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  1. #1
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    Predefinito Liberalizzazione delle droghe (tutte) e della prostituzione

    La questione della liberalizzazione o – meglio – della regolamentazione delle droghe e della prostituzione deve essere affrontata in “modo laico”, quindi non moralista , non religioso, non buonista …. ma semplicemente mediante l’adozione politiche tese al minor danno sociale complessivo possibile.

    Ciò anche se la droga e la prostituzione sono fenomeni negativi – da contrastare – ma non in modo ottuso e moralista il cui risultato è, alla fine, un peggioramento della qualità della vita del tossicodipendente e della prostituta associato ad un parallelo degrado delle nostre città e della qualità della vita di tutti i cittadini (anche non drogati e non puttanieri)
    Quello dei "cervelli in fuga" è un problema serio, ma ben più grande é quello dalle "teste di cazzo" che proprio non se ne vogliono andare

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  2. #2
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    Predefinito Re: Liberalizzazione delle droghe (tutte) e della prostituzione

    Se fossimo tedeschi...
    Il senso della vita è la pizza

  3. #3
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    Predefinito Re: Liberalizzazione delle droghe (tutte) e della prostituzione

    Fanno statalizzate queste cose, non liberalizzate.
    Definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, l’unica grande e più intima depravazione, l’unica immortale macchia d’infamia dell’umanità.


    F. Nietzsche, L'Anticristo, 62

  4. #4
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    Predefinito Re: Liberalizzazione delle droghe (tutte) e della prostituzione

    DROGA - SOSTANZE STUPEFACENTI

    Di seguito alcuni numeri :

    Morti

    Tabacco - 93 mila morti l’anno (stima)
    vedi qui


    Alcolici – 17 mila morti l’anno (stima )
    vedi qui e qui

    Auto - Nel 2019 sono stati 172.183 gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, in lieve calo rispetto al 2018 (- 0,2%), con 3.173 vittime (morti entro 30 giorni dall’evento) e 241.384 feriti (-0,6%). vedi qui


    Droghe – Nel 2019 sono morte 253 persone (principalmente per eroina)
    vedi qui

    Popolazione carceraria – Sovraffollamento carceri

    circa il 30 % della popolazione carceraria è legata a violazione della normativa sulle sostanze stupefacenti vedi qui e qui


    Carico dei tribunali – Numero di processi – Lentezza della giustizia

    Se circa il 30 % della popolazione carceraria è legata a violazione della normativa sulle sostanze stupefacenti, è ragionevole ipotizzare che almeno il 30 % dei processi siano legati alla stessa violazione della normativa sulle sostanze stupefacenti ( se sono in carcere qualcuno li avrà processati per definire una pena e qualcuno sarà anche stato assolto o condannato a “pene alternative” quindi sembra sensato dire almeno il 30%) vedi qui

    Quindi se la finalità della legge dovesse essere quella di intervenire con il “divieto” per limitare i morti allora bisognerebbe vietare prioritariamente :

    tabacco ( qualche sindaco stordito e moralista ha già emesso ordinanze per vietare di fumare all’aperto …. così i vigili urbani dovranno anche rincorrere anche quei delinquenti di fumatori … ma va a cagher …. bisognerebbe ricorre allo sciopero del fumo come nel 1847 - proprio a Milano e in Lombardia – visto che le sigarette te le vende lo Stato - con enorme guadagno - e poi però ti vieta di fumare)

    Alcol, nelle sue diverse forme (dalla birra ai superalcolici) …….. così anticipiamo i tempi dell’isalmizzazione e ci portiamo avanti ……...facendoci trovare già pronti !

    Auto che tra morti e feriti supera ampiamente le vittime della droga

    I quali – ognuno da solo – determinano un numero di morti molto superiore (di ordini di grandezza) rispetto a quello determinato dal consumo di droga.

    Secondo me l’approccio dovrebbe essere :

    Ti vuoi drogare? ….. cazzi tuoi (se sei maggiorenne), così come per il fumo l’alcol e l’auto.

    Io “Stato”, attraverso l’azione politica e legislativa, dovrebbe creare le condizioni per minimizzare i rischi

    1) che questo tuo desiderio “di droga” favorisca lo sviluppo una economia criminosa e violenta (se fosse vietato il tabacco e l’alcol ….. il tabaccaio ed il barista diventerebbero spacciatori….) (il proibizionismo negli USA avrebbe dovuto insegnare qualcosa)
    2) che le sostanze che compri non siano adeguatamente “controllate” (cioè che non compri cocaina e/o eroina tagliata con sostanze velenose o nocive o infette e….. magari conservata in qualche “recesso corporeo” del pusher dal quale “se le cava fuori” prima di dartele per il tuo consumo)

    Lo “Stato” dovrebbe avviare politiche attive per

    3) favorire la disintossicazione di chi lo desidera (così come per l’assunzione di tabacco e/o l’alcol)
    4) sostenere le comunità di disintossicazione
    5) informare pressantemente sulle conseguenze negative derivanti dall’assunzione di droghe psicoattive
    6) creare, attraverso la TV pubblica anche mediante i programmi di intrattenimento, l’immagine di “sfigato” di chi si droga
    7) vietare la pubblicità dei prodotti psicoattivi

    queste politiche sarebbero finanziate con gli utili derivanti dalla vendita delle droghe (gli utili delle droghe dovrebbero costituire una posta di bilancio vincolata solo per le attività di prevenzione educazione e cura e non dovrebbero poter essere usate per nessun altra finalità)

    Lo Stato dovrebbe :

    8) determinare le “droghe ammesse” in apposito elenco periodicamente rinnovabile allegato alla legge principale di regolarizzazione delle droghe
    9) essere monopolista per: l’acquisto, la produzione, il trasporto, la distribuzione e la vendita delle sostanze stupefacenti
    10) avviare per il tramite dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare la produzione degli stupefacenti sintetici ammessi previsti dalla legge (eroina – cocaina ecc.) prevedendo la realizzazione di nuovo apposito stabilimento sempre a gestione militare per tentare di soddisfare in modo autonomo la richiesta
    11) stabilire che le droghe da traffico illecito sequestrate ai narcotrafficanti debbano essere avviate alla lavorazione/raffinazione negli Stabilimenti Chimici Farmaceutici Militari
    12) organizzare per il tramite di ATI (associazioni temporanee di impresa) tra Tabaccai ( abilitati a vendere generi di monopolio) e Farmacisti (abilitati a vendere “veleni”), la distribuzione mediante negozi appositi con determinate caratteristiche minimali inderogabili stabilite a livello regolamentare nazionale
    13) organizzare un database nazionale per la tracciabilità (sia mediante codici, codici a barre, ologrammi, innocue sostanze traccianti contenute nelle droghe stesse ecc.) delle droghe vendute al consumatore, anch’esso tracciato nel rispetto della privacy (ad esempio mediante tessera nominativa codificata a livello nazionale - simile alla tessera della metro) in modo che le forze dell’ordine, in caso di controlli, siano in grado di sapere che il Sig. Ivo Rossi il giorno 3 aprile 2025 ha comperato 3 siringhe di eroina da 5 milligrammi presso il punto vendita n° 3 di Milano, la cui detenzione è ammessa in quanto giustificata dall’acquisto in un punto vendita autorizzato.
    14) stabilire il quantitativo massimo detenibile (e quindi vendibile al singolo cliente dai negozi autorizzati) delle droghe ammesse.

    A regime avremmo :

    - una rete di distribuzione di droghe sotto il controllo statale (in concessione) gestita da personale adeguato
    - la vendita di droghe “sicure” (sterili, senza prodotti da taglio velenosi/pericolosi, con “dosi” di principio attivo psicoattivo esatte, i prodotti da iniettarsi venduti in siringhe monouso non riutilizzabili pre-riempite, pillole blisterate ecc)
    - l’acquisto di di droghe in luoghi sicuri e decorosi (non in sordidi immobili degradati dove le ragazze tossiccodipendenti si prostituiscono o vengono violentate dai loro pusher ed alcune fanno la fine della povera ragazza violentata uccisa e fatta pezzi – oppure nelle vie, nelle piazze, nelle stazioni nei giardini pubblici che rendono “invivibili” alcune zone delle nostre città)
    - droghe “migliori” e “più sicure” vendute a prezzi minori, o tuttalpiù uguali, a quello a cui le venderebbero i pusher (chi comprerebbe un “prodotto peggiore” con rischi igienico-sanitari ad un prezzo maggiore con i rischi connessi alla commissione di un reato e con il contatto con persone pericolose – bisogna in ogni caso scoraggiare anche con il prezzo il tossicodipendente a rivolgersi ai pusher)
    - eliminazione (o comunque forte limitazione) della microcriminalità che infesta le nostre città legata al minuto spaccio di droga
    - eliminazione (o comunque forte limitazione) di un importante canale di finanziamento della criminalità organizzata (varie mafie)
    - miglioramento della qualità della vita del tossicodipendente (che sarebbe trattato alla stregua di un fumatore o un bevitore) con maggiori garanzie sulla “bontà” del prodotto acquistato
    - miglioramento “del decoro” delle nostre città e della qualità della vita dei cittadini.

    Inoltre, attraverso una adeguata azione legislativa si potrà ottenere :

    - parziale svuotamento delle carceri per la quota (rilevante) della popolazione carceraria legata alla droga (una qualche forma di indulto/amnistia - A RICHIESTA DELL’ INTERESSATO – il quale, come dovrebbe prevedere la nuova legge, dovrà chiedere di essere rimesso in stato di libertà nella sua nazione di origine, di essere consapevole che nel tempo di disbrigo delle pratiche di rimpatrio con le nazioni di appartenenza sarà mantenuto in stato di detenzione in carcere, di essere consapevole che in caso di nuovi reati commessi sul territorio italiano successivamente al suo rilascio in stato di libertà nella nazione di appartenenza la restante parte di pena, non scontata, verrà sommata alle eventuali nuove condanne)
    - eliminazione dei processi pendenti/riduzione tempi giustizia – per disposizione normativa tutti i processi pendenti inerenti spaccio e detenzione (NO TRAFFICO INTERNAZIONALE E REATI GRAVI) dovranno essere archiviati.
    - eliminazione del “quantitativo per uso personale” . Uno viene sorpreso con droghe in tasca ? Sono “droghe ammesse” (punto 8)?

    NO? Sono droghe “non ammesse” quindi non può averle prodotte le Stato e, in qualsiasi quantità vengano detenute (non importa se viene indicato uso personale) si incorre nel reato di detenzione illecità di stupefacenti (almeno 5 anni di galera).
    Droghe non ammesse vengono cedute a minori? Fortissima aggravante , aumento della pena a 10 anni di galera

    SI ? Sono droghe ammesse . Puoi dimostrare di averle acquistate perso punto vendita autorizzato di cui al punto 12) ? (dovrebbe essere molto facile in relazione alle previsioni di cui al punto 13) . Se le droghe provengono da un punto vendita autorizzato sono in quantitativo massimo pari a quello previsto (punto 14)? Se si finito tutto (sei in regola) . Sono in quantitativo superiore? Non sei in regola - sanzione amministrativa (mille euro).
    Droghe ammesse vengono cedute a minori? Fatto molto grave - pena a 5 anni di galera.

    - Aumento del tempo per le forze dell’ordine per perseguire altri – e più gravi – reati. Inoltre le forze dell’ordine non sarebbero “costantemente prese in giro” dai vari spacciatori (ammesso che possano ancora sopravvivere spacciando droga nel contesto che si verrebbe a creare con la sua “liberalizzazione”) che vengono presi quasi sempre solo con “dosi personali”.

    Io sono convinto che la società nel suo insieme ne trarrebbe enorme giovamento come per altro l’esperienza Portoghese (ormai quasi ventennale -
    vedi qui ) ha dimostrato. In Portogallo con una forma di liberalizzazione delle droghe sono diminuiti i reati ma ANCHE I DROGATI (contrariamente a quanto sostengono i proibizionisti ed i moralisti ed i “gestori di comunità di recupero” che temono per “i loro affari ed il loro lavoro”)

    Anche il Capitone ed i Salviniani dovrebbero convincersi e farsene una regione. Volete limitare la delinquenza nelle piazze di spaccio delle bande di Magrebini, Nigeriani e “immigrati irregolari in generale” ???? Bene la liberalizzazione/regolarizzazione delle droghe (assieme a quella della prostituzione) è la via maestra. Inoltre con tale regolamentazione chi vuole emigrare in Europa, per vivere di spaccio, sarà demotivato a venire in Italia e preferirà altre nazioni europee. (che se li becchino un po’ loro)
    Quello dei "cervelli in fuga" è un problema serio, ma ben più grande é quello dalle "teste di cazzo" che proprio non se ne vogliono andare

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  5. #5
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    Predefinito Re: Liberalizzazione delle droghe (tutte) e della prostituzione

    Citazione Originariamente Scritto da Pestis nigra Visualizza Messaggio
    Fanno statalizzate queste cose, non liberalizzate.
    Leggeremo sulla gazzetta ufficiale "concorso per titoli ed esami, 1.000 prostitute a tempo indeterminato"...

  6. #6
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    Predefinito Re: Liberalizzazione delle droghe (tutte) e della prostituzione

    PROSTITUZIONE

    La prostituzione è “il mestiere più antico del mondo” e chi vuole eliminarla …… è solo un illuso.

    La Legge Merlin (Legge 20 febbraio 1958, n. 75), all’epoca, è stata una legge rivoluzionaria ma non è detto che ciò che una volta è stato rivoluzionario, continui ad essere adeguato ad una realtà che si è malamente evoluta nei 63 anni trascorsi dalla sua emanazione.

    La prostituzione, rispetto alla droga, per certi versi è più difficile da gestire.

    La “droga” è un prodotto che si “vende a peso”.

    La prostituzione può essere assimilata (stiracchiando un po’ il concetto) ad un “servizio” mediante il quale una persona “noleggia” per un tempo limitato una parte del suo corpo (tipicamente l’apparato riproduttivo) al fine “del piacere” di un’altra persona. (ho parlato in termini neutri di “persona” perché ci sono: donne , trans, finocchi, gigolò ecc, e la prostituzione in senso lato riguarda “tutti i sessi possibili” nel seguito parlerò solo al “femminile” anche perché più facile da un punto di vista discorsivo e perché ritengo che la prostituzione femminile sia la più diffusa e quella in cui si registrano le porcate peggiori) .

    Si deve anche considerare che le prostitute, in una certa “zona grigia” di cui si parla mal volentieri, assolvono anche una funzione di “assistenza sociale a pagamento” . Mi riferisco ai casi - ben noti - di genitori di ragazzi”diversamente abili” (psichici o fisici) che sono costretti ad utilizzare le prestazioni delle “lavoratrici del sesso” per “gestire” le tempeste ormonali dei loro sfortunati figli. Oppure nei casi in cui persone “perfettamente in senno”, ma con gravi menomazioni fisiche, si rivolgono autonomamente ad una prostituta per soddisfare pulsioni sessuali che non potrebbero soddisfare con una “donna normale” perché queste – legittimamente e di norma – non sono attratte, interessate o provano repulsione per la persona menomata in questione.

    A) Oggi abbiamo “schiave” del’Est , Africane , Sudamericane ….. portate in Italia con l’inganno con il miraggio di un lavoro, alle quali vengono sequestrati dai loro aguzzini i documenti di identità, vengono sequestrate legate ridotte in schiavitù, ripetutamente brutalizzate per piegarle ad esercitare la prostituzione , sfruttate picchiate ed anche barbaramente uccise.

    B) Abbiamo altre donne che, in relazione difficoltà economiche in cui versano, infine scelgono di prostituirsi per poter sopravvivere

    C) Poi abbiamo una minoranza di donne (o almeno quella che io ritengo essere una minoranza) che scelgono la prostituzione , pur non essendovi costrette con la violenza o da un punto di vista strettamente economico, per diversi motivi personali.

    Per risolvere la prostituzione di cui ai punti A) e B) – che deriva in ultima analisi dalla miseria - bisogna intervenire con massicci programmi sociali (eliminare la povertà) non solo Italiani ma anche livello internazionale, che non verranno mai fatti e, quindi se aspettiamo che i governi risolvano il problema della povertà in Italia e nel mondo, le prostitute di cui ai punti A) e B) continueranno ad essere massacrate e sfruttate dei loro magnaccia ed a fare una vita di merda peggio di quello che, invece, potrebbe essere modificando la legislazione sulla prostituzione.

    Secondo me è necessario :

    1) riconoscere la prostituzione come una attività lavorativa autonoma. Nella carta di identità ci sarà scritto “lavoratore autonomo” .

    2) prevedere un organo di rappresentanza elettivo “tra i lavoratori del sesso” che costituirà l’interlocutore principale del Governo per la regolarizzazione/disciplina della materia

    3) Rilasciare “un documento di schedatura” della prostituta, disgiunto dalla carta di identità, definiamolo il documento dell’ “Ordine dei lavoratori del sesso”. Lo hanno i Giornalisti (che pure prostitute sono…. ) lo hanno i medici ecc… Bene l’avranno anche le prostitute. Oggi per mantenere l’iscrizione a vari ordini professionali devi dimostrare di avere fatto corsi di aggiornamento per un certo numero di crediti minimo. Le Prostitute, invece, dovranno dimostrare almeno di aver fatto un certo numero di viste mediche ed analisi del sangue, non sarebbe male prevedere anche aggiornamenti di igiene. Se non li fanno perdono il diritto di esercitare e, nel caso esercitino senza tessera o con tessera revocata/sospesa commetterebbero un illecito (non so se un reato o un illecito amministrativo).

    4) le “lavoratrici del sesso” devono pagare le tasse ed avere il diritto ad una previdenza sociale (sopratutto – ma non solo – pensione). Per le tasse la cosa potrebbe presentare aspetti imbarazzanti e di non facile soluzione di cui accennerò dopo. Per la previdenza sociale si potrebbe pensare ad una “cassa previdenza lavoratrici del sesso”a “gestione separata” come per i professionisti.

    5) le “attività di prestazioni sessuali a pagamento” dovrebbero essere esercitata ESCLUSIVAMENTE in: bordelli, zone a ciò specialmente destinate dai comuni, nel privato domicilio del lavoratore.

    6) i “bordelli” e le “zone specialmente destinate dai comuni” dovrebbero essere gestiti da cooperative i cui soci possano essere ESCLUSIVAMENTE lavoratori del sesso in attività, ciò per evitare che terzi possano sfruttare e trarre profitto dalla prostituzione. La cooperativa sarà sottoposta alla legge civile e penale ordinaria per quanto attiene le società cooperative. Per il privato domicilio privato la questione sarebbe un po’ più complessa, ma penso che sarebbe risolvibile.

    7) siccome ad oggi “Bordelli e Zone del sesso” legali non ce ne sono (illegali ce ne sono molte) sarebbe relativamente facile una regolamentazione sulla loro localizzazione (distanti da luoghi di culto, scuole di ogni ordine e grado, ospedali e case di cura, cimiteri e, una volta che il bordello si sia installato, sarà parallelamente vietato costruire edifici con quelle finalità (culto, scuola, cura, cimiteri) entro un raggio di 500 metri dal bordello – e se dovesse essere indispensabile la loro realizzazione ….. i costi del trasferimento del bordello dovranno essere a carico di chi costruisce).

    8) il bordello dovrà provvedere autonomamente alla gestione nel rispetto della legge ed a sostenere tutti i costi di una struttura realizzata secondo le indicazioni della legge (dovranno essere presenti in tutti i bordelli, in aree separate e riservate ma raggiungibili sia dall’interno che dall’esterno del bordello: un ambulatorio, un ufficio per le assistenti sociali, un ufficio per un presidio permanente delle forze dell’ordine armate, una cappella/luogo di culto e raccoglimento, una lavanderia in grado di lavare e sterilizzare la biancheria da bagno e da letto. Ogni camera dovrà disporre di una finestra che sporge su spazio aperto ed essere di una superficie minima – direi almeno 12 metri quadrati netti – inoltre dovrà essere dotata di un servizio igienico con doccia, lavabo, WC e bidet per ulteriori 4 metri quadrati almeno)

    9) il bordello potrà avere dipendenti (assunti in regola e/o con incarico di prestazione d’opera/professionale) che non esercitano l’attività di “lavoratori del sesso” ( ad esempio: ragioniere per la contabilità, addetti alla sicurezza/buttafuori, addetti alle pulizie, giardinieri, elettricisti ecc.) senza che questi, quindi, siano imputabili di “sfruttamento della prostituzione”

    10) le tasse – le tasse sono importanti perché chi paga le tasse ha dei diritti. Definire gli importi delle tasse potrebbe essere molto complicato….. ed imbarazzante (allego un vecchio tariffario di un regio bordello)…bisogna considerare che oggi le prestazioni richieste potrebbero essere …. come dire ….. più varie e fantasiose…. e la Finanza che dovrebbe fare? … fare irruzione nelle camere per andare a “cogliere sul fatto” uno che ha pagato per una economica “Svelta” mentre …. invece …. sta facendosi un più costoso “Lato B” …. mi viene già da ridere anche solo a pensare al verbale …..). Io penso che per i “Bordelli e per le Zone del sesso” si potrebbe pensare ad una “tassa forfettaria” costituita dall’ingresso (entrata: 10 Euro per lo Stato – poi l’ingresso può anche essere più costoso ma quelli sono problemi del bordello. La Finanza si apposta fuori dall’ingresso, conta le persone entrate, ad un certo momento entra e chiede di vedere e contare “i biglietti” di ingresso rilasciati ….. se corrispondono agli ingressi videoregistrati OK …….. diversamente evasione fiscale….) le contrattazioni “in camera” rimarrebbero nella “sfera privata” degli attori, ed i guadagni sarebbero gestiti dalla cooperativa con le modalità definite dalla cooperativa stessa, anche al fine di sostenere tutti i costi della struttura ed i versamenti di previdenza sociale.

    11) I controlli . I controlli al di fuori delle “aree autorizzate” sarebbero fondamentali - e da effettuare in numero elevato - proprio per tutelare la dignità e l’integrità fisica delle prostitute. Immaginiamo un ipotetico controllo :

    a) una pattuglia dei carabinieri vede una donna che in base all’atteggiamento ed all’abbigliamento appare come una prostituta intenta ad adescare clienti su una strada (quindi nel quadro sopra tratteggiato sta già commettendo una “infrazione” da meglio definire)

    b) la pattuglia si ferma per accertamenti e per l’identificazione della donna. Se dall’accertamento la pattuglia si convince di essere di fronte ad una prostituta, la porta SEMPRE ED IN OGNI CASO al comando per accertamenti. Questa modalità E’ A TUTELA DELLA PROSTITUTA. Infatti ove il magnaccia fosse nei paraggi o se fosse una donna ridotta in schiavitù certamente non sarebbe in grado di “denunciare” sul luogo di lavoro.

    c) al comando si verifica se ha la tessera dell’ “Ordine dei lavoratori del sesso” e si cerca di approfondire con l’ausilio ESCLUSIVO di militari donna e mediante vista medica (per verificare segni di violenza da percosse e/o da tortura) se la donna esercita la prostituzione “per una sua scelta” ovvero se è costretta da magnaccia e/o in quanto ridotta in schiavitù (ad esempio mediante sottrazione documenti identità o peggio).

    d) Nel caso in cui emergano - o vengano confessate - violenze da parte di uno schiavista/protettore la procedura penale/amministrativa nei confronti della donna TERMINA IMMEDIATAMENTE, la donna viene previamente avviata dapprima all’ Ospedale per le eventuali cure del caso e, successivamente alla dimissione, viene avviata temporanemente ad una comunità protetta ed i militari si dedicheranno alla ricerca del magnaccia/schiavista per assicuralo alla giustizia.

    e) nel caso in cui la donna sia straniera (Est, Africa, Sudamerica ecc.) potrebbe essere utile valutare in termini normativi, SEMPRE A TUTELA DELLA DONNA , l’obbligo di espulsione nel paese di origine. In tal modo la donna farebbe ritorno “a casa” non per sua volontà, ma obbligata dalle disposizioni di legge e lo schiavista/magnaccia (ove nel frattempo non sia ancora stato assicurato alla giustizia) non potrebbe incolpare la stessa donna e, contestualmente, perderebbe almeno una delle proprie fonti di reddito illecito. Sarebbe delicato decidere di lasciare “la facoltà” alla donna di essere rimpatriata , perché se fosse una facoltà – quindi una scelta della donna - , lo schiavista (ove poi la potesse ritrovare) le farebbe “pagare lo sgarro”. Sgarro che, diversamente, non ci sarebbe stato se la donna fosse stata OBBLIGATA al rimpatrio dalla giustizia italiana.

    f) nel caso in cui la donna eserciti volontariamente la prostituzione ( e non vi siano elementi di minaccia, tortura, coercizione) in un luogo in cui non è ammesso e/o senza tessera dell’ “ordine dei lavoratori del sesso” sarà sanzionata (francamente non saprei se penalmente o amministrativamente) e sarà “schedata” e le verrà fornita la tessera dell’ “Ordine dei lavoratori del sesso” verrà inoltre ammonita a non esercitare la prostituzione in aree dove non è ammessa. Sarà messa in contatto con l’organo di rappresentanza elettivo dei “lavoratori del sesso” e lasciata libera.

    12) i controlli all’interno delle strutture autorizzate . In questo caso i controlli dovrebbero essere principalmente orientati alla tutela dei “lavoratori del sesso” e dei clienti . In ogni bordello dovrebbe essere presente un presidio fisso di forza pubblica (Carabinieri o Polizia o Finanza o Vigili Urbani) per tutto l’orario di apertura del bordello costituito da una coppia di agenti di cui uno maschio ed uno femmina, pronti ad intervenire in caso di necessità ove la sicurezza interna del bordello non riuscisse a controllare eventuali situazioni di emergenza. Dovranno essere previsti controlli spot di tipo igienico sanitari sulla struttura (almeno pulizia e sterilizzazione ove necessaria dei locali, dei letti, della biancheria da letto e da bagno) non meno di sei all’anno. I lavoratori del sesso dovranno essere sottoposti a vista del medico almeno una volta ogni 15 giorni e prima che un lavoratore del sesso inizia la sua attività nel bordello provenendo da latri bordelli o qualora inizi per la prima volta l’attività. I risultati delle visite dovranno essere tracciabili a livello nazionale tramite l’identificativo univoco della tessera dell’ “ordine dei lavoratori del sesso”

    • Regolarizzando la prostituzione
    • Dando rappresentanza ai lavoratori del sesso
    • Togliendo le prostitute dalle strade
    • Lasciando in via esclusiva ai lavoratori del sesso, mediante lo strumento cooperativo, la gestione degli “spazi” destinati ad attività sessuali a pagamento, nel rispetto di regole valide per tutto il territorio nazionale
    • Dotandosi di strumenti per riconoscere e per aiutare in modo concreto e diretto le “schiave sessuali” e per perseguire ancora più duramente gli sfruttatori sessuali magnaccia e torturatori



    Si toglieranno ingenti quantitativi di risorse alle diverse mafie e si consentirà ai “lavoratori del sesso” di vivere in condizioni meno disagiate e si darà un maggior decoro alle nostre città (basta ricordare il quartiere di San Salvario a Torino dove la gente è esasperata dalle prostitute che svolgono la loro attività all’aperto di giorno in un parco giochi).

    Parallelamente possiamo anche fare tutte le campagne moralizzatrici che riteniamo necessarie contro la prostituzione (religiose, femministe, laiche, etiche ecc.) ma fino a che non siamo riusciti a convincere tutti a “non andare a puttane” facciamole vivere meglio e più sicure, e viviamo meglio e più sicuri anche noi.

    Bisogna inoltre prendere laicamente atto del fatto che i puttanieri ci saranno sempre e che 4 stati confinanti (Croazia, Slovenia, Austria, Svizzera) hanno i bordelli legalizzati a pochi passi dal confine che sono frequentati da numerosi italiani (sia come “clienti” che come “lavoratori del sesso”) e che i soldi che questi spendono e guadagnano vanno all’estero invece che in Italia ( è più morale solo perchè i puttanieri vanno fuori Italia ? Appena passato il confine …. Chiasso, Lugano, Villach, Komen Comino in italiano ecc.)
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    Predefinito Re: Liberalizzazione delle droghe (tutte) e della prostituzione

    è un discorso egoistico di chi non è mai stato genitore
    il giovane si educa nella condanna senza se e senza ma alla droga sempre e comunque e di tutti i tipi

    se un genitore diventa peace and love il figlio perde le direttive e l'orientamento

    sulla prostituzione è un fatto di tasse, non possiamo regalare miliardi di mancati introiti a chi va a prostitute in Austria, Svizzera e Slovenia e le prostitute vanno regolarizzate come qualsiasi altro lavoratore

  8. #8
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    Predefinito Re: Liberalizzazione delle droghe (tutte) e della prostituzione

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    è un discorso egoistico di chi non è mai stato genitore..................
    Io ho prole adulta e non drogata ..........
    Io fumo tabacco (sono un drogato tabagista con droga legale di stato, però vado dal tabaccaio non dal pusher) nonostante ciò, la mia prole non fuma neppure e, anzi mi scassa in continuazione i gabbasisi perchè io smetta di fumare .........

    scusa se te lo dico ma quanto dici è una enorme caxxata moralista e buonista ed antistorica (già solo la storia del proibizionismo americano dovrebbe servire a riflettere .... durante proibizionismo alcool illegale a fiumi di pessima qualità e arricchimento gang)

    Vatti a leggere i dati sull'esperienza Portoghese se non ti fidi del link che ti ho messo io, cercane altri...... è un dato consolidato la liberalizzazione ha diminuito reati e tossici
    Quello dei "cervelli in fuga" è un problema serio, ma ben più grande é quello dalle "teste di cazzo" che proprio non se ne vogliono andare

    La NATO ABBAIA ANCHE A TE !...digli di smettere

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  9. #9
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    Predefinito Re: Liberalizzazione delle droghe (tutte) e della prostituzione

    Mi ero dimenticato di caricare l'immagine del listino prezzi del Regio Bordello
    (PROSTITUZIONE - punto 10)

    Listino Bordello.jpeg
    Quello dei "cervelli in fuga" è un problema serio, ma ben più grande é quello dalle "teste di cazzo" che proprio non se ne vogliono andare

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  10. #10
    Morte al cristianesimo! ⨁
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    Predefinito Re: Liberalizzazione delle droghe (tutte) e della prostituzione

    Non era regio, era fascista.
    La locandina è del XVIII EF, ossia 1940.
    Definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, l’unica grande e più intima depravazione, l’unica immortale macchia d’infamia dell’umanità.


    F. Nietzsche, L'Anticristo, 62

 

 
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