ROMA - Le cose dette dal premier nel video pubblicato da Repubblica.it non gli sono piaciute. E lo fa capire in modo esplicito. Per Gianfranco Fini la riforma della giustizia non deve "penalizzare la magistratura". "Non vuol dire - ha detto il presidente della Camera - che tutti i magistrati sono eccellenti servitori dello Stato. Ce ne sono alcuni che, come in altre categorie, hanno dei difetti. Ma non si può e non si deve in alcun modo pensare di dar vita a una riforma della giustizia che parta dal principio che si deve punire o penalizzare la magistratura italiana".
Poi un monito al premier sulle prospettive dell'esecutivo e della maggioranza. "Siamo fedeli al patto sottoscritto con gli elettori quando abbiamo vinto le elezioni con il Pdl - dice in un intervento telefonico a un convegno della sua area in corso a Salerno, alla presenza del capogruppo di Fli alla Camera Italo Bocchino -. A condizione però che il programma venga scritto e declinato in tutte le sue parti e non venga invece dimenticato o tradito in alcune di esse". E, comunque, "nei prossimi mesi gli italiani verificheranno se la politica è fatta di personalismi, polemiche, dossier che avvelenano il vivere civile o risponderà alle esigenze degli elettori".
Quindi dall'ex leader di An un passaggio su Fli: "Abbiamo una grande voglia di rinnovare la politica e dopo gli ultimi vent'anni bisogna resistere alle difficoltà ed affermare le nostre idee". Perché nella sfida lanciata con la nascita di Futuro e Libertà, "ce la faremo, non ho dubbi". Poi, sottolinea il presidente della Camera, "chi aderisce al movimento finiano ha messo in chiaro di fare politica non certo per interessi di parte o addirittura di carattere personale. E' la più bella garanzia che possiamo offrire alla gente. Io sono convinto che con l'entusiasmo, con la pulizia delle idee, con la onestà dei comportamenti, con la coerenza delle azioni, in tempi brevi avremo ancora maggiori soddisfazioni".
Secondo Fini il centrodestra è "fin troppo attento alle esigenze e alle richieste di un partito, la Lega" e "in molte circostanze sembra dimenticare che buona parte del suo consenso arriva dal sud, dal meridione". "Stando agli impegni presi dal presidente Berlusconi nel discorso programmatico alle camere", continua Fini, il meridione "deve tornare a essere al centro dell'agenda politica. Ma occorre aspettare che alle buone intenzioni seguano fatti concreti e stanziamenti". A giudizio del fondatore di Futuro e Libertà "è sacrosanto ricordare che servono le infrastrutture per il sud", ma non va dimenticato che "in questi mesi i fondi Fas sono stati considerati un salvadanaio a cui attingere per far fronte alle tante emergenze che l'Italia di volta in volta doveva affrontare". Fli, garantisce Fini, sarà "in prima linea per garantire il riscatto del sud, per garantire che i giovani abbiano finalmente la possibilità di esprimere le loro capacità. Credo sia una emergenza drammatica la disoccupazione, specie nel meridione".
Farefuturo all'attacco. Su Ffwebmagazine, periodico online della fondazione, il direttore Filippo Rossi si rivolge a chi sogna una destra "diversa". "Una destra - spiega Rossi - centrale e democratica, costituzionale e istituzionale. Garbata, perché no. E anche tradizionale. E morale". "Battete un colpo per evitare che, ancora una volta, questa destra normale e maggioritaria, questa destra senza paure, si debba vergognare di una classe dirigente che agisce 'in nome e per conto' senza averne nessuna legittimità", scrive. E quindi, conclude il direttore, "battete un colpo adesso, per evitare che ancora una volta questa destra profonda debba scegliere tra due alternative: quella di starsene a casa per impotenza o quella di essere schiacciata a sinistra per la disperazione".
Fini: "Fedeli al programma se non viene tradito" E boccia riforme contro la magistratura




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