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(Adnkronos) – Donald Trump non può candidarsi alle elezioni presidenziali 2024 nello stato del Colorado. E' la sentenza senza precedenti emessa dalla Corte Suprema statale. L'ex presidente, secondo il collegio che si è espresso con 4 voti a favore dello stop e 3 contrari, non è eleggibile alla luce del 14esimo emendamento: un funzionario "coinvolto in un'insurrezione" non può in futuro assumere un incarico pubblico. La Cnn evidenzia che il testo non indica espressamente la presidenza e l'emendamento, dal 1919 ad oggi, è stato citato e applicato solo in due casi. Per Trump, il richiamo al 14esimo emendamento è legato all'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, dopo la manifestazione in cui l'ex presidente denunciò per l'ennesima volta presunti brogli elettorali a vantaggio di Joe Biden. Secondo i giudici, tutti nominati dai democratici, gli elementi raccolti nelle varie inchieste "hanno stabilito che il presidente Trump si è impegnato in un'insurrezione. Gli sforzi diretti ed espliciti del presidente Trump, nel corso di diversi mesi, per esortare i suoi sostenitori a marciare verso Capitol Hill per contrastare quella che ha falsamente definito una presunta frode ai danni del popolo di questo paese, sono stati indiscutibilmente palesi e volontari. Il discorso del presidente Trump del 6 gennaio non è stato protetto dal Primo Emendamento", che tutela tra l'altro la libertà di espressione. La sentenza si applica solo al Colorado. Secondo le norme elettorali dello Stato, il caso deve essere risolto entro il 5 gennaio, termine ultimo per la presentazione delle candidature per le primarie del partito repubblicano. Ciò significa che Trump deve fare ricorso immediato alla Corte Suprema degli Stati Uniti per poter scendere in campo in Colorado. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Scritto da: Adn Kronos
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(Adnkronos) – Slitta ancora il voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su una risoluzione per fermare le ostilità tra Israele e Hamas a Gaza. Lo rende noto la Bbc, aggiungendo che ci sono state intense discussioni sulla formulazione della bozza di risoluzione, con gli Stati Uniti che hanno posto il veto all’ultima versione della risoluzione. Non si sarebbe ancora sciolto infatti il nodo del riferimento alla "cessazione delle ostilità", anche se in un formula molto alleggerita in cui si parla di "passi urgente verso una sostenibile cessazione delle ostilità". Per gli Usa è accettabile parlare di "urgente sospensione delle ostilità" per permettere gli aiuti umanitari, ma ogni riferimento alla 'cessazione' è non accettabile. “Sosteniamo pienamente la necessità di affrontare i bisogni umanitari della popolazione di Gaza e stiamo lavorando su questi problemi con altri paesi nel Consiglio di Sicurezza”, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Usa Matthew Miller, senza commentare il motivo per cui il voto sull'ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza relativa alla guerra a Gaza è stato ripetutamente ritardato. Palrando con i giornalisti, Miller ha affermato che gli Stati Uniti hanno discusso con Israele in merito alla risoluzione, ma non ha riferito se i funzionari israeliani abbiano chiesto agli Stati Uniti di porre il veto alla risoluzione. Intanto Israele ha informato il Qatar che sarebbe pronto ad una tregua di almeno una settimana nei combattimenti a Gaza in cambio del rilascio di circa 40 ostaggi detenuti da Hamas, secondo quanto riporta il Jerusalem Post. Tuttavia il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant fa sapere che l'operazione di terra si estenderà ad altre aree della Striscia. Durante una visita al confine di Gaza, ieri Gallant ha detto: "Khan Younis è diventata la nuova capitale del terrore". Non smetteremo di agire lì finché non avremo raggiunto gli alti funzionari di Hamas", ha riferito il Times of Israel, citando fonti del ministero. Confermato anche il dispiegamento aggiuntivo di truppe nelle vicinanze di Khan Younis. "Nel sud di Gaza, nell'area di Khan Yunis, stiamo espandendo le nostre operazioni. Abbiamo aggiunto un'intera brigata e ulteriori forze di ingegneria da combattimento per le operazioni nell'area, per migliorare le nostre operazioni", ha detto il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), Daniel Hagari. Il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, oggi si recherà al Cairo, in Egitto per colloqui. Fa sapere la Bbc. Intanto ieri, secondo quanto denunciato dal portavoce del ministero della Sanità di Gaza Ashraf al-Qudra, circa 100 persone sono state uccise negli attacchi israeliani su Gaza, aggiungendo che Israele ha compiuto "massacri in tutte le aree della Striscia di Gaza", mentre altre centinaia di persone sono rimaste ferite. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Scritto da: Adn Kronos
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(Adnkronos) – Xavi, allenatore del Barcellona, lascerà la panchina del club catalano alla fine della stagione. Dopo Juergen Klopp, che tra pochi mesi andrà via dal Liverpool, un altro allenatore top preannuncia l'addio. Come il manager tedesco, anche Xavi fa riferimento tra le motivazioni alla carenza di energie fisiche e mentali per un incarico logorante. "Dal 30 giugno non sarò più l'allenatore del Barcellona", annuncia il tecnico dopo la sconfitta casalinga per 5-3 contro il Villarreal. Il Barcellona, campione di Spagna un anno fa, è a 10 punti dal Real Madrid, capolista nella Liga. "Il club ha bisogno di un cambio di direzione. Da uomo del Barcellona -dice l'ex calciatore- penso che la soluzione migliore sia andar via. Darò il massimo in questi mesi, possiamo ancora fare una buona stagione. Credo che questa decisione contribuirà a rendere il clima più sereno, ritengo che il mio progetto debba chiudersi il 30 giugno. Ho preso da tempo questa decisione e ora mi sono tolto un peso. Io voglio essere una soluzione per il Barcellona, una risorsa. E penso che la cosa migliore sia andar via il 30 giugno, come concordato con il presidente". Ci sono anche motivazioni personali alla base della decisione. "Quando sei allenatore del Barcellona, ti mancano di rispetto. C'è uno spreco enorme di energie mentali, di salute. Le forze stanno diminuendo, al punto da pensare che non abbia senso andare avanti. Ho deciso da tanto tempo. E' capitato ad altri allenatori, a tutti quelli che sono passati al Barcellona. Qui è impossibile che ci sia un Ferguson", dice ripensando a Sir Alex, manager del Manchester United per oltre un quarto di secolo. "Questo incarico, poi, mi impedisce di stare con la mia famiglia. Non posso essere così egoista: mi riposerò e starò con i miei figli". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Scritto da: Adn Kronos
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Sciopero 23 febbraio 2024: le ragioni e chi organizza
Una nota diramata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ha annunciato uno sciopero nazionale di 24 ore previsto per venerdì 23 febbraio 2024.
Chi organizza sciopero del 23 febbraio
La protesta è stata proclamata il 1 febbraio da diversi sindacati, tra cui SI COBAS, Ass. Lav. Cobas, Fed. Autisti Operai, e altri, e coinvolgerà lavoratori di tutti i settori pubblici e privati.
Le motivazioni dello sciopero
Le motivazioni dello sciopero riguardano principalmente la situazione di guerra in Ucraina e l’agitazione in corso nella Striscia di Gaza tra Israele e Palestina, nonché la richiesta di uscita dell’Italia dalla NATO. Si Cobas e altri sindacati di base sostengono che lo sciopero sia un atto di solidarietà con il popolo palestinese e una protesta contro la politica internazionale, in particolare la continuazione dei conflitti armati e l’industria bellica che ne trae profitto.
Modalità e coinvolgimento
Lo sciopero coinvolgerà tutte le categorie del comparto privato e pubblico, con particolare attenzione ai lavoratori del settore dei trasporti. Tuttavia, sono previste eccezioni, come l’azienda Atm che non sarà coinvolta nello sciopero, mentre i lavoratori di Trenord potrebbero aderirvi.
Solidarietà e protesta
Il comunicato sindacale sottolinea che lo sciopero non è finalizzato a questioni interne lavorative, ma è un atto di solidarietà con il popolo palestinese e una protesta contro la politica internazionale. La parola d’ordine della mobilitazione, “Fermare il genocidio”, riflette l’appello dei giovani palestinesi a porre fine al conflitto e al ritiro dell’esercito israeliano da Gaza.
Impatto e manifestazioni
I maggiori disagi per i cittadini potrebbero verificarsi nel settore dei trasporti, con potenziali ritardi o cancellazioni dei treni. Inoltre, è previsto un grande corteo a Milano il 24 febbraio, da Loreto al Duomo, come ulteriore segno di protesta e solidarietà.
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Scritto da: Fabrizio Scandaloni
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Sciopero 21 febbraio: dove si tiene, motivazioni e disagi
La recente tragedia sul cantiere di costruzione di un supermercato Esselunga a Firenze ha scosso profondamente il Paese, portando alla luce non solo il bilancio tragico di vite umane perdute, ma anche le gravi lacune e le criticità nel sistema di sicurezza sui luoghi di lavoro. I cinque operai che hanno perso la vita in questa tragedia non sono solo numeri o statistiche, ma individui con nomi, famiglie e storie. E purtroppo, non sono gli unici: più di 40 lavoratori hanno perso la vita sul lavoro nei primi 15 giorni di febbraio.
Il comunicato integrale dei sindacati con le ragioni dello sciopero 21 febbraio
Ripubblichiamo la nota integrale dei sindacati che convocano lo sciopero del 21 febbraio.
“I cinque operai morti nel cantiere per la costruzione di un supermercato Esselunga a Firenze hanno
nomi, famiglie, storie. Come gli altri che ancora in questi giorni sono “caduti sul lavoro” più di 40 nei
primi 15 giorni di febbraio.
Basta parlare di cordoglio, è il momento che il Governo le imprese e le loro associazioni di
rappresentanza, si assumano le responsabilità: massimo ribasso, appalti a cascata, mancanza di
controlli, precarietà del lavoro sono conseguenze di scelte, non una fatalità!
Si è deciso di fare cassa togliendo le risorse per gli ispettori del lavoro e la medicina per la
prevenzione sul territorio; deregolamentare la catena degli appalti, non intervenire sugli appalti
privati, fino al punto che non si riesce a capire quali e quante ditte sono in un cantiere e di costringere
le persone migranti a lavorare in clandestinità.
È stata ignorata la Piattaforma di Cgil, Cisl e Uil e si continua ad agire senza il confronto con chi è
nei posti di lavoro.
Con la patente a punti oggi probabilmente quelle aziende non avrebbero potuto avere l’appalto
Esselunga; con una congruità anche su tempi e modi di esecuzione ci sarebbe un limite allo
sfruttamento del lavoro; con l’obbligo alla timbratura si saprebbe chi e quanto tempo lavora in un
cantiere.
Vogliamo tutte le agibilità necessarie per gli RLS, RLST, delegati di sito alla sicurezza.
Vogliamo il ripristino della parità di trattamento negli appalti e la responsabilità dell’impresa
committente.
Vogliamo l’applicazione dei CCNL del settore di riferimento, sottoscritti dalle OO.SS.
comparativamente più rappresentative, vogliamo la formazione obbligatoria prima di accedere nel
luogo di lavoro.
Questi sono i cambiamenti necessari, altrimenti i richiami alla cultura della sicurezza sono frasi
vuote. Vogliamo luoghi di lavoro sicuri senza il ricatto della perdita del lavoro e dei bassi salari. A
partire dai cantieri.
Vogliamo l’apertura di un confronto vero il Governo su questi punti e su tutta la Piattaforma unitaria.
Mercoledì 21 febbraio sciopero nazionale degli edili e dei metalmeccanici nelle ultime due ore
di ogni turno. Mobilitazione anche con sciopero e assemblee in tutte le altre categorie.
Cgil e Uil invitano a costruire visibilità delle iniziative con presidi diffusi sul territorio.
Ogni singola tragedia è la tragedia di tutte e di tutti. Facciamoci Rispettare!”
Un richiamo all’urgenza
Lo sciopero nazionale degli edili e dei metalmeccanici previsto per mercoledì 21 febbraio è un segnale forte dell’urgenza di intervenire e di promuovere un reale cambiamento. È importante che tutti ci uniamo in questa mobilitazione per rivendicare il diritto a luoghi di lavoro sicuri e dignitosi per tutti. Ogni tragedia sul lavoro è una tragedia per l’intera comunità, e solo lavorando insieme possiamo garantire un futuro migliore per tutti i lavoratori.
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Sciopero 8 marzo 2024: cosa aspettarsi e chi aderisce
L’8 marzo 2024 sarà una giornata di significativa mobilitazione in Italia. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, diversi settori lavorativi incroceranno le braccia per promuovere l’uguaglianza di genere, i diritti delle donne e l’autodeterminazione. Questo articolo fornisce un’analisi approfondita dello sciopero, le sue implicazioni e le misure che il pubblico può adottare per mitigarne gli effetti.
Lo sciopero 8 marzo, cosa sapere e quali sono le sigle che aderiscono
Un’ampia coalizione di sigle sindacali, inclusi Flc CGIL, Slai Cobas, Adl Cobas, Cobas Usb, Cobas Sub, Osp Faisa Cisal, Usi Cit, Clap, Si Cobas, Cub Trasporti, Uitrasporti, Usi 1912, Flaei Cisl e Uiltec Uil, ha proclamato uno sciopero di 24 ore che coinvolgerà vari settori, tra cui pubblico impiego, sanità, trasporti e istruzione.
Impatto sui trasporti preminente
Mentre molti settori saranno interessati da questa protesta, è importante notare che i trasporti pubblici saranno meno colpiti rispetto ad altri servizi. Secondo la Commissione di Garanzia degli Scioperi, gli scioperi proclamati da alcune sigle sindacali non coinvolgeranno i trasporti, esclusa una parte della Regione Abruzzo a causa di consultazioni elettorali. Questo significa che, nonostante le perturbazioni in altri settori, i servizi di trasporto pubblico continueranno a operare in molte aree.
Tuttavia, alcune città, come Milano, potrebbero subire interruzioni parziali del servizio di trasporto pubblico locale. È consigliabile pianificare in anticipo eventuali spostamenti e considerare alternative come il car pooling o il lavoro da remoto per mitigare eventuali disagi.
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Interessati anche altri comparti
Oltre ai Trasporti, settori come la Sanità, l’Istruzione e la Protezione Civile saranno influenzati dall’agitazione. Saranno garantiti i servizi minimi essenziali, come il pronto soccorso e l’assistenza ai pazienti gravi, tuttavia, è possibile che si verifichino ritardi o cancellazioni di appuntamenti non urgenti.
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Scritto da: Fabrizio Scandaloni
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Nuova legge per la riduzione delle liste d’attesa: impatti e novità principali, spiegate semplice
Il recente decreto legge varato dal Consiglio dei ministri italiano introduce misure significative per ridurre i tempi di attesa nei servizi sanitari. Questa normativa è un tentativo di risposta alle crescenti preoccupazioni per i lunghi tempi di attesa nel sistema sanitario nazionale, che sono ormai la tonica e che incidono, in particolare, sul Mezzogiorno d’Italia.
Gli obiettivi annuali e responsabilità dei direttori generali
Le Regioni avranno il compito di assegnare ai direttori generali delle aziende sanitarie obiettivi annuali specifici per la riduzione delle liste d’attesa. Se questi obiettivi non verranno raggiunti, i direttori potranno essere sospesi dall’elenco nazionale per un periodo di 12 mesi. Questa misura mira a incentivare una gestione più efficiente delle risorse e a migliorare la performance complessiva delle strutture sanitarie. Per esempio, se un direttore generale di un’azienda sanitaria regionale deve ridurre le liste d’attesa per visite specialistiche del 20% entro l’anno ma non riesce a raggiungere questo obiettivo, potrebbe essere sospeso e sostituito temporaneamente.
Coinvolgimento degli specializzandi e dei giovani medici
La legge prevede il coinvolgimento degli specializzandi per abbattere le liste d’attesa, con incarichi fino a 10 ore settimanali. Questo potrebbe aiutare a ridurre i tempi di attesa e offrire ai giovani medici opportunità di formazione pratica. Un ospedale potrebbe così assegnare agli specializzandi compiti specifici durante i turni extra, come visite di controllo o esami diagnostici, riducendo così il carico di lavoro dei medici senior.
Misure contro il fenomeno dei gettonisti
Per contrastare il fenomeno dei gettonisti, il decreto consente l’assunzione di personale medico con contratti di lavoro autonomo. Questa flessibilità contrattuale potrebbe rendere più attrattivo il settore pubblico per i professionisti della sanità. Pertanto, un medico specializzato che lavora come gettonista può essere assunto con un contratto autonomo che gli garantisce una maggiore stabilità e condizioni di lavoro migliorate.
Incentivi economici e tassazione ridotta
Per incentivare il personale sanitario a prestare servizi aggiuntivi, le tariffe orarie saranno aumentate del 20%, con una tassazione ridotta al 15%. Inoltre, saranno stanziati 100 milioni di euro per avvalersi di specialisti ambulatoriali interni per recuperare le liste d’attesa. Un infermiere che decide di lavorare ore extra durante il fine settimana per ridurre le liste d’attesa riceverà una tariffa oraria maggiorata e una tassazione ridotta sul reddito aggiuntivo.
Monitoraggio e trasparenza delle liste d’attesa
L’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) sarà incaricata di monitorare le liste d’attesa attraverso una piattaforma interoperabile con quelle regionali. Questo sistema di monitoraggio permetterà di identificare e risolvere inefficienze e anomalie nelle prenotazioni. Questo significa che se un’anomalia viene rilevata nel sistema di prenotazioni di una regione, l’Agenas potrà avviare un audit per identificare le cause del problema e proporre soluzioni specifiche.
Cup unico regionale o infraregionale
La legge introduce l’obbligo di un Cup (Centro Unico di Prenotazione) unico regionale o infraregionale, che includa tutte le prestazioni disponibili sia del settore pubblico che del privato convenzionato. I contratti con i privati che non integrano le loro prestazioni nel Cup pubblico saranno considerati nulli. Si tratta di una delle novità più rilevanti. Un cittadino può accedere a un’unica piattaforma per prenotare visite ed esami, riducendo così la complessità e migliorando l’accessibilità delle prestazioni sanitarie.
Flat tax al 15% per gli straordinari dei sanitari
La tassazione del 15% per gli straordinari dei sanitari è una misura volta a incentivare il personale a lavorare ore extra per ridurre le liste d’attesa. Questo incentivo fiscale è indipendente dal reddito percepito dall’operatore sanitario. Quindi, se nu medico lavora ore aggiuntive per effettuare visite diagnostiche nel weekend beneficerà di una tassazione ridotta sul reddito extra guadagnato.
Tetto di spesa per il personale
La legge prevede un innalzamento del tetto di spesa per il personale sanitario, pari al 15% dell’incremento del Fondo sanitario rispetto all’anno precedente. Dal 2025, questo tetto sarà abolito e sostituito da un meccanismo basato sul fabbisogno standard di personale sanitario. Un’azienda sanitaria potrà assumere più personale per soddisfare le esigenze crescenti senza essere vincolata dai precedenti limiti di spesa.
Aumento del fondo per il privato convenzionato per ridurre le liste d’attesa
Per gli anni 2025 e 2026, sarà aumentata la quota del fondo sanitario nazionale che le Regioni possono utilizzare per l’acquisto di prestazioni da privato convenzionato, migliorando così la collaborazione tra pubblico e privato. Un ospedale pubblico potrà ricorrere più facilmente ai servizi di strutture private per ridurre le liste d’attesa per interventi specialistici.
Critiche e richieste di modifica, tra mancanza di coperture e spostamenti verso il privato
Le Regioni hanno sollevato dubbi riguardo alla mancanza di copertura finanziaria e alla percezione di essere state esautorate dalle loro funzioni di programmazione sanitaria. Hanno annunciato che presenteranno richieste di modifica al decreto nei prossimi giorni. Tra le principali critiche vi è proprio quella del ridimensionamento del peso regionale e, soprattutto, della deviazione di fondi verso il privato.
Una legge in chiaroscuro per risolvere l’annosa questione delle infinite liste d’attesa
La nuova legge per la riduzione delle liste d’attesa introduce diverse misure che potrebbero migliorare l’efficienza del sistema sanitario italiano. Tuttavia, la mancanza di copertura finanziaria e le critiche sollevate dalle Regioni indicano che potrebbero essere necessari ulteriori aggiustamenti e un maggiore dialogo tra governo centrale e amministrazioni locali.
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Scritto da: Alessandro Faggiano
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La città di Pescia e l’intera Valdinievole sono profondamente colpite dalla scomparsa del Maestro Massimo Papini, pianista, compositore e direttore d’orchestra di 57 anni. Papini, noto non solo per la sua carriera musicale ma anche per il suo impegno nell’educazione, ha lasciato un vuoto incolmabile nella comunità locale. Dopo una lunga battaglia contro una malattia incurabile, il Maestro è venuto a mancare, lasciando la moglie, Raffaella Marongiu, soprano lirico, e le due figlie, Vittoria e Adele.
Massimo Papini era un pesciatino doc, figlio dei titolari della storica Oreficeria Papini in Borgo della Vittoria. Nonostante le radici familiari nel commercio, Papini scelse fin da giovane di dedicarsi interamente alla musica, un amore che ha coltivato per tutta la vita. La sua passione per la musica era viscerale e la sua dedizione all’insegnamento è stata esemplare, tanto da farne una figura di riferimento nella formazione di giovani musicisti.
Chi era Massimo Papini, punto di riferimento musicale a Pescia
Il Maestro Papini ha insegnato educazione musicale all’Istituto Comprensivo Libero Andreotti di Pescia e alle scuole medie di Valchiusa, ma il suo impegno non si limitava alle aule scolastiche. Era infatti uno dei principali promotori delle attività della scuola di musica locale e un collaboratore costante del Teatro Pacini, considerato da lui una grande opportunità per la crescita culturale e artistica delle nuove generazioni.
Papini vedeva nel teatro un punto di contatto fondamentale tra la comunità e l’arte, e ha sempre lavorato per rafforzare questo legame. La sua presenza era costante nelle iniziative musicali della città, contribuendo con la sua esperienza e il suo entusiasmo a numerosi progetti che hanno arricchito il panorama culturale di Pescia e dintorni.
Celebrità social durante la pandemia
Durante i mesi difficili della pandemia tra il 2020 e il 2021, Massimo Papini è diventato una figura di riferimento anche sui social media. Impossibilitato a insegnare in presenza o a esibirsi dal vivo, Papini ha accettato con entusiasmo l’invito a partecipare a dirette social dove accompagnava al pianoforte sua moglie, Raffaella Marongiu, mentre eseguiva celebri arie di musica lirica. Queste esibizioni, seguite da un vasto pubblico, hanno avuto l’obiettivo compiuto di portare un po’ di sollievo e bellezza in un periodo di grande incertezza e isolamento.
L’ex sindaco di Pescia, Oreste Giurlani, ha ricordato come Papini fosse prostrato dalla mancanza di contatto diretto con i suoi allievi, ma al tempo stesso determinato a non far mancare loro il supporto e la guida necessari per continuare a coltivare la passione per la musica. Tuttavia, al termine del lockdown, Papini espresse rammarico per il fatto che molti giovani talenti si fossero allontanati dalla musica.
Pescia piange Massimo Papini: il cordoglio della comunità
La notizia della scomparsa di Massimo Papini si è diffusa rapidamente, generando un’ondata di commozione e ricordi. I social sono stati invasi da messaggi di cordoglio e da testimonianze di chi lo ha conosciuto e apprezzato, sia come insegnante che come amico. In particolare, molti lo ricordano per la sua energia, il buonumore e la capacità di creare un ambiente positivo e stimolante attorno a sé, sia in ambito lavorativo che personale.
Una delle testimonianze più toccanti è quella di una mamma, che ha voluto ricordare l’impatto profondo che Papini ha avuto su suo figlio, Gianmarco. Il messaggio sottolinea come Papini non abbia solo insegnato musica, ma abbia anche trasmesso valori e insegnamenti di vita, diventando una figura di riferimento non solo per i suoi allievi, ma anche per le loro famiglie.
Il ruolo nel Coro D’AltroCanto
Tra le molte attività svolte da Massimo Papini, va ricordata la sua direzione del Coro D’AltroCanto di Massa e Cozzile, dove si è distinto per il suo rigore professionale, sempre accompagnato da un sorriso e da una battuta pronta. Era noto per la sua capacità di mantenere alto il morale del gruppo, riuscendo a creare un ambiente coeso e motivante, dove la musica non era solo un’arte, ma anche un mezzo per unire e rafforzare i legami tra le persone.
Questo approccio, che combinava disciplina e allegria, è stato uno degli elementi chiave del suo successo come direttore e insegnante. Molti dei suoi allievi lo ricordano non solo per le competenze musicali che ha trasmesso loro, ma anche per l’entusiasmo contagioso e la passione che metteva in ogni singola lezione.
Massimo Papini addio: data, ora e luogo funerali
I funerali di Massimo Papini si terranno oggi lunedì 19 agosto alle 15:30 nella Cattedrale di Pescia, dove la comunità potrà rendere omaggio a una figura che ha dato tanto alla città. La messa sarà officiata da don Valerio Mugnaini, coordinatore dell’Unità Pastorale delle tre parrocchie cittadine. La salma sarà esposta nella sala mortuaria dell’ospedale di Pescia fino alla mattina del 19 agosto, permettendo a tutti coloro che lo desiderano di dargli un ultimo saluto.
L’intera Valdinievole si unisce nel dolore per la perdita di un uomo che ha dedicato la sua vita alla musica e all’insegnamento, lasciando un’eredità culturale e umana che continuerà a vivere nei suoi allievi e in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo.
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Scritto da: Daniele Sforza
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Very Demure, Very Mindful: cosa significa? E perché ne stiamo parlando? Negli ultimi giorni, un nuovo trend ha preso piede sui social media, soprattutto su TikTok e Instagram: l’uso della parola inglese “demure“, accompagnata dall’espressione “very mindful“. Questo fenomeno ha coinvolto celebrità, creatori di contenuti e migliaia di utenti, tutti affascinati dall’uso ironico di un termine desueto. Tra i volti noti che hanno contribuito alla diffusione del trend ci sono Lindsay Lohan, Jamie Lee Curtis e Khloé Kardashian, che hanno integrato “demure” nel loro vocabolario quotidiano, spesso accompagnandolo con un tocco di autoironia.
Cosa significa Very Demure: origini e diffusione
Il video che ha dato il via al trend è stato pubblicato da Jools Lebron, una content creator statunitense, l’8 agosto 2023. Lebron, che aveva già un seguito considerevole su TikTok, ha utilizzato il termine per descrivere il suo look del giorno in modo volutamente esagerato, ironizzando su come si fosse preparata in modo “very demure” per andare al lavoro.
Cosa significa Very Demure e perché è diventato virale?
La parola “demure” è un termine inglese che significa “riservato” o “modesto“, spesso associato a un comportamento pudico. Nella cultura anglofona, la parola era caduta in disuso, soprattutto tra i giovani, fino a quando Lebron non l’ha riportata in auge su TikTok. Il suo uso giocoso e autoironico ha rapidamente conquistato milioni di visualizzazioni, facendo di “very demure, very mindful” un nuovo motto tra gli utenti dei social media.
La combinazione con “mindful”, che significa “attento” o “consapevole“, ha reso l’espressione ancora più accattivante, suggerendo un atteggiamento di moderazione e consapevolezza. Questo modo di fare, che potrebbe sembrare anacronistico, è stato reinterpretato in chiave moderna, creando un contrasto divertente tra l’ostentata modestia e l’evidente consapevolezza della propria immagine.
Very Demure: trend virale tra celebrità e utenti
Il trend non è rimasto confinato alla sola piattaforma TikTok, ma si è diffuso rapidamente anche su Instagram e altri social. Celebrità come Penn Badgley, noto per il suo ruolo in “Gossip Girl” e “You“, ha utilizzato l’espressione per descrivere ironicamente il suo look sul set, enfatizzando il contrasto tra il suo comportamento “demure” e la sua notorietà. Persino l’account ufficiale della Casa Bianca ha partecipato al trend, utilizzando l’espressione per commentare il successo delle politiche di riduzione del debito studentesco.
Il fenomeno è diventato così popolare che molti utenti, spesso senza conoscere il video originale di Lebron, hanno iniziato a utilizzare “demure” in modo letterale per descrivere comportamenti effettivamente modesti o riservati. Tuttavia, il vero spirito del trend risiede nella sua ironia, nel contrasto tra l’apparenza e la realtà.
Il significato culturale di “Very Demure, Very Mindful”
Il trend “very demure, very mindful” riflette una tendenza più ampia tra le generazioni più giovani, in particolare la Generazione Z, che mostra un interesse crescente per comportamenti più riservati e meno appariscenti rispetto ai Millennials.
Essere “demure” non significa semplicemente adottare uno stile sobrio, ma implica anche una certa consapevolezza e controllo sull’immagine che si proietta al mondo. Questo si riflette in molti dei video virali associati al trend, dove l’attenzione ai dettagli e l’autocontrollo sono esaltati in modo spesso ironico.
Esempi di stile demure nel passato
Nonostante la recente viralità, lo stile “demure” non è un concetto nuovo. Personaggi televisivi come Francesca Cacace, protagonista della serie “La Tata“, e Rory Gilmore di “Una mamma per amica” possono essere visti come precursori di questa tendenza. Questi personaggi incarnano un tipo di eleganza discreta e un comportamento riservato che rispecchiano i valori oggi associati a “demure”.
Anche personaggi come Mulan, nell’omonimo film Disney, sono stati riscoperti dagli utenti come esempi di questo atteggiamento. In una scena, Mulan usa proprio il termine “demure” mentre descrive il suo comportamento durante un pasto, un dettaglio che ha colpito molti utenti, portandoli a rivedere questi classici con occhi nuovi.
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Scritto da: Daniele Sforza
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