Per ipotizzare nuova legge elettorale e' preventivamente necessario stabilire se si vuole :
- privilegiare la rappresentativita' (specie a valle della "dannosa" riduzione dei parlamentari)
- privilegiare la governabilita'
- trovare un sistema di compromesso che dia buone possibilita' di garantire la governabilita' senza un eccessivo discapito della rappresentativita'
Inoltre e' necessario stabilire quale ruolo ruolo devono assolvere rispettivamente Camera e Senato (Bicameralismo perfetto o ipotesi diverse)
La mia riflessione parte da quest'ultima necessita'.
Il Senato esprime un corpo elettorale leggermente diverso dalla Camera ed e' assistito da una legge elettorale diversa, quindi esprime una composizione diversa e, potenzialmente, una maggioranza diversa.
In un sistema bicamerale perfetto questo e' una jattura e impedisce di governare. In un sistema bicamerale diverso da quello perfetto, invece, potrebbe costituire una ricchezza.
Ad oggi (anche nell'ultima crisi [Conte vs Renzi]) il Senato e' diventato il "collo di bottiglia" nel quale si "cercano responsabili" (per cambio di casacca) in quanto costituisce una ridotta di strenua opposizione, dato il sistema bicamerale perfetto che, a mio modo di vedere, deve essere superato
Io immagino per il Senato le seguenti funzioni :
CompSen.jpeg
Quindi nell'attivita' di Governo ordinaria il Senato potra' intervenire solo con "un veto" contro una legge ordinaria qualora si formi una "maggioranza pletorica" dei 2/3 (134 voti) (pari a quella prevista per le modifiche costituzionali senza referendum) dell'intero collegio (se ci sono assenze la maggioranza sara' sempre 134, non bastera' la maggioranza dei 2/3 dei presenti in aula per esprimere il veto) (SI o NO e non puo' apportare modifiche).
L' attivita' ordinaria del Governo dovrebbe uscire notevolmente rafforzata e fluidificata indipendentemente dall'esistenza di maggioranze diverse in Camera e Senato.
Sulla scorta di quanto ipotizzato prima, si puo' immaginare una legge elettorale come segue .
Primo turno Proporzionale puro . Si eleggono il 62,5 % (250 seggi) dei rappresentati alla Camera ed il 100% dei rappresentanti al Senato (200 seggi). Il Senato per la sua "nuova funzione" deve essere il piu' possibile rappresentativo del corpo elettorale. Sbarramento con soglia bassa dell'1% sia a Camera che Senato.
Ad esito del primo turno e' gia' possibile comporre il Senato.
Se ad esito del primo turno una formazione che si e' presentata alla Camera ha superato il 50 % + 1 voto dei votanti , non e' piu' necessario il secondo turno. La camera sara' interamente proporzionale come il Senato.
Se ad esito del primo turno (come quasi certamente sara' ) nessuna formazione avra' superato il 50 % + 1 voto dei votanti, allora si indice il secondo turno nel quale si attribuiscono i restanti 150 seggi, con i seguenti criteri.
1. La formazione che vince il secondo turno vince tanti seggi quanti le sono necessari e sufficienti per raggiungere la quota di 210 seggi (Camera "nuova" 400 seggi, maggioranza 201. La formazione che ha 210 seggi ha un margine di 20 seggi nei confronti del resto dell'opposizione che ne avra' 190, che appare un buon margine di sicurezza) i seggi eventualmente eccedenti il raggiungimento di quota 210 saranno attribuiti alla formazione sconfitta nel ballottaggio.
2. Puo' capitare che alla formazione vincente il ballottaggio non siano sufficienti i 150 seggi in palio nel ballottaggio, per raggiungere la quota 210 seggi. In questo caso se supera quota 201 avra' una maggioranza piu' risicata, ma non sara' necessariamente costretta a fare alleanze (che in ogni caso si sviluppano gia' prima del secondo turno come "apparentamenti" con altre formazione della stessa area, escluse dal ballottaggio). Se non superera' quota 201 sara' costretta a fare alleanze.
I risultati delle elezioni 2018 forniscono i dati per provare delle simulazioni . Vi e' da dire che le Elezioni del 2018 sono state abbastanza particolari perche' il M5S ha "quasi" doppiato PD e Lega e piu' che doppiato tutti gli altri partiti, situazione che in passato non mi sembra si sia mai verificata.
Camera2018.jpeg
I risultati Camera 2018 sono stati presi qui
Nella colonna % Voti si osserva che la somma e' inferiore al 100% (95,4) quindi il 4,6 % "disperso" e' stato ri-attribuito secondo le percentuali ottenute dai diversi partiti (Colonna A) e sulla base di queste percentuali sono stai attribuiti i "seggi grezzi" (Colonna B) .
Nella colonna C sono stati individuate le "frazioni di seggio" (.... gli Onorevoli non si possono frazionare ...) che in tutto cubavano 5 seggi i quali sono stati ridistribuiti ai partiti con i "decimali piu' alti" (indicati in giallo).
Nella Colonna D abbiamo i seggi che sarebbero attribuiti alla camera al"Primo turno" in modo proporzionale per quei partiti che avevano superato l'1% (sbarramento che prevedo io ora, all'epoca hanno preso zero seggi).
Si vede subito che i partiti che sarebbero andati al ballottaggio sarebbero stati il M5S ed il PD.
Pero' il PD, anche se vincesse il ballottaggio ottenendo tutti i 150 seggi in palio da sommare ai 49 ottenuti al primo turno, non arriverebbe ne a 210 ne a 201, ma si fermerebbe a 199 (2 seggi meno della maggioranza assoluta). Sarebbe in ogni caso costretto ad "alleanze".
Se invece il M5S vincesse il ballottaggio, i 150 seggi in palio consentirebbero al M5S di arrivare a 236 seggi (86 + 150 = 236), quindi ben 26 in piu' di quelli necessari per arrivare a 210. Questi 26 seggi in piu', nel sistema elettorale che immagino, dovranno essere in ogni caso "trasferiti" al PD il quale dopo il ballottaggio arriverebbe a 75 seggi.
IpotesiBallottaggio.jpeg
In questo modo alcuni partiti che con il sistema in vigore sono statti esclusi dal parlamento (+Europa, Noi con l'Italia e Potere al Popolo che hanno ottenuto 0 seggi) verrebbero rappresentati alla Camera.
I risultati Senato 2018 sono stati presi qui e la composizione del nuovo Senato (200 componenti) sarebbe quella seguente
Senato2018.jpeg
E’ da evidenziare che con questa ipotetica composizione del Senato il M5S avrebbe la possibilità di fare passare qualsiasi legge, tra quelle per le quali il Senato può esprimere solo il “veto”.
Infatti 200 – 67 (seggi del M5S) uguale a 133 (uno in meno di 134). Quindi se tutte le opposizioni fossero contrarie ad una legge del M5S approvata alla Camera, con questi numeri non potrebbero “porre il veto”.
Per cui avere la maggioranza assoluta alla camera ed avere 1/3 + 1 dei seggi del Senato porrebbe una formazione nella sicurezza di far passare tutte le leggi per le quali il Senato può esprimere solo il “veto” (per l’applicazione del quale si devono esprimere contro i 2/3 + 1 dei senatori cioè 134)
Già con i risultati delle elezioni 2013 (M5S 25,5 e PD 25,4 ecc..) le cose sarebbero diverse.
Prima ho parlato di formazioni e non di “partiti” o “coalizioni” perché bisognerebbe anche completare la legge elettorale con una norma “anti voltagabbana” (o “anti responsabili”). Responsabili (o Voltagabbana) che usano i partiti o le coalizioni come “autobus” per salire e scendere quando lo ritengono più conveniente.
Per le coalizioni mi sembra più difficile prevedere una norma funzionale che blocchi i voltagabbana (per esempio il Partito Italia Viva ha deciso di non sostenere più la coalizione che ha contribuito a creare… come fai a impedirlo ?) .
Quindi secondo me dovrebbero correre per le elezioni i PARTITI, no le coalizioni.
La legge elettorale dovrebbe prevedere che qualora un parlamentare eletto in un partito, decidesse di lasciare lo stesso partito con il quale è stato eletto in parlamento, decade immediatamente dallo stato di parlamentare ed il suo posto viene assegnato al primo dei non eletti.
Basta con passaggi al “Gruppo misto” in attesa di diventare responsabili ! Analogamente il parlamentare espulso dal partito con cui è stato eletto in parlamento, decade immediatamente dallo status di parlamentare, ed il suo posto viene assegnato al primo dei non eletti.
In Sintesi
Legge elettorale a 2 turni
Primo turno proporzionale puro per assegnare 250 seggi della Camera su 400 e tutti i 200 seggi del Senato
Secondo turno di ballottaggio per la Camera tra i due partiti che hanno ottenuto il maggior numero di voti al primo turno, al fine di assegnare i 150 ulteriori seggi. Chi vince il ballottaggio :
A) con questi seggi 150 seggi, sommati a quelli ottenuti al primo turno, supera quota 210 seggi. Quelli eccedenti vengono assegnati al perdente il ballottaggio
B) con questi seggi 150 seggi, sommati a quelli ottenuti al primo turno, non raggiunge i 210 seggi. Nessun seggio viene assegnato al perdente il ballottaggio. Il Vincente deve governare con la maggioranza che è riuscito ad ottenere
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Norma “anti voltagabbana” – chi, da parlamentare, esce (o viene espulso) da un partito che occupa seggi in parlamento decade immediatamente dallo status di parlamentare ed il suo posto di parlamentare viene assegnato al primo dei non eletti dello stesso partito.