
Originariamente Scritto da
Guy Fawkes
Ho sempre detto che l'Italia non è fatta per il bipolarismo, e dubito che lo sarà mai; nei grandi paesi dove questa forma esiste da decenni, se non da secoli, le posizioni tra le due parti sono divise man così nette, e trovare accordi non è così difficile, specie se c'è di mezzo l'interesse nazionale. Da noi questo sistema, lungi dall'assicurare la governabilità del paese, ha invece esasperato due antichi problemi che affliggono la politica italiana:
1) la polarizzazione: o sei con noi o contro di noi. La partecipazione politica che diventa tifo violento ed ideologico, incapace di giungere ad accordi per il bene della nazione dato che rifiuta ogni cedimento o compromesso. Tifo che finisce per raccogliersi inevitabilmente attorno ai capipopolo: da una parte Berlusconi e Bossi, che accentrano ogni cosa intorno alle loro figure in una sorta di principio del capo, che decide da solo direzione politica e programmi, dall'altra parte c'è solo una palude amorfa priva di scopi e di programmi che sembra vergognarsi di se stesso, e dove chi emerge è perché strepita ed insulta più degli altri (Di Pietro in primis, in parte anche Grillo, ma dall'esterno), non perché abbia proposte da fare.
2) le correnti: vero dramma dei grandi partiti del passato, ora con solo due grandi schieramenti cercano di emergere ma aggiungono solo confusione ed incertezza. Oltretutto, se una corrente cerca di distinguersi troppo a destra, viene silurata, a sinistra non può distinguersi perchè non esiste una direttiva di base od una proposta organica dalla quale fare discussioni. La conflittualità rimane interna quindi, ma senza apportare nulla di costruttivo alla discussione.
In ogni caso, chi o cosa dovrebbe costituire il terzo polo? Lo spettacolo dato da UDC ed associati, con elementi pronti a distaccarsi ed andare dal miglior offerente mi ha disgustato profondamente, e lo dico da convinto centrista (avevo preso la tessera dell'UDC all'uscita dal Polo, ma col cavolo che la rinnovo, se continua così).