
Originariamente Scritto da
Democrazia Liberalsocialista
Cercheremo di rispondere alla domanda del titolo con un esempio banale: c'è un paese che ha bisogno di acqua potabile. Non lontano dal paese c'è una sorgente naturale di acqua potabile.
La missione è quindi quella di trasportare l'acqua della sorgente fino al paese. Quale sistema economico, in linea di principio, raggiunge meglio lo scopo?
Qui sotto vengono elencate le varie possibilità, ordinate dall'opzione peggiore a quella migliore: la prima dell'elenco è l'opzione peggiore, l'ultima è la migliore.
Monopolio privato assoluto
Questa è la situazione peggiore in assoluto.
Una società privata gode della proprietà privata della sorgente (il pubblico non ha quindi accesso alla sorgente), pertanto chiunque voglia avere l'acqua della sorgente è obbligato ad acquistarla da essa (non ci sono altre possibilità legali per avere l'acqua).
In questo situazione il privato non ha solo il monopolio di mercato, ma anche il monopolio dell'accesso alla sorgente, quindi è un monopolio assoluto.
La società può quindi fare dei prezzi molto alti, perché ha il coltello completamente dalla parte del manico: o mangi la minestra o salti la finestra. Dal momento che l'obbiettivo del privato è il profitto, sicuramente utilizzerà la sua posizione privilegiata per massimizzare il più possibile i profitti.
Monopolio statale assoluto
La sorgente è di proprietà di una società pubblica: il pubblico non può accedere alla sorgente.
Se la società pubblica viene usata come mangiatoia allora i prezzi dell'acqua tenderanno a essere alti (in quel caso non è meglio rispetto alla situazione precedente), mentre se invece viene gestita nella giusta maniera, ovvero riducendo il più possibile i costi e quindi i prezzi, il risultato è decisamente migliore rispetto a quello della situazione precedente.
Il problema comunque è che non è possibile valutare l'economicità del servizio perché non c'è concorrenza.
Monopolio privato di mercato
In questa situazione l'acqua viene fornita al paese da una società privata in monopolio, ma essa non possiede la proprietà privata della sorgente (solo la concessione di prendere acqua).
Dal momento che il pubblico può accedere alla sorgente, la società privata ha un po' meno il coltello dalla parte del manico, perché se i prezzi sono veramente troppo alti le persone vanno a prendersi l'acqua con i secchi piuttosto che comprarla.
Monopolio statale di mercato
Stessa cosa come nella situazione precedente, ma con il vantaggio che lo stato non deve fare profitto e quindi può, SE VUOLE, impegnarsi per tenere basso il costo del servizio.
Resta comunque il fatto che trattandosi di un monopolio non è possibile valutare l'economicità del servizio.
Concorrenza privata
In questa situazione più società private hanno la concessione di prendere acqua dalla sorgente e di venderla al paese.
La concorrenza fa abbassare i prezzi rispetto al monopolio ed è possibile scegliere tra diverse alternative.
Il problema però è che i prezzi dell'acqua possono abbassarsi solo fino a un certo punto, perché c'è un margine di profitto sotto il quale nessuna società privata è disposta ad andare.
Se ci dovesse essere una pressione concorrenziale tale da costringere ad abbassare i prezzi all'inverosimile, le società non riuncerebbero al profitto, ma comincerebbero a tagliare i costi del personale, quindi schiavizzare i dipendenti come fa Amazon.
Servizio pubblico con concorrenza privata
Questa è la situazione migliore per il consumatore.
Lo stato crea un servizio pubblico per fornire acqua al paese e permette ai privati di fargli concorrenza.
Grazie alla concorrenza, è possibile valutare l'economicità del servizio pubblico. Ci deve essere una legge che obbliga il servizio pubblico a fare tutto il possibile per battere i concorrenti privati: è auspicabile che lo faccia, visto che ha il vantaggio di non dover fare profitti.
Il manager del servizio pubblico viene automaticamente licenziato se non raggiunge gli obbiettivi prefissati dalla legge del servizio pubblico.
Servizio pubblico con concorrenza privata e diritti dei lavoratori
Sebbene quella precedente sia la miglior situazione possibile per il consumatore, non lo è invece per i lavoratori. Al consumatore fa comodo che i dipendenti di Amazon vengano schiavizzati, ma il problema è che quasi sicuramente è anche lui un lavoratore, quindi non è che per massimizzare i suoi interessi di consumatore ha convenienza a far sì che si crei schiavitù nel lavoro.
È quindi necessario creare una convergenza tra gli interessi dei consumatori e quelli dei lavoratori: sia i servizi pubblici che quelli privati devono rispettare una serie di regole, che devono essere uguali per tutte le società (pubbliche o private) che operano nel mercato.
Si tratta in sostanza di vietare la concorrenza sleale: la concorrenza non si deve basare sull'erosione dei diritti dei lavoratori.
Riflessioni sulle ideologie politiche
Terminata la riflessione su come migliorare il più possibile le condizioni dei consumatori, concludiamo con l'analizzare a quali situazioni portano le varie ideologie politiche.
Il socialismo reale tende ai monopoli statali di mercato e su questo non mi dilungo.
L'obbiettivo dichiarato del liberismo è la concorrenza privata senza intervento statale (che non è la peggior cosa per il consumatore ma nemmeno la migliore), ma il problema è che i risultati sono altri.
Dal momento che il liberismo non limita la proprietà privata (ma anzi, spesso i liberisti considerano la proprietà privata come il diritto più importante di tutti e superiore a qualsiasi altro diritto), in un sistema basato sul laissez-faire più assoluto si scivola verso la situazione peggiore possibile, ovvero il monopolio privato assoluto.
Il problema del liberismo è che è autocontraddittorio, perché non è possibile garantire la concorrenza sul lungo periodo senza limitare la proprietà privata. I liberisti non solo ritengono che non si debba vietare di privatizzare una sorgente d'acqua, ma dicono proprio che bisogna farlo: privatizzare tutto, anche i parchi!
C'è poi un liberismo meno purista, un po' sporcato (alla Michele Boldrin, per intenderci) che invece accetta l'intervento dello stato al fine di garantire la concorrenza, cosa che è di fatto una limitazione della proprietà privata (che un liberista puro non accetterebbe mai).
L'ideologia più lungimirante è quella che potremmo definire "socialismo liberale":
- Limitare la proprietà privata (non abolirla, ma limitarla)
- Fornire servizi pubblici e lasciare che i privati facciano concorrenza
- Limitare la concorrenza con delle regole chiare, tra cui i diritti dei lavoratori