Nel vento dell’attesa
mangiavamo ogni giorno
fame e polenta
poi fu uno scatto d’orgoglio:
Mettemmo falce e martello
su uno straccio rosso
fu la nostra bandiera
il simbolo della nostra protesta.
Vincemmo la prima battaglia
poi ci riposammo troppo.
I primi nemici furono i preti,
paurosi
che scoprissimo falsi i loro teoremi.
Poi vennero i padroni
poi i colonnelli
si ripresero tutti i privilegi.
Predicava ognuno
il suo ordine nuovo
diverso solo per l’inchiostro.
Ladri e magnaccia
pisciarono su ogni piaga
affogati nell’abbondanza
rubarono la falce
poi il martello.
La bandiera divenne bianca
poi azzurra
poi nera
e come ultima arroganza
la sventolò un pederasta.
E il popolo sovrano
ricominciò a prenderla nell’ano.




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