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Discussione: Milano, il grido dei medici costretti a decidere chi salvare.

  1. #31
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    Predefinito Re: Milano, il grido dei medici costretti a decidere chi salvare.

    beh, speriamo che mettano in fondo alla lista i politici, qualunque politico.
    poi negazionisti
    poi fascisti e comunisti (senza differenziare)
    poi se proprio si deve ancora decidere, purtroppo tocca ai più anziani.
    Antifascista e Anticomunista: contro tutte le dittature presenti e passate
    Il saggio sa di essere stupido,è lo stupido invece che crede di essere saggio
    non rispondo a stupidi e troll.

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  2. #32
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    Predefinito Re: Milano, il grido dei medici costretti a decidere chi salvare.

    Citazione Originariamente Scritto da scomunista Visualizza Messaggio
    No caro io non mi ritrovo tutto il giorno a fare il delatore come voi a postare fake del fangoquotidiano. Il tuo è un continuo spammare notizie denigratorie sulla Regione Lombardia.
    Se ritieni una notizia denigratoria, hai gli strumenti per farti sentire. DENUNCIA IL GIORNALE CHE LE HA PUBBLICATE!
    Se ritieni che io continuo a spammare notizie denigratorie, hai gli strumenti per farti sentire. SEGNALAMI!
    Altrimenti taci.

  3. #33
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    Predefinito Re: Milano, il grido dei medici costretti a decidere chi salvare.

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    Se ritieni una notizia denigratoria, hai gli strumenti per farti sentire. DENUNCIA IL GIORNALE CHE LE HA PUBBLICATE!
    Se ritieni che io continuo a spammare notizie denigratorie, hai gli strumenti per farti sentire. SEGNALAMI!
    Altrimenti taci.
    Mi accontento di ricordare a tutti che sei una macchietta al servizio dei grullopidioti.
    » Novella Maioriani 8, De reddito iure armorum, sul diritto a portare le armi

  4. #34
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    Predefinito Re: Milano, il grido dei medici costretti a decidere chi salvare.

    Citazione Originariamente Scritto da scomunista Visualizza Messaggio
    Mi accontento di ricordare a tutti che sei una macchietta al servizio dei grullopidioti.
    Mi accontento di ricordarti che hanno inventato ... gli specchi. Ogni tanto guardati ...

  5. #35
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    Predefinito Re: Milano, il grido dei medici costretti a decidere chi salvare.

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    Mi accontento di ricordarti che hanno inventato ... gli specchi. Ogni tanto guardati ...
    Non mi preoccuparti io sono in pace con la mia coscienza e dormo benissimo.
    » Novella Maioriani 8, De reddito iure armorum, sul diritto a portare le armi

  6. #36
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    Predefinito Re: Milano, il grido dei medici costretti a decidere chi salvare.

    Citazione Originariamente Scritto da scomunista Visualizza Messaggio
    Non mi preoccuparti io sono in pace con la mia coscienza e dormo benissimo.
    Cosa vuol dire? Anche io dormo benissimo e sono in pace con la mia coscienza. Credi di avere l'esclusiva in proposito?

  7. #37
    Date e vi sarà chiesto.
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    Predefinito Re: Milano, il grido dei medici costretti a decidere chi salvare.

    Citazione Originariamente Scritto da scomunista Visualizza Messaggio
    No caro io non mi ritrovo tutto il giorno a fare il delatore come voi a postare fake del fangoquotidiano. Il tuo è un continuo spammare notizie denigratorie sulla Regione Lombardia.
    Perdonali non sanno quello che fanno...
    Non c'è uomo così virtuoso che, se dovesse sottoporre tutti i suoi pensieri e tutte le sue azioni al giudizio della legge, non meriterebbe di essere impiccato dieci volte nella vita.
    Michel de Montaigne

  8. #38
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    Predefinito Re: Milano, il grido dei medici costretti a decidere chi salvare.

    Denunce, siluramenti, veleni: l’allarme dei 50 medici costretti a decidere chi salvare dal Covid diventa una faida interna agli ospedali San Paolo e Carlo di Milanoà
    Il direttore generale ha rimosso la responsabile dei pronto soccorso cui aveva chiesto di difendere l’operato dell’azienda sanitaria sconfessando apertamente i colleghi. Ma un mese prima lei aveva comunicato il collasso e chiesto alla direzione di chiudere tutto. L’Asst promuove la controffensiva ai medici. Lo stato d’agitazione in corso culminerà in uno sciopero il 14 dicembre. Da Regione Lombardia solo silenzio.
    “Né eroi né codardi”. Un infermiere sale sul tetto del Dipartimento emergenza-urgenza del San Carlo per appendere uno striscione e urlare la sua verità alzando le braccia, altri manifestano e protestano. È ciò che si vede fuori dal Santi Paolo e Carlo, i due ospedali milanesi dove giovedì è esploso il caso della lettera di 50 medici che denuncia la carenza di mezzi e di personale e racconta di scelte “né clinicamente né eticamente tollerabili” e di camici bianchi “forzati a dilazionare l’accesso a terapie e tecniche“. In pratica, a negare l’intubazione a pazienti che ne avrebbero avuto bisogno. I professionisti coinvolti sono quelli del sindacato Usi, che ha proclamato uno stato d’agitazione che culminerà in uno sciopero il 14 dicembre. Ma anche dentro gli ospedali, a partire dai piani alti dell’Asst, c’è parecchia agitazione.
    Dopo aver ridimensionato il problema, annunciato un audit interno e chiesto tutte le cartelle cliniche, il direttore generale Matteo Stocco nella notte ha rimosso il suo dirigente apicale dell’Unità Operativa Complessa DEA, il Dipartimento di Emergenza. La dottoressa Francesca Cortellaro da ieri non è più il direttore del dipartimento che si occupa della degenza breve e dei pronto soccorso, proprio le aree dove si è arrivati al collasso denunciato dai medici. Il tutto a emergenza ancora in corso, con 350 pazienti Covid da gestire.
    La defenestrazione della primaria è un fatto grave e sorprendente anche per un altro motivo. Lo stesso direttore le aveva affidato una prima difesa d’ufficio dell’Asst e la Cortellaro non si era tirata indietro. Insieme al primario di rianimazione Stefano Muttini, aveva infatti sottoscritto una nota nella quale si dissociava dalle affermazioni dei colleghi rianimatori e infermieri, abbandonandoli così al timore di subire rappresaglie per l’iniziativa. L’indomani, replicava anche su Repubblica, bollando la loro lettera come “vergognosa”: “E’ falso quello che hanno scritto, al Pronto soccorso non sono mai state negate cure necessarie a salvare i pazienti Covid”.
    Ma un documento che il Fatto.it ha potuto leggere dimostra il contrario. Il 26 ottobre, quasi un mese prima della lettera dei medici e rianimatori, la Cortellaro scriveva la stessa cosa in una mail inviata al direttore generale Stocco e in copia al direttore sanitario Nicola Vincenzo Orfeo: “Gent.mi, la situazione in entrambi i PS è esplosiva. Al San Paolo ci sono 40 pazienti in attesa di ricovero, su un totale di 77 pazienti presenti. Al San Carlo ci sono 77 pazienti dei quali 40 in attesa di ricovero in area Covid, senza alcuna possibilità di ricovero per almeno 24 ore. (…) In tale contesto non siamo in grado di garantire le cure ed assistenza adeguate ai pazienti”. La mail si conclude con una serie di richieste organizzative sul fronte del personale, tra cui quella di utilizzare un’area ex 118 per l’osservazione dei pazienti non Covid “al momento inutilizzata per mancanza di unità infermieristiche e di personale OSS dedicato”. Ultimo step, la non ricettività di entrambi i pronto soccorso per “almeno 24 ore”.
    È un documento importante non solo perché fa della primaria defenestrata un capro espiatorio. La vicenda dei due ospedali milanesi sta assumendo connotati di rilevanza sanitaria e di salute pubblica in una Regione che si è presentata impreparata alla prova della seconda ondata tra tamponi, tracciamento, e vaccini. L’Asst dei Santi da due giorni tenta di ridimensionarla ma si scopre ora che il collasso era stato denunciato internamente da quasi un mese ai massimi i livelli. Le contromisure assunte dalla direzione non devono aver cambiato il quadro, se 23 giorni dopo la mail del primario 50 medici sono arrivati a firmare, col proprio numero di matricola, un documento che la inchioda alle sue responsabilità (e in qualche modo li solleva dalle loro). Non cercavano certo pubblicità. La lettera è stata mandata all’Asst come documento interno, non ai giornali. Al tempo stesso non era neppure clandestina, perché è stata affissa in guardiola per consentire a quanti lo ritenessero di firmarla. Diceva l’indicibile, questo è il punto. Ma solo una volta uscita dal cassetto e divenuta di pubblico dominio.
    Nell’ingombrante silenzio di Regione Lombardia, la ricerca di una difesa d’ufficio ai piani alti dell’Asst non si mai è fermata. Da ieri tra i medici dei due ospedali gira una contro-lettera da firmare per sconfessare ulteriormente i colleghi e la loro denuncia. I primi firmatati sono i capi dipartimento, che sono i fiduciari del direttore Stocco. Tutti pronti a giurare che “le affermazioni (della lettera dei 50 colleghi, ndr) sono totalmente destituite da ogni fondamento” e “gravemente lesive della professionalità e dell’impegno” di tutti i medici dei due ospedali. E dunque la “massima solidarietà alla Direzione Strategica della ASST che si è sempre sforzata di organizzare al meglio i percorsi assistenziali e gestionali possibili senza mai far mancare al personale sanitario il supporto necessario in termini di attrezzature biomedicali, DPI, presidi terapeutici, sostegno logistico e reperimento delle risorse umane pur nelle attuali difficilissime contingenze”.
    Tutte dichiarazioni che contrastano con una lunga serie di denunce, esposti, segnalazioni all’Ats di Regione Lombardia sulla carenza di personale e strumentazione nei reparti di PS che si sono susseguite negli ultimi due anni, senza trovare risposte. Tra le tante, la mancata convocazione del Comitato Aziendale sulla sicurezza, previsto dal decreto di aprile per la verifica dei protocolli di sicurezza a fronte di oltre 300 contagi tra i lavoratori dell’Asst. Tentativi di salvare se stessi e i pazienti che, all’apice della seconda ondata, sono culminati nella famosa lettera dei 50 medici. Forse chi ha firmato per sconfessare la loro denuncia non sapeva che quelle parole erano state anticipate, quasi un mese prima, proprio da chi gestiva le urgenze. A riprova dell’assoluta “spontaneità” dell’iniziativa, la contro-lettera viene anche diffusa dall’ufficio stampa dell’Asst che ha assecondato il tentativo di annegare la vicenda. Trasformandola in una sorta di referendum interno, con tanto di raccolta firme, sul potente direttore. E là fuori la scritta: “Né eroi né codardi”.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/202...ilano/6012066/


  9. #39
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    Predefinito Re: Milano, il grido dei medici costretti a decidere chi salvare.

    Ospedali San Paolo e Carlo, parla un medico: ‘Inumano, noi e i pazienti abbandonati in una vera bolgia, ammassati come carne da macello’
    Non ha firmato la lettera-denuncia dei colleghi "perché non c'ero, ma lo rifarei oggi stesso perché lo confermo punto per punto". Tra i corridoi degli ospedali milanesi, dove è deflagrato il caso della lettera di 50 medici sulle prestazioni dilazionate per mancanza di personale, subito sconfessata dalla direzione, c'è un clima di terrore. Specie dopo il siluramento del primario che aveva scritto le stesse cose alla direzione generale un mese prima. Qualcuno rompe il silenzio, ma dietro garanzia di anonimato. E racconta cosa succedeva nei reparti di emergenza-urgenza al collasso.
    “Vuole che lo dica bene? Se prendo una pianta che ho scordato di annaffiare e la annego, quando ormai è quasi morta, il risultato è che la pianta muore”. Il clima da caccia alle streghe dentro gli ospedali San Paolo e Carlo di Milano impone l’anonimato al personale sanitario che lavora nei reparti d’urgenza, che 50 colleghi medici e rianimatori hanno definiti al collasso, con 350 posti letto già occupati, le barelle che si trasformano in letti e le sale di attesa in reparti, coi medici costretti “a fare scelte né clinicamente né eticamente tollerabili” e forzati a dilazionare l’accesso a terapie e tecniche. L’Asst si è mossa per sconfessare quella denuncia, arrivando a rimuovere la primaria che l’aveva anche anticipata, in termini non meno diretti, al direttore meno di un mese prima che i colleghi prendessero l’iniziativa, convinti di doverlo fare a tutela dei loro pazienti e di se stessi.
    Lo confermo punto per punto. Io non l’ho firmata perché non c’ero in quei giorni, ma lo farei oggi stesso, perché quello che ho letto sul vostro giornale, che l’ha riportata, è né più né meno di quanto accade. Nonostante la mancanza di risorse fosse nota a tutti da tempo, ci siamo trovati di fronte a scelte eticamente difficili verso i nostri pazienti. Lavorare in quella bolgia in questo momento è difficilissimo, inumano. Siamo tutti ammassati come carne da macello. E vale per i pazienti come per i medici, gli infermieri e le OSS. Lavoriamo in condizioni che un dispensario del Ruanda è meglio.
    Più volte, purtroppo. Mi sono trovato che non avevo a disposizione un’anestesista per una sedazione per un paziente particolarmente compromesso che necessitava di una cura particolarmente invasiva. Poi il collega si è reso disponibile, ma dopo due ore e mezza.
    Tecnicamente si chiama “timing”. Significa che in medicina fare la cosa giusta nel tempo sbagliato equivale a fare quella sbagliata. Punto. I colleghi, e questo le persone lo devono capire bene, non hanno detto che non hanno curato i pazienti, ma che si sono trovati a dilazionare le prestazioni per mancanza di personale. Quando una persona va intubata va fatto subito. Quell’intervento veniva poi fatto appena possibile, ma dilazionato. Ricorda il discorso della pianta?
    Le risorse di personale che mancano. Mancavano da anni, sono mancate anche nell’emergenza. Ho letto il comunicato dell’Asst che parla di 97 medici assunti e 94 infermieri da febbraio. Quello che non si dice è che la maggior parte di quelle posizioni è andata a integrare i pensionamenti, e che molti contratti attivati erano a termine e a settembre sono cessati. Quando è arrivata la seconda ondata ci siamo ritrovati ancora più in sofferenza di prima, in tutti i reparti. Poi hanno tentato di tamponare con i neolaureati che il giovedì sono usciti dall’università il giovedì e il sabato sono stati sbattuti in pronto soccorso Covid. Senza una formazione specifica degna di questo nome che consentisse loro di muoversi agilmente in corsia.
    Che erano più d’impiccio che altro perché questi giovani colleghi rallentavano l’attività in un contesto dove il minuto fa la differenza. Capiamoci, non per colpa di questi ragazzi che hanno l’ardore dei vent’anni che ti porta a voler salvare il mondo, e io posso dirlo hanno dato tutto, non si sono mai risparmiati. Il problema è che la direzione ha sottovalutato l’impatto di una seconda ondata ben sapendo che già alla prima eravamo in enormi difficoltà. E poi ci sono le strutture in cui ci siamo trovati a operare, a dir poco di fortuna.
    E’ verissimo quanto scritto nella lettera: la mancata pianificazione di aree attrezzate per la seconda ondata ha fatto sì che si usassero spazi diversi da quelli idonei per visitare, trattare e monitorare i pazienti. Perfino le sale d’attesa. Ora, dico io da cittadino lombardo che paga le tasse: se mi capitasse un qualche accidente, posso dire che non voglio essere intubato, anche se siamo in una pandemia, in mezzo al corridoio?
    https://www.ilfattoquotidiano.it/202...cello/6012418/

  10. #40
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    Predefinito Re: Milano, il grido dei medici costretti a decidere chi salvare.

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    Mi accontento di ricordarti che hanno inventato ... gli specchi. Ogni tanto guardati ...
    Direi che questo vale per tutti ...anche per quelli che ritengono a torto di essere ...."moralmente superiori"

 

 
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