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Discussione: Brexit svizzera?

  1. #371
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    Predefinito Re: Brexit svizzera?

    Citazione Originariamente Scritto da Conte Oliver Visualizza Messaggio
    ma se i bilaterali ci sono dal 1999
    E dunque? Nessuna parte dei bilaterai ha reso obsoleto l'accordo del '72.
    Citazione Originariamente Scritto da Conte Oliver Visualizza Messaggio
    qui concordiamo
    Almeno una...
    Citazione Originariamente Scritto da Conte Oliver Visualizza Messaggio
    Nel mondo globalizzato, se devi il tuo benessere al fatto che esporti prodotti di qualità, devi trovare dei compromessi coi paesi che rappresentano i tuoi mercati base di accesso; sovranismo è una parola vuota e priva di significato. Non dimenticare che l'unico paese veramente sovrano al mondo è la Corea del Nord e non a caso sono tutti poveri
    Riguardo ai compromessi è anche ovvio; quando si chiede una facilitazione commerciale alla controparte si deve essere pronti pure a concederle le facilitazioni commerciali che desidera. O quantomeno una buona via di mezzo, come in quasi tutti i negoziati.
    Quando si chiedono facilitazioni commerciali e in cambio si deve concedere controllo politico, controllo delle leggi, sottomissione dei futuri accordi a queste leggi, risoluzione dei conflitti affidato ai tribunali della controparte, accettazione di misure ritorsive se non si applicano queste leggi e infine svilimento di tutta una serie di strumenti democratici, si va abbondantemente oltre quello che si può chiamare un compromesso. Tu stesso hai detto di non conoscere accordi comerciali di questo tipo, e che con ogni probabilità non esistono proprio, dunque qui non si parla né di Corea del Nord, né di mondo globalizzato, né di sovranismo, ma di puro buonsenso.
    Citazione Originariamente Scritto da Conte Oliver Visualizza Messaggio
    Citazione Originariamente Scritto da Conte Oliver Visualizza Messaggio
    ma dai,sai bene che quell'accordo ha vantaggi pure per CH e non vale per i prodotti alimentari
    come tu possa pensare che la Svizzera accetti il vino al metanolo, solo perché in EU impazziscono e lo rendono lecito, mi lascia basito
    La derrate alimentari prodotte secondo prescrizioni tecniche straniere, devono essere approvate dall’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria, prima di essere commercializzate in Svizzera secondo il principio Cassis de Dijon.
    Alla luce dei risultati emersi dalla consultazione, il Consiglio federale ha deciso di realizzare la procedura di notifica elettronica, esaminando la possibilità di semplificarla. Il Consiglio federale valuterà inoltre l’ipotesi di introdurre nuove deroghe al principio Cassis de Dijon per quanto concerne le derrate alimentari. L’obiettivo è garantire per i generi alimentari il livello di sicurezza svizzero, soprattutto quando nell’UE mancano prescrizioni uniformi al riguardo.

    https://www.svizzeri.ch/2019/07/10/s...ssis-de-dijon/
    Direi che vale eccome per i prodotti alimentari, per quanto possano esserci eccezioni.

    « 1. A partire dal 1° luglio 2010, tutte le derrate alimentari di fabbricazione europea saranno introdotte nel mercato svizzero senza essere controllate?
    No. Le derrate alimentari autorizzate e importate secondo il principio Cassis de Dijon devono corrispondere alle prescrizioni di sicurezza comunitarie o del rispettivo Stato membro dell'UE o dello SEE. L'USAV ne esige la prova. Se sussistono dubbi in materia di sicurezza, le domande sono respinte. Una decisione negativa viene presa tramite decisione unica e comunicata al richiedente.
    2. Quali derrate alimentari sottostanno al principio Cassis de Dijon?
    Di norma, le derrate alimentari provenienti dall'UE o dallo SEE che non adempiono alle prescrizioni svizzere sottostanno al principio Cassis de Dijon. Per esse è necessaria l'autorizzazione dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria USAV, rilasciata sotto forma di autorizzazione generale e valida anche per le derrate alimentari dello stesso genere. Una derrata alimentare importata che adempie alle prescrizioni svizzere può continuare a essere importata senza sottostare al principio Cassis de Dijon (ad es. la pasta proveniente dall'Italia).
    3. Quando l'USAV rilascia un'autorizzazione per derrate alimentari non conformi alle prescrizioni tecniche svizzere?
    L'autorizzazione viene concessa sotto forma di decisione di portata generale se la derrata alimentare in questione non costituisce in nessun caso un pericolo per la salute e se è regolarmente in circola-zione nello spazio UE/SEE.
    »

    Che siano abbastanza pazzi da accettare il vino al metanolo non credo proprio... così come sono certo che la Corea del Nord non è un buon esempio di Stato sovrano.

  2. #372
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    Predefinito Re: Brexit svizzera?

    La Svizzera e il declino nei rapporti con l’UE
    di Tito Tettamanti

    Vivacissimo ed intenso nelle settimane precedenti la decisione il dibattito sull’accettazione o meno dell’Accordo Istituzionale (AI) con l’UE. Massiccia l’attività dei favorevoli all’AI che si opponevano a quella che ormai era una delibera scontata. Una iperattiva presidentessa della Commissione degli affari esteri del Nazionale che chiedeva a getto continuo informazioni e quintali di carta da parte del Consiglio federale convocando nel contempo ben cinque dei sette membri del Governo in Commissione. Personaggi un tempo critici sull’intervento popolare che cambiando repentinamente orientamento reclamavano imperiosamente che la decisione doveva essere presa in una votazione nazionale con l’unico scopo di ottenere una dilazione.

    La Consigliera federale Amherd, in palese contrasto con il presidente del suo partito, presenta all’ultimo momento un’estemporanea soluzione per evitare una decisione negativa. Proposta abbastanza confusa e ci si interroga sulle ragioni della mossa.

    La Televisione pubblica, dalla ben chiara tendenza eurofila, in associazione con alcuni media diffonde e commenta documenti che sarebbero stati segreti (da qui una denuncia penale per violazione di segreto d’ufficio da parte del Consiglio federale) che preannunciavano un pericoloso atteggiamento punitivo dell’UE che ci avrebbe dovuto spaventare e far riflettere sulle conseguenze di un rifiuto della firma. Un parlamentare europeo germanico con delicatezza teutonica ci rendeva attenti che la maggioranza degli svizzeri è favorevole all’AI. Se lo dice lui…

    Potremmo continuare con altri esempi dei tentativi di impedire al Consiglio federale di prendere la decisione che i fatti imponevano. Tutto sommato, pure se con qualche eccesso, niente di male, sono i riti della democrazia. Purtroppo però lo scontro non si è fermato e gli interventi successivi alla decisione del Consiglio federale sono molto più pericolosi perché non fanno che creare confusione e distrarre dal vero tema.

    Parlamentari che propongono l’adeguamento autonomo alle norme dell’UE, altri che sollecitano dei piani «B» dei quali però non si ha alcuna idea precisa, vi è infine l’Operazione Libero che propone un’iniziativa popolare per decidere sui rapporti con l’UE. Idea fumosa e piuttosto strampalata, dalla non facile formulazione, che ci farebbe perdere un paio d’anni.

    Più coerenti i giovani socialisti che propongono un’iniziativa per aderire all’UE, proposta che non penso trovi l’adesione dei compagni sindacalisti che pragmaticamente hanno constatato che in Svizzera ci sono i salari, le condizioni di lavoro e la socialità migliori, invidiati dai lavoratori delle nazioni UE. Il Presidente del PS Wermuth propone una politica di avvicinamento all’Europa basata su un massiccio aumento dei miliardi per il contributo al fondo di coesione ed una serie di trattati preliminari ad una adesione all’UE. Vi sono poi gli allarmi interessati di singoli settori dell’economia preoccupati per i propri legittimi interessi di bottega, dimenticando però che gli interessi del Paese sono multipli, possono essere divergenti e non solo economici. Tutto questo purtroppo non fa che confondere le idee e indebolire la futura posizione negoziale della Svizzera.

    Infine, vi è chi è preoccupato perché la decisione ha creato uno shock a Bruxelles che non si attendeva un atteggiamento tanto determinato da parte del Governo svizzero. La reazione stupisce ed è simile a quella nelle trattative Brexit, indizio dell’arroganza della burocrazia UE che non concepisce che si possa agire fuori dai suoi schemi, e nel contempo, come si chiede Markus Somm sul Nebelspalter, permette di interrogarsi su cosa ci sta a fare una costosa ambasciata UE a Berna se non si rende neppure vagamente conto di quanto succede da noi.

    Dobbiamo prendere atto che la molto equivoca politica dei due forni, più che conciliante e quasi complice con i rappresentanti dell’UE, evanescente e confusamente rassicurante in Patria, che ha improntato l’azione del Consiglio federale negli ultimi decenni e che può aver portato qualche vantaggio e qualche comprensibile irritazione da Bruxelles, si è esaurita. Ai futuri passi con l’UE deve precedere la soluzione di un dilemma: la Svizzera vuole essere nei suoi rapporti europei una nazione terza del tutto indipendente, oppure – vista la sua collocazione e l’intensità dei rapporti – preferisce una situazione di semi-partecipazione? In altre parole: l’indipendenza, che ha il suo prezzo, o il vassallaggio, concetto medievale teso alla speranza di ottenere protezione e tranquillità.

    Io sono per l’orgoglio ed i valori dell’indipendenza rendendomi conto che ciò comporterà qualche sacrificio e impegno, quello stesso impegno che ha aiutato il nostro Paese a uscire da momenti difficili anche se in realtà non uguali.

    Il dibattito è inevitabile perché il Consiglio federale per poter fissare la strategia per i rapporti necessari ed importanti con l’UE deve sapere a quale futuro il Paese tende. Vediamo di non perdere tempo e di trovare le vie del confronto democratico che ci permettano di fissare una politica definitiva e vincolante superando la lacerazione attuale. Qualsiasi decisione avrà un costo ma sempre minore di quello di continuare a volare a vista, esercizio estremamente pericoloso in condizioni di turbolenza ed in zone montagnose.
    https://www.ticinolive.ch/2021/06/13...porti-con-lue/

  3. #373
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    Predefinito Re: Brexit svizzera?

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    E dunque? Nessuna parte dei bilaterai ha reso obsoleto l'accordo del '72.

    Almeno una...

    Riguardo ai compromessi è anche ovvio; quando si chiede una facilitazione commerciale alla controparte si deve essere pronti pure a concederle le facilitazioni commerciali che desidera. O quantomeno una buona via di mezzo, come in quasi tutti i negoziati.
    Quando si chiedono facilitazioni commerciali e in cambio si deve concedere controllo politico, controllo delle leggi, sottomissione dei futuri accordi a queste leggi, risoluzione dei conflitti affidato ai tribunali della controparte, accettazione di misure ritorsive se non si applicano queste leggi e infine svilimento di tutta una serie di strumenti democratici, si va abbondantemente oltre quello che si può chiamare un compromesso. Tu stesso hai detto di non conoscere accordi comerciali di questo tipo, e che con ogni probabilità non esistono proprio, dunque qui non si parla né di Corea del Nord, né di mondo globalizzato, né di sovranismo, ma di puro buonsenso.
    Come ti ho detto prima continui ancora ad ignorare l'elefante nella stanza, la Svizzera non ha un accesso paragonabile al mercato comune che ha ad esempio il Canada o il Giappone, se vuoi evitare i problemi che hai citato dovresti limitarti a un accordo simile a quelli che ho citato come esempio, ma scommetto che questa cosa da parte Svizzera non verrà mai fatta, dall'altra parte la UE pian piano vi tratterà come un qualsiasi altro paese terzo e magari starai qua a lamentarti della malvagia UE che punisce la Svizzera.

 

 
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