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Discussione: Assalto al Campidoglio!

  1. #231
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    Predefinito Re: Assalto al Campidoglio!

    Citazione Originariamente Scritto da Gallarò Visualizza Messaggio
    Il problema degli italiani che hanno meno di sessant'anni è che sono cresciuti nella bambagia, almeno in gran parte.Conosco gente che pur non provenendo da famiglie ricche non ha mai lavorato. Si sono accontentati di una vita di sponda (niente moglie , niente automobile personale, vivono con i genitori o in un appartamento di proprietà della nonna o della zia senza pagare la pigione)e si accontentano delle mancette dei genitori .Ora ci aggiungi il reddito di cittadinanza che avrebbe un senso se aiutasse la gente ad inserirsi nel mondo del lavoro, strutturato com'è adesso serve soltanto a mantenere o nullafacenti o gente che assomma il lavoro nero e avrai un quadro della situazione.Il lavoro estivo nei campi è alla portata di chiunque ma i sedicenti disoccupati se ne guardano bene. E' giustissimo il numero chiuso nelle Università ma quella che stiamo vivendo è una orta di eutanasia culturale. E coloro che hanno voglia di lavorare sul serio purtroppo se ne vanno all'estero (anche a Parma anche tra i camerati: Spagna, Svizzera Germania e uno addirittura in Costarica).
    Il mercato del lavoro è quello che è: le imprese private assumono il personale di cui hanno necessità e sono diventate molto esigenti, il settore pubblico non assume molto anche perché lo Stato non ha padronanza della moneta (c'è il discorso degli sprechi inoltre). Con l' informatica, la robotica, l' intelligenza artificiale ci sarà molto meno lavoro, sono cose che dicono i padroni dei giganti tecnologici, il World Economic Forum ecc.
    Se abiti in regioni come la Sardegna, spesso nel pubblico quanto nel privato entri in base a voto di scambio, legami familiari, conoscenze.
    Siamo in una situazione analoga ad una partita di calcio dove un pò di giocatori restano in panchina, per forza.
    Riguardo ai campi, lì vogliono solo schiavi, meglio ancora in nero. In quei contesti uno che mostra qualche difetto lo buttano via subito.
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

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  2. #232
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    Predefinito Re: Assalto al Campidoglio!

    Quando ci lavorai io nei campi diciamo che le condizioni di lavoro non erano affatto schiavistiche; la paga era 5//6 euro all'ora si cominciava alle 7 e si finiva alle 18 con due ore di pausa.Il lavoro non era pesante a parte le mosche e il solleone.
    Bazooka!!!

  3. #233
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    Predefinito Re: Assalto al Campidoglio!

    IL COVID-DISSENSO : SOLO UNA IDEOLOGIA PRODOTTA IN REAZIONE AL COVID -REGIME

    https://www.controinformazione.info/...-covid-regime/

  4. #234
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    Predefinito Re: Assalto al Campidoglio!

    Ue e Usa. I nuovi scenari che potrebbero aprirsi con l’arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca

    https://www.ariannaeditrice.it/artic...la-casa-bianca

  5. #235
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    Predefinito Re: Assalto al Campidoglio!


  6. #236
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    Predefinito Re: Assalto al Campidoglio!

    LE TENSIONI SOCIALI SECONDO KLAUS SCHWAB ED IL FORUM ECONOMICO MONDIALE

    Da Covid-19: the Great Reset, di Klaus Schwab e Thierry Malleret

    Uno dei pericoli più profondi a cui si va incontro nell’era post-pandemia è l’agitazione sociale. In alcuni casi estremi, potrebbe condurre alla disintegrazione della società e al collasso politico. Innumerevoli studi, articoli e avvertimenti contengono l’evidenziazione di questo particolare rischio, basato sull’ovvia osservazione che quando la gente non ha lavoro, non ha reddito e non ha prospettive per una vita migliore, spesso ricorre alla violenza. La citazione a seguire cattura l’essenza di questo problema. Si applica agli USA, ma le sue conclusioni sono valide per la maggior parte dei Paesi in giro per il mondo:
    “Quelli che sono lasciati senza speranza, senza lavoro, e senza beni potrebbero facilmente rivoltarsi contro quelli che stanno meglio. Già qualcosa come il 30% di Americani ha una ricchezza pari a zero o negativa. Se più gente emergerà dalla crisi corrente con né soldi, né posti di lavoro, né accesso alle cure sanitarie, e se questa gente diventa disperata e arrabbiata, scene tali come la recente fuga di prigionieri in Italia o i saccheggi che seguirono dopo l’uragano Katrina a New Orleans nel 2005 potrebbero diventare accadimenti abituali.

    Se i governi dovranno ricorrere all’uso di forze paramilitari e militari per sedare, ad esempio, rivolte o attacchi alle proprietà, le società potrebbero cominciare a disintegrarsi.”
    Ben prima che la pandemia avesse travolto il mondo, le agitazioni sociali erano state in aumento a livello globale, quindi il rischio non è nuovo ma è stato amplificato dal Covid-19. Ci sono differenti modi di definire cosa costituisce tensione sociale ma nel corso dei due anni passati più di 100 significative proteste antigovernative sono avvenute in giro per il mondo, dalle rivolte dei gilet gialli in Francia alle dimostrazioni contro gli uomini forti in Paesi come Bolivia, lran e Sudan. La maggior parte di queste proteste furono soppresse da brutali repressioni e molte sono andate in letargo (come l’economia globale) quando i governi hanno costretto le loro popolazioni a stare in isolamento per contenere la pandemia. Ma dopo che il blocco di riunirsi in gruppi e manifestare in strada sarà revocato, è difficile immaginare che le vecchie rimostranze e il malcontento sociale temporaneamente soppressi non esploderanno di nuovo, possibilmente con forza rinnovata. In questa era post-pandemia, i numeri dei disoccupati, preoccupati, tristi, risentiti, malati ed arrabbiati aumenteranno drammaticamente. Si accumuleranno tragedie personali, fomentando rabbia, risentimento ed esasperazione in diversi gruppi sociali, compresi i disoccupati, i poveri, gli immigrati, i detenuti, i senza tetto, tutti quelli lasciati fuori… Come potrebbe tutto questo non finire in un’esplosione? I fenomeni sociali spesso mostrano le stesse caratteristiche come le pandemie e, come osservato nelle pagine precedenti, i punti critici si applicano in entrambi i casi allo stesso modo. Quando la povertà, la sensazione di essere emarginati ed impotenti raggiungono certi punti critici, l’azione sociale dirompente spesso diventa l’opzione di ultima istanza.


    Agitazioni sociali per il blocco prolungato

    Nei primi giorni della crisi, persone importanti hanno fatto eco a tali preoccupazioni e messo in allerta il mondo sul crescente rischio di agitazioni sociali. Jacob Wallenberg, l’industriale svedese, è uno di loro. Nel marzo del 2020, scrisse: “Se la crisi continuerà per lungo tempo, la disoccupazione potrebbe raggiungere il 20-30 per cento mentre le economie potrebbero contrarsi del 20-30 per cento… Non ci sarà ripresa. Ci saranno agitazioni sociali. Ci sarà violenza. Ci saranno conseguenze socioeconomiche: disoccupazione a livelli drammatici. I cittadini soffriranno drammaticamente: alcuni moriranno, altri si sentiranno malissimo.” Siamo ora oltre la soglia di ciò che Wallenberg considerava essere “preoccupante”, con un tasso di disoccupazione superiore del 20% fino ad arrivare oltre il 30% in molti Paesi del mondo e con la maggior parte delle economie che si sono contratte nel secondo trimestre del 2020 oltre a un livello che precedentemente era considerato un livello di preoccupazione. Come questo andrà a finire e dove i disordini sociali avverranno più probabilmente e in che misura?
    (…)
    È importante enfatizzare che nessuna situazione è scolpita nella pietra e che non ci sono cause scatenanti “meccaniche” per i disordini sociali – essi rimangono un’espressione di una dinamica umana di carattere collettivo e di uno stato d’animo che è dipendente da una moltitudine di fattori. Fedeli alle nozioni di interconnessione e complessità, le esplosioni di tensioni sociali sono tipici eventi non lineari che possono essere scatenati da un’ampia varietà di fattori politici, economici, sociali, tecnologici e ambientali. Variano da cose così diverse come gli shock economici, avversità causate da eventi atmosferici estremi, tensioni razziali, scarsità di cibo e persino sentimenti di ingiustizia. Tutti questi inneschi, e altri ancora, quasi sempre interagiscono l’uno con l’altro e creano effetti a cascata. Quindi, specifiche situazioni di tumulto non possono essere previste, ma possono, comunque, essere anticipate. Quali Paesi sono più suscettibili? A prima vista, i Paesi più poveri con nessuna rete di sicurezza e Paesi ricchi con deboli reti di sicurezza sono più a rischio perché non hanno nessuna o pochissime misure politiche come benefici per la disoccupazione per attenuare la perdita di reddito lavorativo. Per questa ragione, società fortemente individualistiche come gli USA potrebbero essere più a rischio rispetto a Paesi europei o asiatici che o hanno un grande senso di solidarietà (come nell’Europa meridionale) oppure hanno un migliore sistema sociale per assistere gli svantaggiati (come nell’Europa settentrionale). Alcune volte, le due cose avvengono assieme. Paesi come l’Italia, per esempio, posseggono sia una forte rete di sicurezza che un forte senso di solidarietà (particolarmente in termini intergenerazionali). In modo simile, il Confucianesimo prevalente in così tanti Paesi asiatici mette un senso del dovere e di solidarietà intergenerazionale prima dei diritti individuali; esso da anche grande valore alle misure e alle regole che beneficiano la comunità nel suo insieme.

    Naturalmente, tutto questo non vuol dire che i Paesi europei ed asiatici sono immuni dalle agitazioni sociali. Tutt’altro! Come il movimento dei gilet gialli ha dimostrato in Francia, forme violente e continue di tensioni sociali possono esplodere in Paesi dotati di una robusta rete di sicurezza sociale ma dove le aspettative sociali sono lasciate insoddisfatte.
    L’agitazione sociale influenza negativamente il benessere sia da un punto di vista economico che da un punto di vista sociale, ma è essenziale enfatizzare che non siamo impotenti di fronte a potenziali agitazioni sociali, per la semplice ragione che i governi e in minore misura le aziende od altre organizzazioni possono prepararsi per mitigare il rischio tramite l’attuazione di giuste politiche. La più grande causa sottostante delle agitazioni sociali è la disuguaglianza. Gli strumenti politici per combattere inaccettabili livelli di disuguaglianza esistono ed essi spesso risiedono nelle mani dei governi.

    Traduzione a cura della redazione

    Fonte_ Bye bye uncle sam


    https://www.controinformazione.info/...mico-mondiale/

  7. #237
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    Predefinito Re: Assalto al Campidoglio!

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  8. #238
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    Predefinito Re: Assalto al Campidoglio!

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    L'aumento dei mantenuti e dei sussidiati di Stato è dettato dal fatto che abbiamo un mercato del lavoro penoso e, sostanzialmente, bloccato. Lo credo che in un contesto del genere molti cerchino di sopravvivere grazie ad eredità e risparmio privato della famiglia di provenienza. Dov'è la convenienza economica nel fare diversamente? Con stipendi da fame, lavori ritenuti - a torto spesso, a ragione però in molti casi - degradanti o dequalifica(n)ti rispetto a titolo di studio e competenze acquisite nel corso degli anni (ecco perché sarebbe necessario, in questo senso, smetterla di far entrare chiunque all'università, facendo credere che tutti possano o debbano diventare dottori o avvocati o professori) non vedo grandi alternative. Riguardo a chi va all'estero, bisogna distinguere nettamente tra chi ci va perché effettivamente qua non trova un lavoro ben remunerato e/o gratificante rispetto al suo percorso di studi e al suo bagaglio culturale, chi ci va perché è molto qualificato e all'estero prende più soldi di quanti ne prenderebbe in patria, chi ci va perché non è riuscito a sbarcare il lunario in patria ma si sente cool a fare il lavapiatti o il barista o il cameriere o il pulisci-cessi a Londra anziché a Catania o a Roma o a Milano (illudendosi magari che, così facendo, possa fare chissà quale scalata sociale, cosa che peraltro avviene in numero molto limitato di casi) e chi semplicemente ci va perché è un liberal-progressista o un radical-chic col mito della vita cosmopolita e glamour.
    Quanto al fatto che ci sia una quota di boomer che ha vissuto - e continua a vivere - di espedienti, di rendite, ecc., è verissimo, ma c'è anche bella fetta di boomer che invece ha lavorato, ha risparmiato (ma ha anche speso, e parecchio) e s'è fatta il culo, pur in un contesto socio-economico nettamente migliore dell'odierno. Non è mica per un caso se negli anni '80 superammo persino la Gran Bretagna fra le potenze industriali più forti del mondo. E non lo dico di certo per nostalgia della classe dirigente del pentapartito, che comunque a confronto di quella attuale ne esce a testa alta, pur essendo pessima.
    Io voglio bene a Giò perché scrive quello che avrei scritto io però prima, quindi a me basta mettergli il laikz.

    Bravo!
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  9. #239
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    Predefinito Re: Assalto al Campidoglio!

    Il Congresso USA vota nuovo impeachment per Trump. L’accusa è di “incitamento all’insurrezione”

    https://comedonchisciotte.org/il-con...linsurrezione/

  10. #240
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    Predefinito Re: Assalto al Campidoglio!

    IL BOSS È FUORI GIOCO E NUOVI SCENARI MONDIALI SI AFFACCIANO ALL’ORIZZONTE

    https://www.controinformazione.info/...-allorizzonte/

 

 
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