vorrei scrivere un thread separato da quello relativo al sindacalista ucciso a Novara: lì abbiamo un reato grave e una persona che ci ha rimesso la vita, e non ha nessun senso discutere di altre cose.
la problematica del picchetto è tutta un'altra cosa, e non è che sia vietato discuterne.
per quello che mi riguarda, posso solo portare la mia esperienza, che pure è un tantino datata, visto che è da molto che non sono più impiegato o dipendente.
ma nella azienda in cui ero impiegato funzionava così.
gli scioperi venivano proposti nelle assemblee sindacali e decisi a maggioranza dai dipendenti dell'azienda: quando si iniziava uno sciopero, era perché la maggioranza dei votanti aveva deciso in quel senso.
di fronte ad ogni sede c'era un picchetto che era costituito da una persona. per tacito accordo il picchetto non veniva violato: si poteva andare lì e discutere, ma in ogni caso il picchetto rimaneva; c'erano anche degli accordi con l'azienda per cui una certa tipologia di dipendenti poteva entrare anche in presenza di sciopero. questi accordi venivano rispettati da tutti, favorevoli e contrari allo sciopero.
perché ricordiamocelo: se non volevi fare sciopero, bastava partecipare alle assemblee e votare contro.
non sto parlando, ovviamente, di scioperi selvaggi in cui una qualche sigla sindacale compie una prevaricazione nei confronti dei dipendenti che non si riconoscono in quella sigla.




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