"Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels
Gli Stati Uniti contro il golpe in Ecuador (adesso che è fallito)
di Matteo Brumini
Cosa sia successo il 30 settembre scorso per le strade di Quito e dell’Ecuador credo sia oramai di dominio pubblico; la rivolta di settori della polizia contro i tagli a compensi straordinari e contro i privilegi delle forze di sicurezza, il presidente Correa ferito dai rivoltosi, il suo sequestro per 12 ore da parte delle medesime forze di polizia rivoltose nell’ospedale in cui si era recato per farsi medicare le ferite, il blitz dell’esercito per liberarlo e il popolo ecuadoriano sceso per le strade per difendere il suo presidente senza dimenticare l’appoggio al presidente da parte dell’Unasur (Unione degli stati sudamericani) e le parole del presidente boliviano Evo Morales : “Siamo disposti ad appoggiare in qualsiasi modo il processo rivoluzionario che sta vivendo l’Ecuador” e magari i morti ed i feriti. Tra le altre cose ci sarebbe anche la condanna del tentato golpe (che oggi la destra ecuadoriana cerca di sminuire a semplice rivolta di settori della polizia dimenticando o volendo far dimenticare l’appoggio dato durante le ore convulse del tentato golpe ai poliziotti rivoltosi) da parte degli Stati Uniti e del presidente Obama.
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