Wilders la spunta
Ci sono voluti quasi quattro mesi di trattative serratissime che più d'una volta sono saltate, ma alla fine il leader della destra anti-islamica olandese, Geert Wilders, l'ha spuntata. Il governo, che sarà guidato dal liberale Mark Rutte, consisterà in una coalizione tra liberali e democristiani e si reggerà sull'appoggio esterno della formazione di Wilders. Un modello simile a quello applicato attualmente in Danimarca, dove la coalizione tra liberali e conservatori governa da ormai 9 anni grazie all'appoggio esterno della formazione anti-islamica ed euroscettica di Pia Kjaersgaard. Geert Wilders ha posto condizioni pesanti per il suo appoggio come il blocco dell'immigrazione islamica e l'appoggio del governo olandese a Parigi nel rimpatrio dei rom. Mark Rutte è quindi riuscito nella difficile opera di porsi come "ponte" tra Wilders ed i democristiani, usciti con le ossa rotte dalle urne ma determinanti per un governo di centro-destra. In cambio il leader nazionalista promette l'appoggio alle politiche di austerità e tagli alla spesa pubblica promesse da Rutte in campagna elettorale e che hanno portato i liberali alla storica affermazione. L'accordo raggiunto però non soddisfa alcuni democristiani e ha fatto infuriare sia gli ambienti della chiesa cattolica che quelli della chiesa calvinista vicini al partito e suoi principali serbatoi di voti. Molto critico il leader laburista Job Cohen che ha sperato fino all'ultimo di arrivare ad un accordo "centrista", ovvero un governo tra liberali, democristiani e laburisti che ha definito i suoi ex alleati democristiani, che han governato insieme al suo partito fino a pochi mesi fa, come "prostitute". Wilders ha ottenuto il massimo possibile, contando il fatto che il suo partito è un partito molto giovane e che quindi ancora non ha una classe dirigente adeguata ad entrare direttamente al governo. Il leader nazionalista quindi avrà la golden share nel governo, potrà decidere se e quando staccare la spina, ma nel contempo non si sporcherà troppo le mani limitandosi ad appoggiare dall'esterno l'azione dell'esecutivo di Rutte. Ora però l'ultimo ostacolo verso la partecipazione di Wilders al governo. I tre gruppi parlamentari dovranno ratificare definitivamente l'accordo raggiunto fra i tre leaders. Non dovrebbero esserci problemi nei gruppi di liberali e nazionalisti, qualche brutta sorpresa dell'ultima ora potrebbe invece arrivare dal gruppo democristiano dove le reazioni negative degli ambienti religiosi all'accordo con Wilders potrebbero dare problemi e dove i numerosi mal di pancia potrebbero addirittura portare ad una clamorosa scissione.
Giovanni R.: Wilders la spunta




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