La Commissione britannica sui diritti umani (Equality and human rights commission) ha riconosciuto oggi il Labour, al termine di un'inchiesta durata mesi, colpevole di "!atti illegali di discriminazione e molestia" d'impronta antisemita commessi al suo interno negli ultimi anni: in particolare sotto la leadership di Jeremy Corbyn (2015-2020), esponente della sinistra radicale e sostenitore storico della causa palestinese. Il verdetto, contestato da Corbyn e dai suoi sostenitori, riconosce almeno in parte le ragioni di militanti e funzionari di origine ebraica e da organizzazioni della comunità ebraica del regno che avevano presentato denuncia di fronte all'organismo indipendente sullo sfondo delle polemiche esplose in seno allo stesso partito laburista. La commissione non ha il potere di formulare accuse penali, ma ha fatto raccomandazioni per un cambiamento, rispetto alle quali il partito è legalmente obbligato ad agire. Corbyn si è dimesso da leader a dicembre dopo che il Labour ha avuto il suo peggior risultato elettorale dal 1935. Starmer, eletto in aprile, ha promesso di eliminare i pregiudizi e ripristinare i rapporti tra il partito laburista e la comunità ebraica. "Se sei antisemita, non dovresti essere in nessun modo vicino a questo partito", ha dichiarato Starmer. "E noi faremo in modo che tu non lo sia". Dopo la pubblicazione del rapporto, Corbyn ha detto che si rammaricava del fatto che "ci è voluto più tempo del necessario per realizzare il cambiamento." Ma ha aggiunto che "le dimensioni del problema sono stato drammaticamente sopravvalutato per motivi politici dai nostri avversari dentro e fuori il partito". Un commento che gli è valso la sospensione.
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