Ho deciso di aprire questa discussione perché mi é venuto il vomito leggendo questo post di @elnick: vaccinare le classi produttive del Paese
Quello che é fastidioso é che "i nazicapitalisti inaciditi" spesso vengono confusi con i liberisti, quindi vorrei prendermi 5 minuti per spiegare qual'é realmente la posizione dei liberali (attenzione: dei liberali, non degli anarchici, che sono un'altra questione).
L'idea molto diffusa secondo cui la teoria liberista é contraria a qualsiasi forma di sostegno nei confronti dei piú poveri sia sbagliata. Sia Friedman che Hayek capivano perfettamente che in un'economia di libero mercato fosse necessario dare un sostegno economico ai piú poveri, perché sebbene il libero mercato sia piú efficiente e produttivo rispetto a uno statalismo estremo non é che sia infallibile. Un liberista serio ammette che esistono aree a fallimento di mercato.
I fallimenti del mercato possono essere i seguenti:
- Disoccupazione
- Assenza di universalità in un servizio essenziale (per esempio la sanità )
I liberali (ripeto... i LIBERALI, non gli anarchici) non sono contrari all'intervento dello stato nelle aree a fallimento di mercato, ma se mai allo stato che interviene ovunque e mette i suoi artigli nell'intera economia.
Pertanto lo stato, dalla prospettiva liberista, deve fare il minimo necessario per colmare le aree a fallimento di mercato e non deve andare oltre.
Se quindi si ritiene (e direi giustamente) che la sanità debba essere un servizio universale allora il minimo necessario é che lo stato faccia l'assicuratore garantendo la copertura completa a tutti i cittadini. La sanità pubblica non é un intervento minimo: é lo stato che mette un intero servizio nelle proprie grinfie.
Sul reddito di cittadinanza non si può dire niente da un punto di vista liberale: é un intervento minimo!
Sarebbe antiliberista se lo stato per dare da mangiare ai poveri creasse negozi statali.
Dare soldi ai cittadini poveri affinché possano provvedere ad acquistare da sé beni e servizi nel libero mercato é quanto suggerito da Friedman.
Un altro punto osservato da Friedman é che lo stato sociale a costare piú del necessario a causa dei costi della burocrazia, quindi bisogna cercare di eliminare o per lo meno di ridurre la burocrazia.
Per esempio per quanto riguarda il reddito di cittadinanza ce il rischio che si venga a creare il solito carrozzone statale inefficiente con i navigator: i soliti posti di lavoro statali garantiti a vita a prescindere dagli obbiettivi raggiunti. La soluzione alternativa e piú efficiente sarebbe obbligare i beneficiari del reddito a iscriversi ad agenzie di collocamento private... tutti costi risparmiati dallo stato!
Per quanto riguarda la spesa pubblica, a far incazzare i liberisti non é il sostegno ai poveri, ma la redistribuzione parassitaria.
Avete presente quando andate al ristorante con un gruppo e voi, avendo difficoltà economiche prendete qualcosa che costa poco? Poi a fine cena salta fuori una persona che sta meglio di voi e che ha preso il menu piú costoso e propone di pagare alla romana?
Ecco, é questo che fa incazzare i liberisti: le persone che vogliono spassarsela con i soldi degli altri.
Qundi si agli aiuti per i piú poveri, ma no al parassitismo di chi non ha nessun reale bisogno dello stato!
Si allo stato sociale minimo, no ad aziende pubbliche inefficienti!
Si al reddito minimo garantito, no al lavoro garantito, perché il lavoro deve essere meritocratico e non si può costringere un'azienda a doversi una palla al piede, facendo diventare l'economia improduttiva.
Ecco, questo é il liberalismo.




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