese Halexandra?
    "Un Dragunov SVD. Uno dei più micidiali fucili da sniper. Fa secco chiunque capiti a suo tiro da 800.m". Mentre diceva queste parole, Totila imbracciava l'arma e la puntava contro un lontano ed immaginario nemico.
    Dopo aver preso le nuove armi e riempito i tascapani di pacchi di munizioni, il gruppo entrò in un magazzino attiguo. Sugli scaffali c’erano migliaia di divise mimetiche, stivali militari, giacche a vento double-face, berretti con visiera , berretti di lana neri, verdi, mimetici. E poi ancora elmetti "Fritz" con copertura mimetica e ricetrasmittente incorporata, visori e binocoli ad infrarossi, cinturoni, zaini, guanti, maglioni etc.
    "Rivestiamoci!" invitò Padanik. Tutti corsero verso gli scaffali, cercando le proprie taglie. In men che non si dica, il gruppo di guerriglieri in foggia "zapatista", si trasformò in un gruppo di guerrieri. L'unica che ebbe qualche difficoltà fu Halexandra, ma alla fine riuscì a trovare una taglia giusta per il suo fisico esile.
    Sulle pareti alcuni specchi. Tutti a guardarsi compiaciuti.
    "Basta pavoneggiarsi!" tuonò Belloveso. "Abbiamo ancora un sacco di cose da fare. Muoviamoci!"
    Ritornati nella Sala-Comando, Belloveso accese il computer centrale. Inserì la password e apparve la schermata sull'Aerea 03.
    " Qui c'è tutto quello che dobbiamo sapere sulla Base : locali, magazzini, viveri, medicinali, armi. Se non avete niente in contrario, Galois, Halexandra ed io, rimarremmo qui per conoscere meglio il funzionamento e per apprendere più informazioni possibili. Domani, voi, con il resto degli etno e dei sopravvissuti, verrete qui."
    Tutti furono d'accordo con la proposta di Belloveso. Il gruppo si divise : i tre rimasero nella base ed il resto si avviò verso l'uscita.
    I fuoristrada ripercorsero la strada che li aveva portati alla base e in breve tempo, raggiunta la strada provinciale , tornarono al Campo.
    Qui Totila ed gli altri misero a conoscenza gli altri etno della scoperta.
    Furono convocati tutti i sopravvissuti e fu detto loro che l'indomani mattina avrebbero raggiunto la base. Da lì, sarebbe cominciata la lotta contro gli invasori.
    "Se qualcuno non se la sente, se ne può andare subito." disse Der.
    Tutti si pronunciarono a favore della proposta. Nessuno aveva intenzione di disertare.
    La mattina, alle prime luci dell'alba le oltre 160 persone del campo, sulle macchine e sui camper si avviarono dalla casa di Totila, attraverso la lunga strada sterrata, verso la provinciale. In testa il fuoristrada con Totila, Der, Patriota, Padanik, Gundam, Criticon, Io Robert.
    In coda il fuoristrada con Celtic, Padus, Eridano, Larth, Vlassov, Jena, Maxadhego.
    Il tragitto fu lento, ma senza imprevisti. Dopo un paio d'ore, il corteo raggiunse la meta.
    Improvvisamente, da una parete rocciosa si aprì una grande porta. Gli etno, lasciati i mezzi su un prato adiacente si avviarono attraverso l'apertura entro una grande galleria.
    La roccia, scorrendo su delle rotaie, si chiuse alle loro spalle. In fondo alla galleria, Halexandra accolse il gruppo con un sorriso.
    "E' stato utile rimanere qui. Abbiamo imparato un sacco di cose.
    Le donne, i bambini e i sopravvissuti furono portati negli alloggiamenti. L'appuntamento per tutti era alle ore 13 nel grande refettorio.
    Gli etno invece, insieme all'ingegnere informatico e a sua moglie, medico chirurgo, furono portati nella sala comando. Belloveso gli accolse raggiante.
    " E' fantastico! Ci troviamo in una cittadella completamente autosufficiente. L'energia è fornita da pannelli solari posti ad un km dalla base ; poi c'è una centrale alimentata dalle acque del lago che Sulle pareti alcuni specchi. Tutti a guardarsi compiaciuti.
    "Basta pavoneggiarsi!" tuonò Belloveso. "Abbiamo ancora un sacco di cose da fare. Muoviamoci!"
    Ritornati nella Sala-Comando, Belloveso accese il computer centrale. Inserì la password e apparve la schermata sull'Aerea 03.
    " Qui c'è tutto quello che dobbiamo sapere sulla Base : locali, magazzini, viveri, medicinali, armi. Se non avete niente in contrario, Galois, Halexandra ed io, rimarremmo qui per conoscere meglio il funzionamento e per apprendere più informazioni possibili. Domani, voi, con il resto degli etno e dei sopravvissuti, verrete qui."
    Tutti furono d'accordo con la proposta di Belloveso. Il gruppo si divise : i tre rimasero nella base ed il resto si avviò verso l'uscita.
    I fuoristrada ripercorsero la strada che li aveva portati alla base e in breve tempo, raggiunta la strada provinciale , tornarono al Campo.
    Qui Totila ed gli altri misero a conoscenza gli altri etno della scoperta.
    Furono convocati tutti i sopravvissuti e fu detto loro che l'indomani mattina avrebbero raggiunto la base. Da lì, sarebbe cominciata la lotta contro gli invasori.
    "Se qualcuno non se la sente, se ne può andare subito." disse Der.
    Tutti si pronunciarono a favore della proposta. Nessuno aveva intenzione di disertare.
    La mattina, alle prime luci dell'alba le oltre 160 persone del campo, sulle macchine e sui camper si avviarono dalla casa di Totila, attraverso la lunga strada sterrata, verso la provinciale. In testa il fuoristrada con Totila, Der, Patriota, Padanik, Gundam, Criticon, Io Robert.
    In coda il fuoristrada con Celtic, Padus, Eridano, Larth, Vlassov, Jena, Maxadhego.
    Il tragitto fu lento, ma senza imprevisti. Dopo un paio d'ore, il corteo raggiunse la meta.
    Improvvisamente, da una parete rocciosa si aprì una grande porta. Gli etno, lasciati i mezzi su un prato adiacente si avviarono attraverso l'apertura entro una grande galleria.
    La roccia, scorrendo su delle rotaie, si chiuse alle loro spalle. In fondo alla galleria, Halexandra accolse il gruppo con un sorriso.
    "E' stato utile rimanere qui. Abbiamo imparato un sacco di cose.
    Le donne, i bambini e i sopravvissuti furono portati negli alloggiamenti. L'appuntamento per tutti era alle ore 13 nel grande refettorio.
    Gli etno invece, insieme all'ingegnere informatico e a sua moglie, medico chirurgo, furono portati nella sala comando. Belloveso gli accolse raggiante.
    " E' fantastico! Ci troviamo in una cittadella completamente autosufficiente. L'energia è fornita da pannelli solari posti ad un km dalla base ; poi c'è una centrale alimentata dalle acque del lago che avete costeggiato. Infine, in caso di estrema necessità ci sono generatori di corrente con un'autonomia di un anno. Come potete vedere sul pannello centrale, ai vari livelli ci sono un ospedale, una palestra, un poligono, un magazzino viveri con razioni per tre mila persone per tre anni ; ci sono inoltre, cucine, freezer, sementi, magazzini vestiario, lavanderie. Insomma, c'è tutto.
    E poi, udite! Udite!, 3 hangar sotterranei. Nel primo ci sono 10 carri Leopard, 30 veicoli blindati trasporto truppe ; inoltre ci sono una sessantina di camion 4x4 e fuoristrada. Nel secondo hangar, ci sono 5 elicotteri d’assalto "Mangusta" e una decina di altri elicotteri per trasporto truppa.
    Nel terzo hangar c’erano auto-articolati, autobotti e trasporti pesanti. Inoltre da questa sala comando ci possiamo collegare con satelliti geo-stazionari e di comunicazione. E. .. con satelliti spia"
    Belloveso schiacciò un pulsante e sul grande pannello centrale apparve l'immagine dei continenti. Belloveso andò sul cursore verso l'ItaGlia e cominciò a zoomare. Ad ogni scatto, l'immagine si ingrandiva. I particolari si evidenziavano. "Noi siamo qui" -disse Galois- "questi sono i veicoli che avete abbandonato nei pressi della casa di pietra con le imposte rosse".
    Gli etno guardavano affascinati. Dopo circa un paio d'ore, il gruppo ebbe chiaro dove si trovavano e cosa potevano fare.
    "Adunata nel refettorio : dobbiamo dividere i compiti" , disse Belloveso.
    Centosessanta persone, dopo aver consumato un frugale pasto a base di razioni militari, girarono gli occhi verso il gruppo di etno che si era schierato intorno ad un tavolo e stava armeggiando con un microfono. "Cominciamo con il dividere le mansioni" disse Padanik.
    "Agape, tu insieme a due cuochi e 10 ragazze avrai il comando della Sussistenza.
    Harm Wulf e la moglie dell'ingegnere , che è medico chirurgo, insieme a due infermiere e 10 ragazze avrà la responsabilità del reparto Sanità.
    Guelfo Nero, Carbonass e Sursum Corda, con sette uomini scelti, avranno la responsabilità della Sicurezza Interna all'Area. La Forza Armata di Liberazione comprenderà la Squadra Speciale "Lupo Mannaro" composta da Der, Patriota, Totila, Larth, Criticon, Jena, Vlassov Hermann, Padanik, Galois, Gundam e Maxadhego.
    Gli etno Celtic, I'm Hate, Padus, Io Robert, Eridano, sceglieranno 10 uomini ciascuno fra i sopravvissuti e comanderanno la rispettiva squadra. Halexandra costituirà una squadra armata femminile con 10 ragazze. Carbonass, l'Ingegnere, Belloveso, Guelfo Nero e tre tecnici delle comunicazioni formeranno il Comando della Base. Avranno il controllo sulle comunicazioni e dal loro posto di comando informeranno le truppe all'esterno.
    Carbonass sarà il Commissario Politico del Gruppo. Guelfo Nero gestirà la Sicurezza della Sala Comando. Ed ora, tutti gli uomini vadano nel magazzino indumenti e divise, poi in armeria ed infine al poligono" . Così terminò Padanik.
    Tutti si alzarono dai loro posti e si avviarono alle nuove mansioni. Totila parlò agli uomini che avrebbero formato la Forza Armata di Liberazione.
    "Abbiamo fra noi un ex-sergente istruttore dei parà. In 48 ore dovrà dare una preparazione di base alle squadre. Non abbiamo tempo. Dobbiamo salvare più sopravvissuti possibile. Vi leggo ora un rapporto mandatomi cinque minuti fa dalla Sala-Comando.
    Secondo rilevazioni satellitari, centinaia di imbarcazioni e navi ogni giorno fanno la spola fra il nord-Africa e la Sicilia. Ogni giorno vengono sbarcati circa 10.000 africani. In un mese saranno 300.000. In un anno 3.6 milioni. Non solo. Dallo stretto del Bosforo, attraverso la Tracia turca decine di migliaia di civili, protetti dalle truppe turche stanno invadendo la Grecia, la Macedonia e il Kosovo. Il loro obbiettivo è la Serbia e poi, sempre più su, verso il cuore dell'Europa. Identica situazione a Gibilterra. Anche lì, migliaia di invasori sbarcano quotidianamente. In un anno si calcola che 15-20 milioni di islamici e africani saranno in Europa. Ora tutti al lavoro. Fra 48 ore entreremo in azione!"
    Il grosso degli uomini seguì i comandanti etno e l'istruttore nel poligono di tiro interno e poi all'aperto. La SS "Lupo Mannaro" si riunì dopo una mattinata di allenamenti al tiro con le armi e addestramento al corpo a corpo.
    "Noi" -disse Padanik- "dovremo essere l'avanguardia politica dell'esercito ; ma non solo in senso ideologico, anche in quello operativo. Quindi propongo per la prossima operazione che la SS sia in testa alle truppe. Ho pensato che potremmo precedere attraverso i sentieri la Forza Armata ..."
    "Troppo lungo"-disse Totila-" ci vorrebbe troppo tempo."
    "A piedi, forse" intervenne Larth- "ma a cavallo, no."
    "Cavallo? e dove li prendiamo?" chiese Gundam.
    "Eheh!" ridacchiò Jena. "Problema risolto! Accanto alla casa della Forestale, io e Larth abbiamo trovato un prato-maneggio nascosto da un boschetto,. Ci saranno stati una ventina di cavalli, sicuramente in dotazione alla Forestale per inoltrarsi nei sentieri delle Foreste Casentinesi. Razza Avelignese o Haflinger. Cavalli docili e resistenti adatti per la montagna.
    Sembra che siano venuti al seguito degli Ostrogoti ... Totila sarà contento ..." disse sorridendo Jena.
    La SS avvertì la Sala Comando di uscire. Passati i controlli si avviò verso la casa Forestale. Larth e Jena avevano visto bene. I cavalli c'erano. Vlassov, Criticon, Der, Patriota ed Hermann erano provetti cavalieri. Insomma si intendevano di cavalli. Si avvicinarono agli animali e cominciarono ad accarezzarli. Poi, docilmente li portarono nella scuderia dove cominciarono ad accudirli.
    "Venite anche voi. Dovete vedere come si fa" -disse Hermann.
    Criticon prese delle selle e cominciò a sistemarle sul dorso degli avelignesi. " Avanti, guardate come si fa!"

  9. #9
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    Predefinito Re: Pandemia. Romanzo di Totila

    Molto bello. Avrebbe potuto essere pubblicato.

    Ma io ci sono?

  10. #10
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    Predefinito Re: Pandemia. Romanzo di Totila

    Noi" -disse Padanik- "dovremo essere l'avanguardia politica dell'esercito ; ma non solo in senso ideologico, anche in quello operativo. Quindi propongo per la prossima operazione che la SS sia in testa alle truppe. Ho pensato che potremmo precedere attraverso i sentieri la Forza Armata ..."
    "Troppo lungo"-disse Totila-" ci vorrebbe troppo tempo."
    "A piedi, forse" intervenne Larth- "ma a cavallo, no."
    "Cavallo? e dove li prendiamo?" chiese Gundam.
    "Eheh!" ridacchiò Jena. "Problema risolto! Accanto alla casa della Forestale, io e Larth abbiamo trovato un prato-maneggio nascosto da un boschetto,. Ci saranno stati una ventina di cavalli, sicuramente in dotazione alla Forestale per inoltrarsi nei sentieri delle Foreste Casentinesi. Razza Avelignese o Haflinger. Cavalli docili e resistenti adatti per la montagna.
    Sembra che siano venuti al seguito degli Ostrogoti ... Totila sarà contento ..." disse sorridendo Jena.
    La SS avvertì la Sala Comando di uscire. Passati i controlli si avviò verso la casa Forestale. Larth e Jena avevano visto bene. I cavalli c'erano. Vlassov, Criticon, Der, Patriota ed Hermann erano provetti cavalieri. Insomma si intendevano di cavalli. Si avvicinarono agli animali e cominciarono ad accarezzarli. Poi, docilmente li portarono nella scuderia dove cominciarono ad accudirli.
    "Venite anche voi. Dovete vedere come si fa" -disse Hermann.
    Criticon prese delle selle e cominciò a sistemarle sul dorso degli avelignesi. " Avanti, guardate come si fa!"
    Dopo qualche tempo i cavalli erano pronti per essere cavalcati. Vennero portati fuori e iniziò la lezione. Il resto del giorno, fino a quasi la sera, fu un allegro passatempo. Per altri, Totila, Jena, Padanik, Galois, Gundam, Maxadhego e Larth, fu una "via crucis".
    Alla fine della giornata, ritornando verso la base, avevano una strana andatura ...
    Il giorno seguente proseguirono gli addestramenti. Dalla mattina alle sei fino alla sera.
    Alle sette, Consiglio di Guerra. Presenti la SS Lupo Mannaro, i comandanti di Squadra e i loro vice.
    Belloveso iniziò:" questa è la situazione : il paese di XXXX, aveva 4.000 abitanti. Pensiamo, sempre dalle rilevazioni satellitari e da alcuni frammenti di comunicazioni nemiche, che i sopravvissuti possano essere 500/600, di cui 200-300 uomini rinchiusi nella scuola sul lato destro della strada principale." -e indicò su una foto satellitare l'ubicazione dell'edificio- " le donne, presumiano siano all'interno di questo edificio. Un grosso albergo trasformato in harem dagli invasori. Lo desumiamo dal fatto che alla sera c'è un gran via vai di maroccos.
    In quest'altro edificio ci dev'essere il dormitorio degli invasori, che calcoliamo essere un centinaio. Questa invece è la villa dove il 'capo' dei maroccos se la spassa. Ci sono una decina di guardie del corpo e una decina di donne sopravvissute a popolare l'harem privato del pascià."
    "Passiamo ora al Piano di Guerra" -disse Carbonass- "La squadra di Celtic dovrà eliminare le guardie alla scuola -una decina- e liberare tutti gli uomini. Le squadre di Eridano e Io Robert circonderanno il dormitorio dei maroccos mentre all'interno saranno gettate bombe incendiarie. Tutti quelli che cercheranno di fuggire dalla porta e dalle finestre, dovranno essere abbattuti.
    I'm Hate e Padus circonderanno l'albergo dove sono chiuse le donne e le ragazze. Saranno aiutati in questo da metà SS. Dovrete eliminare la guardia nella hall e poi procedere nei piani superiori , eliminando eventuali maroccos. Avrete a disposizione visori ad infrarossi e armi automatiche leggere con silenziatore.
    Totila, Padanik, Vlassov, Galois e Gundam dovranno operare per occupare la villa del capobanda ed eliminare la guardia. Una decina di elementi, di cui sei o sette sistemati in una dependance.
    Questo è tutto. Buona fortuna".
    La riunione si sciolse. Tutti si avviarono verso le loro camere. La stanchezza vinse la tensione per l'operazione che avrebbe avuto luogo l'indomani. Ben presto tutti si addormentarono
    L'indomani mattina la sveglia suonò alle 04.30.
    Gli uomini si alzarono assonnati ; ma l'emozione e l'attesa per l'operazione li destò presto. I capi squadra , dopo una mezz'ora, passarono in rassegna i soldati. Fu distribuito loro abbondante caffé e cioccolato. 15 minuti dopo erano tutti schierati nel salone che portava alla galleria che li avrebbe condotti all'aperto. Con la sala comando furono controllate le comunicazioni. Ogni caposquadra e vice, avrebbe comunicato direttamente con il Comando. Dal Comando sarebbero arrivate comunicazioni e suggerimenti ricavati dal controllo satellitare, se e come modificare, integrare o cambiare i piani. Furono controllate le armi.
    10 camion leggeri 4x4 attendevano fuori con i motori accesi. Poco dopo, il corteo militare prese la scendere lungo il sentiero per arrivare alla strada provinciale.
    La SS alle 4.30 era già partita a cavallo e, attraverso i sentieri del bosco iniziava la sua marcia di avvicinamento al paese di XXXX. L'appuntamento era per le 6.30.
    La Forza avrebbe lasciato i mezzi in una radura nei pressi del paese ed avrebbe proseguito a piedi per poi prendere posizione intorno agli obbiettivi.
    Alle 06.05 la SS era arrivata ai margini del paese. I cavalli furono legati agli alberi. Totila e Padanik, con i loro Dragunov di precisione si accovacciarono dietro alcuni alberi tagliati. Da quella posizione controllavano dall'alto la villa del Capo-maroccos. Gli altri della SS, Vlassov Galois e Gundam, presero posto nelle vicinanze del muro di cinta della villa. Gettarono una scala di corda e penetrarono nel parco della villa, nascondendosi dietro a dei cespugli
    Alle 06.30 dal Comando venne dato il via all'operazione "Incantesimo di Fuoco" e le squadre si mossero secondo i piani.
    Totila e Padanik attraverso i mirini telescopici frugavano l'interno della villa. In quel momento due uomini armati apparvero sulla porta. Totila e Padanik si divisero i compiti. Un secondo dopo i due si afflosciavano a terra senza un lamento. Totila vide attraverso una finestra un altro uomo armato. Un colpo e l'uomo cadde a terra. Intanto gli scoppi nelle granate incendiarie nel dormitorio e gli spari avevano svegliato la guardia nella villa. Ma prima che potessero uscire, Gundam, Galois e Vlassov avevano gettato all'interno della depandance 3 granate. L'esplosione che seguì, uccise quasi tutti i maroccos. Chi era sopravvissuto fu finito. Poco dopo uscirono altri due uomini dalla porta. Due tiri secchi e anch'essi caddero stecchiti.
    Il comando comunicò che la squadra di Celtic aveva eliminato le guardie alla scuola e stava liberando tutti gli uomini sopravvissuti.
    L'albergo-Harem era stato occupato senza perdite. La sorpresa era stata totale. Nessun maroccos era sopravvissuto. Le donne liberate venivano fatte defluire sul retro e portate al sicuro. Dove si combatteva era al "Dormitorio" dei maroccos. Dall'ultimo piano una ventina di uomini sparavano contro i nostri. Ma ancora per poco. Le MG investivano le finestre e ben presto sarebbero stati usati gli RPG.
    Nel frattempo, Padanik e Totila avevano raggiunto la villa. Insieme a Vlassov, Gundam, Galois, penetrarono all'interno. Si sentivano delle urla di donne provenienti dal basso. Totila fece cenno agli altri di scendere giù nel seminterrato. Insieme a Padanik prosegui verso il corridoio.
    "Tu controlla le camere qui. Io salgo al primo piano. Attenzione! Sarà sicuramente armato."
    Totila salì le scale e cominciò ad entrare nelle stanze; ma senza trovare alcunché. Alla fine, entrò nell'ultima. Era buia. Sulla parete un letto. Una donna legata alla spalliera di ferro ed un uomo che dormiva profondamente. Per terra bottiglie vuote e nell'aria l'odore di hashish e di alcol.
    Totila si avvicinò lentamente. La donna lo guardava in silenzio con gli occhi sbarrati. Totila si portò l'indice alle labbra : "sssttt". Colpì l'uomo con il calcio della sua P38 alla testa. L'uomo emise un lamento e cadde giù dal letto.
    Totila gli legò le mani dietro la schiena con le manette di plastica e poi gli bloccò i piedi. Prese una bottiglia d'acqua e cominciò a versarla sulla testa dell'uomo.
    Il maroccos cominciò a lamentarsi. Socchiuse gli occhi e guardò Totila.
    " Ahmed! Ahmed! " -cominciò a urlare- .
    "Calmati. Ahmed e gli altri sono già all'inferno"
    L'uomo era sulla trentina, capelli riccioluti, neri. Carnagione olivastra bruna. Il viso era solcato da una cicatrice.
    "Un ex pusher" - pensò Totila.
    Gli puntò il Dragunov fra gli occhi e lo costrinse ad alzarsi.
    La donna, cominciò ad inveire contro l'uomo. " E' lui il capo! E' lui che ha ordinato di uccidere i nostri figli maschi! Bastardo! Assassino!"
    Totila fermò la donna che cercava di scagliarsi contro il suo aguzzino. La coprì con un lenzuolo e cercò di calmarla, ma la donna proruppe in un pianto dirotto. Totila l'abbracciò e la rassicurò :" E' tutto finito. Si calmi. E' finito".
    Totila chiamò gli altri e li avvertì che aveva catturato il Capo.
    Tre, quattro esplosioni di RPG provenienti dal "dormitorio" annunciavano la fine della resistenza. L'operazione poteva dirsi conclusa
    Totila chiamò gli altri della SS. Ordinò loro di portare le donne trovate nella villa, insieme alle altre. Consegnò loro il prigioniero e disse loro che si sarebbero trovati nella piazza principale fra una mezz'ora.
    Dalle strade si udivano spari e grida di gioia dei sopravvissuti e dei soldati.
    Totila cercò degli abiti da dare alla donna.
    "Ho bisogno di lavarmi" disse.
    "Certo" -rispose Totila- "Le cercherò della biancheria e un abito pulito.
    Totila seguì con lo sguardo la donna avvolta nel lenzuolo che si avviava verso il bagno. Avrà avuto una trentina d'anni. Alta, capelli neri ed occhi azzurri, carnagione chiara : "capisco perchè il maroccos l'ha scelta"- pensò Totila.
    Posò le armi su un letto e cercò nei vari armadi qualcosa con cui coprire la donna. Trovò quello che gli occorreva. Una camicetta, un paio di pantaloni e delle scarpe ; trovò anche un accappatoio.
    "Ho trovato anche un accappatoio, disse alla donna dallo spiraglio della porta."
    La donna lo ringraziò. L'etno posò la roba che aveva trovato su un panchetto del bagno e uscì.
    "L'attendo fuori".
    La battaglia era finita. Il "dormitorio" dei maroccos era in fiamme. Una decina di extracom erano riusciti a salvarsi ed erano stati catturati. Ora giacevano in ginocchio davanti ai fucili della Forza Armata. Si contarono i sopravvissuti : 196 uomini e 205 donne.
    Furono fatte portare delle razioni dai camion e distribuite.
    Si cercarono degli abiti nelle case. Non fu difficile trovarne. Tutti furono rivestiti decentemente. Harm Wulf con due assistenti controllò sommariamente lo stato di salute dei sopravvissuti. Una sessantina fra quelli più malridotti furono caricati sui camion e condotti all'ospedale dell'Area 03.
    Nel frattempo dall'area alcuni camion pesanti trasportarono materiali, armi e viveri. 150 uomini sarebbero stati armati, addestrati e inquadrati sul posto. Avrebbero costituito il 2° Battaglione della Forza Armata di Liberazione.
    Ad essi avrebbero pensato le due squadre al comando di Celtic e I'm Hate oltre che l'istruttore dei parà. Le donne sarebbero andate alla base dove sarebbero state visitate e curate. Poi sarebbero state destinate a vari compiti.
    I dieci maroccos catturati sarebbero serviti per il momento per i lavori pesanti. I'm Hate, li mise subito al lavoro.
    Il capo, dopo essere stato interrogato da Der ed aver detto tutto ciò che sapeva, fu impiccato nella piazza principale. Totila nel frattempo si era intrattenuto con Barbara (questo era il nome della donna) che gli aveva raccontato la storia dei giorni successivi all’inizio della Pandemia.
    " Tutto è accaduto la sera del 4 Agosto. All'inizio sono stata colta da una forte febbre che durante la notte era aumentata. Mio marito è morto. Io non potevo fare nulla. I telefoni non funzionavano. Mio figlio aveva anche lui la febbre. E' stata una notte terribile, da incubo. La mattina seguente avevo superato la crisi, ma non avevo la forza di alzarmi. Nel paese tutto taceva. Verso il pomeriggio sono riuscita ad alzarmi ed a bere un po' d'acqua e un po' di latte. Freddo, perchè non c'era gas. Ho dato qualcosa da mangiare a mio figlio e poi mi sono affacciata alla finestra per chiedere aiuto. Per strada solo extracomunitari che entravano nelle case, portando via tutto. Ho richiuso le finestre spaventata. Pensavo di essere dentro un incubo. Il giorno seguente, ho sentito delle urla al portone ed alcuni spari. Erano i maroccos che entravano in casa. Ho cercato di chiudere la porta e ho abbracciato mio figlio per proteggerlo. Hanno sfondato la porta e sono entrati. Ci hanno presi e ci hanno portati nella scuola. Poi ci hanno separati I maschi li hanno portati via ed uccisi.
    fine pagina 12

 

 
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