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Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    DEATH TO POLCOR
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    Predefinito La transessualità è una malattia mentale

    The uncontested absurdities of today are the accepted slogans of tomorrow. They come to be accepted by degrees, by dint of constant pressure on one side and constant retreat on the other — until one day when they are suddenly declared to be the country’s official ideology.
    A. Rand

    The biggest problem with the transgender agenda is that it erodes our right to our own minds and to our perceptions of reality.
    A. H.







    L’incongruenza di genere, precedentemente conosciuta anche come DIG (abbreviazione di disturbo dell'identità di genere, nomenclatura in disuso) è il malessere percepito da un individuo che non si riconosce nel proprio sesso fenotipico o nel genere assegnatogli alla nascita.

    Il precedente termine "disturbo" è stato rinominato "disforia" nel DSM-5[1], a causa della stigmatizzazione che il termine disturbo comportava.


    Nel DSM-5 l'incongruenza di genere non è più una categoria dei disordini mentali, ma rappresenta una categoria a sé stante, viene mantenuto nell'ICD per le significative cure mediche che la condizione richiede








    Quanto sopra è la cartina tornasole del potere di un'ideologia totalitaria in grado di piegare la scienza ai suoi desiderata

    Chi ha fatto espungere la transessualità dalle malattie mentali ma lasciandola nella classificazione icd per garantirle cure mediche?
    La lobby degli (ex)malati mentali che ha fatto martellanti pressioni a tutti i livelli affinché la psichiatria si piegasse alla sua agenda
    La libertà è una sola, permette di prendere in giro i leghisti e gli ebrei, i gay e i magistrati, i machisti e i navigator, i giornalisti e le femministe, e così via, nessuno escluso.
    ENRICO MENTANA

  2. #2
    vae victis
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    Predefinito Re: La transessuaità è una malattia mentale

    I secondi di una lunga serie.

  3. #3
    DEATH TO POLCOR
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    Predefinito Re: La transessualità è una malattia mentale

    Il mio è più un generico attacco a questa forma mentis sociale che un attacco al caso di specie.
    Il fatto che gruppi di "malati mentali" possano decidere di non esserlo e imporre la loro volontà al mondo mi sembra paradossale.

    Ho in mente diverse varianti del paradigma retorico: "Sono un X intrappolato in un corpo Y"
    La libertà è una sola, permette di prendere in giro i leghisti e gli ebrei, i gay e i magistrati, i machisti e i navigator, i giornalisti e le femministe, e così via, nessuno escluso.
    ENRICO MENTANA

  4. #4
    DEATH TO POLCOR
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    Predefinito Re: La transessualità è una malattia mentale

    Vorrei ad esempio parlare di una delle patologie "imparentate" col transessualismo: il transabilismo.

    Essere transabile significa, per usare l'iconica metafora "essere un disabile intrappolato in un corpo abile"

    Oggi, ancora considerata patologia, si chiama Body integrity dysphoria o body integrity identity disorder (ma, come per i transessuali, si preferisce la prima per il fatto che "disturbo" genererebbe uno stigma).

    Sembra che ci sia qualche resistenza nel considerarla una forma di human diversity.
    Già, forse la finestra di Overton non è ancora abbastanza larga per far considerare normale l'idea di rendersi disabili volontariamente





    Are We Allowed To Call Transabled People Mentally Disturbed?




    Transability, known to medicine and psychology as Body Integrity Identity Disorder (BIID) (First 2004; Stirn, Thiel, and Oddo 2009), is the need of a person identified as able-bodied by others to transform his or her body to obtain a physical impairment/disability (henceforth “disability”). While many transabled people say they suffer from BIID, other individuals with this need self-identify as “transabled”, a term coined by O’Connor, the transabled activist who started transabled.org (Davis 2012, 435). Following many activists’ usage, I use the terms “transabled/transability” and, like other disability studies authors who criticize the limits of the social model of disability and the dichotomy between impairment and disability (Wendell 1996; Davis 2010), use these terms interchangeably, favouring “disability”. Transabled people wish to become deaf, blind, have limbs amputated, or acquire other disabilities. Driven by this desire, a significant number effect these transitions themselves using firearms, deep burns, and other methods. Many transabled people claim to be “trapped in the wrong body”. They see themselves as disabled individuals whose bodies do not reflect what they feel and assert that they suffer not only from an identity disorder and emotional distress – dysphoria caused by differences between the physical body and body image often compared to the experience of transgender/transsexual people (henceforth “trans”) – but also from significant forms of stigmatization.


    For trans people who enjoy dressing up like the opposite sex, there’s a certain logic to it, even if it’s a logic that can be unhealthy or (sadly) self-destructive.

    But does anyone think the body modification part of this story is not the disturbed actions of people suffering from serious mental illness? And this raises other troublesome questions: Is wanting to cut off certain essential body parts reasonable, while wanting to cut off others isn’t? Is self-mutilation something that we ought to hail as courageous and brave, but cutting yourself as a teenager problematic? Cutting your genitalia is good, but cutting off your hand isn’t?

    Be sure to reserve your dolphinoplasty today.

    Are We Allowed To Call Transabled People Mentally Disturbed?
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    ENRICO MENTANA

  5. #5
    DEATH TO POLCOR
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    Predefinito Re: La transessualità è una malattia mentale

    La mentalità postmoderna annulla l'oggettività in favore della soggettività, ma tale soggettività diventa oggettività imposta alla percezione sociale. Oggettività imposta poiché chi dissente dalla neorealtà plasmata dalle varie lobby diviene un elemento da emarginare tramite una gogna sociale che solitamente ha pesanti ripercussioni.

    Ecco altri esempi: oltre al suddetto transabilismo abbiamo il transrazzialismo e il transageismo.








    Oltre al fenomeno del transgenderismo, stanno nascendo gruppi che rivendicano altri tipi di identità. Ma nessuno è disposto a validare il 'sentire' di queste persone.
    Iniziamo a parlare del trans-razzialismo, che - come dicevo - è un fenomeno realmente esistente. Riportiamo qualche esempio di persone che si identificano con etnie diverse dalla propria:

    Martina Big è una donna bianca tedesca che si è sottoposta a iniezioni di melanina. Dice che ora è una "donna di colore" e che partorirà bambini neri con il marito bianco, che si identifica anche lui come nero. È stata ribattezzata con il nome di Malaika Kubwa nel 2018.

    Rachel Dolezal è una donna bianca americana che si è sottoposta anche lei a delle procedure mediche per "diventare" nera e oggi si identifica come 'donna di colore'. Ha legalmente cambiato il suo nome in Nkechi Amare Diallo.

    Anthony Lennon è un uomo bianco irlandese che si identifica come un uomo di colore.

    Adam Wheeler è un uomo bianco statunitense che si identifica come una donna filippina di nome Ja Du. Egli afferma: "A volte guardavo programmi sulla storia per ore e ogni volta che parlavano di cultura filippina ero molto incuriosita."

    Daphne Shaed è un uomo bianco canadese che si identifica come una donna indù.

    Ma i sostenitori dell'identità di genere sostengono che il trans-razzialismo è "diverso" dal transgenderismo. Ma dove sarebbe la differenza esattamente? Qui abbiamo persone bianche che si 'identificano' come nere o filippine, adottando usi e costumi di quelle culture. Affermano di essersi sempre 'sentiti' "transrazziali". Uno di loro dice di aver guardato un programma sulla storia e di aver capito così di essere una donna filippina. Dall'altra parte invece abbiamo uomini che si 'identificano' come donne. Affermano di essersi sempre 'sentiti' tali. Spesso dicono di aver capito di essere donne perché da bambini amavano giocare con le bambole o indossare i tacchi della mamma, altri dichiarano di aver capito di esserlo mentre guardavano un porno e di essersi 'identificati' con il ruolo della donna. Entrambe le categorie si stanno appropriando della soggettività di gruppi oppressi, rafforzando stereotipi nocivi.

    Possiamo andare avanti e parlare del fenomeno del "transabilismo". Esiste già una comunità di individui - principalmente uomini - che sono abili, ma i cui cervelli non accettano una determinata parte del corpo. Questa malattia psicologica si chiama Disturbo dell'identità dell'integrità corporea (DIIC). La comunità medica ha discusso per oltre un decennio se sia eticamente giusto amputare parti indesiderate ma sane dei corpi dei malati di DIIC. I malati di DIIC si presentano spesso come disabili o addirittura si rendono disabili distruggendo o amputando una parte sana del corpo che li offende se non sono in grado di convincere un medico a rimuoverla chirurgicamente. Questo gruppo si definisce "transabilista". Ne deriverà l'indignazione quando i transabilisti competeranno contro i "disabili cis" nelle Paralimpiadi?

    Ma possiamo andare ancora avanti e discutere del fenomeno del "transageismo". Joseph Roman si è identificato come "trans-ageista" dopo essere stato accusato di aver violentato tre bambine di età compresa tra i 6 e 8 anni. L'avvocato di Joseph Roman, ha presentato una difesa in tribunale a novembre 2018. La sua difesa legale è che le sue azioni con le figlie pre-adolescenti dei suoi amici non costituivano uno stupro, perché lui sarebbe un bambino intrappolato nel corpo di un uomo adulto. L'obiettivo del movimento trans-ageism sarà quello di legalizzare e normalizzare le "relazioni sessuali" tra adulti e bambini (abuso infantile).

    Insomma è chiaro che l'identificazione nel gruppo oppresso può diventare un tentativo di minare i movimenti di giustizia sociale e con il transgenderismo lo stiamo già vedendo da un pezzo: sport femminili, posti in politica riservati alle donne, servizi igienici, centri antiviolenza e carceri per sole donne totalmente colonizzati da uomini che si dichiarano donne.

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    ENRICO MENTANA

  6. #6
    vae victis
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    Predefinito Re: La transessualità è una malattia mentale

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Gori Visualizza Messaggio
    La mentalità postmoderna annulla l'oggettività in favore della soggettività, ma tale soggettività diventa oggettività imposta alla percezione sociale. Oggettività imposta poiché chi dissente dalla neorealtà plasmata dalle varie lobby diviene un elemento da emarginare tramite una gogna sociale che solitamente ha pesanti ripercussioni.

    Ecco altri esempi: oltre al suddetto transabilismo abbiamo il transrazzialismo e il transageismo.








    Oltre al fenomeno del transgenderismo, stanno nascendo gruppi che rivendicano altri tipi di identità. Ma nessuno è disposto a validare il 'sentire' di queste persone.
    Iniziamo a parlare del trans-razzialismo, che - come dicevo - è un fenomeno realmente esistente. Riportiamo qualche esempio di persone che si identificano con etnie diverse dalla propria:

    Martina Big è una donna bianca tedesca che si è sottoposta a iniezioni di melanina. Dice che ora è una "donna di colore" e che partorirà bambini neri con il marito bianco, che si identifica anche lui come nero. È stata ribattezzata con il nome di Malaika Kubwa nel 2018.

    Rachel Dolezal è una donna bianca americana che si è sottoposta anche lei a delle procedure mediche per "diventare" nera e oggi si identifica come 'donna di colore'. Ha legalmente cambiato il suo nome in Nkechi Amare Diallo.

    Anthony Lennon è un uomo bianco irlandese che si identifica come un uomo di colore.

    Adam Wheeler è un uomo bianco statunitense che si identifica come una donna filippina di nome Ja Du. Egli afferma: "A volte guardavo programmi sulla storia per ore e ogni volta che parlavano di cultura filippina ero molto incuriosita."

    Daphne Shaed è un uomo bianco canadese che si identifica come una donna indù.

    Ma i sostenitori dell'identità di genere sostengono che il trans-razzialismo è "diverso" dal transgenderismo. Ma dove sarebbe la differenza esattamente? Qui abbiamo persone bianche che si 'identificano' come nere o filippine, adottando usi e costumi di quelle culture. Affermano di essersi sempre 'sentiti' "transrazziali". Uno di loro dice di aver guardato un programma sulla storia e di aver capito così di essere una donna filippina. Dall'altra parte invece abbiamo uomini che si 'identificano' come donne. Affermano di essersi sempre 'sentiti' tali. Spesso dicono di aver capito di essere donne perché da bambini amavano giocare con le bambole o indossare i tacchi della mamma, altri dichiarano di aver capito di esserlo mentre guardavano un porno e di essersi 'identificati' con il ruolo della donna. Entrambe le categorie si stanno appropriando della soggettività di gruppi oppressi, rafforzando stereotipi nocivi.

    Possiamo andare avanti e parlare del fenomeno del "transabilismo". Esiste già una comunità di individui - principalmente uomini - che sono abili, ma i cui cervelli non accettano una determinata parte del corpo. Questa malattia psicologica si chiama Disturbo dell'identità dell'integrità corporea (DIIC). La comunità medica ha discusso per oltre un decennio se sia eticamente giusto amputare parti indesiderate ma sane dei corpi dei malati di DIIC. I malati di DIIC si presentano spesso come disabili o addirittura si rendono disabili distruggendo o amputando una parte sana del corpo che li offende se non sono in grado di convincere un medico a rimuoverla chirurgicamente. Questo gruppo si definisce "transabilista". Ne deriverà l'indignazione quando i transabilisti competeranno contro i "disabili cis" nelle Paralimpiadi?

    Ma possiamo andare ancora avanti e discutere del fenomeno del "transageismo". Joseph Roman si è identificato come "trans-ageista" dopo essere stato accusato di aver violentato tre bambine di età compresa tra i 6 e 8 anni. L'avvocato di Joseph Roman, ha presentato una difesa in tribunale a novembre 2018. La sua difesa legale è che le sue azioni con le figlie pre-adolescenti dei suoi amici non costituivano uno stupro, perché lui sarebbe un bambino intrappolato nel corpo di un uomo adulto. L'obiettivo del movimento trans-ageism sarà quello di legalizzare e normalizzare le "relazioni sessuali" tra adulti e bambini (abuso infantile).

    Insomma è chiaro che l'identificazione nel gruppo oppresso può diventare un tentativo di minare i movimenti di giustizia sociale e con il transgenderismo lo stiamo già vedendo da un pezzo: sport femminili, posti in politica riservati alle donne, servizi igienici, centri antiviolenza e carceri per sole donne totalmente colonizzati da uomini che si dichiarano donne.

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    Questo è un leit motiv nell'approccio progressista ai temi sensibili ( embrione, omosessualità, transgendersimo ecc.) decostruire le tesi conservatrici tramite il realtivismo ma cercare di imporre la propria come oggettiva usando il pubblico ludibrio come arma.

  7. #7
    DEATH TO POLCOR
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    Predefinito Re: La transessualità è una malattia mentale

    Citazione Originariamente Scritto da King Z. Visualizza Messaggio
    Questo è un leit motiv nell'approccio progressista ai temi sensibili ( embrione, omosessualità, transgendersimo ecc.) decostruire le tesi conservatrici tramite il realtivismo ma cercare di imporre la propria come oggettiva usando il pubblico ludibrio come arma.
    Verissimo.
    La seconda parte rivela la dissimulata tirannia e l'aspirazione totalitaristica di tale ideologia.
    Ogni visione è legittima e se ci si proclama tolleranti bisogna rispettare il dissenso, non piegarlo ad un forzato assenso.
    La libertà è una sola, permette di prendere in giro i leghisti e gli ebrei, i gay e i magistrati, i machisti e i navigator, i giornalisti e le femministe, e così via, nessuno escluso.
    ENRICO MENTANA

 

 

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