





altri errori, innanzitutto la figura di Dio è molto molto antica e nasce da bisogni antichi, storicamente si dice che sia dovuto dalle forze naturali, unicorni e satiri sono già più recenti, ma capisco quello che intendi
le religioni non sono state tutte imposte con la spada, non mi risulta infatti che le religioni orinetali siano state poi più di tanto imposte, e alla fine anche il crstianesimo in alcune aree non è stato imposto
io credo a Dio non perchè sono uno schiavo rassegnato, ma per il messaggio che trovo nelle scritture
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)


fino a una certa, perchè se compari bene la filosofia antica con il messaggio di Cristo le differenze le trovi, ma ciò non significa che non è stato un grande messaggio
il messaggio di Ghandi e Martin Luther King non ha fatto comunque eco? eppure quello che hanno detto già c'era da millenni!
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


Ma l'universo senza confini di hawking non è esperienza è un modello completamente immanente che rappresenta la totalità autosufficiente e senza singolarità dell'universo.
Stephen Hawking's Universe: Universes
Nella versione multiverso (m-teoria) supera anche le possibili obiezioni del principio antropico forte.
Anche se rimane uno dei tanti possibili modelli coerenti con le osservazioni non toglie il fatto che in esso non occorra presupporre un ente terzo rispetto all'universo.
In più , ma lo so che è un tratto rilevante solo per me , potrà essere verificato con l'esperienza.
Vedi primaSe invece essa non possiede tutte le proprietà richieste per tale equazione, la disequazione deve esser posta (cioè l'esperienza è trascesa): se lo si negasse, ancora l'esperienza sarebbe e non sarebbe olrepassata. In entrambi i casi (inferenza metaempirica o immanentismo) ciò che è fondamentale è pensare incontraddittoriamente l'esperienza: si tratta di vedere se, affinchè risulti intelligibile, sia necessario integrarla o negarne l'integrazione. Qualora il trascendimento risulti necessario, cioè una volta accertata la necessità dell'integrazione, si tratta di predicare a questa ulterioriorità guadagnata (al positivo che sta oltre il manifesto) attributi tali da non riproporre l'aporia (ecco in che senso nemmeno l'essenza sta a monte, ma a valle dell'inferenza, cioè al suo termine).
Ovviamente si presuppone che debba sussistere il PDNC nella sua forma classica con valori di verità corrispondenti alla logica booleana , mentre nell'ambito della logica quantistica , utilizzabile nei modelli di Hawking , ci sarebbe da esaminare se tale presupposto rimane valido.In termini più formali, per dimostrazione non si deve intendere il sillogismo diretto, che è infecondo in tal senso, quanto piuttosto l'apagogia o reductio ad absurdum: si ipotizza la contraddittoria (non-a) alla tesi (a) da dimostrare e si evince che assumerla significa inferire posizioni (b; non-b) tra loro contraddittorie: dimostrazione indiretta.
Se vuoi dire che se a--> b con a = esperienza e b = l'immobile ed il teorema della creazione e se b è falso allora a è falso , ok ma rimane il fatto che si debba dimostrare che a-->b e che tutto non si riduca ad a.Vedi mie considerazioni precedenti.E' questa anima che mette in moto le argomentazioni che in più modi cercano di concludere. Quel che mi preme sottolineare è che la dimostrazione propriamente dice questo: che la realtà dell'esperienza, in sé stessa, separata dall'Immobile e dal teorema di creazione, è impensabile, ossia porre questa senza porre quella significa non porre autenticamente la prima: l'ulteriore non è veramente altro dall'esperienza, perchè è momento della significanza di questa: se a-> b e non pongo b, nemmeno a è posta concretamente.
Può anche darsi , rimane sempre il fatto che la metodologia povera e settaria che parte dalla terra(esperienza) e da modelli che cercano di spiegarla con un continuo confronto con la medesima si è arrivati a compiere previsioni e impostare spiegazioni che più di duemila anni di metafisica non avevano neanche immaginato(pensa solo alla meccanica quantistica).Ma ovviamente questo è solo un discorso utilitaristico che non ha valenza in questo 3d.Ciò sta a dire che la speculazione vuol raggiungere Dio solo in quanto vuol raggiungere l'esperienza stessa, di cui esso è condizione del costituirsi, momento semantico irrinunciabile affinchè la sua posizione non risulti logicamente antinomica. Con ciò ne viene anche l'autoescludenza dell'idea di chi ritiene che la metafisica non sia stata fedele alla terra: la metafisica è l'espressione massima di questa fedeltà.


Hawking (e a dir la verità, molti con lui) confonde una distinzione che pure vige (con ottimi motivi!) da oltre duemila anni, quella tra protologia (termine, lo ammetto, piuttosto recente) e scienze seconde. E lo può fare solo in quanto ignora (e come potrebbe non ignorare!) le prerogative dell'una e dell'altra (i rispettivi campi di indagine) e, in prima istanza, gli strumenti che consentono all'una e all'altra di avanzare nelle rispettive sfere di indagine. L'ignoranza di Hawking è implicita nella misura in cui non la confessa, esplicita nella misura in cui pretende di trattare certi temi di cui, come fisico, non può occuparsi e intenda farlo, e qui la contraddizione è massima, con strumenti d indagine inadeguati (inadeguati al tema di indagine). La metafisica si occupa dell'ente in quanto ente, cioè delle proprietà che come tali riguardano ogni ente: non dell'ente in quanto numero o in quanto ente fisico, macrofisico, particellare. Va da sé che essa ha un ruolo gerarchico di preminenza, che non ha nulla di enfaticamente retorico significa solo che non può essere giudicata da una scienza di inferior grado e con le istanze metodologiche sue proprie. E qui il punto si fa ancor più imbarazzante, posto che proprio nel "metodo" le scienze naturali" han perduto da tempo l'univocità, sempre che non vi sia qualcuno disposto a credere che la soluzione di Popper si esima da perplessità (qualcuno che non ne sappia abbastanza di epistemologia scientifica, si intende). Hawking non sa da cosa dipenda la necessità di cui qui si sta discorrendo, questa non può essere "dimostrata" o "confutata" da teorie scientifiche (nell'accezione da lui conferita al termine scienza), né può essere "verificata" (termine discutibilissimo) o "falsificata" empiricamente secondo le procedure della scienza moderna. Il problema nasce quando questa sua ignoranza viene nascosta dalla sua assolutizzazione del metodo (quale? anzi, quali?) della razionalità scientifica, dimenticando con ciò che essa non solo non satura la razionalità tout court, ma che non può pretendere nemmeno cogenza in senso proprio, ma solo carattere probabilistico.
Il pdnc, sia come principio della dizione che come referto ontologico, gode di statuto elenctico, che equivale a dire della sua intrascendibilità, elenchos essendo la confutazione che si abbatte a priori su ogni sua possibile negazione, stante che ogni negazione lo presuppone. Questo sta a dire che non solo non vi è necessità di evaderlo, ma nemmeno è consentito: i paradossi logici non posson rinunciare al pdnc per trovare soluzione alla contraddizione, perchè significherebbe abbandonarne una per un'altra. Ciò significa che i paradossi sono solo apparentemente tali e che la direzione da seguire è indicata dal pdnc, almeno nella misura in cui, essendo aprioricamente innegabile non si può rinunciare a esso. Le logiche polivalenti sembrano dimenticarsi di tutto ciò: d'altra parte, come già ti avevo accennato, la necessità dei loro propositi, che esse credono di scorgere, è sempre determinata dall'aver operato qualche forma di isolamento semantico che produce gli inconvenienti. Poi sarebbe da discutere una certa "calibrazione" nella definizione dei primi principi che, sempre più nel novecento, è risultata carente da parte dei logici e ha portato a non pochi fraintendimenti, basti pensare ai vari Lucasiewicz, Brower, Heyting: è facile confutare un nemico dopo che lo si è ridotto a un fantoccio, il problema è conferirgli inizialmente il significato autentico.Ovviamente si presuppone che debba sussistere il PDNC nella sua forma classica con valori di verità corrispondenti alla logica booleana , mentre nell'ambito della logica quantistica , utilizzabile nei modelli di Hawking , ci sarebbe da esaminare se tale presupposto rimane valido.
Infatti, e propriamente gli elementi che consentono di realizzare l'inferenza non possono essere rintracciati e organizzati dai criteri operativi delle scienze. Nel senso che, se così fosse, non si parlerebbe di scienze ipotetico-deduttive ma di altro, di filosofia appunto, che è un'altra cosa, non la stupidaggine a cui gli ignoranti in materia pensano di ridurla.Se vuoi dire che se a--> b con a = esperienza e b = l'immobile ed il teorema della creazione e se b è falso allora a è falso , ok ma rimane il fatto che si debba dimostrare che a-->b e che tutto non si riduca ad a.Vedi mie considerazioni precedenti.
Infatti qui i discorsi di carattere pragmatico stanno a zero, quel che interessa è che una asserzione sia vero o meno: se i modelli della cosmologia non sono veri non è interessante che siano utili, e se la nozione di verità è messa in discussione non si può, a rigor i logica, nemmeno dire che siano utili (e infatti non lo si può fare). Ossia anche l'utilità ha carattere statistico-probabilistico. Per il resto, non mi interessa commentare: qui o la metafisica la si conosce o ha poco senso pretendere di disquisire su cosa abbia o non abbia raggiunto nei secoli, tantomeno ha senso se la preparazione di cui si dispone sia di carattere poco più che manualistico.Può anche darsi , rimane sempre il fatto che la metodologia povera e settaria che parte dalla terra(esperienza) e da modelli che cercano di spiegarla con un continuo confronto con la medesima si è arrivati a compiere previsioni e impostare spiegazioni che più di duemila anni di metafisica non avevano neanche immaginato(pensa solo alla meccanica quantistica).Ma ovviamente questo è solo un discorso utilitaristico che non ha valenza in questo 3d.
Ultima modifica di Platone; 18-04-11 alle 19:04
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Anch'io per evitare accuse di autocontraddizione faccio finta che una verità degli enunciati descrittivi possa sussistere (degli enunciati normativi sai anche tu cosa pensare visto che sei severiniano), ma se la verità è una proprietà degli enunciati del linguaggio, e i termini del linguaggio sono arbitrari e convenzionali (e mancanti di una relazione diretta con le cose stesse fuori dai significati di volta in volta assegnati), dove mai starebbe la corrispondenza univoca tra gli enunciati del linguaggio e la realtà ribollente là fuori (indefinitamente ridescrivibile e ritagliabile) che renderebbe "veri" i primi?
Ultima modifica di Troll; 18-04-11 alle 21:38


Che ci azzecca................Cosa vi è di più bello di un Dio fattosi uomo (ridotto alla condizione umana), che addossandosi tutti i nostri peccati , soffrendo dolori (passione) che nessun uomo ha mai sofferto e che è stato ucciso come il peggior malvivente ?....................Il messaggio di Cristo è nella passione e soprattutto nella sua resurrezione.
Scusate ma secondo voi sono cristiano perchè accetto il messaggio filosofico di Cristo?.....se si sarei stolto , e dovrei dare ragione a quanti in questo forum mi danno per "buonista".
Sono cristiano poichè Cristo è Risorto è veramente risorto.
Ops vi è una cosa che ci azzecca BUONA SETTIMANA SANTAdi penitenza e riflessione BUONA PASQUA Risurrezione e gioiaiaociao:
Per Anton. Cristo non è un filosofo essendo il figlio di Dio è la verità
Ultima modifica di largodipalazzo; 19-04-11 alle 08:42