Da una scorsa veloce ce ne sono diverse che non mi sembrano proprio desuete, solo poco usate.
A meno che il "poco usate" non sia considerato tale.
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Sono d'accordo a metà.
La cachessia non è associabile (soltanto) ai malati terminali...
Si manifesta con "un profondo deperimento generale caratterizzato da prostrazione, rallentamento delle capacità psichiche, perdita di appetito", etc.
Diciamo che, più che desueto, è un termine tecnico usato prevalentemente in ambito medico.
Non confondere cachessia con chicchessia pensando che cachessia sia una forma contratta di chicacchiochesia.
Quanto a chicchessìa (pron. indef. – 1. Qualunque persona, qualsivoglia persona) pur non essendo usata da chicchessia non è una parola desueta: ma certamente desueta è la sua forma con riferimento al passato, in dipendenza cioè da un verbo al passato, nella forma chicchefósse o chicchesifósse: "non doveano lasciarmi avvicinare a chicchesifosse" (Pellico).
Comunque io, dopo aver letto "chicchesifosse" avrei lasciato Pellico nelle sue prigioni per sempre...
S'è ravvivato il 3d, lo credevo ormai destinato all'oblio :D
desüèto agg. [dal lat. desuetus, part. pass. di desuescĕre «disavvezzare»], letter. – 1. Non più abituato a qualche cosa; in questo sign., è meno com. che dissueto. 2. Non più in uso, uscito dall’uso: parole d., termini d., consuetudini ormai d.; in diritto, caduto in desuetudine: una norma d., diritti d., una servitù desueta.
https://www.treccani.it/vocabolario/desueto/
cachessìa s. f. [dal lat. tardo cachexĭa, gr. καχεξία, comp. di κακὸς «cattivo» e ἕξις «costituzione, condizione»]. – In medicina, patologico dimagrimento, causato da malattie croniche debilitanti (endocrine, infettive, ecc.) o da estrema vecchiezza (c. senile). In veterinaria, c. acquosa, malattia infettiva del cavallo, sinon. di tifoanemia.
https://www.treccani.it/vocabolario/cachessia
Un interessante sito per etimologi naturalisti :)
https://www.actaplantarum.org/etimol...,1,2,3,4,5&n=a
Un marasma entro mio animo, teso a mirar gli abissi del mio divenire e del divenire del globo terracqueo e il cosmo intero vidi nel mio stato crepuscolare per le dimensioni in progredire avanti a manca nell'imo abisso e all'alpha:e omega mi provocò il destare dallo stato onirico a vegliare nel caos e le paure attufinato come un cencio nel recesso temendo per la mia sorte prossima e remota e attendo fremente che il fortunale s'acquieti onde abbracciare morpheo e li'gnoto e rifocillare la mia egra mente con ristoratore sonno e oblio dell'orrore mare dove il poeta ahimè amava sprofondare lui ma non me medesimo