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  1. #1
    Lombard
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    Predefinito in arrivo nuove legnate

    Stretta sul debito da Bruxelles, multe per chi viola patto stabilità


    La Commissione europea ha proposto oggi nuove sanzioni per i Paesi della zona euro che violano le regole del patto di stabilità nel tentativo di riconquistarsi la fiducia dei mercati dopo il collasso della Grecia e i dubbi sulle finanze irlandesi. Le proposte, che dovranno essere accettate dai ministri Ue e dal Parlamento europeo prima di entrare in vigore, prevedono una multa pari allo 0,2% del Pil per i paesi che spendono troppo nel medio termine e una di pari importo per quelli il cui deficit supera il limite del 3% del Pil.

    Mentre gli Stati che non sono riusciti a ristabilire un equilibrio macroeconomico andrebbero incontro a una sanzione pari allo 0,1% del Pil. Secondo quanto riferito da un membro dell'esecutivo Ue, Bruxelles punterebbe ad attuare entro il 2011 le nuove sanzioni, che colpiscono i membri dell'area euro e non prevedono il congelamento dei fondi Ue ai paesi che violano le regole, come invece proponeva la Germania.

    Nel dettaglio delle proproste avanzate dalla Commissione, esse prevedono che fino al raggiungimento degli obiettivi di bilancio a medio termine (che impone il pareggio dei conti), tutti i paesi europei riducano il proprio deficit almeno dello 0,5% del Pil ogni anno. Inoltre la crescita della spesa pubblica non potrà essere superiore a un limite massimo posto dalla Commissione, pena un avvertimento al Paese in un primo tempo e un obbligo di deposito che frutterà interessi pari allo 0,2% del proprio Pil in un secondo momento.

    I Paese il cui deficit supera già il 3% del Pil, dovranno invece effettuare un deposito senza interessi pari allo 0,2% del Pil presso un conto dell'esecutivo Ue. Tale deposito verrà convertito in una vera e propria multa se i conti pubblici non verrano sanati come raccomandato dai ministri delle finanze Ue. Fino ad oggi le sanzioni sono state solo un'opzione che si presentava alla fine di una procedura che poteva durare anni.

    Per mettere incentivare ulteriormente la riduzione del debito, la Commissione ha inoltre proposto che i paesi con un debito superiore al 60% del Pil, come l'Italia, debbano ridurre l'eccesso di un ventesimo ogni anno. In caso contrario è prevista l'apertura della procedura per deficit eccessivo che implica l'obbligo di effettuare un deposito senza interessi pari allo 0,2% del Pil.

    Infine, nel caso di squilibri macroeconomici gravi, i paesi andrebbero incontro a una procedura per squilibri eccessivi con relative raccomandazioni da parte dei ministri delle finanze Ue su come porvi rimedio. Se i consigli dovessere essere ignorati, scatterebbe una multa pari allo 0,1% del Pil all'anno.
    Stretta sul debito da Bruxelles, multe per chi viola patto stabilità - Milano Finanza Interactive Edition
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  2. #2
    Lombard
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    Predefinito Rif: in arrivo nuove legnate

    IL PATTO DI STABILITA' UE FA TREMARE MEZZO CONTINENTE
    Misure e sanzioni severissime per la riduzione del deficit e del debito pubblico. Francia e Italia contrarie.


    Dopo aver messo in difficoltà migliaia di comuni italiani, ora il Patto di Stabilità sulla tenuta dei conti pubblici nazionali in fase di realizzazione a Bruxelles rischia di far deragliare la stabilità stessa di mezza Europa.
    Per mettere al sicuro l'Europa dal pericolo di un'altra "Grecia" o di un'altra crisi economica internazionale, infatti, l'Unione Europea sta perfezionando delle misure severissime per dare un giro di vite ai debiti pubblici dei 27 e per poter dar vita così a una fase di austerity e sostenibilità dei bilanci.

    Lacrime e sangue - In sostanza le misure previste dal nuovo patto, e caldeggiate da Germania, Olanda, Svezia, Finlandia e dalla stessa Bce, sono ineludibili. Ogni Paese dovrà far scendere il proprio deficit sotto il 3% del Pil. Inoltre il debito degli Stati membri dovrà tornare al più presto al di sotto del 60%, sempre facendo riferimento al Prodotto Interno Lordo. Per farcela ogni Stato sarà chiamato a ridurlo di un ventesimo l'anno.
    Qualora questo scenario venisse confermato, per l'Italia si profilerebbe una situazione pesantissima. Il nostro deficit, infatti, è del 5,2% (in pratica bisognerebbe abbatterlo del 40%), mentre per portare il rapporto tra il debito e il Pil al 60% (ora è al 118%) sarebbe necessaria una riduzione di oltre 2 punti all'anno.
    Ma nemmeno gli altri Paesi stanno meglio, tanto che le rimostranze di Tremonti sono state accolte dai colleghi francesi, spagnoli, belgi, slovacchi, portoghesi e greci.

    Sanzioni - Ad appesantire la situazione, ai salati piani di rientro che sarebbero imposti arrivano anche delle sanzioni pesantissime per gli inadempienti.
    Ai Paesi colpiti da procedura d'infrazione verrà imposto un tetto alla spesa, nettamente inferiore alla crescita annuale del Pil.
    Inoltre i tedeschi insistono sull'ipotesi di togliere il diritto di voto per i paesi recidivi nel violare il Patto.
    A far più paura, però, è il deposito fruttifero per chi sfora. Chi avrà un deficit superiore al 3%, dovrà versare in via cautelativa una somma pari allo 0,2% del Pil, che potrà poi essere detratta dalla quota di fondi comunitari. Tale somma, qualora dovesse sforare il 3%, sarà definitivamente trattenuta.

    Contrari - Anche oggi nel corso della quinta task force per allestire la riforma dei conti pubblici, l'Italia ha espresso la sua contrarietà al pacchetto normativo.
    Secondo il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari, infatti, "l'Italia dovrebbe essere premiata, non punita: è il paese che ha subito la crisi senza averne determinate le cause".
    Il presidente dell'associazione delle banche, infatti, ha difeso la stabilità dei conti nostrani.
    "Non tutti hanno una situazione uguale: noi abbiamo un elevato debito pubblico ma quello privato è basso e ci ha aiutati nel momento della crisi".
    Nonostante le parole di Mussari e di tanti altri colleghi, appare difficile che giovedì l'Unione Europea sposi questa tesi. Se ad aver la meglio sarà la linea intransigente della Germania, la calcolatrice di Giulio Tremonti dovrà necessariamente riaccendersi. E allora sì che saranno necessarie scelte impopolari.
    Il Patto di stabilit
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  3. #3
    Lombard
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    Predefinito Rif: in arrivo nuove legnate

    UNIONE EUROPEA Riforma del Patto di stabilità

    linea dura della Commissione. Adottato un pacchetto di proposte con sanzioni che scattano automaticamente a meno di un voto contrario a larga maggioranza del Consiglio. Tra i nuovi obblighi la riduzione annuale del debito

    Riforma del Patto di stabilit
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  4. #4
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    Predefinito Rif: in arrivo nuove legnate

    E' Lisbona, baby

  5. #5
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    Predefinito Rif: in arrivo nuove legnate

    il governo italiano dove andrà a tagliare e/o prelevare?
    indipendentista

  6. #6
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    Predefinito Rif: in arrivo nuove legnate

    Citazione Originariamente Scritto da Anders Visualizza Messaggio
    il governo italiano dove andrà a tagliare e/o prelevare?
    prelevare ai soliti ciula Padani

  7. #7
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    Predefinito Rif: in arrivo nuove legnate

    L'Italia è a un bivio:

    - uscita dall'Eurozona per l'impossibilità di sostenerne il rigore,

    - separazione del Centro-Nord dal Centro-Sud con il primo integrato nell'Eurozona e il secondo espulso da essa insieme al resto dei "maiali" (Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna).

    In entrambi i casi la Germania avrà vinto, solidificando l'Eurozona in un gruppo di paesi più ristretto e virtuoso che territorialmente ricalcherà (a grandi linee) il Sacro Romano Impero di Carlo Magno.
    Ultima modifica di Italiano; 30-09-10 alle 18:24
    Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.

  8. #8
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    Predefinito Rif: in arrivo nuove legnate

    Citazione Originariamente Scritto da Italiano Visualizza Messaggio

    In entrambi i casi la Germania avrà vinto...


    era il buon senso che doveva vincere;
    che cosa si aspettavano unendo nella ue stati
    e nazioni agli antipodi, in fatto di politica,
    produzione, redditi, sviluppo, ricerca,etc?

    l'omogeneità doveva avvenire in tempi e modi
    che solo la realtà delle cose poteva sancire;
    i soloni invece hanno sentenziato di poter
    nominare todos caballeros, anche un gruppo
    in cui i sancho panza erano la maggioranza.

    ora stanno qui a recriminare perché l'italia
    la grecia o prossimamente il marocco, non
    sono assimilabili alla germania.

  9. #9
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    Predefinito Rif: in arrivo nuove legnate

    Da una parte il sud e la sua capitale (roma), non solo non rinunciano a un centesimo ma pretendono sempre di più.
    Dall'altra l'Europa pretende un rigore che solo la Padania può attuare.

    Siamo in un oceano di merda.



  10. #10
    Lumbard
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    Predefinito Rif: in arrivo nuove legnate

    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    era il buon senso che doveva vincere;
    che cosa si aspettavano unendo nella ue stati
    e nazioni agli antipodi, in fatto di politica,
    produzione, redditi, sviluppo, ricerca,etc?

    l'omogeneità doveva avvenire in tempi e modi
    che solo la realtà delle cose poteva sancire;
    i soloni invece hanno sentenziato di poter
    nominare todos caballeros, anche un gruppo
    in cui i sancho panza erano la maggioranza.

    ora stanno qui a recriminare perché l'italia
    la grecia o prossimamente il marocco, non
    sono assimilabili alla germania.
    vero

 

 
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