Migranti, la procura di Ragusa accusa: «La Mare Jonio pagata per trasbordo migranti»
Perquisizioni da parte della squadra Mobile e della Guardia di finanza. Il procuratore capo Fabio D’Anna: «Nessun componente della Mediterranea saving humans è indagato»
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Trasbordo di migranti in cambio di soldi, la procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta sull’ultimo viaggio della Mare Jonio, quando l’11 settembre accolse a bordo 27 migranti dalla nave danese Maersk Etienne, che li aveva soccorsi 37 giorni prima. La nave dell’ong veneta Mediterranea Saving Humans dal 2018 ha portato ad un approdo sicuro 374 migranti e da novembre è ormeggiata all’isola della Certosa a Venezia, in attesa di lavori di ammodernamento. Ma secondo gli inquirenti iblei, lo scorso settembre si sarebbe comportata come un taxi del mare: secondo l’accusa, il trasbordo dalla nave cisterna danese a quella italiana sarebbe avvenuto «dopo la conclusione di un accordo di natura commerciale tra le società armatrici delle due navi», in virtù del quale Mediterranea avrebbe percepito «una ingente somma quale corrispettivo».
Le intercettazioni e le perquisizioni
La Procura si è mossa sulla base di intercettazioni e indagini finanziarie e ora si stanno cercando i documenti cartacei ed elettronici a Venezia, Trieste, Palermo, Bologna e in mezza Sicilia, tra Lapedona, Mazara Del, Vallo, Montedinove, e Augusta dove finanzieri e poliziotti della Mobile stanno eseguendo perquisizioni col mandato di cercare e sequestrare «ogni elemento documentale utile a comprovare i rapporti tra gli indagati e tra essi e la società danese armatrice della Maersk Etienne, nonché di eventuali altre società armatoriali». L’evento Sar era stato disposto da Malta ma dopo 37 giorni i naufraghi erano ancora in attesa di sbarco e un team di soccorritori documentò il rischio sanitario.
La Procura: «Nessuna inchiesta sulla gestione delle Ong»
La Procura di Ragusa non ha inchieste sulla gestione delle Ong nei soccorsi in mare, ma «soltanto su un episodio in cui sono coinvolte due società commerciali» e nessun componente della Mediterranea saving humans è indagato. Lo afferma all’ANSA il procuratore capo Fabio D’Anna sul fascicolo aperto per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di violazione alle norme del codice della navigazione sul trasbordo di 27 migranti dalla nave danese Maersk Etienne, che li aveva soccorsi 37 giorni prima, sulla Mare Jonio operante per conto della Mediterranea saving humans.
L’attività della Mare Jonio
La Mare Jonio è la prima nave di ricerca e soccorso che batte bandiera italiana, una nave «veneta» i cui armatori sono Beppe Caccia e Luca Casarini. Approdata a Venezia, a novembre i 400 chili di viveri della cambusa della Mare Jonio furono donati a bambini e famiglie in difficoltà a causa della pandemia. Di recente l’Anpi veneziana ha organizzato un’asta di oggetti e foto d’arte online per finanziare l’acquisto e l’allestimento della nuova ammiraglia, una nave grande il doppio della Mare Jonio, con ospedale a bordo e sistemi avanzati di ricerca. Quattro giorni fa era stata lanciata la call per reclutare equipaggio e volontari per le missioni del 2021
Migranti, la procura di Ragusa accusa: «La Mare Jonio pagata per trasbordo migranti» - CorrieredelVeneto.it





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