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  1. #1
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    Predefinito Piano UE: vietato criminalizzare le ONG

    https://www.ilgiornale.it/news/polit...e-1892368.html

    L'assistenza umanitaria “non può e non deve essere criminalizzata”, quindi “la criminalizzazione delle Ong (...) non è consentita dal diritto dell'Ue”. Più chiari di così, si muore. Sono le parole contenute nei documenti pubblicati dalla Commissione europea e allegati al nuovo Patto sulle migrazioni

    La bozza di accordo che, a detta di Ursula Von der Leyen, dovrebbe tradursi nel "nuovo inizio" per una gestione sana delle migrazioni. Ma che invece non solo non contiene alcuna restrizione alle scorribande delle Ong nel Mediterraneo, ma anzi rischia di trasformarsi in un vero e proprio tappeto rosso.

    I documenti insidiosi sono due. Da una parte una “raccomandazione” scritta con l’intento di favorire la cooperazione tra Stati di fronte all’attività delle navi umanitarie. Dall’altra invece una “guida” all’attuazione delle norme dell'Ue sul favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Partiamo dalla prima. Salta subito all’occhio l’invito rivolto agli Stati a fare in modo che i migranti recuperati vengano sbarcati “non appena possibile” nel porto “sicuro più vicino”. Cioè in Italia, a Malta o in Grecia. Non è una sorpresa, certo. Però è un fatto politico rilevante, visto che Roma da tempo chiede che le Ong portino altrove gli stranieri imbarcati. Di fatto l’Ue persevera sulla scia che negli ultimi anni ha riempito Lampedusa e il Belpaese di immigrati, con tanti saluti alle proteste italiane. Ed è difficile immaginare che il piano per i ricollocamenti o il sistema dei rimpatri sponsorizzati, se mai verrà accetato, possa alleviare il peso che grava sugli Stati di frontiera.

    Chi sperava infatti che la Commissione col nuovo Piano riuscisse a mettere ordine al caos umanitario nel Mediterraneo dovrà ricredersi: manca una proposta coerente e pratica. L’unica novità riguarda la costituzione di “un gruppo di esperti” col compito di studiare le normative, mettere in contatto tutti gli attori e provare a far collaborare gli Stati di frontiera con quelli di bandiera delle navi private (magari per stabilire le responsabilità dello sbarco). Per il resto, la raccomandazione contiene solo un generico invito ai Paesi a scambiarsi “informazioni sulle navi coinvolte” nelle operazioni Sar e “sui soggetti che le gestiscono e le possiedono”, così da verificarne “la conformità alle norme di sicurezza” e controllarne le attività. A parte questo, nient’altro: nessun codice di condotta per le Ong; nessuna limitazione alle operazioni. Solo il monito a “non criminalizzare”.

    Ed è qui che entra in scena la “Guida” contro il favoreggiamento all’immigrazione clandestina. La leggi comunitarie, come quelle nazionali, prevedono infatti condanne penali per i cosiddetti “facilitatori”, cioè chi favorisce l’ingresso irregolare di clandestini nel territorio europeo. Tra questi, a rigor di logica, potrebbero rientrare anche le Ong, che di fatto caricano i migranti di fronte alla Libia e li portano senza documenti in uno Stato membro. La normativa però ammette alcune eccezioni, tra cui proprio gli interventi Sar realizzati a scopi umanitari e di salvataggio. In sostanza: se salvi un naufrago irregolare perché sta affogando e lo porti in Europa, non sei passibile di denuncia. Norma sacrosanta, sia chiaro. Ma nella sua “Guida” l’Ue non si limita a riaffermare alcuni principi di diritto internazionale. Va oltre, affermando tout court che “la criminalizzazione di Ong o di altri attori che svolgono operazioni di ricerca e soccorso in mare” costituisce “una violazione del diritto internazionale”. Quindi guai a mettere i bastoni tra le ruote alla flotta di navi solidali che solcano il Mare nostrum.

    Negli ultimi tempi infatti le Ong non hanno fatto altro che lamentare una sorta di persecuzione nei loro confronti. Soprattutto in Italia e in particolare durante il governo gialloverde. Lo hanno comunicato a Bruxelles durante una serie di consultazioni avute negli ultimi mesi, esprimendo “crescenti preoccupazioni” e affermando di temere le “sanzioni da parte delle autorità”. L’Ue ci ha ragionato su e ovviamente gli ha dato subito ragione.



    Va detto che la Commissione negli atti riserva alcune strigliate alle Ong. Ad esempio intima loro di rispettare il “quadro giuridico” internazionale e nazionale (e non è poco, visto il caso di Carola Rakete). Ammette poi che i trafficanti potrebbero “approfittare” delle operazioni di salvataggio umanitarie per allargare il loro business (ipotesi sempre esclusa dalle Ong). E lancia una stoccata a chi utilizza carrette inadatte a soccorrere migranti: visto che i salvataggi riguardano “un gran numero di persone” e investono gli Stati costieri - ragiona la Commissione - è necessario almeno che le navi “siano adeguatamente registrate e attrezzate per soddisfare i requisiti di sicurezza”. Un passaggio importante, considerato che più di una volta le imbarcazioni (l’ultima: Sea Watch 2) sono state bloccate dalle autorità italiane a causa di diverse irregolarità a bordo.

    A parte questo, però, la “rivoluzione” tanto attesa non c’è. Se mai la proposta di Ursula Von der Leyen venisse approvata dal Consiglio, le Ong potranno perseverare indisturbate nelle loro attività. L’Italia continuerà ad accoglierle in porto. E intanto i buonisti potranno gioire per quel divieto alla “criminalizzazione” che suona come un vero e proprio “tana libera tutti”.

  2. #2
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    Predefinito Re: Piano UE: vietato criminalizzare le ONG

    almeno adesso le intenzioni buoniste della UE sono chiare, scritto nero su bianco

  3. #3
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    Predefinito Re: Piano UE: vietato criminalizzare le ONG

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    almeno adesso le intenzioni buoniste della UE sono chiare, scritto nero su bianco
    secondo te per quale motivo hanno dato quei soldi ( a debito) al pugliese?
    Che noi si diventi il campo profughi d'europa, visto che le popolazioni degli altri Stati non vogliono immigrati e lo dicono chiaro e tondo ai loro governanti.
    Invece noi abbiamo le zecche pronte ad accogliere chiunque.
    Una infima minoranza infame, oggi a capo del paese, grazie ad un partito ormai scomparso.
    Gli italiani , la maggioranza, non vogliono gli immigrati, sono stufi marci di pagare le spese a queste inutilità costose , ma una infima minoranza ha le leve del potere e combina disastri immensi.
    Ultima vittima : la sardegna , costretta ad accogliere le ultime "risorse boldriniane" grazie a questo governo insulso.
    DI ROSSO IN ITALIA C'E' SOLO IL VINO

    L'Italia è una razza, una storia, un orgoglio, una passione, l'Italia è una grandezza del passato.

  4. #4
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    Predefinito Re: Piano UE: vietato criminalizzare le ONG

    hai capito adesso perchè i decreti sicurezza vanno aboliti? Per essere conformi alle direttive dalla Van der Leyen, piu' chiaro di cosi'

  5. #5
    Date e vi sarà chiesto.
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    Predefinito Re: Piano UE: vietato criminalizzare le ONG

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    https://www.ilgiornale.it/news/polit...e-1892368.html

    L'assistenza umanitaria “non può e non deve essere criminalizzata”, quindi “la criminalizzazione delle Ong (...) non è consentita dal diritto dell'Ue”. Più chiari di così, si muore. Sono le parole contenute nei documenti pubblicati dalla Commissione europea e allegati al nuovo Patto sulle migrazioni

    La bozza di accordo che, a detta di Ursula Von der Leyen, dovrebbe tradursi nel "nuovo inizio" per una gestione sana delle migrazioni. Ma che invece non solo non contiene alcuna restrizione alle scorribande delle Ong nel Mediterraneo, ma anzi rischia di trasformarsi in un vero e proprio tappeto rosso.

    I documenti insidiosi sono due. Da una parte una “raccomandazione” scritta con l’intento di favorire la cooperazione tra Stati di fronte all’attività delle navi umanitarie. Dall’altra invece una “guida” all’attuazione delle norme dell'Ue sul favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Partiamo dalla prima. Salta subito all’occhio l’invito rivolto agli Stati a fare in modo che i migranti recuperati vengano sbarcati “non appena possibile” nel porto “sicuro più vicino”. Cioè in Italia, a Malta o in Grecia. Non è una sorpresa, certo. Però è un fatto politico rilevante, visto che Roma da tempo chiede che le Ong portino altrove gli stranieri imbarcati. Di fatto l’Ue persevera sulla scia che negli ultimi anni ha riempito Lampedusa e il Belpaese di immigrati, con tanti saluti alle proteste italiane. Ed è difficile immaginare che il piano per i ricollocamenti o il sistema dei rimpatri sponsorizzati, se mai verrà accetato, possa alleviare il peso che grava sugli Stati di frontiera.

    Chi sperava infatti che la Commissione col nuovo Piano riuscisse a mettere ordine al caos umanitario nel Mediterraneo dovrà ricredersi: manca una proposta coerente e pratica. L’unica novità riguarda la costituzione di “un gruppo di esperti” col compito di studiare le normative, mettere in contatto tutti gli attori e provare a far collaborare gli Stati di frontiera con quelli di bandiera delle navi private (magari per stabilire le responsabilità dello sbarco). Per il resto, la raccomandazione contiene solo un generico invito ai Paesi a scambiarsi “informazioni sulle navi coinvolte” nelle operazioni Sar e “sui soggetti che le gestiscono e le possiedono”, così da verificarne “la conformità alle norme di sicurezza” e controllarne le attività. A parte questo, nient’altro: nessun codice di condotta per le Ong; nessuna limitazione alle operazioni. Solo il monito a “non criminalizzare”.

    Ed è qui che entra in scena la “Guida” contro il favoreggiamento all’immigrazione clandestina. La leggi comunitarie, come quelle nazionali, prevedono infatti condanne penali per i cosiddetti “facilitatori”, cioè chi favorisce l’ingresso irregolare di clandestini nel territorio europeo. Tra questi, a rigor di logica, potrebbero rientrare anche le Ong, che di fatto caricano i migranti di fronte alla Libia e li portano senza documenti in uno Stato membro. La normativa però ammette alcune eccezioni, tra cui proprio gli interventi Sar realizzati a scopi umanitari e di salvataggio. In sostanza: se salvi un naufrago irregolare perché sta affogando e lo porti in Europa, non sei passibile di denuncia. Norma sacrosanta, sia chiaro. Ma nella sua “Guida” l’Ue non si limita a riaffermare alcuni principi di diritto internazionale. Va oltre, affermando tout court che “la criminalizzazione di Ong o di altri attori che svolgono operazioni di ricerca e soccorso in mare” costituisce “una violazione del diritto internazionale”. Quindi guai a mettere i bastoni tra le ruote alla flotta di navi solidali che solcano il Mare nostrum.

    Negli ultimi tempi infatti le Ong non hanno fatto altro che lamentare una sorta di persecuzione nei loro confronti. Soprattutto in Italia e in particolare durante il governo gialloverde. Lo hanno comunicato a Bruxelles durante una serie di consultazioni avute negli ultimi mesi, esprimendo “crescenti preoccupazioni” e affermando di temere le “sanzioni da parte delle autorità”. L’Ue ci ha ragionato su e ovviamente gli ha dato subito ragione.



    Va detto che la Commissione negli atti riserva alcune strigliate alle Ong. Ad esempio intima loro di rispettare il “quadro giuridico” internazionale e nazionale (e non è poco, visto il caso di Carola Rakete). Ammette poi che i trafficanti potrebbero “approfittare” delle operazioni di salvataggio umanitarie per allargare il loro business (ipotesi sempre esclusa dalle Ong). E lancia una stoccata a chi utilizza carrette inadatte a soccorrere migranti: visto che i salvataggi riguardano “un gran numero di persone” e investono gli Stati costieri - ragiona la Commissione - è necessario almeno che le navi “siano adeguatamente registrate e attrezzate per soddisfare i requisiti di sicurezza”. Un passaggio importante, considerato che più di una volta le imbarcazioni (l’ultima: Sea Watch 2) sono state bloccate dalle autorità italiane a causa di diverse irregolarità a bordo.

    A parte questo, però, la “rivoluzione” tanto attesa non c’è. Se mai la proposta di Ursula Von der Leyen venisse approvata dal Consiglio, le Ong potranno perseverare indisturbate nelle loro attività. L’Italia continuerà ad accoglierle in porto. E intanto i buonisti potranno gioire per quel divieto alla “criminalizzazione” che suona come un vero e proprio “tana libera tutti”.
    L'obbiettivo delle altre ONG che stanno assediando l'Italia è la delegittimazione del Governo eletto dal Popolo italiano affinché riparta il lucrosissimo business dell'accoglienza che garantisce 15 miliardi di euro (dichiarato dall'ex PdC Renzi) alle Onlus ed alle Coop che fanno parte della stessa galassia delle ONG. Soldi che vengono sottratti alla sanità, alla scuola ed al welfare degli italiani.
    Non c'è uomo così virtuoso che, se dovesse sottoporre tutti i suoi pensieri e tutte le sue azioni al giudizio della legge, non meriterebbe di essere impiccato dieci volte nella vita.
    Michel de Montaigne

  6. #6
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    Predefinito Re: Piano UE: vietato criminalizzare le ONG

    Citazione Originariamente Scritto da Entropia Visualizza Messaggio
    L'obbiettivo delle altre ONG che stanno assediando l'Italia è la delegittimazione del Governo eletto dal Popolo italiano affinché riparta il lucrosissimo business dell'accoglienza che garantisce 15 miliardi di euro (dichiarato dall'ex PdC Renzi) alle Onlus ed alle Coop che fanno parte della stessa galassia delle ONG. Soldi che vengono sottratti alla sanità, alla scuola ed al welfare degli italiani.
    arrivano i soldi del Recovery Plan, una pioggia di denaro andrà anche alle strutture che ospitano amorevolmente i migranti

 

 

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