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Discussione: Contro Fedez

  1. #1
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    Predefinito Contro Fedez

    Fedez, il noto cantante iper-tatuato e sponsorizzato di sinistra si permette di fare sermoni pro-gay e pro-immigrati dallo schermo della TV pubblica. Il signore in questione dovrebbe essere messo in condizioni di non fare danni..ma ormai in TV se non sei un leccaculo del Sistema non ci vai più.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Contro Fedez

    Fedez? Banale “Strumento di distrazione di Massa”. Parliamo di “Ungheria” e di invasione dei migranti





    Perderò solo cinque minuti per parlare di quello che ha fatto Fedez, semplicemente perché è solo uno strumento di distrazione di massa. La sua banale e fessa polemica, in cui ha accusate persone che penso provvederanno a querelarlo, è stata creata ad arte per nascondere il tutto dalle tre vere notizie del giorno sull’Italia. Eccovele e, soprattutto, diffondetele:
    Lo scandalo della Loggia Ungheria: per dire che è una cosa grave e seria basterebbe dire che il megafono della magistratura militante, travaglio, si è rifiutato di parlarne. Prendendo invece il RIformista, che ha dato ampio spazio alla notizia, Ungheria è “Una loggia super segreta composta da magistrati, alti ufficiali dell’Arma dei carabinieri e della guardia di finanza, professionisti ed imprenditori per condizionare nomine in magistratura e negli incarichi pubblici“. Dopo lo scandalo Palamara, in questo caso sono i verbai dell’avvocato Paolo Amara, noto alla cronaca per i legami con ENI, da cui avrebbe ricevuto 80 milioni per stare zitto, e che negli interrogatori svelerebbe tutto su questa associazione segreta per il controllo esterno della magistratura che ne coinvolgerebbe i vertici. Una cosa non sporca, di più, che se fosse successa negli anni 70 – 80 del secolo scorso avrebbe preso pagine de L’Espresso , ma che oggi non bisogna quasi citare per non disturbare il Conduttore. Però oggi c’è Fedez;
    Oggi, su diverse imbarcazioni, sono in arrivo in Italia almeno 700 migranti. Probabilmente saranno anche di più. grazie alla politica el governo a guida PD se continuiamo con questo passo ci troveremo 350 mila immigrati irregolari in più in Italia. Siamo la discarica dell’immigrazione europea, ma questo non lo sentirete nei massmedia, perchè devono parlare di Fedez.
    Il lockdown ed il coprifuoco costano 500 milioni al giorno per l’economia italiana, ma questa notizia è scomparsa dai media per il discorso di fedez. Eppur questo è lavoro, e quello serio., eprò chi se ne frega del lavoro, altri, il giorno della Festa del lavoro. l’importnte sono i soldi , di Fedez.
    La colpa di Fedez non è quella di aver detto stupidaggini: è agato per essere banale e fintamente provocatore. L sua colpa è di aver tolto l’atenzione dai veri scaldali dell’Italia. La punizione: infischiarsene di fedez, non guardare i suoi show, non comprare i prodotti della premiata ditta ferragnez. Vivrete BENISSIMO ed avrete il portafoglio molto più pieno, da spendere meglio.


    https://scenarieconomici.it/fedez-ba...-dei-migranti/

  3. #3
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    Predefinito Re: Contro Fedez

    Fedez, Ferragni e la "mutazione antropologica"
    di Pino Cabras - 03/05/2021

    Fedez, Ferragni e la "mutazione antropologica"

    Fonte: Pino Cabras

    Contestualizziamo tutto, incluso il caso Fedez. In cointeressenza con la moglie Ferragni, Fedez regge una fiorente attività imprenditoriale nel campo editoriale-pubblicitario legato alle multinazionali statunitensi che hanno perimetrato il web all’interno dei grandi recinti dei social network. È un capitano d’industria diversissimo da chi poteva fregiarsi di questa definizione trent’anni fa in Italia, nel mondo ancora legato all’industria novecentesca. Se non vi distraete pensando che i suoi tatuaggi e le sue costose smandrappature siano l’antitesi dello stile dei vecchi protagonisti del capitalismo, vi accorgerete che Federico Leonardo Lucia incarna il grande borghese di oggi, l’uomo di potere di questo neocapitalismo con le sue regole, le sue battaglie per definire con urgenza un nuovo senso comune, le nuove egemonie, lo stato spirituale di un’intera nazione.
    È eccessivo tutto questo per un rapper? Voi vi fermate a una fase troppo precoce degli uomini di potere. Vedete Rocco Casalino eterno concorrente del Grande Fratello, ma intanto diventa uno degli ‘spin doctor’ più sulfurei in grado di tenere in pugno partiti e governi. Vedete Luigi di Maio a vendere per sempre le bibite gassate allo stadio, ma intanto vi ha riorganizzato con acrobazie democristiane un pezzo dei piani alti della politica italiana. Vedete Fedez nei secoli dei secoli come il mediocre rapper dei furbi luoghi comuni finto-trasgressivi, ma nel frattempo ha più follower della somma di tutti i principali organi di stampa nazionali e divora grossi contratti pubblicitari.
    Quando qualcuno accumula un significativo potere economico e mediatico per ciò stesso deve poter essere soggetto a una critica del potere. Nessun suo atto pubblico potrà essere esente da scrutinio, con lo stesso spessore che si dovrebbe usare per analizzare le strategie di un’impresa. Fedez, il grande borghese dell’oggi, è in quest’orbita e non farà eccezione. Nessuno dei suoi atti è il solo atto di un artista. È una forte proiezione imprenditoriale e politica.
    La sua manovra di questi giorni è l’operazione mediatica di un uomo di potere con elevata influenza di "agenda setting": cioè la potestà di dettare l’ordine del giorno nella gerarchia delle notizie. È un mondo nuovo che coincide con il trionfo dei nuovi media che hanno il cuore nella Silicon Valley e il portafogli a Wall Street. Fedez ha perciò avuto partita facile contro i mediocri funzionari del carrozzone RAI in una fase crepuscolare della storia della tv pubblica. Qualche anno fa Renzi fece nominare per la RAI un consiglio di amministrazione composto da portaborse e incompetenti sottogovernativi, proprio mentre stava per abbattersi sul sistema audiovisivo il ciclone Netflix, di cui non sapevano nulla. Le cose sono peggiorate nel tempo.
    La Rai era sino a poco fa un universo attardato, dove la politica comandava la televisione, quella televisione si imponeva sul mondo dello spettacolo, e si lavorava solo se si obbediva a quella catena. I dirigenti Rai che erano fermi a quel mondo e ancora oggi non sanno cosa sia davvero Netflix. Lo spiega meglio di me Piero Armenti:
    «Quando hanno chiamato Fedez dovevano tenere a mente che dall’altra parte della cornetta non c’era un artista desideroso di visibilità, ma una “media company” potente quanto la Rai stessa. Perché questo è il punto cruciale su cui bisogna focalizzare la riflessione. “Fedez è un mass media”. Non ha bisogno della TV, non ha bisogno della Rai, non ha bisogno di Mediaset o di Berlusconi. Non ha bisogno di nessuno perché il Mass Media è lui. Se lo vogliono, detta lui le condizioni, figlio com’è di una rivoluzione della comunicazione pari alla stampa di Gutenberg, che ha creato un vero e proprio ribaltamento di potere.
    Fedez ha un suo pubblico coltivato bypassando l’Italia e le sue logiche di dominio e di controllo, soprattutto politiche. Usa Instagram e Youtube per veicolare il suo messaggio, se vuole fare qualcosa di televisivo può farlo su Amazon Prime o Netflix, tutte aziende americane che non subiscono alcun ricatto dalla politica italiana perché sono più grandi della politica stessa, e dettano a loro volta le condizioni.»
    In un paese dove si censura tantissimo in tutto lo spettro dei media senza che nessuno alzi un dito, Fedez ha avuto agio a maramaldeggiare su una miseria moribonda come le "moral suasion" (neanche più censura, attenzione) dei funzionari RAI. La telefonata che Fedez ha pubblicato è piena di evidenti e numerosi tagli che lo fanno strategicamente giganteggiare al cospetto delle titubanze dei funzionari, che potrebbero essere state magari più argomentate rispetto ai mugugni irresoluti che il noto imprenditore ha salvato dal taglia e cuci. Edgar Hoover, l’immarcescibile direttore dell’FBI, diceva: "fate parlare qualcuno per mezzora e se vogliamo gli cuciamo una confessione di omicidio". Fedez, più modestamente, è stato capace di trascinare tutti nel suo gioco e a impiegare le tecniche dell'indignazione a comando, su cui cadono perfino molti dei più smaliziati. Lo “spin” prendeva direzioni precise.
    Il politico leghista citato da Fedez era stato espulso dalla Lega per le sue posizioni. Ed è sotto processo in base alle leggi vigenti. Tener conto di questo è necessario non per alleggerire la Lega, ma per una questione di verità. Quanto alla verità, sarei curioso di sentire la registrazione completa, non quella tagliata da Fedez.
    I funzionari Rai non sono dei cuor di leone e se c'è chi può sollevare questioni che possono causare querele scelgono sempre di dissuaderlo. Immagino sia accaduto anche stavolta, più in termini di responsabilità penale e di opportunità politica, che di censura vera e propria (che di fatto non ha più la forza di un tempo). Fedez ha ingrandito e polarizzato l'episodio, soprattutto per creare un senso comune blindato sull’argomento che più poteva insinuarsi nelle divisioni della politica, il controverso disegno di legge Zan, sul quale non tutto può ridursi a scontri destra-sinistra, perché esiste un dibattito molto più aperto anche nel mondo Lgbtq+, così come nel femminismo storico. Mondi che non vogliono ridurre tutto al ritmo di Tik Tok e che manifestano enormi preoccupazioni sulle potenziali minacce alla libertà di opinione insite nelle nuove fattispecie del disegno di legge. Questioni vere, non riducibili all'omofobia. Queste posizioni e queste questioni, anche quando sono lontane dalla nostra sensibilità, hanno cittadinanza in una democrazia.
    Sempre Armenti ricorda: «il gesto di Fedez non è un atto di coraggio, ma è un richiamo alla realtà. L’artista ha rischiato zero perché il suo mondo non è quello antico: non ha bisogno della Tv italiana e men che meno quella pubblica. Non ci troviamo dinanzi ad un Davide che ha sfidato Golia, ma davanti ad un Golia che ha sfidato un altro Golia, ed ha vinto. Fedez non ha avuto coraggio nel senso tradizionale del termine, ma ha fatto un qualcosa di possibilissimo e consequenziale: ha ricordato che il potere è lui. Punto.»
    Così, Fedez, il testimonial pubblicitario di Amazon, il profeta che dà smalto al neocapitalismo iper-consumista, prende facilmente a bersaglio la TV contro cui si scagliava anche Pier Paolo Pasolini, ma per ragioni opposte rispetto a quest’ultimo. Quando Pasolini raccontava l’avvento «del consumismo e del suo edonismo di massa: evento che ha costituito, soprattutto in Italia, una vera e propria rivoluzione antropologica», non avrebbe immaginato che un giorno potesse riassumersi nei Ferragnez. Commenta Matteo Brandi: «un conformismo totale, nascosto da una patina di glitter, perfetto per essere venduto ad una platea di giovani che vogliono sentirsi "fuori dagli schemi" ma senza esserlo davvero. Diversi sì, ma come tutti gli altri. Ed è qui che sta la bravura di Fedez e di quelli come lui. Nell'aver trovato in questo mondo artificiale una vena d'oro, da prendere freneticamente a picconate per estrarne ricchezza a non finire. Soldi, visibilità, sponsor. Il tutto riuscendo persino ad apparire, al suo folto pubblico, come un eroe.»
    Dopo i politici-influencer dell’Era RAI e Mediaset, ecco arrivare l’influencer-politico che ridisegna lo spazio di ciò che si può dire. Le vecchie censure vengono abbattute, ed è un bene. Ma vengono dimenticate le nuove censure: il titanismo narcisista instagrammatico, distratto dalla vicenda Fedez, non sa dire nulla sulla miriade di censure che colpiscono - su Facebook, Youtube, Amazon, ecc. - tutte le forme di pensiero divergente che si manifesti sui grandi temi dominati dai media del neocapitalismo.
    Milioni di docili follower vedranno come un dramma la censura su Fedez (che non si è attuata), ma non si accorgeranno della censura molto più silente ed efficace che non fa loro sapere nulla su Julian Assange o sullo sfruttamento dei lavoratori di Amazon e sui nuovi inferni della precarizzazione di massa.

  4. #4
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    Predefinito Re: Contro Fedez

    Fedez ha capito tutto
    di Matteo Brandi - 02/05/2021

    Fedez ha capito tutto

    Fonte: Matteo Brandi

    Ammettiamolo: Fedez ha capito tutto.
    Per quanto mi stia sulle palle e rappresenti tutto ciò che considero tossico al giorno d'oggi, non posso esimermi dal fargli i complimenti. Il modo con cui sta sfruttando i suoi seguaci, cavalcando magistralmente l'ipocrita e sciocca indignazione del momento, è fantastico.
    Pensateci. Fedez rappresenta in tutto e per tutto quello che chiamiamo "pensiero unico".
    Fedez è una delle miriadi di propaggini, tutte uguali, dell'assolutismo progressista. Ogni sua presa di posizione, ogni suo intervento, ogni sua diretta, ogni cosa partorita da lui e dalla sua compagna è perfettamente in linea con l'ordine del giorno.
    Non sentirete mai, mai e poi mai fuoriuscire dalla bocca di Fedez un concetto che non combaci perfettamente con i dogmi attuali. Che si parli di immigrazione, mondo LGBT o Europa, non cambia nulla. Dietro il tripudio di tatuaggi vi è la più allineata mentalità e il più disarmante convezionalismo che si possano immaginare. Un conformismo totale, nascosto da una patina di glitter, perfetto per essere venduto ad una platea di giovani che vogliono sentirsi "fuori dagli schemi" ma senza esserlo davvero. Diversi sì, ma come tutti gli altri.
    Ed è qui che sta la bravura di Fedez e di quelli come lui. Nell'aver trovato in questo mondo artificale una vena d'oro, da prendere freneticamente a picconate per estrarne ricchezza a non finire. Soldi, visibilità, sponsor. Il tutto riuscendo persino ad apparire, al suo folto pubblico, come un eroe.
    Così ecco il nostro martire della libertà di pensiero che si batte contro la cattiva Rai oscurantista per poter parlare del DDL ZAN, attaccando una precisa forza politica, dal palco del Concerto del 1 Maggio. Ecco il nostro guerriero che piange, grida e si infervora. E intanto, tra un'espressione sconvolta e un'altra, ci ficca lo spot per la nuova linea di smalti. Grandioso.
    La verità? È l'esatto opposto di ciò che sta andando in onda.
    Il Concertone vede da anni monologhi di centrosinistra e attacchi diretti alla controparte. La Rai è un feudo del PD, come dimostrano i suoi TG e le sue trasmissioni palesemente schierate, fino all'inguardabile Sanremo. Solamente, trovandosi oggi la Lega assieme al PD dentro l'orrendo Governo Draghi, è stato chiesto a Fedez di abbozzare. E tanto è stata forte e sentita questa pressione che Fedez se n'è fregato bellamente. Com'era da programma.
    Una buffonata, tutto qua. Il PD che chiede le "scuse" dei propri servi in Rai? Ridicolo. Così come è ridicolo sentir parlare di "attacco alla libertà di espressione" chi appoggia Fedez, quando si tratta degli stessi omuncoli complessati che oggi stanno crocifiggendo Pio e Amedeo per aver usato le "parole proibite". Siamo dinnanzi ad un finto litigio in famiglia montato ad arte.
    Nel frattempo, migliaia di utenti, pagine, profili e canali vengono realmente censurati e ostracizzati su tutti i media. Perché? Perché non la pensano come Google, come Netflix, come Amazon, come Davos, come la Silicon Valley, come Hollywood, come la stragrande maggioranza delle multinazionali, delle tv, dei giornali e delle radio.
    Insomma, perché non la pensano come Fedez.

  5. #5
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    Predefinito Re: Contro Fedez

    L'errore è anche solo prendere in considerazione ciò che sostengono personaggi del genere.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  6. #6
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    Predefinito Re: Contro Fedez

    Citazione Originariamente Scritto da IlWehrwolf Visualizza Messaggio
    Fedez ha capito tutto
    di Matteo Brandi - 02/05/2021

    Fedez ha capito tutto

    Fonte: Matteo Brandi

    Ammettiamolo: Fedez ha capito tutto.
    Per quanto mi stia sulle palle e rappresenti tutto ciò che considero tossico al giorno d'oggi, non posso esimermi dal fargli i complimenti. Il modo con cui sta sfruttando i suoi seguaci, cavalcando magistralmente l'ipocrita e sciocca indignazione del momento, è fantastico.
    Pensateci. Fedez rappresenta in tutto e per tutto quello che chiamiamo "pensiero unico".
    Fedez è una delle miriadi di propaggini, tutte uguali, dell'assolutismo progressista. Ogni sua presa di posizione, ogni suo intervento, ogni sua diretta, ogni cosa partorita da lui e dalla sua compagna è perfettamente in linea con l'ordine del giorno.
    Non sentirete mai, mai e poi mai fuoriuscire dalla bocca di Fedez un concetto che non combaci perfettamente con i dogmi attuali. Che si parli di immigrazione, mondo LGBT o Europa, non cambia nulla. Dietro il tripudio di tatuaggi vi è la più allineata mentalità e il più disarmante convezionalismo che si possano immaginare. Un conformismo totale, nascosto da una patina di glitter, perfetto per essere venduto ad una platea di giovani che vogliono sentirsi "fuori dagli schemi" ma senza esserlo davvero. Diversi sì, ma come tutti gli altri.
    Ed è qui che sta la bravura di Fedez e di quelli come lui. Nell'aver trovato in questo mondo artificale una vena d'oro, da prendere freneticamente a picconate per estrarne ricchezza a non finire. Soldi, visibilità, sponsor. Il tutto riuscendo persino ad apparire, al suo folto pubblico, come un eroe.
    Così ecco il nostro martire della libertà di pensiero che si batte contro la cattiva Rai oscurantista per poter parlare del DDL ZAN, attaccando una precisa forza politica, dal palco del Concerto del 1 Maggio. Ecco il nostro guerriero che piange, grida e si infervora. E intanto, tra un'espressione sconvolta e un'altra, ci ficca lo spot per la nuova linea di smalti. Grandioso.
    La verità? È l'esatto opposto di ciò che sta andando in onda.
    Il Concertone vede da anni monologhi di centrosinistra e attacchi diretti alla controparte. La Rai è un feudo del PD, come dimostrano i suoi TG e le sue trasmissioni palesemente schierate, fino all'inguardabile Sanremo. Solamente, trovandosi oggi la Lega assieme al PD dentro l'orrendo Governo Draghi, è stato chiesto a Fedez di abbozzare. E tanto è stata forte e sentita questa pressione che Fedez se n'è fregato bellamente. Com'era da programma.
    Una buffonata, tutto qua. Il PD che chiede le "scuse" dei propri servi in Rai? Ridicolo. Così come è ridicolo sentir parlare di "attacco alla libertà di espressione" chi appoggia Fedez, quando si tratta degli stessi omuncoli complessati che oggi stanno crocifiggendo Pio e Amedeo per aver usato le "parole proibite". Siamo dinnanzi ad un finto litigio in famiglia montato ad arte.
    Nel frattempo, migliaia di utenti, pagine, profili e canali vengono realmente censurati e ostracizzati su tutti i media. Perché? Perché non la pensano come Google, come Netflix, come Amazon, come Davos, come la Silicon Valley, come Hollywood, come la stragrande maggioranza delle multinazionali, delle tv, dei giornali e delle radio.
    Insomma, perché non la pensano come Fedez.
    La locura
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  7. #7
    Super Troll
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    Predefinito Re: Contro Fedez

    Dicono che non fa nulla che non sia politically correct

    pero' affittare un supermercato e devastarlo, passando la notte a lanciare cavoli e finocchi e banane ai suoi amici quello non è corretto e lui si è permesso
    anche se poi la paghi, distruggere il cibo è imperdonabile
    https://gossip.fanpage.it/festa-a-so...ello-che-vuoi/

    vergogna anche al proprietari del supermercato che avrà accettatato di affittargli il locale per una cifra astronomica, sempre il maledetto guadagno immediato...

    avere una casa a Los Angeles il cui armadio per i vestiti da solo fa 70 metri quadrati...

    ecco prima di parlare Fedez si faccia un esamino di coscienza:

    chi sono io e che stile di vita ho per difendere certe categorie?

  8. #8
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    Predefinito Re: Contro Fedez

    E' fastidioso sapere che esistono personaggi del genere, figuriamoci vedere che sono tra i più influenti del momento a livello politico.
    Mi chiedo come abbia fatto a fare i soldi stile rockstar anni '80-'90. Si vede che ha buoni sponsor.
    Cristo è un ****** e pregare lui è come pregare la *****.
    Hai cattivo gusto. Peggio per te!


    (Pestis nigra)

  9. #9
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    Predefinito Re: Contro Fedez

    Un wigger del cazzo con un manager in gamba.
    Hitler or Hell.

    "Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare."

  10. #10
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    Predefinito Re: Contro Fedez

    Mah... quest'anno è toccato a Fedez, qualche anno fa c'erano i Nomadi o qualche altro politicamente impegnato di cui ora non mi va nemmeno di fare uno sforzo di memoria per nominarlo, nella sostanza dell'evento non mi pare sia cambiato granché e di quanto si conciona sul palco del "concertone", me ne è sempre fregato meno di nulla. La cosa irritante è che sia trasmesso sulla Tv pubblica pagata da tutti, ma dopotutto, è solo una goccia nella marea della propaganda.

 

 
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