Pechino (AsiaNews) – Il Partito comunista cinese (Pcc) ha impartito una direttiva con la quale chiede alle imprese private di accettare la sua “direzione”. Secondo il documento, pubblicato il 15 settembre dall’Ufficio generale, il Pcc dovrà esercitare la sua leadership sia per orientare il business dei privati sia per decidere assunzioni e licenziamenti nelle loro aziende.
I dirigenti del Partito giustificano la mossa con la necessità di controllare un settore che continua a espandersi. Il compito di legare in modo sempre più stretto le aziende private al Pcc è affidato al Fronte unito, che conduce operazioni d’influenza e propaganda in Cina e all’estero. La direttiva si rivolge a tutte le compagnie private cinesi, comprese quelle di proprietà di cittadini di Hong Kong e Macao.
Citato da Radio Free Asia, lo storico indipendente Feng Zhi sostiene che la direttiva apre la strada al ritorno a un’economia pianificata controllata dal Pcc. Per Li Xiangyang, un accademico dello Shanxi, il Partito vuole rafforzare la posizione del Fronte unito nel settore privato, e l’educazione “patriottica” e “socialista” del personale impiegato.
Nell’ultimo periodo, sotto la guida del segretario generale Xi Jinping, il Partito sta tentando anche di consolidare la sua presa sulle imprese pubbliche. Secondo diversi osservatori, ad esempio, il miliardario dissidente Ren Zhiqiang è finito nel mirino delle autorità perché i membri del Partito non possono in alcun modo criticare i suoi leader, e gli “imprenditori di Stato” devono sempre allinearsi alle decisioni del regime.
Il controllo del Partito sulla società cinese, esercitato sempre più attraverso il Fronte unito, colpisce anche i singoli. Come riportato da AsiaNews, in Cina non si può essere impiegati statali se sei cattolico; e non puoi arruolarti nell’esercito se sei cristiano. E sono solo alcuni aspetti della persecuzione che avviene nel Paese.
CINA Pechino: Le imprese private devono accettare la direzione del Partito comunista




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