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Discussione: Marxismo ed etica

  1. #1
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    Predefinito Marxismo ed etica

    Alcuni brevi appunti da sviluppare che ho tratto da recenti letture:

    1) L'abolizione d'ogni tipo d'oppressione dell'uomo sull'uomo è il valore etico supremo del marxismo.

    2) quindi le iper semplificazioni tipo “ Buono è ciò che serve alla vittoria della classe proletaria" destinano la rivoluzione al fallimento, in quanto la prassi rivoluzionaria non poggia su una visione etica definita e specifica.

    3) la borghesia privilegia i diritti di libertà (di parola, di pensiero, di opinione, di religione, ecc.) e di appropriazione (vale a dire la possibilità per l'individuo di privatizzare risorse sociali senza limiti in nome delle sue capacità), diritti di libertà (di parola, di pensiero, di opinione, di religione, ecc.) e di appropriazione (vale a dire la possibilità per l'individuo di privatizzare risorse sociali senza limiti in nome delle sue capacità), pone in secondo ordine i diritti economici (il diritto ad un lavoro, ad un tenore di vita dignitoso, ecc.), quelli sociali (la sicurezza, la previdenza, le cure mediche, ecc.) e quelli culturali (pari opportunità di sviluppo per tutti), che - riconosciuti sulla carta - di fatto vengono spesso sacrificati.

    4) Nell'ottica dell'etica marxista la gerarchia dei diritti viene ad essere rovesciata. E' assolutamente immorale che un solo cittadino muoia di fame o un solo bambino debba rinunciare, per il suo status di nascita, a sviluppare appieno le sue potenzialità se, nello stesso contesto sociale, si danno ingenti patrimoni privati o privilegi che consentono a qualcuno di vivere nel lusso e nello spreco.

    5) Questo ribaltamento della gerarchia dei diritti umani non comporterebbe né una repressione della libertà né un'espropriazione generalizzata, ma solo dei vincoli che impediscano l'uso della libertà e della proprietà a danno degli altri.

    6) Tali vincoli, però, non possono essere definiti e esercitati arbitrariamente dallo Stato ma in nome di una comunità di cittadini che abbia maturato un certo consenso e quindi rifiuti ed emargini chi vuole trasgredirli

    7) Nella realtà delle esperienze di socialismo "reale" tale consenso non c'era o era minoritario. Ciò ha consentito arbitri di ogni genere.

    8) Pensare che il fallimento del comunismo storico sia accaduto perché veniva negato il diritto di proprietà è quanto mai superficiale: Marx ha criticato quel diritto solo nella forma borghese di appropriazione privata di risorse sottratte alla proprietà comune e utilizzate per sfruttare gli esseri umani.

    9) Il fondamento dell'etica marxista è dunque la sensibilità sociale, una qualità naturale che, se non viene repressa, porta ad identificarsi con l'altro e a com-patire la sua sofferenza. E' importante considerare che, nell'ottica marxista, l'identificazione con l'altro non è una virtù. La sua matrice, infatti, è la consapevolezza intuitiva che ogni soggetto ha della propria dignità, dei suoi diritti e dei suoi bisogni. Tale consapevolezza induce naturalmente ad attribuire agli altri gli stessi diritti e gli stessi bisogni.

    10) oggi, essendo le prospettive pratiche di una rivoluzione socialista ben poco attuali, la riscoperta dei valori etici marxisti potrebbe essere, insieme alla lotta concreta per le rivendicazioni alla portata del movimento operaio, allo studio dei classici marxiani, alla vicinanza alla realtà del lavoro, all’educazione delle masse di lavoratori ed all’analisi concreta della “storia in movimento”, uno strumento prezioso per tenere via a la fiaccola del comunismo.

    COROLLARIO: è evidente che marxismo è stato etico sono vicendevolmente incompatibili.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Marxismo ed etica

    ora se dici che i ladri di stato devono andare in galera ti dicono con disprezzo che sei un giustizialista???!!!
    ma se non dobbiamo mandare in galera i ladri che ci sta a fare la magistratura??
    a mandare i ricchi ai servizi sociali o ai domiciliari e in galera solo i ladri di polli??
    tanto vale abolire la magistratura e le prigioni,,,, e dare quei soldi ai poveri,,, e non avremo più ladri di polli.
    se l'europa non cambia sistema conviene andarsene...altrimenti ci ridurrà come e peggio della grecia.

  3. #3
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    Predefinito Re: Marxismo ed etica

    Citazione Originariamente Scritto da anton Visualizza Messaggio
    ora se dici che i ladri di stato devono andare in galera ti dicono con disprezzo che sei un giustizialista???!!!
    ma se non dobbiamo mandare in galera i ladri che ci sta a fare la magistratura??
    a mandare i ricchi ai servizi sociali o ai domiciliari e in galera solo i ladri di polli??
    tanto vale abolire la magistratura e le prigioni,,,, e dare quei soldi ai poveri,,, e non avremo più ladri di polli.
    Direi che l’etica marxista sa ben cogliere le storture provocate dal capitalismo.

  4. #4
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    Predefinito Re: Marxismo ed etica

    Fondamentalmente le due etiche si posizionano su due diversi livelli della cosiddetta "piramide di Maslow": quella marxista pone l'accento sui bisogni primari, quella liberale sui bisogni secondari.
    Tutti guardano l'albero e nessuno vede la foresta.

    Un popolo saggio non cerca di preservare il proprio sangue, ma il proprio spirito. Sempre che ne abbia uno.

  5. #5
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    Predefinito Re: Marxismo ed etica

    Citazione Originariamente Scritto da Il viaggiatore notturno Visualizza Messaggio
    Fondamentalmente le due etiche si posizionano su due diversi livelli della cosiddetta "piramide di Maslow": quella marxista pone l'accento sui bisogni primari, quella liberale sui bisogni secondari.
    Anche.

    Oppure diritti positivi vs diritti negativi

    Ma la realtà è sempre più complessa delle astrazioni, le cose non esistono mai in “splendida solitudine”.

  6. #6
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    Predefinito Re: Marxismo ed etica

    Citazione Originariamente Scritto da Il viaggiatore notturno Visualizza Messaggio
    Fondamentalmente le due etiche si posizionano su due diversi livelli della cosiddetta "piramide di Maslow": quella marxista pone l'accento sui bisogni primari, quella liberale sui bisogni secondari.
    @Il viaggiatore notturno non è vero, il liberalismo si concentra su bisogni primari, perché la libertà, cioè l'assenza di una coercizione opprimente, è un bisogno fondamentale. Infatti se tu legassi un individuo nella tua cantina ma gli dessi acqua, cibo, medicinali (tutto ciò di cui ha bisogno da un punto di vista puramente fisiologico) secondo te sarebbe felice?

    Se il liberalismo oggi sembra secondario è solo perché le battaglie liberali più importanti sono state vinte (tranne per alcune categorie di minoranza che in questo forum è vietato difendere) e quindi i liberali si concentrano su riforme secondarie.
    Cioè, per fare un esempio l'omosessualità non è più un reato in nessun paese occidentale, quindi adesso le rivendicazioni liberali si concentrano su cose secondarie come le unioni civili.

    Potremmo sostanzialmente dire che oggi i liberali non sono più progressisti/riformisti, ma conservatori, cioè il ruolo dei liberali è conservare le conquiste storiche che sono state fatte e ricordare a tutti, in maniera continua, l'importanza delle conquiste dei dirtti civili.
    In questo momento storico i liberali hanno un'importanza fondamentale nel fare opposizione al fascio-conservatorismo che si sta diffondendo nella cultura popolare occidentale ("Putin che avanza").

    In quanto ai liberali riformisti di oggi, invece ci trovi prevalentemente degli invasati estremisti, cioè gli anarchici di destra, quelli che "la libertà raggiunta non è ancora sufficiente perché le tasse sono una violenza e la democrazia una forma di comunismo", ma in realtà questi (pessimi) individui sono appunto anarco-egoisti e non liberali.

    Come spiegato in wikipedia...

    Libertario, anarcoliberale, libertarian, libertaire. Neanche questi termini sono applicabili alla dottrina in oggetto [ovvero il liberalismo], da cui si distinguono per non riconoscere la necessità di un'autorità pubblica (nel caso degli anarco-capitalisti) o riconoscerne una ma ridotta al minimo indispensabile (nel caso del libertarianismo classico e del minarchismo) per la difesa dei diritti individuali lockiani. In comune col liberalismo hanno però l'individuabilità di un'etica naturale universale, ovvero l'esistenza di diritti moralmente riconosciuti e condivisi da ogni comunità (Giusnaturalismo).

    https://it.wikipedia.org/wiki/Libera...aratteristiche

    I liberali sani di mente sanno benissimo che è necessaria un'autorità che, attraverso la democrazia, crea un equilibrio (in continua evoluzione) tra gli interessi delle varie parti.

    Uno stato liberale è uno stato come quello svizzero, dove la democrazia diretta consente ai cittadini di cambiare le leggi quando vogliono, in maniera tale che le regole dell'economia (e non solo) siano in linea con l'interesse della maggioranza del popolo.

    A differenza degli anarchici, i liberali non sostengono che le tasse siano una violenza, ma il principio etico del liberalismo è "no taxation without representation", ovvero "pago le tasse solo se ho potere politico", quindi la possibilità di decidere QUANTE tasse pagare e PER COSA vengono usati i soldi che lo stato raccoglie, che è un principio di buon senso, perché altrimenti la tasse sarebbero un pizzo come nella monarchia francese dove i soldi del popolo venivano usati per i festini di corte. Negli stati liberali come la Svizzera questo principio etico è rispettato (in Italia un po' meno perché i politici fanno quello che vogliono), quindi le tasse non sono un pizzo, anche se gli anarcocapitalisti come @ciddo mettono in comparazione erroneamente le due cose.

    I liberali si sono opposti al socialismo storico perché totalitario, ma non sono contrari al fatto che i socialisti tirino la corda dalla loro parte all'interno di una democrazia liberale: basta che non si impongano con la violenza.
    Come funziona la sanità negli Stati Uniti e di quale riforme necessita? Ne discutiamo qui: https://forum.termometropolitico.it/...obamacare.html

  7. #7
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    Predefinito Re: Marxismo ed etica

    Citazione Originariamente Scritto da Giustizia&Libertà Visualizza Messaggio
    @Il viaggiatore notturno non è vero, il liberalismo si concentra su bisogni primari, perché la libertà, cioè l'assenza di una coercizione opprimente, è un bisogno fondamentale. Infatti se tu legassi un individuo nella tua cantina ma gli dessi acqua, cibo, medicinali (tutto ciò di cui ha bisogno da un punto di vista puramente fisiologico) secondo te sarebbe felice?

    Se il liberalismo oggi sembra secondario è solo perché le battaglie liberali più importanti sono state vinte (tranne per alcune categorie di minoranza che in questo forum è vietato difendere) e quindi i liberali si concentrano su riforme secondarie.
    Cioè, per fare un esempio l'omosessualità non è più un reato in nessun paese occidentale, quindi adesso le rivendicazioni liberali si concentrano su cose secondarie come le unioni civili.

    Potremmo sostanzialmente dire che oggi i liberali non sono più progressisti/riformisti, ma conservatori, cioè il ruolo dei liberali è conservare le conquiste storiche che sono state fatte e ricordare a tutti, in maniera continua, l'importanza delle conquiste dei dirtti civili.
    In questo momento storico i liberali hanno un'importanza fondamentale nel fare opposizione al fascio-conservatorismo che si sta diffondendo nella cultura popolare occidentale ("Putin che avanza").

    In quanto ai liberali riformisti di oggi, invece ci trovi prevalentemente degli invasati estremisti, cioè gli anarchici di destra, quelli che "la libertà raggiunta non è ancora sufficiente perché le tasse sono una violenza e la democrazia una forma di comunismo", ma in realtà questi (pessimi) individui sono appunto anarco-egoisti e non liberali.

    Come spiegato in wikipedia...

    Libertario, anarcoliberale, libertarian, libertaire. Neanche questi termini sono applicabili alla dottrina in oggetto [ovvero il liberalismo], da cui si distinguono per non riconoscere la necessità di un'autorità pubblica (nel caso degli anarco-capitalisti) o riconoscerne una ma ridotta al minimo indispensabile (nel caso del libertarianismo classico e del minarchismo) per la difesa dei diritti individuali lockiani. In comune col liberalismo hanno però l'individuabilità di un'etica naturale universale, ovvero l'esistenza di diritti moralmente riconosciuti e condivisi da ogni comunità (Giusnaturalismo).

    https://it.wikipedia.org/wiki/Libera...aratteristiche

    I liberali sani di mente sanno benissimo che è necessaria un'autorità che, attraverso la democrazia, crea un equilibrio (in continua evoluzione) tra gli interessi delle varie parti.

    Uno stato liberale è uno stato come quello svizzero, dove la democrazia diretta consente ai cittadini di cambiare le leggi quando vogliono, in maniera tale che le regole dell'economia (e non solo) siano in linea con l'interesse della maggioranza del popolo.

    A differenza degli anarchici, i liberali non sostengono che le tasse siano una violenza, ma il principio etico del liberalismo è "no taxation without representation", ovvero "pago le tasse solo se ho potere politico", quindi la possibilità di decidere QUANTE tasse pagare e PER COSA vengono usati i soldi che lo stato raccoglie, che è un principio di buon senso, perché altrimenti la tasse sarebbero un pizzo come nella monarchia francese dove i soldi del popolo venivano usati per i festini di corte. Negli stati liberali come la Svizzera questo principio etico è rispettato (in Italia un po' meno perché i politici fanno quello che vogliono), quindi le tasse non sono un pizzo, anche se gli anarcocapitalisti come @ciddo mettono in comparazione erroneamente le due cose.

    I liberali si sono opposti al socialismo storico perché totalitario, ma non sono contrari al fatto che i socialisti tirino la corda dalla loro parte all'interno di una democrazia liberale: basta che non si impongano con la violenza.
    Non sto dicendo che si tratta di bisogni meno importanti, sia chiaro. Ciò che si intende per bisogni secondari è che sono difficili da garantire se quelli più strettamente "fisici" non sono soddisfatti. Per dirla in termini meno astratti, i bisogni primari riguardano il diritto alla vita, quelli secondari il diritto alla libertà. Essere vivi è un presupposto imprescindibile per poter essere anche liberi, almeno da una prospettiva ontologica: per dirla con Hobbes, primum vivere, deinde philosophari.
    Dopodiché sono anche d'accordo con Amartya Sen quando considera la domanda ricorrente dei sostenitori dello stato autoritario: "A che serve la libertà a chi non ha pane?". La risposta è "A niente". Lui replica chiedendosi "A che serve l'assenza di libertà a chi non ha pane?" e la risposta è la stessa: "A niente". Però la libertà senza pane dura poco, immagino
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  8. #8
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    Predefinito Re: Marxismo ed etica

    Caro Jer...ahem @Giustizia&Libertà, ma è possibile che su questo forum si debba parlare solo di negri e liberali?
    furioso2013 likes this.

  9. #9
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    Predefinito Re: Marxismo ed etica

    Ronald Inglehart, nel classificare i valori dominanti nella società facendo riferimento alla piramide di Maslow, definì due sistemi di valori apparentemente contrapposti, ma in realtà strettamente interdipendenti:

    1) i valori materialisti, che mettono in primo piano i bisogni di natura biologica, ovvero cibo, casa, salute, sicurezza;

    2) i valori postmaterialisti, che emergono nella società una volta che i bisogni biologici siano stati almeno in buona parte soddisfatti, e assegnano quindi importanza crescente ad altri bisogni più "spirituali" come presupposto all'ampliamento della libertà, per esempio istruzione, affetti, socialità, rispetto, ecc.

    Comunque ecco, se proprio bisogna darsi un'etichetta mi definirei un liberale alla Amartya Sen, che ha proposto la formula forse più adatta per considerare inscindibili i bisogni biologici e quelli "spirituali": devono procedere, per quanto possibile, di pari passo.

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    Tutti guardano l'albero e nessuno vede la foresta.

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  10. #10
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    Predefinito Re: Marxismo ed etica

    Citazione Originariamente Scritto da Il viaggiatore notturno Visualizza Messaggio
    Ronald Inglehart, nel classificare i bisogni umani facendo riferimento alla piramide di Maslow, definì due sistemi di valori apparentemente contrapposti, ma in realtà strettamente interconnessi:

    1) i valori materialisti, che mettono in primo piano i bisogni di natura biologica, ovvero cibo, casa, salute, sicurezza;

    2) i valori postmaterialisti, che emergono nella società una volta che i bisogni biologici siano stati almeno in buona parte soddisfatti, e assegnano quindi importanza crescente ad altri bisogni più "spirituali" come presupposto all'ampliamento della libertà, per esempio istruzione, affetti, considerazione sociale, ecc.

    Comunque ecco, se proprio bisogna darsi un'etichetta mi definirei un liberale alla Amartya Sen, che ha proposto la formula forse più adatta per considerare inscindibili i bisogni biologici e quelli "spirituali".

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    Bel contributo che mi fa riflettere su una cosa: ha senso parlare di bisogni postmaterialisti se quelli materialisti non sono soddisfatti?

    Ma di converso: oggi in Occidente i valori materialisti sembrerebbero soddisfatti per la stragrandissima maggioranza, che bisogno c’è di continuare?

    Per questo proporrei una riflessione: non potrebbe essere che l’etica marxista, occupandosi di liberazione dell’individuo ed usando come sistema la dialettica, non tenda invece a trascendere le contraddizioni tra la contrapposizione di questi due campi valoriali, così come esperiti nel modo di produzione capitalista e nelle sue sovrastrutture, per giungere ad un set di valori che ne costituisca la sintesi?

 

 
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