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  1. #1
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    Predefinito Ma una parte degli italiani sono deficienti?

    AL PRIMO GIORNO DI APERTURE DELLE PISTE DA SCI, 2 MILA PERSONE IN ASSEMBRAMENTO A CERVINIA - E VISTO CHE NESSUNO RINUNCIA A UN CAZZO, SI E’ FORMATA UNA CALCA CHE HA FATTO, GIUSTAMENTE, INCAZZARE TUTTI SUI SOCIAL. PER LA SERIE: MA COME, CI CHIUDETE OGNI SVAGO, DAL CALCETTO AL NUOTO FINO AL TANGO, E QUESTA ORDA DI GENTE PUO’ LIBERAMENTE ACCALCARSI? - I GESTORI SI DIFENDONO: “ABBIAMO MISURATO LA FEBBRE A TUTTI E TUTTI INDOSSAVANO LA MASCHERINA” (E STI CAZZI?)
    Primo giorno di scuola di sci. Maschera e mascherina, casco, crema, voglia e pazienza: c'era tutto quello che serviva, peccato che ci fosse anche una lunga coda, ieri a Cervinia, per la tradizionale apertura autunnale degli impianti da sci. La voglia di neve, dopo un inverno congelato a febbraio, ha richiamato oltre duemila persone. Che in fila per tre, col resto di due e più, hanno formato una colonna che ha fatto, prima, impazzire i social e poi impensierire l'intero settore degli sport invernali.
    La stradina che collega gli immensi parcheggi era colma: qualche steward si inerpicava su e giù a chiedere di mantenere le distanze. Gli altri traghettavano all'interno e alle casse una anche automatica una decina di persone alla volta, dopo aver provato loro la febbre, consegnando la mascherina a chi non la portasse. «Giornaliero, stagionale?», spiegazioni di rito e via attraverso i tornelli, poi ancora qualche ingorgo sui primi impianti e, infine lei, la neve. Bianca e libera, perché una volta in quota, di assembramento - va detto -, nemmeno l'ombra. Trenta euro per stare sul versante italiano, 63 per sconfinare oltre quota 3mila sul ghiacciaio di Plateau Rosà.
    Fra le 10 e le 11 la ressa era scomparsa, ma il dubbio che qualcosa sia andato storto resta: «Tutte le casse erano aperte, abbiamo fatto allungare la coda all'esterno proprio per non ingolfare gli interni -, spiega Matteo Zanetti neo presidente della società impianti -. Accettiamo le osservazioni costruttive e siamo contenti che Cervinia, che da sempre inaugura prima degli altri, possa fare da apripista, mettendo in luce le criticità».
    Che ieri non sono mancate: la vendita degli stagionali ha un iter più complesso e anche chi aveva prenotato via web doveva, come primo giorno, validare il voucher in cassa. Tutte procedure da snellire, incentivando la consegna del ticket in albergo o comunque l'acquisto on line, ormai possibile, anche grazie a circuiti prepagati o carta di credito.
    «Le code, però, si formeranno comunque - spiega Valeria Ghezzi, presidente di Anef - Associazione nazionale esercenti funiviari, che rappresenta il 90% delle imprese di settore - proprio per evitare di fa sostare la gente al chiuso». Anef sta limando un protocollo che molte Regioni hanno già sottoscritto: fra i punti cardine, sanificazione delle seggiovie, finestrini aperti su ovovie e funivie, accessi contingentati, divieto di «svestirsi» a bordo, togliendo casco e guanti, divieto di parlare al cellulare in quei pochi minuti di viaggio. Modulabile anche la velocità degli impianti, a seconda dell'afflusso: «A pieno ritmo - spiega Zanetti - smaltisci le code a valle; più lento, fluidifichi eventuali code sulle piste».
    L'imperativo è uno: meglio sbagliare ora che a dicembre, quando (al netto di nuovi lockdown) partirà ovunque la piena stagione. La preoccupazione, dato il confronto con la folla quotidiana che usa metrò o mezzi locali, è quella di non venire più additati come «untori», come avvenne in primavera. «Lo sci si fa all'aperto e imbacuccati», sottolinea Ghezzi che però lancia un messaggio: «Io capisco atleti e sci club, per cui la neve è equiparabile ad un lavoro, ma forse, se il nostro Governo ci chiede di evitare il superfluo, potremmo tutti aspettare a sciare». Rinunciare oggi, «per avere una vera stagione da dicembre, quando i numeri dello sci diventano davvero fondamentali». «Per almeno 60mila lavoratori e l'economia di tutte le alpi». E non solo per la passione di qualche curva, ancora fuori stagione.
    https://www.dagospia.com/rubrica-29/...ila-250828.htm




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  2. #2
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    Predefinito Re: Ma una parte degli italiani sono deficienti?

    “Se numeri continuano a crescere non reggeremo. Chi nega venga qui a vedere cosa succede”. L’appello del medico di Varese
    “Noi ora riusciamo ancora a fare da argine al numero di contagi, ma se il trend continuerà a crescere così, non riusciremo a farvi fronte in futuro” . Lo ha raccontato in un’intervista dai corridoi dell’Hub Covid di Varese il direttore Francesco Dentali. Augurando un buon compleanno al papà, ha voluto anche ricordare la madre ricoverata in terapia. “Se non fai fronte all’apocalisse non muore solo mia mamma, muoiono tutti”. La situazione all’Ospedale di Circolo è molto difficile per l’aumento di ricoveri per Covid. “Quando parlo con un negazionista provo sempre a spiegare che qui la malattia è reale e molto grave. Tutti quelli che conoscono questa situazione devono provare a spiegare, a far cambiare idea anche a un numero limitato di persone. Sarebbe già un successo”.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/202...arese/5979031/

  3. #3
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    Predefinito Re: Ma una parte degli italiani sono deficienti?

    Per le influenze di tutti gli anni precedenti era diverso?
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #4
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    Predefinito Re: Ma una parte degli italiani sono deficienti?

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    AL PRIMO GIORNO DI APERTURE DELLE PISTE DA SCI, 2 MILA PERSONE IN ASSEMBRAMENTO A CERVINIA - E VISTO CHE NESSUNO RINUNCIA A UN CAZZO, SI E’ FORMATA UNA CALCA CHE HA FATTO, GIUSTAMENTE, INCAZZARE TUTTI SUI SOCIAL. PER LA SERIE: MA COME, CI CHIUDETE OGNI SVAGO, DAL CALCETTO AL NUOTO FINO AL TANGO, E QUESTA ORDA DI GENTE PUO’ LIBERAMENTE ACCALCARSI? - I GESTORI SI DIFENDONO: “ABBIAMO MISURATO LA FEBBRE A TUTTI E TUTTI INDOSSAVANO LA MASCHERINA” (E STI CAZZI?)
    Primo giorno di scuola di sci. Maschera e mascherina, casco, crema, voglia e pazienza: c'era tutto quello che serviva, peccato che ci fosse anche una lunga coda, ieri a Cervinia, per la tradizionale apertura autunnale degli impianti da sci. La voglia di neve, dopo un inverno congelato a febbraio, ha richiamato oltre duemila persone. Che in fila per tre, col resto di due e più, hanno formato una colonna che ha fatto, prima, impazzire i social e poi impensierire l'intero settore degli sport invernali.
    La stradina che collega gli immensi parcheggi era colma: qualche steward si inerpicava su e giù a chiedere di mantenere le distanze. Gli altri traghettavano all'interno e alle casse una anche automatica una decina di persone alla volta, dopo aver provato loro la febbre, consegnando la mascherina a chi non la portasse. «Giornaliero, stagionale?», spiegazioni di rito e via attraverso i tornelli, poi ancora qualche ingorgo sui primi impianti e, infine lei, la neve. Bianca e libera, perché una volta in quota, di assembramento - va detto -, nemmeno l'ombra. Trenta euro per stare sul versante italiano, 63 per sconfinare oltre quota 3mila sul ghiacciaio di Plateau Rosà.
    Fra le 10 e le 11 la ressa era scomparsa, ma il dubbio che qualcosa sia andato storto resta: «Tutte le casse erano aperte, abbiamo fatto allungare la coda all'esterno proprio per non ingolfare gli interni -, spiega Matteo Zanetti neo presidente della società impianti -. Accettiamo le osservazioni costruttive e siamo contenti che Cervinia, che da sempre inaugura prima degli altri, possa fare da apripista, mettendo in luce le criticità».
    Che ieri non sono mancate: la vendita degli stagionali ha un iter più complesso e anche chi aveva prenotato via web doveva, come primo giorno, validare il voucher in cassa. Tutte procedure da snellire, incentivando la consegna del ticket in albergo o comunque l'acquisto on line, ormai possibile, anche grazie a circuiti prepagati o carta di credito.
    «Le code, però, si formeranno comunque - spiega Valeria Ghezzi, presidente di Anef - Associazione nazionale esercenti funiviari, che rappresenta il 90% delle imprese di settore - proprio per evitare di fa sostare la gente al chiuso». Anef sta limando un protocollo che molte Regioni hanno già sottoscritto: fra i punti cardine, sanificazione delle seggiovie, finestrini aperti su ovovie e funivie, accessi contingentati, divieto di «svestirsi» a bordo, togliendo casco e guanti, divieto di parlare al cellulare in quei pochi minuti di viaggio. Modulabile anche la velocità degli impianti, a seconda dell'afflusso: «A pieno ritmo - spiega Zanetti - smaltisci le code a valle; più lento, fluidifichi eventuali code sulle piste».
    L'imperativo è uno: meglio sbagliare ora che a dicembre, quando (al netto di nuovi lockdown) partirà ovunque la piena stagione. La preoccupazione, dato il confronto con la folla quotidiana che usa metrò o mezzi locali, è quella di non venire più additati come «untori», come avvenne in primavera. «Lo sci si fa all'aperto e imbacuccati», sottolinea Ghezzi che però lancia un messaggio: «Io capisco atleti e sci club, per cui la neve è equiparabile ad un lavoro, ma forse, se il nostro Governo ci chiede di evitare il superfluo, potremmo tutti aspettare a sciare». Rinunciare oggi, «per avere una vera stagione da dicembre, quando i numeri dello sci diventano davvero fondamentali». «Per almeno 60mila lavoratori e l'economia di tutte le alpi». E non solo per la passione di qualche curva, ancora fuori stagione.
    https://www.dagospia.com/rubrica-29/...ila-250828.htm




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    Sanno che verranno chiusi tutti gli impianti, sfruttano le poche possibilità rimaste finché sono in tempo...

  5. #5
    Date e vi sarà chiesto.
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    Predefinito Re: Ma una parte degli italiani sono deficienti?

    Otto mesi dopo, eccoci qui. Il responsabile del programma di emergenza sanitaria dell’OMS ha sostanzialmente confermato un IFR dello 0,14%, all’incirca uguale all’influenza stagionale. Ed ecco le ultime stime sul tasso di sopravvivenza del Center for Disease Control:

    • Età 0-19 … 99,997%
    • Età 20-49 anni … 99,98%
    • Età 50-69 … 99,5 %
    • Età 70+ … 94,6%

    Liberi tutti!!!!
    Non c'è uomo così virtuoso che, se dovesse sottoporre tutti i suoi pensieri e tutte le sue azioni al giudizio della legge, non meriterebbe di essere impiccato dieci volte nella vita.
    Michel de Montaigne

  6. #6
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    Predefinito Re: Ma una parte degli italiani sono deficienti?

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Per le influenze di tutti gli anni precedenti era diverso?
    Per le influenze di tutti gli anni, hai mai sentito appelli accorati degli operatori delle TI? Hai mai visto file di ambulanze davanti ai PS, anche per otto ore, in attesa di sistemazione delle persone trasportate? Hai mai visto tutti con la mascherina? Hai mai visto il distanziamento? Hai mai visto il disinfettante per le mani in ognio luogo? E altro ...

  7. #7
    Costellazione Zeta
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    Predefinito Re: Ma una parte degli italiani sono deficienti?

    Santo cielo, noi siamo italiani mica un popolo del I mondo.
    "La Gloria non la cerco per me stesso ma per la mia Nazione" (22gradi)

  8. #8
    Date e vi sarà chiesto.
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    Predefinito Re: Ma una parte degli italiani sono deficienti?

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    Per le influenze di tutti gli anni, hai mai sentito appelli accorati degli operatori delle TI? Hai mai visto file di ambulanze davanti ai PS, anche per otto ore, in attesa di sistemazione delle persone trasportate? Hai mai visto tutti con la mascherina? Hai mai visto il distanziamento? Hai mai visto il disinfettante per le mani in ognio luogo? E altro ...
    Il sovraffolamento c´é stato quasi ogni anno in alcune cittá. Non so se dal punto di vista medico il covid sia uguale ad un´influenza come effetti massimi, ma pare comportarsi come tale quantomeno sugli effetti medi.
    Saró un illuso, ma questi loop non si rompono se non esce fuori la persona giusta, a livello giusto, con la reputazione giusta, con il coraggio giusto e il giusto seguito che rompe la magia a livello mediatico.
    Non c'è uomo così virtuoso che, se dovesse sottoporre tutti i suoi pensieri e tutte le sue azioni al giudizio della legge, non meriterebbe di essere impiccato dieci volte nella vita.
    Michel de Montaigne

  9. #9
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    Predefinito Re: Ma una parte degli italiani sono deficienti?

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    AL PRIMO GIORNO DI APERTURE DELLE PISTE DA SCI, 2 MILA PERSONE IN ASSEMBRAMENTO A CERVINIA - E VISTO CHE NESSUNO RINUNCIA A UN CAZZO, SI E’ FORMATA UNA CALCA CHE HA FATTO, GIUSTAMENTE, INCAZZARE TUTTI SUI SOCIAL. PER LA SERIE: MA COME, CI CHIUDETE OGNI SVAGO, DAL CALCETTO AL NUOTO FINO AL TANGO, E QUESTA ORDA DI GENTE PUO’ LIBERAMENTE ACCALCARSI? - I GESTORI SI DIFENDONO: “ABBIAMO MISURATO LA FEBBRE A TUTTI E TUTTI INDOSSAVANO LA MASCHERINA” (E STI CAZZI?)
    Primo giorno di scuola di sci. Maschera e mascherina, casco, crema, voglia e pazienza: c'era tutto quello che serviva, peccato che ci fosse anche una lunga coda, ieri a Cervinia, per la tradizionale apertura autunnale degli impianti da sci. La voglia di neve, dopo un inverno congelato a febbraio, ha richiamato oltre duemila persone. Che in fila per tre, col resto di due e più, hanno formato una colonna che ha fatto, prima, impazzire i social e poi impensierire l'intero settore degli sport invernali.
    La stradina che collega gli immensi parcheggi era colma: qualche steward si inerpicava su e giù a chiedere di mantenere le distanze. Gli altri traghettavano all'interno e alle casse una anche automatica una decina di persone alla volta, dopo aver provato loro la febbre, consegnando la mascherina a chi non la portasse. «Giornaliero, stagionale?», spiegazioni di rito e via attraverso i tornelli, poi ancora qualche ingorgo sui primi impianti e, infine lei, la neve. Bianca e libera, perché una volta in quota, di assembramento - va detto -, nemmeno l'ombra. Trenta euro per stare sul versante italiano, 63 per sconfinare oltre quota 3mila sul ghiacciaio di Plateau Rosà.
    Fra le 10 e le 11 la ressa era scomparsa, ma il dubbio che qualcosa sia andato storto resta: «Tutte le casse erano aperte, abbiamo fatto allungare la coda all'esterno proprio per non ingolfare gli interni -, spiega Matteo Zanetti neo presidente della società impianti -. Accettiamo le osservazioni costruttive e siamo contenti che Cervinia, che da sempre inaugura prima degli altri, possa fare da apripista, mettendo in luce le criticità».
    Che ieri non sono mancate: la vendita degli stagionali ha un iter più complesso e anche chi aveva prenotato via web doveva, come primo giorno, validare il voucher in cassa. Tutte procedure da snellire, incentivando la consegna del ticket in albergo o comunque l'acquisto on line, ormai possibile, anche grazie a circuiti prepagati o carta di credito.
    «Le code, però, si formeranno comunque - spiega Valeria Ghezzi, presidente di Anef - Associazione nazionale esercenti funiviari, che rappresenta il 90% delle imprese di settore - proprio per evitare di fa sostare la gente al chiuso». Anef sta limando un protocollo che molte Regioni hanno già sottoscritto: fra i punti cardine, sanificazione delle seggiovie, finestrini aperti su ovovie e funivie, accessi contingentati, divieto di «svestirsi» a bordo, togliendo casco e guanti, divieto di parlare al cellulare in quei pochi minuti di viaggio. Modulabile anche la velocità degli impianti, a seconda dell'afflusso: «A pieno ritmo - spiega Zanetti - smaltisci le code a valle; più lento, fluidifichi eventuali code sulle piste».
    L'imperativo è uno: meglio sbagliare ora che a dicembre, quando (al netto di nuovi lockdown) partirà ovunque la piena stagione. La preoccupazione, dato il confronto con la folla quotidiana che usa metrò o mezzi locali, è quella di non venire più additati come «untori», come avvenne in primavera. «Lo sci si fa all'aperto e imbacuccati», sottolinea Ghezzi che però lancia un messaggio: «Io capisco atleti e sci club, per cui la neve è equiparabile ad un lavoro, ma forse, se il nostro Governo ci chiede di evitare il superfluo, potremmo tutti aspettare a sciare». Rinunciare oggi, «per avere una vera stagione da dicembre, quando i numeri dello sci diventano davvero fondamentali». «Per almeno 60mila lavoratori e l'economia di tutte le alpi». E non solo per la passione di qualche curva, ancora fuori stagione.
    https://www.dagospia.com/rubrica-29/...ila-250828.htm




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    la gente ha bisogno di svago , coglioni, continuate a comprimerne le liberta'con atti demenziali, il botto sara' grande..

  10. #10
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    Predefinito Re: Ma una parte degli italiani sono deficienti?

    io li capisco, lavorano tutta la settimana...il week end hanno bisogno dello svago

 

 
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