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Discussione: Lo "statista" cambia strategia ... e diventa più istituzionale.

  1. #21
    Gianicolo, 1849
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    Predefinito Re: Lo "statista" cambia strategia ... e diventa più istituzionale.

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    i giudici non lo condanneranno sono troppo sputtanati e senza autorità

    semmai mi pare di vedere una specie di investitura da parte anche delle sinistre che sembrano vederlo come prossimo, inevitabile, premier(il cdx è vicente con tutte le leggi elettorali possibili), vedevo perfino il nazi-buonista riotta essere non poco accomodante e quasi quasi scaricare giuseppi

    https://www.msn.com/it-it/video/amic...ti/vp-BB19At9y
    Beh, cercano di garantirsi in modo che anche da sconfitti possano partecipare alla spartizione del Bottino (i Miliardi)

    Pensare che la Germania inverte trenta anni di Austerity (per i paesi bassi e pelosi) e ci da 209 Miliardi "da spendere"... suvvia. E' come si annunciasse che arriva una gran figona libertina e tutti i Fantozzi cominciano a scannarsi per chi se la deve scopare.
    E quella va a fare doppia con quelli di Artena
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

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  2. #22
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    Predefinito Re: Lo "statista" cambia strategia ... e diventa più istituzionale.

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Beh, cercano di garantirsi in modo che anche da sconfitti possano partecipare alla spartizione del Bottino (i Miliardi)

    Pensare che la Germania inverte trenta anni di Austerity (per i paesi bassi e pelosi) e ci da 209 Miliardi "da spendere"... suvvia. E' come si annunciasse che arriva una gran figona libertina e tutti i Fantozzi cominciano a scannarsi per chi se la deve scopare.
    E quella va a fare doppia con quelli di Artena
    Io ai 209 miliardoni non ci credo, la UE e' impazzita a permettere all'Italia di aumentare cosi' tanto il debito fino ad arrivare a non riuscire a rimborsarlo? Una ventina di miliardi da spendere per aiutare chi chiude le attivita' qualche intervento mirato ma 209 miliardi mi sembra enorme

  3. #23
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    Predefinito Re: Lo "statista" cambia strategia ... e diventa più istituzionale.

    Giorgetti: "La Lega rischia di essere annientata se non si sposterà al centro"
    03 Ottobre 2020
    Colloquio col numero due della Lega: "Dovremo ripensare la linea se passerà il proporzionale. Sì al dialogo con Ppe e Cdu tedesca".
    Se passerà il proporzionale "è chiaro che la Lega dovrà avviare un movimento verso il centro, oppure correrà il rischio di essere annientata". Giancarlo Giorgetti alle grandi manovre di salvataggio, con l'obiettivo abbastanza esplicito di tirare fuori il partito dal vicolo cieco del populismo e del sovranismo in cui rischia di ritrovarsi isolato. Magari con tanti voti, ma irrilevante.
    https://rep.repubblica.it/pwa/genera...C12-P4-S4.4-T1

  4. #24
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    Predefinito Re: Lo "statista" cambia strategia ... e diventa più istituzionale.

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    Il gioco non e' facile ma io non sono contrario.
    Bisogna stare attenti a non annacquarsi e a tenete alte le proprie idee
    Il compromesso è d'obbligo, se si punta alla politica e non alla santità. Il problema sarà capire il limite da non oltrepassare, pena perdere quota nello zoccolo duro (sperando che non sia troppo dura anche la capoccia)

  5. #25
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    Predefinito Re: Lo "statista" cambia strategia ... e diventa più istituzionale.

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    Giorgetti: "La Lega rischia di essere annientata se non si sposterà al centro"
    03 Ottobre 2020
    Colloquio col numero due della Lega: "Dovremo ripensare la linea se passerà il proporzionale. Sì al dialogo con Ppe e Cdu tedesca".
    Se passerà il proporzionale "è chiaro che la Lega dovrà avviare un movimento verso il centro, oppure correrà il rischio di essere annientata". Giancarlo Giorgetti alle grandi manovre di salvataggio, con l'obiettivo abbastanza esplicito di tirare fuori il partito dal vicolo cieco del populismo e del sovranismo in cui rischia di ritrovarsi isolato. Magari con tanti voti, ma irrilevante.
    https://rep.repubblica.it/pwa/genera...C12-P4-S4.4-T1
    Giorgetti è quel saltimbanco che vorrebbe trasformare la Lega nella stessa Forza Italia punita alle scorse elezioni? Andiamo bene, che gran volpone...

  6. #26
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    Predefinito Re: Lo "statista" cambia strategia ... e diventa più istituzionale.

    GIORGETTI: “CHE CI PIACCIA O NO, L'EUROPA ESISTE. E VA DOVE VA IL PPE, E IL PPE VA DOVE VA LA CDU TEDESCA. INUTILE BUSSARE ALLA PORTA DI PALAZZO CHIGI SE IN EUROPA NON SI TOCCA PALLA” - SALVINI LA PENSA DIVERSAMENTE: “HO CHIESTO IL VOTO DEGLI ITALIANI PER CAMBIARE L'EUROPA E LA CAMBIO CON LA MERKEL?” - AGGIUNGE CLAUDIO BORGHI: “ABBIAMO PRESO IL 34% ALLE EUROPEE E NON UNO DI QUELLI CHE CI HA VOTATO VOLEVA UN'ITALIA SOTTOMESSA ALLA UE. COSA CREDE, CHE IL 75% CHE HA VOTATO ZAIA CERCHI MODERAZIONE?”
    Vittorio Macioce per “il Giornale”
    Da che parte è il «centro»? Lo sceneggiato politico italiano mostra sempre qualcosa di paradossale, magari è solo una scena, una fotografia, un particolare che vivi come normale e invece un po' dovrebbe stupirti. Ecco, come a Catania, lì sul fronte del porto, dove si svolge il processo a Matteo Salvini. Accade questo. Conte, Di Maio, Toninelli che al tempo della nave Gregoretti erano con lui al governo fanno finta di non conoscerlo e sperano di cancellarlo dalla memoria.
    L' opposizione invece fa di Salvini un simbolo. Il leader leghista come sintomo, e vittima, di una democrazia malata, dove il confine tra politica e giustizia è sempre più sottile. È chiaro, si dice, Berlusconi, Tajani e la Meloni sono il centrodestra. Sono gli alleati storici di Salvini.
    Cosa c' è da stupirsi? C' è che il primo governo Conte sembra non essere mai esistito, una sorta di contropassato prossimo, una linea temporale diversa rispetto a quella che stiamo vivendo. È quello che in letteratura viene battezzato come ucronia. In politica invece prende un altro nome. È ipocrisia e scarso senso di responsabilità. È prendere per i fondelli i propri elettori. Conte, in pratica, sta rinnegando il proprio passato.
    Se c' è una parola da evocare in questo periodo è consapevolezza. Bisogna riconoscere che in questo momento il centrodestra la sta usando.
    Non finge. Tutti e tre i partiti hanno capito che non possono rincorrersi a chi alza di più i toni. Devono fermarsi un attimo e riflettere. Il tempo da qui alle prossime elezioni politiche è tanto. È necessario dare un senso all' alleanza. Cosa si intende per centrodestra? Quali sono i punti di incontro?
    Cosa succede con una legge elettorale proporzionale? Il rischio è farsi concorrenza senza esclusione di colpi. Ci si strappa consenso all' interno dello stesso quartiere. Le differenze diventano più forti delle affinità. L' alternativa è costruire un grande «partito conservatore» che raccolga al suo interno più anime. Non è affatto facile.
    Berlusconi ci riuscì in parte con il Pdl, ma era un' altra stagione, con una leadership chiara, un sistema politico disegnato su due poli e una vocazione maggioritaria. Tante cose sono cambiate da allora.
    La tentazione però c' è. È il discorso che sta facendo Giancarlo Giorgetti. Non è soltanto l' idea di spostare la Lega verso il centro. È un discorso più strategico. È chiedere: dove vogliamo andare? Non si può sempre andare avanti mulinando fendenti: «A forza di menare, menare, menare, nessuno ne uscirebbe bene».
    Il partito finirebbe annientato. Quello che serve è appunto uno sforzo di consapevolezza. «Che ci piaccia o no, l' Europa esiste. L' Europa va dove va il Ppe, e il Ppe va dove va la Cdu tedesca». La rivoluzione della Lega passa anche da Bruxelles. Lì inizia il percorso che può accreditarla di fronte alle cancellerie (non solo) europee non più come partito di opposizione, «anti», ma come forza di governo. Inutile bussare alla porta di Palazzo Chigi se in Europa non si tocca palla.
    È un cambio di prospettiva e non è chiaramente a costo zero. Quanti nella Lega la pensano come Giorgetti? Sicuramente nel gruppo parlamentare più di qualcuno c' è. Bisogna però convincere Salvini, che solo pochi giorni fa da Barbara D' Urso sosteneva: «Ho chiesto il voto degli italiani per cambiare l' Europa e la cambio con la Merkel?». Poi ci sono quelli che non hanno alcuna intenzione di passare per moderati.
    Tra questi c' è Claudio Borghi, che in un' intervista su Huffington Post apre di fatto il fronte anti Giorgetti. «Qualcuno vuole morire democristiano». Per Borghi gli elettori della Lega non stanno certo al «centro». «Abbiamo preso il 34% alle europee e non uno di quelli che ci ha votato voleva un' Italia sottomessa alla Ue. Cosa crede, che il 75% che ha votato Zaia cerchi moderazione?».
    Quello che adesso si vede è la spaccatura all' interno della Lega. La mossa di Giorgetti indica però che a destra, rispetto al tirare a campare della maggioranza di governo, si torna a ragionare di politica. Il futuro non è solo una poltrona.
    https://www.dagospia.com/rubrica-3/p...opa-248852.htm

  7. #27
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    Predefinito Re: Lo "statista" cambia strategia ... e diventa più istituzionale.

    Citazione Originariamente Scritto da Amph Visualizza Messaggio
    Il compromesso è d'obbligo, se si punta alla politica e non alla santità. Il problema sarà capire il limite da non oltrepassare, pena perdere quota nello zoccolo duro (sperando che non sia troppo dura anche la capoccia)
    Certo e non alimenterei la polemica che vuole Giorgetti contro Salvini

    diatriba nella fantasia dei benpensanti ma inesistente nella vita reale

    Se la Lega entrera' nel PPE lo fara' per gli.interessi del cdx e per preparare la vittoria e la decisione non creera' spaccature

  8. #28
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    Predefinito Re: Lo "statista" cambia strategia ... e diventa più istituzionale.

    GIORGETTI FA LA CONVERGENZA A SALVINI PER EVITARGLI L'IRRILEVANZA: "LA LEGA DEVE CAMBIARE. QUESTA E' LA POLITICA" - L'IDEA E' AVVICINARE MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE PER FAR NASCERE UN GOVERNO DI UNITA' NAZIONALE CHE TIRI FUORI L'ITALIA DALL'EMERGENZA - IL SOGNO DI GIORGETTI E' AVERE A PALAZZO CHIGI IL SUO AMICO MARIO DRAGHI PER GESTIRE I 200 MILIARDI DI RECOVERY FUND...
    «Se c'è un atteggiamento diverso dei leader internazionali» rispetto al Conte I e al Conte II? «Si ho visto questo atteggiamento diverso. Nella mia precedente esperienza di governo, c'erano dichiarazioni di esponenti della Lega eccentriche che davano il senso di un filone antieuropeista che non ci faceva bene». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte a Raiuno. Sicuri però che l'atteggiamento della Lega non stia cambiando?
    Uno di fonte all'altro: Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti. Per ragionare dell'Italia e della Lega. «Una Lega nuova», torna a chiedere l'ex sottosegretario alla Presidenza. Il Comandante (rassicurato dal fatto che nessuno a via Bellerio pensa seriamente di metterne in discussione la leadership) ascolta. Giorgetti lo incalza: «Non basta solo ascoltare, bisogna ripensarci perché io e te abbiamo lo stesso obiettivo: tornare al governo. La Lega è una forza di governo. Sul simbolo c'è scritto Salvini premier». I ballottaggi e la vittoria della coalizione Pd-M5S hanno impresso un'accelerazione nel piano dell'ex sottosegretario.
    Un piano chiaro fatto di passaggi chiari. Il primo Giorgetti l'ha spiegato a Salvini con parole semplici, dirette: bisogna ricalibrare i messaggi tenendo conto che nella stagione del Covid il Paese ha paura e ha bisogno di essere rassicurato, quasi preso per mano. E dunque basta scontri, bisogna ricucire. Salvini ha ripetuto una parola: coerenza, Giorgetti ha capito e ha replicato: «Non è il mondo che gira attorno alla Lega, è la Lega che deve cambiare quando il mondo cambia».
    Un messaggio netto arricchito da un ricordo che unisce. «Bossi nella Lega della origini era durissimo con Berlusconi, ma poi con il Cavaliere ha fatto nascere un governo». Una pausa leggera. «Questa è politica». Non c'è scontro tra i due. C'è anzi la comune volontà di correggere gli errori. Perché - ragiona Giorgetti - c'è una massa di gente che non vota più. E tornerebbe a farlo se ci dimostrassimo capaci di costruire. Di cambiare l'Europa. Di riformare la giustizia. Di migliorare la vita della gente.
    Giorgetti parla, spiega qual è l'obiettivo più a portata di mano. Avvicinare maggioranza e opposizione e far nascere un governo di unità nazionale che tiri fuori l'Italia dalle sabbie mobili. Giorgetti da tempo lavora dietro le quinte e da tempo pensa a una sola figura capace di mettere tutti d'accordo: Mario Draghi. Il governo come la nazionale. I migliori per far fronte all'emergenza. E per gestire i 200 miliardi del Recovery Fund.
    E, parallelamente, costruire la nuova Lega. Per parlare al mondo moderato. Per ragionare con i cattolici che hanno smesso di votare (le parole del Cardinale Ruini non sono passate inosservate). E per provare a unire il centrodestra e vincere la sfida con Pd-M5s.
    https://www.dagospia.com/rubrica-3/p...nza-249198.htm

  9. #29
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    Predefinito Re: Lo "statista" cambia strategia ... e diventa più istituzionale.

    @incerto: Ma Salvini lo sogni tutte le notti? Manco la moglie lo ama come lo ami tu
    FrancoAntonio likes this.
    Di tutte le possibili reazioni ad un insulto, la più efficace è il silenzio - Santiago Ramòn y Cajal
    (Non rispondo a provocazioni gratuite e domande sciocche)

    Segretaria liquidatore di Italia Morta

  10. #30
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    Predefinito Re: Lo "statista" cambia strategia ... e diventa più istituzionale.

    Mario Draghi appoggiato dalla Lega sarebbe un'ammissione che la Lega non è in grado di gestire un governo politico e che si deve affidare ai burocrati, non avrebbe il mio voto

    E poi ci dobbiamo mettere in testa che per diventare premier:

    primarie del partito per scegliere il leader del partito E candidato premier
    elezioni come per il presidente di regione

    basta con i premier nominati

    se poi Draghi si vuole mettere a disposizione come ministro dell'economia o anche come consulente non ci vedrei nulla di male, anzi!

    Sul tentativo della Lega di entrare nel PPE assieme a Orban e non dalla parte della Merkel, sono d'accordo, ma con molta prudenza per non finire annacquati

 

 
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