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  1. #1
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    Predefinito Negli ospedali ci si prepara a scegliere chi far sopravvivere.

    GLI ANESTESISTI PREPARANO LA GUIDA PER SELEZIONARE CHI RIANIMARE NEI REPARTI PIÙ INTASATI: L’OSSIGENO SARÀ DATO SOLO A CHI HA PIÙ CHANCE. MA SE DURANTE LA PRIMA ONDATA LE DECISIONI VENIVANO PRESE IN UNA MANCIATA DI MINUTI, ORA CI SI ORGANIZZA PRIMA…
    Maria Sorbi per “il Giornale”
    Come nel peggiore degli incubi, stiamo rivivendo il dramma della scorsa primavera. Tale e quale. All' inizio di marzo gli anestesisti si erano trovati costretti a scegliere chi rianimare e chi no. I posti non bastavano per tutti i malati e, come in guerra, i medici selezionavano le cartelle cliniche di chi aveva più chance di salvarsi e quindi aveva diritto a un letto in terapia intensiva e chi no.
    Ci risiamo. «Rischia di succedere di nuovo» sostengono gli anestesisti della Siaarti (società di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva). Ma c' è una differenza: durante la prima ondata, nei reparti più intasati, le decisioni erano state prese in una manciata di minuti in mezzo ai corridoi stracolmi di malati e disperazione. Ora ci si organizza alla vigilia del tutto esaurito. Con un documento condiviso anche dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici.
    «Nelle situazioni emergenziali - si legge nel testo - il medico finalizza l' uso ottimale delle risorse alla salvaguardia della sicurezza, dell' efficacia e dell' umanizzazione delle cure evitando ogni discriminazione». Ma in caso si sia costretti, «è data precedenza per l' accesso ai trattamenti intensivi a chi potrà ottenere grazie ad essi un concreto, accettabile e duraturo beneficio».
    I criteri che verranno considerati in caso di «selezione» sono legati all' età del paziente, all' eventuale presenza di altre patologie, alla gravità del quadro clinico. Di caso in caso i medici valuteranno anche l' impatto sulla persona dei potenziali effetti collaterali delle cure intensive. Nel documento tuttavia viene specificato che l' età biologica «non può mai assumere carattere prevalente». Quindi è assolutamente sbagliato pensare che verranno salvati i più giovani e sacrificati gli anziani.
    L' obbiettivo del doloroso documento è non lasciare solo il medico nella decisione più delicata. Ecco perché «occorre stabilire dei criteri, coerenti con i principi etici e con quelli professionali, che possano supportare il medico, qualora si trovi di fronte a scelte tragiche, dovute allo squilibrio tra necessità e risorse disponibili.
    E che possano garantire comunque al paziente i suoi diritti: dargli la certezza che non sarà abbandonato, ma sarà preso in carico con gli strumenti possibili, appropriati e proporzionati». Il testo specifica anche che le persone che non potranno accedere alla terapia intensiva non verranno lasciate al loro destino e in nessun caso si potrà parlare di abbandono terapeutico. Si effettueranno tutte le cure possibili, anche se dovessero essere solo palliative, nel rispetto della dignità di ogni persona.
    La speranza è tenere l' odioso documento etico nel cassetto, senza doverlo mai consultare. Ma i dati cominciano a raccontare di una realtà in netto peggioramento, anche se una parte dell' Italia sembra non aver ancora capito in che situazione versano i nostri ospedali.
    La situazione delle terapie intensive non è uniforme in tutta Italia, ma le regioni in cui il sistema sanitario dà evidenti segnali di sofferenza sono 15. Questa settimana «per la prima volta è stato segnalato il superamento in alcuni territori della soglia critica di occupazione in aree mediche (40%) ed ed esiste un' alta probabilità che 15 regioni superino le soglie critiche di terapia intensiva e/o aree mediche nel prossimo mese» rileva il report settimanale di monitoraggio sull' andamento dell' epidemia di ministero della Salute e Iss. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è salito da 750 il 18 ottobre a 1.208 il 25 ottobre.
    https://www.dagospia.com/rubrica-29/...far-251469.htm

  2. #2
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    Predefinito Re: Negli ospedali ci si prepara a scegliere chi far sopravvivere.

    Che male c'è? Risorse non ci sono perché dobbiamo akkogliere, i soldi regalati dalla UE è da marzo che li aspettiamo, il governo attuale è quello che è, quindi IN BOCCA AL LUPO A TUTTI!
    "La Gloria non la cerco per me stesso ma per la mia Nazione" (22gradi)

  3. #3
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    Predefinito Re: Negli ospedali ci si prepara a scegliere chi far sopravvivere.

    Citazione Originariamente Scritto da 22gradi Visualizza Messaggio
    Che male c'è? Risorse non ci sono perché dobbiamo akkogliere, i soldi regalati dalla UE è da marzo che li aspettiamo, il governo attuale è quello che è, quindi IN BOCCA AL LUPO A TUTTI!
    Vediamo se scelgono di curare i negretti prima degli ItaGliani, come la prenderanno quelli che li vogliono a tutti i costi!
    Di tutte le possibili reazioni ad un insulto, la più efficace è il silenzio - Santiago Ramòn y Cajal
    A paraulas maccas uriga surda
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  4. #4
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    Predefinito Re: Negli ospedali ci si prepara a scegliere chi far sopravvivere.

    Citazione Originariamente Scritto da Iside Visualizza Messaggio
    Vediamo se scelgono di curare i negretti prima degli ItaGliani, come la prenderanno quelli che li vogliono a tutti i costi!
    Ma perché questa diatriba? Tu sai che io so e che noi sappiamo che i soldi non ci sono, quindi meglio l'akkoglienza diffusa che guarire gli italiani....italiani che sono stati resi liberi in estate di andare a giro per il mondo ad impestare e beccare la peste dove cazzo volevamo loro ed ora ecco i risultati.
    Voglio vedere se un cittadino ha un problema grosso diverso dal covid come lo risolve tramite l'Usl in questi mesi di merda che ci attendono.
    "La Gloria non la cerco per me stesso ma per la mia Nazione" (22gradi)

  5. #5
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    Predefinito Re: Negli ospedali ci si prepara a scegliere chi far sopravvivere.

    Chiudere ora, inutile perdere tempo tergiversando in altre pantomime.

    La strategia di contenimento è fallita e non c'è più il tempo per metterne in piedi una altrettanto efficace.

    Ho notizie di persone a me vicine che testimoniano come il sistema di tracciamento sia ormai del tutto saltato, in alcuni luoghi non si riescono nemmeno più a fare i tamponi a gente che presenta tutta la sintomatologia da Covid.

    A questo punto non hai altra soluzione che le chiusure.

  6. #6
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    Predefinito Re: Negli ospedali ci si prepara a scegliere chi far sopravvivere.

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    GLI ANESTESISTI PREPARANO LA GUIDA PER SELEZIONARE CHI RIANIMARE NEI REPARTI PIÙ INTASATI: L’OSSIGENO SARÀ DATO SOLO A CHI HA PIÙ CHANCE. MA SE DURANTE LA PRIMA ONDATA LE DECISIONI VENIVANO PRESE IN UNA MANCIATA DI MINUTI, ORA CI SI ORGANIZZA PRIMA…
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    Come nel peggiore degli incubi, stiamo rivivendo il dramma della scorsa primavera. Tale e quale. All' inizio di marzo gli anestesisti si erano trovati costretti a scegliere chi rianimare e chi no. I posti non bastavano per tutti i malati e, come in guerra, i medici selezionavano le cartelle cliniche di chi aveva più chance di salvarsi e quindi aveva diritto a un letto in terapia intensiva e chi no.
    Ci risiamo. «Rischia di succedere di nuovo» sostengono gli anestesisti della Siaarti (società di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva). Ma c' è una differenza: durante la prima ondata, nei reparti più intasati, le decisioni erano state prese in una manciata di minuti in mezzo ai corridoi stracolmi di malati e disperazione. Ora ci si organizza alla vigilia del tutto esaurito. Con un documento condiviso anche dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici.
    «Nelle situazioni emergenziali - si legge nel testo - il medico finalizza l' uso ottimale delle risorse alla salvaguardia della sicurezza, dell' efficacia e dell' umanizzazione delle cure evitando ogni discriminazione». Ma in caso si sia costretti, «è data precedenza per l' accesso ai trattamenti intensivi a chi potrà ottenere grazie ad essi un concreto, accettabile e duraturo beneficio».
    I criteri che verranno considerati in caso di «selezione» sono legati all' età del paziente, all' eventuale presenza di altre patologie, alla gravità del quadro clinico. Di caso in caso i medici valuteranno anche l' impatto sulla persona dei potenziali effetti collaterali delle cure intensive. Nel documento tuttavia viene specificato che l' età biologica «non può mai assumere carattere prevalente». Quindi è assolutamente sbagliato pensare che verranno salvati i più giovani e sacrificati gli anziani.
    L' obbiettivo del doloroso documento è non lasciare solo il medico nella decisione più delicata. Ecco perché «occorre stabilire dei criteri, coerenti con i principi etici e con quelli professionali, che possano supportare il medico, qualora si trovi di fronte a scelte tragiche, dovute allo squilibrio tra necessità e risorse disponibili.
    E che possano garantire comunque al paziente i suoi diritti: dargli la certezza che non sarà abbandonato, ma sarà preso in carico con gli strumenti possibili, appropriati e proporzionati». Il testo specifica anche che le persone che non potranno accedere alla terapia intensiva non verranno lasciate al loro destino e in nessun caso si potrà parlare di abbandono terapeutico. Si effettueranno tutte le cure possibili, anche se dovessero essere solo palliative, nel rispetto della dignità di ogni persona.
    La speranza è tenere l' odioso documento etico nel cassetto, senza doverlo mai consultare. Ma i dati cominciano a raccontare di una realtà in netto peggioramento, anche se una parte dell' Italia sembra non aver ancora capito in che situazione versano i nostri ospedali.
    La situazione delle terapie intensive non è uniforme in tutta Italia, ma le regioni in cui il sistema sanitario dà evidenti segnali di sofferenza sono 15. Questa settimana «per la prima volta è stato segnalato il superamento in alcuni territori della soglia critica di occupazione in aree mediche (40%) ed ed esiste un' alta probabilità che 15 regioni superino le soglie critiche di terapia intensiva e/o aree mediche nel prossimo mese» rileva il report settimanale di monitoraggio sull' andamento dell' epidemia di ministero della Salute e Iss. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è salito da 750 il 18 ottobre a 1.208 il 25 ottobre.
    https://www.dagospia.com/rubrica-29/...far-251469.htm
    Fake news

    Inviato dal mio Pixel 4a utilizzando Tapatalk
    Occupare i posti per i disabili è una minchiata. (cit. uno di quelli che sono per far rispettare la legalità e per non toccare mai la magistratura)

  7. #7
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    Predefinito Re: Negli ospedali ci si prepara a scegliere chi far sopravvivere.

    Qua siamo al procurato allarme.Inviterei tutti a maneggiare topic simili con grano salis.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  8. #8
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    Predefinito Re: Negli ospedali ci si prepara a scegliere chi far sopravvivere.

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    Qua siamo al procurato allarme.Inviterei tutti a maneggiare topic simili con grano salis.
    Che ognuno si prenda la responsabilità di ciò che scrive e diffonde.

  9. #9
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    Predefinito Re: Negli ospedali ci si prepara a scegliere chi far sopravvivere.

    E pensa che stiamo a soli 1.700 ricoverati in terapia intensiva.
    Se i medici sono quasi costretti a scegliere chi ricoverare o meno qualcuno in sede politica deve pagare e in fretta per gli sbagli fatti.
    "Si possono beffare tutte le persone per alcuni periodi di tempo e alcune persone per tutto il tempo, ma non si possono beffare tutte le persone per tutto il tempo". Abramo Lincoln

  10. #10
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    Predefinito Re: Negli ospedali ci si prepara a scegliere chi far sopravvivere.

    Citazione Originariamente Scritto da gianc Visualizza Messaggio
    E pensa che stiamo a soli 1.700 ricoverati in terapia intensiva.
    Se i medici sono quasi costretti a scegliere chi ricoverare o meno qualcuno in sede politica deve pagare e in fretta per gli sbagli fatti.
    1700 ricoverati per covid, che non è l'unica malattia esistente al mondo.

 

 
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