Beh: Fiscalità di vantaggio, abbassamento delle imposte sulle attività produttive, riordino del welfare partendo dalle pensioni (lo citavano elogiandolo, Alesina e Giavazzi nel loro "il liberismo è di sinistra"), mezzo punto in meno di spesa corrente primaria, detassazione straordinari..
Forse solo la misura sui precari (stipendio minimo e assunzione obbligatoria dopo TOT) strizzava l'occhio alla CGIL
L'en-train del resto era questa
http://www.partitodemocratico.it/gw/...x?ID_DOC=44814Il programma del Partito Democratico assume quindi l'aumento della ricchezza nazionale come obiettivo principale della sua strategia politica e di governo.
Anche perché, senza crescita, non c'è politica redistributiva che tenga.
Detto con ancora più chiarezza: senza crescita, senza più ricchezza, non c’è giustizia sociale.
Se l’economia e le imprese vanno male, ogni obiettivo di equità sociale e di creazione di opportunità si allontana.





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