Non me ne abbiano coloro he si chiamano Matteo ma con quel nome io eviterei di mettermi in politica.
Matteo in Parlamento rischia di diventare l'etichetta dell'infamia e della ciarlataneria.
Un Matteo, Renzi, detto il bomba per la sua propensione a spararle grosse, ha avuto un periodo della sua carriera politica in cui raccolse un consenso enorme, sproporzionato rispetto alle sue scarse qualità. Sembrava quasi intoccabile; vietato criticare il soldato Renzi. Poi il tracollo, inevitabile e comunque tardivo, dove lo ha visto rifugiarsi in un partito che a malapena rappresenta sé stesso in Parlamento ma che, nonostante la sua natura lillipuziana, sta determinando il futuro politico dell'attuale maggioranza.
Poi abbiamo un altro Matteo, anche lui le spara grosse, o forse sarebbe più corretto dire grossolane. Dalla sua bocca escono delle cretinate di tale livello che vien da chiedersi come sia possibile che creda a ciò che sta dicendo. Comunque pare che ci creda e la cosa determinante è che a crederci sono i suoi tifosi. Questo Matteo è un personaggio mediocre, la cui unica fortuna è aver fatto breccia in uno scenario di mediocrità che lo supporta. Infatti ora è lui ad avere un consenso enorme, sicuramente sproporzionato rispetto al suo valore politico, che dovrebbe vederlo numericamente a fianco del primo Matteo.
Questo Matteo ha il potenziale per superare in ciarlataneria il primo ma con uno stile completamente diverso ed a lui dobbiamo attribuire un degrado tangibile del linguaggio nel confronto politico, senza avere un'idea degna su cui discutere.
Insomma, sentiremo ancora per anni questo nome e la storia ci restituirà i danni che questi personaggi hanno fatto al Paese.
Quindi, se vi chiamate Matteo, e sentite l'irresistibile spinta a entrare in politica, se proprio non potete farne a meno, avete due ottimi esempi da non seguire.
Buon weekend.




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