La risposta alla domanda del titolo è: ni. È vero che ci sono dei paletti oltre i quali non è concesso andare, ma la situazione non è pesante come la disegnano i cavernicoli.
C'è infatti un concetto fondamentale da chiarire: in ambito politico, con censura si intende quella ad opera dello stato, non quella fatta da siti web privati.
Analizziamo la questione.
Censura statale
In Italia in effetti viene fatta un po' di sgradevole censura a livello statale: penso per esempio alla legge che vieta il negazionismo dell'olocausto. Se non ho capito male rischia qualche sanzione anche chi sventola fieramente la svastica o cose del genere.
Comunque queste leggi non ci sono in tutti gli stati. Quello che accomuna se mai un po' i vari stati è il fatto di avere leggi contro la discriminazione razziale e omofobica.
La Svizzera per esempio ha appena aggiornato la sua legge inserendoci la discriminazione omofobica.
Chiunque incita pubblicamente all’odio o alla discriminazione contro una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia, religione o per il loro orientamento sessuale;
chiunque propaga pubblicamente un’ideologia intesa a discreditare o calunniare sistematicamente tale persona o gruppo di persone;
chiunque, nel medesimo intento, organizza o incoraggia azioni di propaganda o vi partecipa;
chiunque, pubblicamente, mediante parole, scritti, immagini, gesti, vie di fatto o in modo comunque lesivo della dignità umana, discredita o discrimina una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia, religione o per il loro orientamento sessuale o, per le medesime ragioni, disconosce, minimizza grossolanamente o cerca di giustificare il genocidio o altri crimini contro l’umanità;
chiunque rifiuta ad una persona o a un gruppo di persone, per la loro razza, etnia, religione o per il loro orientamento sessuale, un servizio da lui offerto e destinato al pubblico,
è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.
https://www.ekr.admin.ch/basi_legali/i154.html
Si può definire "censura di sinistra"? Bhe, vedete un po' voi: in Svizzera la sinistra alle elezioni prende tipo il 15-20%, eppure una percentuale della popolazione compresa tra il 60% (Ticino e cantoni tedeschi) e l'80% (svizzera francese) hanno votato SI alla recente votazione per inserire la discriminazione omofobica nella legge.
https://www.bk.admin.ch/ch/i/pore/va...09/can630.html
Questo significa che molti di coloro che hanno votato SI alla legge sono elettori del centro-destra, quindi chiamarla "censura di sinistra" è un po' uno specchietto per le allodole. Direi se mai che esiste una grossa fetta della società che non tollera l'istigazione al razzismo e all'omofobia.
Censura dei siti web
I cavernicoli più che lamentarsi della censura statale (che è ridotta, perché bisogna veramente andarci molto pesanti per arrivare all'estremo di essere incriminati per la legge sopra) si lamentano della censura ad opera dei siti web privati, ovvero Twitter, Facebook, Youtube e compagnia bella, che sono più restrittivi rispetto allo stato.
Il problema è che tecnicamente la censura del siti web privati non è considerata censura, perché non ha forza di legge e comunque è perfettamente legittima.
Il fatto è che i siti web privati non possono permettere contenuti che violano le leggi statali, però possono essere più restrittivi rispetto alle leggi statali.
In altre parole, un sito web non può essere più liberale dello stato, però può essere più illiberale dello stato.
Vi faccio questo banalissimo esempio: lo stato vieta la pedopornografia ma non la pornografia con adulti.
Questo significa che un sito web non può avere contenuti pedopornografici mentre può contenere pornografia con adulti, tuttavia non è obbligato a permettere agli utenti di inserire pornografia con adulto (una libertà non è un obbligo).
Per esempio, nessuno si lamenta per via del fatto che in termometropolitico, in Twitter, Facebook o qualunque altro sito web è vietato postare pornografia.
La questione è semplice: se vuoi vedere o postare pornografia vai in un sito che la permette, non è che rompi i coglioni agli amministratori di termometropolitico dicendo loro che è un tuo diritto vedere e postare pornografia.
Ed ecco perché non ha senso definire "censura" quella dei siti privati: se non ti piace un sito web vai in un altro, mentre le leggi dello stato si impongono su tutto il territorio. Non puoi creare un altro stato dentro lo stato, mentre si può creare un altro sito all'interno del web.
Qualcuno a questo punto dirà che la pornografia e le opinioni politiche sono cose differenti, ma non è vero, la distinzione è arbitraria: uno può considerare più "oscene" le cagate che sparano i cavernicoli rispetto alla pornografia... anzi, a dirla tutta la pornografia è una figata (non capisco perché sia vietata in tutti i siti) mentre le cose che scrivono i cavernicoli fanno vomitare.
Liberalismo positivo Vs liberalismo negativo
Quello che abbiamo analizzato sopra è la logica del liberalismo negativo: lo stato non censura, ma non vieta ai privati di censurare (perché per vietare ai privati di censurare lo stato deve essere illiberale con i privati, quindi è vista come una contraddizione).
Si può comunque discutere dell'altra variante, cioè il liberalismo positivo: lo stato impone ai privati di avere la sua stessa etica e di fare un regolamento che rispecchia le leggi dello stato.
Lo stato non vieta la pornografia? E allora anche tu devi obbligatoriamente tollerarla nel tuo sito web.
Lo stato non vieta di usare la parola "frocio"? Allora devi obbligatoriamente tollerarla nel tuo sito web.
E così via...
Anche questo è un punto di vista che uno può avere, ma la domanda è se i cavernicoli sono pronti a ospitare porno gay nei loro siti web.
Qualcuno magari dirà che il liberalismo positivo deve valere solo per Twitter, Facebook e Youtube, non per termometropolitico: perché mai? Sarebbe una distinzione arbitraria! Non è che si fa una legge per UN sito web: se si fa una legge poi questa deve logicamente valere per tutti i siti web!
A me frega un cazzo di Facebook, io voglio la libertà assoluta in termometropolitico: non vedo perché fare una legge apposta solo per gli utenti di Facebook!
Un sito web può essere paragonato a un provider?
La risposta è NO!
Un sito web non è un provider come il fornitore di internet o del telefono.
Sono cose diverse, perché in effetti i provider devono essere neutrali, devono solo trasmettere i dati e basta, ma non ha senso imporre la neutralità ai siti web (come se fossero provider) perché i siti web sono software ed è quindi possibile una concorrenza infinita.
Bisogna anche fare distinzione tra le applicazioni per la messaggistica privata e i siti web con contenuti pubblici: evidentemente in Whats App scrivi il cazzo che vuoi perché sono conversazioni private, ma non è che lo stesso devo valere in un sito web con contenuti pubblici.
Conclusione
Comunque sia non ci crede nessuno al fatto che i cavernicoli siano contro la censura, né da parte dei siti web né da parte dello stato. Sono solo dei paraculi! Infatti quando mai si lamentano del fatto che in Russia è vietato il gay pride e c'è censura contro la propaganda LGBT?




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