

Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi


Arabia Viva.
di Marco Travaglio
Deluso dagli italiani, che si ostinavano a non amarlo perché in fondo non lo meritavano, l’Innominabile si trasferì a Riyad con i fedelissimi di Italia Viva, ribattezzata per l’occasione Arabia Viva. “Eccoci nel Nuovo Rinascimento!”, scandì scendendo dal jet del principe Mohammad bin Salman, per gli amici MBS, e baciando la terra promessa. Al principe che l’accoglieva a braccia aperte, presentò subito la Boschi: “Caro MBS, lei è MEB”. Un mutawwi’a, agente della polizia religiosa, la prese in consegna, contrariato per la vertiginosa minigonna. “Dove la portano?”. “Niente, se la caverà con 87 scudisciate per abbigliamento blasfemo. Ma, se preferisce, c’è la lapidazione o la crocifissione”. “Scioakkk bicaoeuuuse”, disse lui. Ma l’altro non raccolse. Il Nostro mandò avanti la Bellanova, avvolta nella consueta tenda per doccia: “È la splendida Teresa, la bracciante che abbiamo fatto ministra”. MBS l’affidò a una guardia agricola: “Qui non abbiamo ministre, e manco ministri. Però, essendo straniera, potrà lavorare nei campi e, siccome è amica tua, guadagnerà ben un dollaro l’anno. È il costo del lavoro che giustamente ci invidi”. “Scioakkk bicaoeuuuse”, ripeté lui, ma nessuno capì. Vista la mala parata, tentò di coprire col suo corpo Ivan Scalfarotto, che però venne notato da un ufficiale dello Squadrone della Tigre: “Mi sa che è un gay, come dite voi, o un sodomita infedele, come diciamo noi. Prendetegli le misure per la solita valigia modello Khashoggi. Ma forse qui basta una 24 ore. E non scordate i seghetti per ossa, sennò è il solito pulp”. “Shissh”, proruppe l’Innominabile fra lo stupore e l’ilarità generali.
Presentare l’ex ministra Elena Bonetti parve oltremodo rischioso, per la difficoltà di spiegare il concetto di Pari opportunità. La donna venne spacciata per la schiava del capo, incontrando l’approvazione del principe. Che riunì l’amico Matteo e il capogruppo di Arabia Viva Ettore Rosato a parlare di politica. “Noi – esordì il primo – apriamo la crisi di governo: non poltrone, ma idee. Siamo garantisti, rivogliamo la prescrizione. Bin stai sereno. Un sorriso”. Alle parole crisi e idee, ma soprattutto garantisti e prescrizione, l’interprete diede di matto. Rosato chiarì: “Siccome, senz’offesa, c’è un vulnus per la democrazia, vorremmo i servizi e un governo Dragh…”. Ma non finì la frase: un agente della Mukhabarat, la polizia politica, roteò la scimitarra. “Il governo – spiegò MBS scrollandosi gli schizzi di sangue dalla kefiah – sono io. E i servizi ve li fa il mio amico. Matteo, se non erro sei indagato per fondi illeciti. Quindi prima ti mozziamo mani e piedi. Poi, per tutto il resto, la testa. Tanto non ti serve. Ma stai sereno. Scioakkk bicaoeuuuse shissh. Un sorriso”.


Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi


vERGONIA KONTEEE!!!!11!!
Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi


I leccapiedi e le leccapiedi del comico genovese di POL ti diranno che Conte elogiava l'Araba Saudita e non bin Salman...
Se almeno il comico genovese avesse ordinato agli elettori e alle elettrici del suo pseudo partito di lavarsi avrebbe fatto/detto la cosa più sensata mai fatta in vita sua, dato che se per caso si riuniscono in gruppo puzzano peggio di un gregge di pecore




Maesta' no, quello e un titolo riservato al re padre di Salman.
Semai Altezza Reale
Quanto siete ignoranti


Chissà in che intrallazzi massonici saranno Renzi e Conte coll'arabia esaurita, per non parlare della nomenklatura cinese.


In queste ore, il tentativo renziano di sminuire la gravità della vicenda poggia sulla tesi che siano molti i politici e i rappresentanti istituzionali italiani ad aver pronunciato parole al miele verso la monarchia saudita. A sostegno, anche un video dello scorso 22 novembre in cui Giuseppe Conte ringrazia la monarchia saudita per aver saputo “indirizzare gli sforzi globali con determinazione e unità d’intenti”. L’occasione è il messaggio registrato per il G20 di Riad, che corrispondeva anche al passaggio di consegne fra la Presidenza saudita e quella italiana, in cui Conte parla di raccogliere “l’eredità della gestione saudita” per “raccogliere adeguatamente alle sfide del nostro tempo”, con un approccio “inclusivo e aperto”.
Si tratta di parole di circostanza, che peraltro si inseriscono in un consolidato quadro di relazioni diplomatiche, pronunciate in un consesso internazionale e per un formale passaggio di consegne alla guida del G20. Nulla di paragonabile con collaborazioni e presenze fisse in organizzazioni finanziate direttamente dalla monarchia saudita. Certo, in più di due anni Conte non ha operato una discontinuità netta sul fronte dei rapporti con l’Arabia Saudita, ad esempio per quanto concerne la vendita di armi (che è continuata malgrado l’approvazione di una mozione parlamentare che impegnava il governo a bloccare per 18 mesi la cessione di armamenti ad AS ed Emirati Arabi), ma è evidente come le due questioni non possano essere paragonate con leggerezza. Tanto più dopo la decisione del governo di bloccare la vendita di armi, seguendo l’esempio di Biden:
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Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)


bellissimo paese
zero criminalità
costo della vita relativamente basso
ottimi stipendi e tasse basse
ovviamente ci sono degli aspetti che lo rendono ancora un paese molto conservatore ma negli ultimi anni le cose stanno cambiando, diamo tempo al tempo
non ci vivrei mai, fa troppo caldo per i miei gusti