Cognomi ultra-bergamaschi come Alcaini, Astori, Balestra, Bigoni, Bonzi (Bongis/Bonghi), Ceroni, Donati, Donzelli, Fanzago, Grigis, Girardi, Gavazzi, Manzoni, persino Cattaneo, ma anche Locatelli, Oberti, Pesenti, Personeni, Roncalli, Tiraboschi. Bergamaschi doc, ma forse di «origine moresca». Ovvero di origine africana-musulmana, passata attraverso la Spagna.
Possibile che questa messe onomastica rimandi ad una «ipotetica immigrazione di una popolazione moresca» nelle valli bergamasche? La suggestione viene dal saggio «Immigrazione delle popolazioni moresche nelle Valli bergamasche» di Stefano Bombardieri: uno dei circa 50 editi nell’ultimo numero (15°) dei «Quaderni Brembani», Bollettino del Centro Storico Culturale Valle Brembana «Felice Riceputi». Il volume verrà presentato sabato, dalle ore 15, al Museo della Valle di Zogno. Un tema da sviluppare, fermo restando che si tratta di «ipotesi, spunti per ulteriori ricerche e approfondimenti» più che di «affermazioni inoppugnabili», precisa Bombardieri.
Premessa
Una ricerca relativa all’ipotetica immigrazione di una popolazione “moresca” da terre lontane nelle Valli bergamasche non è per nulla facile e piuttosto rischiosa, in quanto
la documentazione è assai scarsa e di conseguenza i risultati potrebbero essere ampiamente esposti a critiche e obiezioni. Le domande sono molteplici e le risposte attendibili
poche: perché questi “mori” sarebbero venuti in Italia? In che periodo esattamente? Chiamati da chi? Su quali basi documentarie si può affermare che gli Astori o i Balestra,
i Locatelli o i Manzoni e i molti altri cognomi elencati qui sotto sono di origine moresca? Non vanno trascurati i molteplici altri fattori che potrebbero esse all’origine di questi cognomi, legati all’attività, all’ambiente, alle caratteristiche somatiche... e quindi non riconducibili all’assunto di questo testo.
Quelle che seguono, più che affermazioni inoppugnabili, vanno quindi considerate delle ipotesi suggestive, degli spunti per ulteriori auspicabili ricerche e approfondimenti.
All’origine della ricerca, la mia curiosità per tutti quei mori, gente di carnagione olivastra, con volti e sguardi che sembrano venuti da terre lontane, tutta gente che porta cognomi presenti nella bergamasca da secoli e da generazioni, che incontro o incontriamo durante la nostra giornata. Si tratta dell’emigrazione delle popolazioni moresche dal sud della Spagna, dalla regione dell’Almeria? Lo spunto in tal senso è uno studio di Lorenzo Conforti.
La storia potrebbe essere successa all’incirca più di 1000 anni orsono, con l’arrivo di
queste popolazioni nelle Valli bergamasche, in particolar modo nella Val Seriana Superiore, in Val di Scalve, nella Val Brembana e nel territorio di Oltre la Goggia, tutte zone legate per lo più all’estrazione del minerale di ferro, alla sua fusione e alla sua lavorazione.
I “moreschi”, provenienti dalla penisola iberica dove si era radicata una presenza e una dominazione araba fin dalla metà del VIII secolo, erano di origine africana, forse provenienti dalla Mauritania, e di religione musulmana, mentre la popolazione locale spagnola, che visse poi loro sottomessa per molti secoli, era cattolica. Stando allo studio citato, esponenti di quelle famiglie, venute da lontano, avrebbero occupato nel corso dei secoli posti di prestigio nella vita di tutti i giorni anche con cariche nel governo cittadino a Bergamo, abbracciando la parte «guelfa» della provincia al tempo dello scatenarsi delle lotte tra le fazioni.
Altri avrebbero lavorato nelle miniere della Valle Brembana, come Almidano Scuri citato nei documenti relativi ai forni di Trabuchello.
I nomi di battesimo che potrebbero fare da spia di famiglie di antiche origini moresche sono tipicamente spagnoli, come Domenghino, Toledo, Sibilla, Car men, Spagna, oppure nomi relativi alla località di residenza come Ardesino (Ardesio), Dosseno (Dossena) Olma (Olmo al Brembo). Da questi nomi e soprannomi sarebbero nati i cognomi: Moro, Moretti, Negri, Moreschi, Dal Negro, Negroni, Scuri, Olivari ecc. ecc.
I cognomi
Molti sono i cognomi di supposta origine moresca individuati dallo studio del Conforti negli atti degli archivi consultati, che vanno dal 1200 al 1500.
Segnalo i più significativi, oltre a quelli legati al territorio brembano.
25/11/1442 Albinoni - Giovanni e Pietro sono di Castione della Presolana, il loro bisnonno era sopranominato “moro”.
8/01/1461 Alcaini - Pacino di Dossena abita ora in Sant’Andrea a Bergamo.
05/03/1470 Astori - Il molatore Giovanni di Valle frazione di Serina, abita ora ad Ardesio.
20/10/1472 Balestra - Domenghino detto “molatore” è di Foppa frazione di Valnegra, in territorio di Oltre la Goggia.
12/11/1407 Bigoni - Giovanna di Ludrigno di Ardesio, è la madre del messo regio Ardesino Bonvicini e vedova di Moresco detto Fabbro.
07/08/1271 - Bonzi - (Bongis-Bonghi) - “in domo monete illorum Bongis”
proprietari di una zecca a Bergamo, 06/10/1482 “Moretti q.Antoni de Bonzis de Dossena”
la famiglia Bonzi-Bonghi nota famiglia guelfa.
07/03/1272 - Ceroni -“Marcus f.q. Marci Ceronis de Serina vic. Levreni (De Ceronis)- Marco Ceroni è di Lepreno, la sua famiglia capeggia la fazione guelfa, i Ceroni sono un ramo della famiglia Rivoli (Ribolis - Rivola)
27/01/1488 - Cavagnis (Cavaneis) - Johannes Antonius f.q. ser Petri de Cavaneis del Buscho de S, Petro Ortio a Belebona aius sponsam et f. Zamboni dicti Mori olim Guarischi de Cavaneis de Camalba: Giovanni Antonio Cavagni del Bosco di S. Pietro d'Orzio, frazione di San Giovanni Bianco, è sposato con la parente Belebona Cavagni di Cornalba, frazione di Serina, in un atto riguardante proprio Zanibono detto Moro , il padre della sposa. Il cognome di questa famiglia viene scritto talvolta anche de Cavagnis.
Fonte:
Quei cognomi brembani doc che potrebbero essere africani... - Cultura e Spettacoli Zogno
http://www.valbrembanaweb.it/centroc...REMBANI-15.pdf




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