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Discussione: Milano è in difficoltà e sta chiedendo da giorni posti letto.

  1. #71
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    Predefinito Re: Milano è in difficoltà e sta chiedendo da giorni posti letto.

    Coronavirus in Lombardia, per le terapie intensive arriva l’ondata. Ora una strategia d’urgenza per gli ospedali
    Aumento esponenziale dei ricoveri: 25 nuovi ingressi in Rianimazione. «Molti pazienti peggiorano in reparto». Allarme dei primari: agire subito


    Il derby tra Milan e Inter è uno dei simboli della storia di Milano. Ieri intorno alle 18 le due squadre sono in campo. Le tribune vuote. Al posto dei cori, l’eco delle ambulanze che si mettono in coda al Pronto soccorso del San Carlo. E dentro gli ospedali, gli operatori sanitari a testa più bassa del solito. Perché il lavoro è tanto. E il ricordo del passato che si fa fatica si sente tutto. In una giornata in cui in Lombardia le terapie intensive si impennano di 25 unità. E i ricoveri ordinari crescono di altri 109. Ma il problema non è il totale di 96 pazienti in rianimazione: è la progressione. «I numeri si moltiplicano dai primi di agosto. Solo che in estate la percentuale di casi gravi era su un numero tutto sommato contenuto di contagi. Oggi la matematica dell’epidemia presenta il suo conto», spiega Giacomo Grasselli, che con Antonio Pesenti gestisce il coordinamento delle terapie intensive regionali.

    Una giornata difficile quella di ieri, soprattutto perché non è la prima e tutto sanno che non sarà l’ultima. Con i reparti di ospedali che accentuano il loro Sudoku per trovare letti Covid. E un vertice d’urgenza tra i primari delle terapie intensive. Per quella che fino a qualche mese fa era un appuntamento bisettimanale di routine, che poi si era un po’ smorzato con il calo dei numeri e che ora però diventa necessario per coordinare l’azione di argine alla seconda e improvvisa onda della pandemia. «Paghiamo ancora persone che si sono infettate una decina di giorni fa. È un po’ come una pentola che inizia a bollire forte», aggiunge Grasselli.


    Dopo il dato stabile delle terapie intensive di venerdì, ieri l’impennata. «Una situazione complessa che purtroppo ci ricorda la primavera, quando pazienti già ricoverati, come successo ieri, peggiorano di colpo. Aumentando il denominatore sale anche la probabilità di giornate così nere», spiega Giuliano Rizzardini, responsabile delle Malattie infettive del Sacco. La situazione è complessa. «Un cambiamento radicale degli ultimi giorni — continua Andrea Gori, primario del Policlinico —. Facciamo appello a una grande responsabilità all’interno dei nuclei familiari, perché la crescita dei casi gravi dipende proprio dal progressivo alzarsi dell’età media, ormai sopra i 50 anni. Fortunatamente la popolazione più fragile e anziana si sta riparando. Questa l’unica vera diversità rispetto a marzo».

    Ovvio che in momenti così si cerchi di allargare lo sguardo. Se fino a qualche giorno fa l’Italia intera vantava un andamento migliore rispetto ai cugini europei, la tendenza racconta ormai gli stessi problemi che si stanno vivendo a Parigi o a Madrid. «Per questo se in passato l’Italia fu travolta per prima, questa volta, dobbiamo sfruttare il vantaggio temporale e applicare la loro soluzione più decisiva. Domani», continua Gori. Perché l’effetto scuola, sommato a quello della movida, sta moltiplicando verso l’alto l’età dei contagi. Questo ora fa paura e per questo da ieri sera anche le forze dell’ordine stanno monitorando le strade di una città che prova a imporsi un coprifuoco morale. Al termine però di un’altra giornata di tavole rotonde tra vertici regionali, il governatore Attilio Fontana cerca di seminare lucidità: «I dati di questi giorni, emersi grazie ad una massiccia azione di screening, indicano un aumento esponenziale dei contagi e della carica virale correlata. Ma la macchina organizzativa degli ospedali in questi mesi è stata fortemente incrementata. Le decisioni non sono assunte a cuor leggero, ho ascoltato virologi, medici, sindaci, per salvaguardare la vita delle persone e asset sociali come scuola e lavoro».
    https://milano.corriere.it/notizie/c...bb782bca.shtml

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  2. #72
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    Predefinito Re: Milano è in difficoltà e sta chiedendo da giorni posti letto.

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    Coronavirus in Lombardia, per le terapie intensive arriva l’ondata. Ora una strategia d’urgenza per gli ospedali
    Aumento esponenziale dei ricoveri: 25 nuovi ingressi in Rianimazione. «Molti pazienti peggiorano in reparto». Allarme dei primari: agire subito


    Il derby tra Milan e Inter è uno dei simboli della storia di Milano. Ieri intorno alle 18 le due squadre sono in campo. Le tribune vuote. Al posto dei cori, l’eco delle ambulanze che si mettono in coda al Pronto soccorso del San Carlo. E dentro gli ospedali, gli operatori sanitari a testa più bassa del solito. Perché il lavoro è tanto. E il ricordo del passato che si fa fatica si sente tutto. In una giornata in cui in Lombardia le terapie intensive si impennano di 25 unità. E i ricoveri ordinari crescono di altri 109. Ma il problema non è il totale di 96 pazienti in rianimazione: è la progressione. «I numeri si moltiplicano dai primi di agosto. Solo che in estate la percentuale di casi gravi era su un numero tutto sommato contenuto di contagi. Oggi la matematica dell’epidemia presenta il suo conto», spiega Giacomo Grasselli, che con Antonio Pesenti gestisce il coordinamento delle terapie intensive regionali.

    Una giornata difficile quella di ieri, soprattutto perché non è la prima e tutto sanno che non sarà l’ultima. Con i reparti di ospedali che accentuano il loro Sudoku per trovare letti Covid. E un vertice d’urgenza tra i primari delle terapie intensive. Per quella che fino a qualche mese fa era un appuntamento bisettimanale di routine, che poi si era un po’ smorzato con il calo dei numeri e che ora però diventa necessario per coordinare l’azione di argine alla seconda e improvvisa onda della pandemia. «Paghiamo ancora persone che si sono infettate una decina di giorni fa. È un po’ come una pentola che inizia a bollire forte», aggiunge Grasselli.


    Dopo il dato stabile delle terapie intensive di venerdì, ieri l’impennata. «Una situazione complessa che purtroppo ci ricorda la primavera, quando pazienti già ricoverati, come successo ieri, peggiorano di colpo. Aumentando il denominatore sale anche la probabilità di giornate così nere», spiega Giuliano Rizzardini, responsabile delle Malattie infettive del Sacco. La situazione è complessa. «Un cambiamento radicale degli ultimi giorni — continua Andrea Gori, primario del Policlinico —. Facciamo appello a una grande responsabilità all’interno dei nuclei familiari, perché la crescita dei casi gravi dipende proprio dal progressivo alzarsi dell’età media, ormai sopra i 50 anni. Fortunatamente la popolazione più fragile e anziana si sta riparando. Questa l’unica vera diversità rispetto a marzo».

    Ovvio che in momenti così si cerchi di allargare lo sguardo. Se fino a qualche giorno fa l’Italia intera vantava un andamento migliore rispetto ai cugini europei, la tendenza racconta ormai gli stessi problemi che si stanno vivendo a Parigi o a Madrid. «Per questo se in passato l’Italia fu travolta per prima, questa volta, dobbiamo sfruttare il vantaggio temporale e applicare la loro soluzione più decisiva. Domani», continua Gori. Perché l’effetto scuola, sommato a quello della movida, sta moltiplicando verso l’alto l’età dei contagi. Questo ora fa paura e per questo da ieri sera anche le forze dell’ordine stanno monitorando le strade di una città che prova a imporsi un coprifuoco morale. Al termine però di un’altra giornata di tavole rotonde tra vertici regionali, il governatore Attilio Fontana cerca di seminare lucidità: «I dati di questi giorni, emersi grazie ad una massiccia azione di screening, indicano un aumento esponenziale dei contagi e della carica virale correlata. Ma la macchina organizzativa degli ospedali in questi mesi è stata fortemente incrementata. Le decisioni non sono assunte a cuor leggero, ho ascoltato virologi, medici, sindaci, per salvaguardare la vita delle persone e asset sociali come scuola e lavoro».
    https://milano.corriere.it/notizie/c...bb782bca.shtml
    cazzo ma non si sa a chi credere!
    questi ti scrivono che arrivati in ospedale poi peggiorano... gli altri che arrivano senza carica virale e anzi li tengono li quasi asintomatici per non far fare la quarantena a casa..
    e poi si chiedono perchè i giornali di carta son falliti. adesso ci riprovano online e fra un po' lo prenderanno in quel post pure li.
    giornalai infami e di merda.
    "Ma allora se son tutti socialisti, a chi rubano?" (cit.)

  3. #73
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    Predefinito Re: Milano è in difficoltà e sta chiedendo da giorni posti letto.

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    Coronavirus in Lombardia, per le terapie intensive arriva l’ondata. Ora una strategia d’urgenza per gli ospedali
    Aumento esponenziale dei ricoveri: 25 nuovi ingressi in Rianimazione. «Molti pazienti peggiorano in reparto». Allarme dei primari: agire subito


    Il derby tra Milan e Inter è uno dei simboli della storia di Milano. Ieri intorno alle 18 le due squadre sono in campo. Le tribune vuote. Al posto dei cori, l’eco delle ambulanze che si mettono in coda al Pronto soccorso del San Carlo. E dentro gli ospedali, gli operatori sanitari a testa più bassa del solito. Perché il lavoro è tanto. E il ricordo del passato che si fa fatica si sente tutto. In una giornata in cui in Lombardia le terapie intensive si impennano di 25 unità. E i ricoveri ordinari crescono di altri 109. Ma il problema non è il totale di 96 pazienti in rianimazione: è la progressione. «I numeri si moltiplicano dai primi di agosto. Solo che in estate la percentuale di casi gravi era su un numero tutto sommato contenuto di contagi. Oggi la matematica dell’epidemia presenta il suo conto», spiega Giacomo Grasselli, che con Antonio Pesenti gestisce il coordinamento delle terapie intensive regionali.

    Una giornata difficile quella di ieri, soprattutto perché non è la prima e tutto sanno che non sarà l’ultima. Con i reparti di ospedali che accentuano il loro Sudoku per trovare letti Covid. E un vertice d’urgenza tra i primari delle terapie intensive. Per quella che fino a qualche mese fa era un appuntamento bisettimanale di routine, che poi si era un po’ smorzato con il calo dei numeri e che ora però diventa necessario per coordinare l’azione di argine alla seconda e improvvisa onda della pandemia. «Paghiamo ancora persone che si sono infettate una decina di giorni fa. È un po’ come una pentola che inizia a bollire forte», aggiunge Grasselli.


    Dopo il dato stabile delle terapie intensive di venerdì, ieri l’impennata. «Una situazione complessa che purtroppo ci ricorda la primavera, quando pazienti già ricoverati, come successo ieri, peggiorano di colpo. Aumentando il denominatore sale anche la probabilità di giornate così nere», spiega Giuliano Rizzardini, responsabile delle Malattie infettive del Sacco. La situazione è complessa. «Un cambiamento radicale degli ultimi giorni — continua Andrea Gori, primario del Policlinico —. Facciamo appello a una grande responsabilità all’interno dei nuclei familiari, perché la crescita dei casi gravi dipende proprio dal progressivo alzarsi dell’età media, ormai sopra i 50 anni. Fortunatamente la popolazione più fragile e anziana si sta riparando. Questa l’unica vera diversità rispetto a marzo».

    Ovvio che in momenti così si cerchi di allargare lo sguardo. Se fino a qualche giorno fa l’Italia intera vantava un andamento migliore rispetto ai cugini europei, la tendenza racconta ormai gli stessi problemi che si stanno vivendo a Parigi o a Madrid. «Per questo se in passato l’Italia fu travolta per prima, questa volta, dobbiamo sfruttare il vantaggio temporale e applicare la loro soluzione più decisiva. Domani», continua Gori. Perché l’effetto scuola, sommato a quello della movida, sta moltiplicando verso l’alto l’età dei contagi. Questo ora fa paura e per questo da ieri sera anche le forze dell’ordine stanno monitorando le strade di una città che prova a imporsi un coprifuoco morale. Al termine però di un’altra giornata di tavole rotonde tra vertici regionali, il governatore Attilio Fontana cerca di seminare lucidità: «I dati di questi giorni, emersi grazie ad una massiccia azione di screening, indicano un aumento esponenziale dei contagi e della carica virale correlata. Ma la macchina organizzativa degli ospedali in questi mesi è stata fortemente incrementata. Le decisioni non sono assunte a cuor leggero, ho ascoltato virologi, medici, sindaci, per salvaguardare la vita delle persone e asset sociali come scuola e lavoro».
    https://milano.corriere.it/notizie/c...bb782bca.shtml
    Capisco che tu ti concentri per "ovvi" motivi sulla Lombardia, ma se vai su repubblica (di ieri) https://www.repubblica.it/cronaca/20...bre-269074519/ e guardi i grafici di "Prevalenza e incremento settimanale dei casi" vedi che l'incremento in % su 100.000 abitanti della Lombardia nell'ultima settimana è stato del 10.54% contro altre regioni che hanno dei dati ben più allarmati: Campania 36,58%, Liguria 19,23%, Toscana 24,11%, Lazio 21,88%, Puglia 19,18%, Sicilia 30,53% e più in generale l'Italia 15,18%. Poi ovviamente avendo la Lombardia il doppio o più di abitanti il valore assoluto è maggiore, e secondo il SSN la situazione è la seguente: il monitoraggio del ministero della Salute e Iss dà il dato delle Regioni con un rischio definito alto per la tenuta delle terapie intensive: si tratta di Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d'Aosta ... in pratica il rischio è per la metà delle regioni italiane soprattutto quelle con il maggior numero di abitanti
    https://www.repubblica.it/cronaca/20...lto-270723813/

  4. #74
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    Predefinito Re: Milano è in difficoltà e sta chiedendo da giorni posti letto.

    @ Incerto.

    Vadano in Veneto, ci sono molti posti.

  5. #75
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    Predefinito Re: Milano è in difficoltà e sta chiedendo da giorni posti letto.

    Citazione Originariamente Scritto da Legion Visualizza Messaggio
    chiudere tutto
    Salvini non è d'accordo.

  6. #76
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    Predefinito Re: Milano è in difficoltà e sta chiedendo da giorni posti letto.

    Citazione Originariamente Scritto da liutgarda Visualizza Messaggio
    @ Incerto.

    Vadano in Veneto, ci sono molti posti.

    In Veneto non è che se la passino molto bene.

    Covid Veneto, bollettino: 800 nuovi contagi, picco della seconda ondata. Nove i morti
    Bollettino Covid di oggi in Veneto, dove il bilancio non è positivo rispetto ai giorni scorsi. Nella regione amministrata da Luca Zaia si registra l'aumento più alto di casi Covid in questa seconda ondata del virus, con 800 nuovi contagiati in 24 ore. È quanto emerge dal bollettino della Regione Veneto.
    https://www.ilmessaggero.it/italia/v...a-5531145.html

  7. #77
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    Predefinito Re: Milano è in difficoltà e sta chiedendo da giorni posti letto.

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    Coronavirus in Lombardia, per le terapie intensive arriva l’ondata. Ora una strategia d’urgenza per gli ospedali
    Aumento esponenziale dei ricoveri: 25 nuovi ingressi in Rianimazione. «Molti pazienti peggiorano in reparto». Allarme dei primari: agire subito


    Il derby tra Milan e Inter è uno dei simboli della storia di Milano. Ieri intorno alle 18 le due squadre sono in campo. Le tribune vuote. Al posto dei cori, l’eco delle ambulanze che si mettono in coda al Pronto soccorso del San Carlo. E dentro gli ospedali, gli operatori sanitari a testa più bassa del solito. Perché il lavoro è tanto. E il ricordo del passato che si fa fatica si sente tutto. In una giornata in cui in Lombardia le terapie intensive si impennano di 25 unità. E i ricoveri ordinari crescono di altri 109. Ma il problema non è il totale di 96 pazienti in rianimazione: è la progressione. «I numeri si moltiplicano dai primi di agosto. Solo che in estate la percentuale di casi gravi era su un numero tutto sommato contenuto di contagi. Oggi la matematica dell’epidemia presenta il suo conto», spiega Giacomo Grasselli, che con Antonio Pesenti gestisce il coordinamento delle terapie intensive regionali.

    Una giornata difficile quella di ieri, soprattutto perché non è la prima e tutto sanno che non sarà l’ultima. Con i reparti di ospedali che accentuano il loro Sudoku per trovare letti Covid. E un vertice d’urgenza tra i primari delle terapie intensive. Per quella che fino a qualche mese fa era un appuntamento bisettimanale di routine, che poi si era un po’ smorzato con il calo dei numeri e che ora però diventa necessario per coordinare l’azione di argine alla seconda e improvvisa onda della pandemia. «Paghiamo ancora persone che si sono infettate una decina di giorni fa. È un po’ come una pentola che inizia a bollire forte», aggiunge Grasselli.


    Dopo il dato stabile delle terapie intensive di venerdì, ieri l’impennata. «Una situazione complessa che purtroppo ci ricorda la primavera, quando pazienti già ricoverati, come successo ieri, peggiorano di colpo. Aumentando il denominatore sale anche la probabilità di giornate così nere», spiega Giuliano Rizzardini, responsabile delle Malattie infettive del Sacco. La situazione è complessa. «Un cambiamento radicale degli ultimi giorni — continua Andrea Gori, primario del Policlinico —. Facciamo appello a una grande responsabilità all’interno dei nuclei familiari, perché la crescita dei casi gravi dipende proprio dal progressivo alzarsi dell’età media, ormai sopra i 50 anni. Fortunatamente la popolazione più fragile e anziana si sta riparando. Questa l’unica vera diversità rispetto a marzo».

    Ovvio che in momenti così si cerchi di allargare lo sguardo. Se fino a qualche giorno fa l’Italia intera vantava un andamento migliore rispetto ai cugini europei, la tendenza racconta ormai gli stessi problemi che si stanno vivendo a Parigi o a Madrid. «Per questo se in passato l’Italia fu travolta per prima, questa volta, dobbiamo sfruttare il vantaggio temporale e applicare la loro soluzione più decisiva. Domani», continua Gori. Perché l’effetto scuola, sommato a quello della movida, sta moltiplicando verso l’alto l’età dei contagi. Questo ora fa paura e per questo da ieri sera anche le forze dell’ordine stanno monitorando le strade di una città che prova a imporsi un coprifuoco morale. Al termine però di un’altra giornata di tavole rotonde tra vertici regionali, il governatore Attilio Fontana cerca di seminare lucidità: «I dati di questi giorni, emersi grazie ad una massiccia azione di screening, indicano un aumento esponenziale dei contagi e della carica virale correlata. Ma la macchina organizzativa degli ospedali in questi mesi è stata fortemente incrementata. Le decisioni non sono assunte a cuor leggero, ho ascoltato virologi, medici, sindaci, per salvaguardare la vita delle persone e asset sociali come scuola e lavoro».
    https://milano.corriere.it/notizie/c...bb782bca.shtml
    Non è vero ecco la prova;
    https://www.ilgiornale.it/news/crona...e-1867105.html
    A volte mi domando se questo giornale vale la carta su cui è scritto, e chi ci scrive come un certo Zangrillo, è meglio che stiano zitti.

  8. #78
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    Predefinito Re: Milano è in difficoltà e sta chiedendo da giorni posti letto.

    Citazione Originariamente Scritto da paperino73 Visualizza Messaggio
    Se vuoi un’opinione sulla questione, credo che ci sia un po’ di cinica speculazione sulla morte dei parenti: so per certo che una RSA milanese ha già ricevuto una 60ina di richieste di risarcimento e circa 20 sono partite dallo stesso Studio Legale (romano tra l’altro). Mi viene in mente DeVito ne “L’uomo della pioggia” quando distribuisce biglietti da visita in ospedale ...

    Detto questo, sul tema nomine degli amministratori da parte della Regione Lombardia posso anche darti ragione, parlando in generale di tutti gli amministratori e i dirigenti di vario livello e non solo delle RSA. Credo che andrebbe modificata la modalità di nomina e l’introduzione di sistemi di valutazione. Ma mi sembra fantascienza.
    È proprio così, ci sono studi che fiutano l'osso e vanno a proporre la causa alle vittime.
    paperino73 likes this.
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

  9. #79
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    Predefinito Re: Milano è in difficoltà e sta chiedendo da giorni posti letto.

    In Lombardia 2.975 nuovi positivi e 21 morti I ricoveri (+122) ora sono sopra quota mille

    Il report sintetico fornito dalla Regione. Aumentano ancora le terapie intensive, +14: i pazienti sono ora 110, di cui 84 intubati. Rapido aumento dei ricoverati, gli ospedali riaprono i reparti speciali
    https://milano.corriere.it/notizie/c...05b8ee1e.shtml

  10. #80
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    Predefinito Re: Milano è in difficoltà e sta chiedendo da giorni posti letto.

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    In Lombardia 2.975 nuovi positivi e 21 morti I ricoveri (+122) ora sono sopra quota mille

    Il report sintetico fornito dalla Regione. Aumentano ancora le terapie intensive, +14: i pazienti sono ora 110, di cui 84 intubati. Rapido aumento dei ricoverati, gli ospedali riaprono i reparti speciali
    https://milano.corriere.it/notizie/c...05b8ee1e.shtml
    Bhe se non altro in Lombardia ci sono gli "inutili" posti letto della Fiera che insieme a quelli di Bergamo partiranno dopo la 150esima terapia intensiva negli ospedali "normali" ... In Campania dove sono occupate 78 TI su 113 disponibili pregheranno San Gennaro ?

 

 
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